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  1. #1
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    Predefinito La montagna e il topolino

    Anche Renzi sta scalando la montagna destinata a partorire il topolino. Ha mediato, ma se egli aveva fatto percepire una sua caratteristica, questa era la propensione alla decisione unilaterale e al cambiamento in tempi stretti. Oggi media con Cisl Uil che si rendono disponibili a mediare in funzione anti CGIL. La quale li ripaga con uno sciopero. E media pure con quell'armata brancaleone della cosidetta "minoranza PD". Così si annuncia una manovra alla neopentapartito e il solito articolo dicciottone sulla groppo d'Italia.
    Peccato. Ci avevo contato.

  2. #2
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    Predefinito Re: La montagna e il topolino

    E' la differenza tra un leader forte e un dittatore, in fin dei conti :-P non mi pare peraltro che abbia concesso molto alle mediazioni....
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  3. #3
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    Predefinito Re: La montagna e il topolino

    In democrazia l'unico "luogo" in cui non ci devono essere dittatori è l'isitituione politico governativa, ma nei corpi sociali della società civile e politica i dittatori ci possono essere, eccome. E a volte ci devono essere, specie quando non c'è tempo e le istituzioni sono da buttare come nel nostro caso. Renzi ha dato di sè l'idea di essere un decisionista e un individualista. Perchè abbiamo bisogno di un individualista e di un decisionista, l'abbiamo, turandoci non poco il naso, votato. E invece siamo di nuovo a quella ipostasi del consociativismo berlinguerian moriano che è il PD.

    We need more action!
    Ultima modifica di Claude74; 08-10-14 alle 13:03

  4. #4
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    Predefinito Re: La montagna e il topolino

    Citazione Originariamente Scritto da Claude74 Visualizza Messaggio
    In democrazia l'unico "luogo" in cui non ci devono essere dittatori è l'isitituione politico governativa, ma nei corpi sociali della società civile e politica i dittatori ci possono essere, eccome. E a volte ci devono essere, specie quando non c'è tempo e le istituzioni sono da buttare come nel nostro caso. Renzi ha dato di sè l'idea di essere un decisionista e un individualista. Perchè abbiamo bisogno di un individualista e di un decisionista, l'abbiamo, turandoci non poco il naso, votato. E invece siamo di nuovo a quella ipostasi del consociativismo berlinguerian moriano che è il PD.

    We need more action!
    Capisco la volontà di avere decisionismo, ma attenzione: non ricadiamo nel vizietto tutto italiano di volere l'uomo forte al di sopra di tutto e di tutti, il salvatore della patria al di sopra delle regole e anche della democrazia, vissuta come mera pastoia....non ricadiamo nel vizio di volere un'altro Berlusconi ( senza andare indietro nel tempo ad esempi peggiori, che furono rafforzati proprio da questa voglia di decisionismo spinto). Se si vota Renzi perchè si ponga al di sopra delle regole democratiche o per farne un "Sovrano Repubblicano" ci si rassegni subito: Renzi non potrà mai essere Berlusconi, né potra essere un Presidente sullo stile Americano. Siamo in un sistema democratico a centralità parlamentare con pesi e contrappesi, Renzi come è giusto che sia deve tenerne conto e muoversi di conseguenza, tenendo ovviamente conto del partito che lo ha portato dove sta, ovvero il PD...partito che ha tutto il diritto di dire la sua nelle sue diverse componenti.

    Voglia di dinamismo ok, vivere ogni strumento democratico e di rappresentanza come mero rallentamento no!

    E' interessante vedere come ci siano persone che ritengono Renzi un nuovo Berlusconi che guarda solo al popolo non considerando nient'altro e chi pensa che Renzi stia andando troppo lentamente...il fatto che esistano queste due opinioni contrastanti mi fa pensare che tutto sommato la mediazione in essere non sia poi malvagissima.
    Ultima modifica di Gdem88; 08-10-14 alle 13:15
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  5. #5
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    Predefinito Re: La montagna e il topolino

    quella stagione è finita. Berlusconi è stato un uomo forte che non ha combinato quasi nulla, tranne alcuni errori e alcune velleiarie alzate di capo. Non raccontiamoci la favola che B. abbia mai messo in pericolo le nostre istituzioni. Sono piuttosto le istituzioni che non sono in grado di preparare la strada per la quale una forza politica possa procedere ad un cambiamento.
    B. è stato un despota soprattutto nel suo schieramento, ma non ha mai tentato di distorcere la democrazia, a meno che non si ritenga la devolution e il premierato come un tentativo di golpe, il che darebbe solo la misura dell'ignoranza politica e di chi sostenesse una tale colossale baggianata.

    Periò sì, abbiamo bisogno di uomini forti, che dirigano tanti altri uomini, che siano a loro volta altrettanto capaci del leader, che portino l'Italia verso un cambiamento radicale. De Gaulle, Mitterand, Thacher, Reagan,Blair, Clinton e tanti altri uomini forti che hanno visione, hanno polso,hanno leadership e sono capaci di rompere quando c'è da rompere.

    Cosi sindacati bisognava rompere. Ma tenngono l'Italia per le palle. Loro e la chiesa: la cosiddetta sussidiarietà duopolistica alla Peppone e Don Camillo che ha distrutto il futuro dei giovani. I quali sono davvero convinti che senza articolo 18 non si può lavorare. Penserà poi il prete di quartiere, il prete sussidiario e sussidiato, obbligatorio e inamovibile, a consolare il poverino del fatto che è disoccupato, magari suggerendogli tra un rosario e l'altro che è colpa del "neolibberismo"

  6. #6
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    Predefinito Re: La montagna e il topolino

    Berlusconi è stato dannoso ed eversivo sotto molti aspetti, altro che. Semmai è tipico di chi lo ha sostenuto il pensare Silvio fosse solo una povera vittima delle pastoie istituzionali che non permettevano un cambiamento, una visione che non ha molta presa da queste parti.

    Poi vabbeh, la denuncia del consociativismo alla Peppone e Don Camillo è tipico di una certa cultura liberale che spesso anche qui fa capolino...posizione legittima ma che non condivido. La riverginazione di Berlusconi e la condanna della Camusso non è proprio nelle mie corde, mi spiace.
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  7. #7
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    Predefinito Re: La montagna e il topolino

    cultura liberale...puah che schifo! In fondo han fatto il mondo contemporaneo, ora possono pure andare a farsi fottere.

    Quando si dice che Renzi è thacheriano è perchè E' - non Thacheriano- ma ispirarato dal movimento neo liberale che ispirò quello neoconservatore thacheriano.

    Privatizzazione SPL, privatizzazioni, liberalizzazione dei licenziamenti, e altri provvedimenti sono delle annacquate misure pro market tipiche del sistema di governo dell'economia neo liberale.

    Non vi sono altre alternative ad oggi, ma solo sindacati che si oppongono per conservare i loro privilegi.

    Dopo il crimine civile contro le future generazione che fu il retributivo, con la infame legge Brodolini del 69, con un sistema sanitario nazionale che sta strabordando, constandoci miliardi su miliardi in preventivo di crescere sempre di più, con un settore pubblico ipertrofico e superinefficiente, e una montagna di regolamentazione stratificata che rende difficile qualsiasi asempimento burocratico, che inoltre vincola gli unici atomi sociali capaci di creare valore, cioè le imprese.

    Abolizione dell'IRAP e abbassamento dell'IRES, per es. non si può non fare

    Privatizzazione SPL: come puoi non farla con una inefficienza come la nostra?

    Ma è il costo globale tra perdite, inefficienze e spese effettive per servizi che in Italia va costantemente aumentando. Il tutto in una situazione di pressione fiscale alle stelle, mi spieghi come non appliche politiche LIBERALI CHE, POVERI STRONZI, OGNI TANTO FANNO CAPOLINO, COME SE FOSSE APPARSO UN ORCO.

    Dimmi, quali sarebbero le politiche economiche non neo liberali che risolvono questi problemi. Ah sì, aspetta, aumentare la soglia del tre percento così aumenta il deficit che poi a sua volta aumenta il debito finchè non arriviamo ad default.

    Caro il mio ..mm. antiliberale? socialista? aspetta...forse Boy scout?

    Ave Maria

  8. #8
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    Predefinito Re: La montagna e il topolino

    Citazione Originariamente Scritto da Claude74 Visualizza Messaggio
    cultura liberale...puah che schifo! In fondo han fatto il mondo contemporaneo, ora possono pure andare a farsi fottere.

    Quando si dice che Renzi è thacheriano è perchè E' - non Thacheriano- ma ispirarato dal movimento neo liberale che ispirò quello neoconservatore thacheriano.

    Privatizzazione SPL, privatizzazioni, liberalizzazione dei licenziamenti, e altri provvedimenti sono delle annacquate misure pro market tipiche del sistema di governo dell'economia neo liberale.

    Non vi sono altre alternative ad oggi, ma solo sindacati che si oppongono per conservare i loro privilegi.

    Dopo il crimine civile contro le future generazione che fu il retributivo, con la infame legge Brodolini del 69, con un sistema sanitario nazionale che sta strabordando, constandoci miliardi su miliardi in preventivo di crescere sempre di più, con un settore pubblico ipertrofico e superinefficiente, e una montagna di regolamentazione stratificata che rende difficile qualsiasi asempimento burocratico, che inoltre vincola gli unici atomi sociali capaci di creare valore, cioè le imprese.

    Abolizione dell'IRAP e abbassamento dell'IRES, per es. non si può non fare

    Privatizzazione SPL: come puoi non farla con una inefficienza come la nostra?

    Ma è il costo globale tra perdite, inefficienze e spese effettive per servizi che in Italia va costantemente aumentando. Il tutto in una situazione di pressione fiscale alle stelle, mi spieghi come non appliche politiche LIBERALI CHE, POVERI STRONZI, OGNI TANTO FANNO CAPOLINO, COME SE FOSSE APPARSO UN ORCO.

    Dimmi, quali sarebbero le politiche economiche non neo liberali che risolvono questi problemi. Ah sì, aspetta, aumentare la soglia del tre percento così aumenta il deficit che poi a sua volta aumenta il debito finchè non arriviamo ad default.

    Caro il mio ..mm. antiliberale? socialista? aspetta...forse Boy scout?

    Ave Maria
    Cadi nell'errore di pensare che io sia a prescindere contro la cultura liberale.....così non è. Semplicemente non condivido la retorica ( tipica di molti liberali, non di tutti) che porta a buttare capra e cavoli tirando in ballo Peppone e Don Camillo. Figuriamoci, su questo forum ho passato ore a difendere i liberal PD ( Ichino compreso) da chi li voleva mettere alla forca come eretici da espellere, su questo versante sono in una botte di ferro...al di là della piena condivisione delle idee che può anche non esserci.

    Appurato comunque che avevo ipotizzato giusto e che ti richiami alla tradizione neoliberale, ovviamente non posso che dirti che non bisogna essere dei rifondaroli antiliberisti per non essere contro ad un modello neoliberale puro e semplice. Basta avere una normale posizione di centrosinistra, che non vede nella Thatcher un fulgido modello tanto quanto non vede nei sindacati un nemico, pur non escludendo eventuali liberalizzazioni e/o privatizzazioni in alcuni casi e posizioni autonome dai sindacati in altri casi.
    Ultima modifica di Gdem88; 08-10-14 alle 15:20
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  9. #9
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    Predefinito Re: La montagna e il topolino

    ma infatti io non sono per un modello "puro e semplice".

  10. #10
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    Predefinito Re: La montagna e il topolino

    dovevo andare via.
    Diciamo che ciò che non condivido con i neolib è l'accanimento contro:

    - la progressività delle imposte
    - qualsiasi concetto di redistribuzione

    Una volta che tu togli queste due cose l'abbattimento del welfare è una mera conseguenza meccanica.

    Io invece credo che le tasse possano essere mantenute progressive:

    - dato che il potere di creare benessere del reddito decresce con il crescere del reddito stesso, il ricco può pagare una aliquota più alta del povero, perchè tale aliquota porterà via una fetta di reddito meno capace di produrre utilità rispetto a quella del povero. Si può inoltre fare in modo che la quantità di benessere sottratta, almeno in linea teorica, sia la stessa, giungendo ad una pari tassazione anche se con aiquote diverse

    - rimane il problema che il ricco di solito non riceve nulla dalla redistribuzione, ma, si può dire che qualcosa comunque riceve, poichè un paese in cui anche chi è in fondo alla scala sociale è capace di un comportamento visrtuoso, è produttivo, è conscio delle proprie capacità è un paese globalmente migliore, ed è megliore, anche meno pericoloso soprattuto per il ricco

    - La redistribuzione è giusta a patto che non interferisca in maniera irrimediabile con l'economia, e che non tocchi la sfera produttiva della società. Essa inoltre deve tendere a creare un sistema di welfare limitato, non universalista e gestito nella misura più grande possibile da enti privatistici, sia imprese che imprese non profit

    - Non è compito dello stato però promuovere l'uguaglianza tra le persone, bensì promuovere le capacità di benessere, cioè le capacità degli individui di creare con le loro mani opportunità di benessere per sè e famiglia, anche se questo portasse a nuove diseguaglianze, e questo facendo con pochi mezzi assodati, senza disperdere energie e moltiplicare inutilmente i centri di spesa: scuola, formazione professionale, sanità di base, sussidio di disoccupazione.

    Palla lunga, e correre

 

 
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