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Discussione: Archeologia biblica

  1. #1
    In memoriam F. Spadafora
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    Predefinito Archeologia biblica

    sempre più spesso mi capita di leggere (qui l'ultimo esempio: Civium Libertas: Alberto B. Mariantoni: «Il “tandem” US-Israel nel Vicino Oriente, cioè il “Gatto”, la “Volpe” ed i “Pinocchi” europei…») la tesi secondo cui i libri storici della bibbia di "storico" non hanno nulla, essendo puramente mitologici e favolistici, e che l'archeologia non ha trovato tracce del racconto veterotestamentario. spesso si fa riferimento agli studi degli archeologi israel finkelstein e mario liverani. qualcuno mi sa dire se esiste qualche esempio - possibilmente aggiornato, non il solito "la bibbia aveva ragione" - della tesi contraria?
    grazie.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: i libri storici della bibbia sono puramente mitologici?

    Citazione Originariamente Scritto da Andrea Visualizza Messaggio
    sempre più spesso mi capita di leggere (qui l'ultimo esempio: Civium Libertas: Alberto B. Mariantoni: «Il “tandem” US-Israel nel Vicino Oriente, cioè il “Gatto”, la “Volpe” ed i “Pinocchi” europei…») la tesi secondo cui i libri storici della bibbia di "storico" non hanno nulla, essendo puramente mitologici e favolistici, e che l'archeologia non ha trovato tracce del racconto veterotestamentario. spesso si fa riferimento agli studi degli archeologi israel finkelstein e mario liverani. qualcuno mi sa dire se esiste qualche esempio - possibilmente aggiornato, non il solito "la bibbia aveva ragione" - della tesi contraria?
    grazie.
    Inerranza della Bibbia - Wikipedia
    Archeologia biblica - Wikipedia
    StoricitÃ* di Gesù - Wikipedia

    (osservare le fonti delle citazioni per ulteriori approfondimenti)
    Ultima modifica di Odissea; 03-06-10 alle 19:48

  3. #3
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    Predefinito Rif: i libri storici della bibbia sono puramente mitologici?

    Sinceramente non saprei consigliarti un libro preciso, posso solo dire che gli accademici non seguono una tesi "radicale". Dire "la Bibbia è tutta mitologia" è radicale quanto "la Bibbia aveva ragione": sono due tesi radicali che non sono sostenibili.

    Può esserti di aiuto il materiale presente su questo blog: Paulus 2.0 volendo potresti chiedere direttamente al blogger.

    ps. mentre scrivevo mi è venuto in mente "La Bibbia e le scoperte moderne" di Giuseppe Ricciotti, editore Sansoni.

    iaociao:
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


    "Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.

  4. #4
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    Predefinito Rif: i libri storici della bibbia sono puramente mitologici?

    comunque la Bibbia ha ragione.

  5. #5
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    Predefinito Rif: i libri storici della bibbia sono puramente mitologici?

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    comunque la Bibbia ha ragione.
    Certo. Poiché la rivelazione divina si esprime nella Scrittura, dobbiamo fare precedere lo sforzo della nostra ragione da un atto per il quale accettiamo come verità ciò che la Scrittura insegna. Per capire la verità bisogna prima di tutto crederla. Dio non ha dato la fede all'uomo perché egli si fermi lì, tutto al contrario: essa non è altro che una specie di principio, partendo dal quale, in una creatura dotata di ragione, incomincia a svolgersi la conoscenza del Creatore. In principio, l'interpretazione letterale della Scrittura condurrebbe facilmente ad errori grossolani, se la ragione non intervenisse per svelare il senso spirituale che si nasconde sotto di essa. L'interpretazione dei simboli scritturali pretende dunque uno sfrzo da parte della ragione per determinarne il senso.
    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  6. #6
    puttuio!
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    Predefinito Rif: i libri storici della bibbia sono puramente mitologici?

    Ultima modifica di :Esther:; 06-06-10 alle 09:03
    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  7. #7
    puttuio!
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    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  8. #8
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    Predefinito Rif: i libri storici della bibbia sono puramente mitologici?

    Prove archeologiche a conferma della Bibbia


    Quelli che seguono sono solo alcuni esempi dei numerosi reperti archeologici che hanno confermato l'autenticità della narrazione e degli eventi della Sacra Bibbia.
    Le prove sono così schiaccianti che il rinomato archeologo Nelson Glueck ha dichiarato:"Si può affermare categoricamente che nessuna scoperta archeologica abbia mai contraddetto i riferimenti biblici". Huston Smith, uno studioso, ha giustamente affermato che se i canoni rigorosi impiegati per verificare l'affidabilità storica della Bibbia fossero stati applicati anche agli studi classici, la nostra visione del mondo Greco-Romano oggi sarebbe in frantumi.
    Relativamente all'Antico Testamento, l'evento biblico maggiormente documentato è quello del diluvio descritto nella Genesi. Il racconto del diluvio si trova in più di 500 miti, nelle diverse civiltà, in popoli lontani geograficamente e culturalmente.
    Di particolare rilevanza sono i ritrovamenti Babilonesi, Sumeri, e Assiri. Molti di quelli Babilonesi ne parlano con dovizia di particolari; un esempio è l'undicesima tavoletta del poema epico su Gilgamesh, che descrive accuratamente gli eventi secondo lo schema biblico (si veda anche questo documento).
    La scoperta dell'archivio di Ebla, nel nord della Siria, verso la fine degli anni 1970 ha dimostrato che il racconto biblico che riguarda i Patriarchi è attendibile. I documenti scritti su tavole di creta a partire dal 2300 a.C. circa confermano che diversi nomi di persone e di luoghi nella narrativa della Genesi sono autentici. Ad esempio, era in uso ad Ebla il nome "Canaan", che un tempo i critici dichiaravano non usato in quell'epoca e quindi adoperato a sproposito nei primi capitoli della Bibbia. Si affermava che la parola "tehom" ("l'abisso") in Genesi 1:2 fosse una parola tardiva e quindi una prova della tarda composizione del racconto della Creazione. Ma "tehom" faceva parte del vocabolario in uso ad Ebla, circa 800 anni prima del tempo di Mosè! I costumi antichi riflessi nelle narrative dei Patriarchi sono stati confermati anche da tavole di creta rinvenute a Nuzi e a Mari.
    Le "cinque città della pianura", citate nella Bibbia, fra cui Sodoma e Gomorra (il cui nome attuale è Bab edh-Dhra e Numeira) e altre città della valle di Siddim, erano iscritte su una tavoletta dell'archivio del palazzo di Ebla addirittura nella stesso ordine di Genesi 14:2. "La distruzione catastrofica di Sodoma e Gomorra avvenne verosimilmente intorno al 1900 a.C." - scrive nel 1951 lo scienziato americano Jack Finegan. "Un minuzioso esame dei documenti letterari, geologici ed archeologici porta alla conclusione che la scomparsa terra di quella regione (Genesi 19:29) era situata nel territorio attualmente sommerso sotto le acque che vanno lentamente crescendo nella parte meridionale del Mar Morto, e che la causa della distruzione fu un grande terremoto, probabilmente accompagnato da esplosioni e da fulmini, dallo sprigionamento di gas e da fenomeni ignei". Intorno al 1900 a.C.: l'epoca di Abramo!
    Inoltre, nel settembre del 1977 in un numero di "Scientific American" apparve un articolo delle scoperte fatte ad Ebla. Vi si legge: "La lista delle "cinque città della pianura", Sodoma, Gomorra, Adma, Tseboim e Bela (cfr. Genesi 14:2), è ripetuta in un testo di Ebla e i nomi appaiono nello stesso ordine". Due mesi dopo, in una conferenza, il prof. Noel Freedman, direttore dell'Istituto di Ricerca Archeologica di Gerusalemme W.F. Albright, confermò la notizia. Fu reso noto perfino il numero della tavoletta (n° 1860) che menziona le cinque città nello stesso ordine di Genesi cap. 14. Nelle tavolette era anche menzionato anche il re Birsha, lo stesso nome che il re di Gomorra aveva nel tempo di Abrahamo (Genesi 14:2). Si potrebbe dire molto di più su questa sensazionale scoperta che, via via che le tavolette sono lette dall'epigrafista, fornisce costantemente nuove rivelazioni (le tavolette ritrovate nelle rovine del palazzo di Ebla che nel 1975 erano circa 15.000, salirono poi a circa 20.000 durante gli scavi del 1976-77).
    Gli Hittiti (o Ittiti, o Hittei) una volta si pensava fossero una leggenda biblica, fino a quando nel 1906 la loro capitale e i loro archivi furono scoperti a Bogazkoy in Turchia.
    Ancora, molti pensavano che le descrizioni bibliche delle ricchezze di Salomone fossero fortemente esagerati. Ma i documenti recuperati da epoche remote mostrano che ai tempi antichi, la ricchezza era concentrata in mano ai re, e che la ricchezza di Salomone era perfettamente verosimile.
    Una volta, si pretendeva che non fosse mai esistito un re assiro di nome Sargon, come riferito in Isaia 20:1, perché tale nome non era noto da nessun'altra fonte. Poi il palazzo di Sargon fu scoperto a Khorsabad nell'Iraq. Proprio lo stesso evento menzionato in Isaia cap. 20, cioè la sua conquista di Asdod (Ashdod), veniva ricordato sulle pareti del palazzo! Inoltre, frammenti di una stele che commemorava la vittoria furono rinvenuti ad Asdod stessa.

    Gli scavi della biblica Sichem presentarono nel 1960 nuove prove a favore di una data per il regno del re Abimelec, il figlio del giudeo Gedeone. Quando si scavò il tempio di Baalberith a Sichem, menzionato in Giudici cap. 9, gli archeologi furono in grado di datare la distruzione di quel tempio da parte di Abimelec. Tale data era in accordo con quella del breve regno di tre anni di Abimelec a cui si era già arrivati esclusivamente sulla base dei dati cronologici trovati nella Bibbia.
    Un altro re la cui esistenza era stato messo in dubbio era Baldassar (o Belshatsar), re di Babilonia, nominato in Daniele cap. 5. Secondo gli storiografi, l'ultimo re di Babilonia era stato Nabonide. Poi furono ritrovate delle tavole che mostravano che Baldassar fu il figlio di Nabonide e che regnò come suo co-reggente a Babilonia. Così, Baldassar poté offrire di costituire Daniele "terzo signore del regno" (Dan. 5:16), la posizione più elevata a disposizione, per essere riuscito a leggere il testo scritto sulla parete. Qui risalta la natura di "testimonianza oculare" del testo biblico, come tante volte viene messo in evidenza dalle scoperte archeologiche.
    Coerenti con la narrazione biblica sono anche un antico elenco di re Sumeri (il prisma Weld-Blundell, composto da molti frammenti il primo dei quali fu scoperto nel 1906 a Nippur, in Iraq), e una tavoletta sumera che descrive la confusione risultante dall'evento della Torre di Babele, attribuendola al "dio della sapienza".
    Nel secolo scorso scavi hanno portato alla luce i resti di una grande città. Lo storico W. Keller riepiloga così i risultati: "Nel 1899 la Società Orientale Tedesca inviò una grossa spedizione sotto la direzione del Professor Robert Koldewey, per esaminare i famosi resti di Babil. Gli scavi richiesero molto più tempo del previsto. Durante un periodo di 18 anni, fu portata alla luce la più famosa metropoli del mondo antico, il regno di Nabucodonosor, e al tempo stesso, una delle Sette Meraviglie del Mondo, i Giardini Pensili, e "E-temen-an-ki", la leggendaria Torre di Babele. Nel palazzo di Nabucodonosor e sul Cancello di Ishtar, che si trovava dietro di esso, furono scoperte innumerevoli iscrizioni" (W. Keller, The Bible as History, 1980, p. 302).
    La cattività di Ioiachin, re di Giuda, in Babilonia (2 Re 24:15-16) è riportata in alcune tavolette in cuneiforme contenenti la cronaca dei primi anni di regno di Nabucodonosor. Esse si riferiscono alla presa di Gerusalemme, alla sua cattività e all'intronamento di Sedekia, l'ultimo re di Giuda, il 16/17 marzo del 697 a.C. (riferito al nostro calendario).
    La dinastia del re Davide è confermata dalle iscrizioni in aramaico su una tavoletta commemorativa rinvenuta a Tel Dan (a nord di Israele), datata IX secolo a.C., probabilmente parte di un monumento ad Hazael, re di Aram. La tavoletta cita diversi eventi registrati nel primo libro dei Re.
    La campagna del faraone Shishak contro Israele (1 Re 14:25-26) è riportata sulle mura del Tempio di Amun a Tebe, in Egitto.
    La rivolta di Moab contro Israele (2 Re 1:1; 3:4-27) è descritta nell'iscrizione di Mesha.
    La caduta di Samaria (2 Re 17-6, 24; 18:9-11) per mano di Sargon II, re d'Assiria, è descritta sulle mura del suo palazzo.
    La sconfitta di Ashdod per mano di Sargon II (Isaia 20:1) è descritta sulle mura del suo palazzo.
    La campagna del re assiro Sennacherib contro Giuda (2 Re cap. 18 e 19; 2 Cronache 32; Isaia 37) è riportata dal prisma Taylor, e nelle diverse stele biografiche di Tirhaka in Nubia.
    L'assedio di Lachish da parte di Sennacherib (2 Re 18:14,17) è descritto nei bassorilievi di Lachish.
    L'assassinio di Sennacherib per mano dei suoi stessi figli (2 Re 197) è descritto negli annali di suo figlio Esarhaddon.
    La caduta di Ninive predetta dai profeti Nahum e Sofonia (2:13-15) è riportata sulla tavoletta di Nabopolasar.
    La caduta di Gerusalemme per mano di Nabucodonosor, re di Babilonia (2 Re 24:10-14) è riportata nelle cronache Babilonesi.
    La caduta di Babilonia sotto i Medi e i Persiani (Daniele 50-31) è riportata sul cilindro di Ciro.
    La narrazione biblica sul profeta Balaam è confermata dalle iscrizioni su 119 frammenti rinvenuti a Deir 'Alla.
    Nel 1868 fu rinvenuta una tavoletta Moabita. Clearmon-Ganneau ne prese l'impronta prima che gli arabi la rompessero in più parti per venderla. L'iscrizione convalida il contenuto del capitolo 16 del primo libro dei Re e del capitolo 3 del secondo libro dei Re. Essa cita anche il nome (Yahweh) con cui Dio si fece conoscere a Israele in Esodo.
    La liberazione degli schiavi in Babilonia per mano di Ciro il Grande (Esra 1:1-4; 6-4) è riportata sul cilindro di Ciro.
    L'obbligo di lasciare Roma per tutti i Giudei durante il regno di Claudio (41-54 d.C.) è riportato da Svetonio.
    La scoperta di un grosso altare di pietra fornito di corna, negli scavi di Beer-Seba nel 1973 fece luce su due versetti del libro del profeta Amos (5 e 8:14) che sembravano suggerire che in quella città esistesse un santuario.
    La distruzione di Tiro, famoso porto fenicio dell'antichità noto per il culto orgiastico e crudele di Baal, fu profetizzata nei minimi dettagli (Ezechiele 26-14) dal profeta Ezechiele nel 586 a.C., l'anno che precedette la sua caduta.
    L'esistenza di Gesù Cristo è riportata anche dal Talmud Babilonese e da diversi autori non cristiani, tra cui Giuseppe Flavio, Svetonio, Plinio il Giovane, Luciano, e altri, che confermano anche eventi come quello della crocifissione e la vita dei primi cristiani.

    Ultima modifica di :Esther:; 06-06-10 alle 09:13
    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  9. #9
    puttuio!
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    Predefinito Rif: i libri storici della bibbia sono puramente mitologici?

    ARCHEOLOGIA E BIBBIA

    di

    Giacomo Tumbarello


    L'uomo da sempre e in tutti i paesi, ha manifestato interesse per il proprio passato. Molti studiosi oggi
    ritengono che attraverso lo studio del passato si possa comprendere meglio il presente.
    La ricostruzione storica degli eventi dipende principalmente dalla disponibilità di documenti e
    testimonianze scritte. L'archeologia spesso viene in aiuto alla storia fornendo reperti che completano e
    confermano le testimonianze fornite dai documenti cartacei. I documenti storici ci tramandano informazioni
    e notizie solamente delle civiltà che hanno sviluppato una scrittura e una letteratura e, benché alcune
    letterature, come quella greca per esempio, ci informa anche suoi popoli barbari vicini, è da dire che la
    maggior fonte di informazione su popoli meno civilizzati che non hanno sviluppato una scrittura, ci viene
    dall'archeologia.
    L'origine dell'archeologia risale a circa 2.500 anni fa quando Nabonedo, l'ultimo re di Babilonia che
    regnò dal 556 al 539 a.C. compì scavi nel tempio di Shamath a Sippur nel tentativo di scoprire chi lo aveva
    costruito. Sua figlia, Ennigaldi-Nanna che fu una collezionista di antichità, espose la sua collezione in
    quello che possiamo definire il primo museo del mondo, nella città di Ur, in prossimità dell'Eufrate.
    Tucidide, storico greco vissuto dal 460 al 395 a. C. c.a., racconta nei suoi scritti dello scavo di antiche
    tombe compiuto dagli Ateniesi nell'isola di Delo, nel mare Egeo, e dallo studio dei manoscritti ivi rinvenuti.
    L'archeologia è la scienza che studia reperti e le testimonianze giunte sino a noi dal passato, con lo
    scopo di ricostruire usi, costumi ed eventi del passato, nel modo più completo.
    Possiamo definire l'archeologia (archeo+logia) quella scienza o disciplina che studia la formazione e lo
    sviluppo delle civiltà passate dell'uomo, ovvero, studio dell'antichità, al fine di ricostruire le civiltà
    attraverso la testimonianza della cultura materiale quali le arti figurate, monumenti, oggetti, iscrizioni
    recuperate attraverso le procedure di scavo. Tuttavia essa non si limita allo scavo, che è solo il più noto fra
    i molti aspetti di questa scienza, ma si occupa anche della datazione e della classificazione dei manufatti,
    dell'individuazione dei luoghi, ecc.
    Secondo una definizione più recente possiamo aggiungere che l'archeologia è la scienza che studia
    testimonianze storiche di culture e civiltà, nonché di insediamenti e giacimenti, terrestri e subacquei,
    conosciuti o conoscibile prevalentemente attraverso la scoperta di resti materiali.
    Tra le grandi suddivisioni dell'archeologia in senso geografico, dobbiamo annoverare l'archeologia
    classica, che studia le civiltà dei popoli del Mediterraneo in particolare del mondo greco romano dalle
    origini fino al medioevo, l'archeologia del Vicino Oriente relativa alle civiltà dell'Asia Anteriore antica
    dall'Anatolia fino all'Iran, l'archeologia del Medio ed Estremo Oriente interessate le antiche civiltà dall'Iran
    al Pacifico e le culture delle steppe russe e siberiane, l'archeologia pre-colombiana che studia i resti dei
    grandi imperi dell'America centromeridionale e delle civiltà a questi imperi contigui, l'archeologia
    preistorica o paletnologia, l'archeologia subacquea che si occupa dei resti archeologici, soprattutto
    impianti portuali, che sono stati sommersi dalle acque, nonché del recupero di navi naufragate e dei loro
    carichi. L'archeologia subacquea porta alla conoscenza dei commerci e delle tecnche navali degli antichi e
    si distingue da quella terrestre per i differenti metodi di ricerca e di scavo. Sono stati rilevati insediamenti
    palafitticoli nei laghi europei, i porti fenici di Tiro e Sidone. Limitati sono sinora i recuperi di navi antiche
    tra cui si ricorda alcune navi vichinghe, due navi di Calligola e, nella zona delle isole dello Stagnone in
    Sicilia Occidentale, il recupero della nave punica, considerata il più antico esemplare di nave da guerra
    recuperato, custodito attualmente nel museo di Marsala.
    Specialità con proprie tradizioni di studio risalenti alle prime manifestazioni settecentesche della ricerca
    archeologica sono: l'archeologia cristiana, che consiste di solito nello studio dei monumenti cristiani dalle
    origini sino ai primi secoli del Medioevo, l'etruscologia, l'egittologia, l'assiriologia, e la papirologia, che
    vanno tuttavia considerate come discipline non esclusivamente archeologiche.
    Ramo dell'archeologia orientale è l'archeologia biblica, che si prefigge una migliore comprensione dei
    testi scritturali, i cui limiti cronologici vanno dall'età dei patriarchi (sec. XVIII a. C.) al sec. I d.C., in
    un'area geografica comprendente la Palestina e le zone medio-orientali con essa strettamente collegate.
    L'archeologia biblica identifica le località bibliche, ricostruisce l'ambiente in cui vissero i personaggi
    biblici, conferma particolari mediante il riscontro di un personaggio o episodio biblico in documenti storici
    di altri popoli orientali, fornisce collegamenti con documenti letterari e archeologici di questi popoli.
    Caratteristica dell'archeologia biblica è lo scavo del "khirbet" (basso cumulo) e del "tell" (collina), che
    nascondono gli antichi insediamenti in strati sovrapposti corrispondenti alle varie epoche. Pioniere
    dell'archeologia biblica fu il geografo E. Robinson che nel 1838 identificò molte località bibliche. Aprirono
    l'epoca degli scavi F. de Sauley (dal 1850 al 1863) e C. Clermont-Ganneau; nel 1867 Ch. Warren fece il
    primo scavo scientifico sotto le mura di Gerusalemme: Nel 1865 fu fondata la Palestine Exploration Fund,
    che compose la prima carta topografica della Palestina, e nel 1870 la America Palestine Exploration.
    I primi risultati in campo strettamente archeologico si debbono a Flindes Petrie (dal 1890) che, sulla
    base del metodo stratigrafico, si servì della ceramica per tentare una cronologia palestinese. Nel 1892 fu
    fondata l'Ecole Biblique e nel 1898 la Deutsche Orientgesellschaft. Dopo la prima guerra mondiale fu
    creato un Departement of Antiquities; tra il 1918 e il 1938 si ebbe il periodo d'oro dell'archeologia biblica.
    Iniziò i lavori anche la America School of Oriental Reserch; W. F. Albright fissò definitivamente la
    cronologia palestinese. La scuola archeologica formatasi attorno a questo archeologo è particolarmente
    propensa a vedere corrispondenze tra i testi biblici e i reperti archeologici; quella germanica; capeggiata
    da A. Alt e da M. Noth, è invece molto più cauta e, dal punto di vista scientifico, con ragione, anche se le è
    stata spesso rimproverata un'esagerata prudenza. In ogni caso l'archeologia biblica, come le sue consorelle,
    lavora con metodi scientifici e non si propone fini apologetici di sorta, per cui sarebbe ingiusto sospettarla
    di mancanza di senso critico.
    Per condurre le sue indagini l'archeologia contemporanea si avvale di numerose altre discipline
    diacroniche a volte assai minute come la filologia ( per la conoscenza delle fonti), l'epigrafia, la topografia,
    la numismatica, le antichità (nel senso specifico di studio degli usi e dei costumi pubblici e privati).
    L'archeologia si avvale delle scienze chimiche, fisiche e naturali anche per altre ricerche. L'analisi della
    composizione chimica dei materiali può spesso chiarire l'origine geografica di un reperto.
    Si vanno sempre più affermando tecniche di analisi basate sulla spettroscopia di emissione e sull'attività
    neutronica. Le analisi polliniche e dei leghi fossile e subfossile, nonché delle ossa degli animali, indicano al
    flora e la fauna del periodo nonché il suo clima e sono perciò utilizzabili nel campo preistorico e della
    paleoecologia.
    Sino al secolo scorso e inizi di questo, la figura chiave in questa disciplina era quella dell'archeologo
    che era un factotum, uomo di ampie conoscenze. Oggi invece si va sempre più affermando la necessità del
    lavoro di équipe, ove, accanto agli archeologi interessati ai singoli aspetti della cultura antica, operano gli
    specialisti delle discipline storiche e filologiche, nonché fisici, chimici, fotografi, informatici.
    Quanto agli aspetti tecnici del momento acquisitivo e conservativo, che si sono fortemente sviluppati in
    seguito al generale progresso dei metodi di scavo e di restauro, della ricerca aerofotografica,
    elettromagnetica e paleonaturalistica e alle crescenti applicazioni dell'informatica all'archeologia.
    Per individuare resti archeologici senza effettuare scavi il sistema oggi più largamente usato è quello
    della fotografia aerea o aerofotogrammetria e il metodo prende il nome di prospezione archeologica. In
    particolari condizioni di stagione, di umidità del suolo, di stato delle colture, risultano evidenti nella
    fotografia sia l'andamento delle murature antiche (sopra le quali la vegetazione è di solito più rada e il
    terreno assume tonalità diverse) sia le cavità, come per esempio fossati preistorici (dove la vegetazione
    cresce più rigogliosa) All'esame stereoscopico di più fotografie aeree della stessa zona si collegano più dati
    desunti da altre fonti (notizie storiche, saggi di scavi) per giungere alla restituzione aerofotogrammetrica
    della zona.
    Altro metodo impiegato è quello delle prospezioni magnetiche basate sulla misurazione, generalmente
    mediante magnetometri a protoni, dell'intensità del campo magnetico del terreno, la quale può variare
    quando nel suolo sono sepolti resti antichi.
    Al limite tra prospezione e svaco sono le prospezioni stratigrafiche, che consistono nell'eseguire fori nel
    terreno a mezzo di apposite sonde a rotazione, che individuano i materiali archeologici sepolti nei diversi
    strati. Recentemente sono state usate delle sonde a circolazione di acqua compressa che fa risalire in
    superficie i frammenti antichi. Infine si ricorda una sonda fotografica, il cosidetto "occhio di Minosse", che
    permette di fotografare l'interno delle tombe a camera.
    Per la datazione dei reperti archeologici, in aggiunta ai metodi tradizionali, basati o sul confronto
    dell'oggetto da datare con altri già noti, si sono usati nuovi sistemi di datazione. I più noti sono quello del
    carboni 14 (C14) che si è rivelato soprattutto importate, nonostante i possibili errori, per la datazione di
    materiali preistorico fino a 50-70.000 anni or sono, e il metodo della termoluminescenza per la datazione
    della ceramica
    Dal punto di vista storico si ha notizia dei rinvenimenti effettuati volontariamente a scopo
    collezionistico, come quelli effettuati in scavi di saccheggio nelle necropoli di Corinto da parte di coloni
    inviati da Cesare, che intendeva in questo modo arricchire le raccolte arecheologiche e artistiche romane.
    Dopo il crollo dell'Impero Romano nel V secolo d.C. e fino al Medioevo, lo studio del passato conobbe
    un lungo periodo di eclissi in cui si tramandavano notizie solo di eventi vicini nel tempo e la maggior parte
    di conoscenze storiche, riguardanti eventi remoti, si basavano essenzialmente sulle scritture bibliche.
    In questo periodo non ci fu alcuno interesse per la ricerca di manufatti relativi al passato, anzi è da dire
    che la paura superstiziosa degli oggetti nascosti nella terra, farà sistematicamente distruggere ogni reperto
    archeologico accidentalmente rinvenuto. Fu durante il Rinascimento che l'interesse per l'antico, suscitato da
    letterati, poeti e artisti, spinse architetti, pittori, scultori, antiquari e persino semplici uomini di cultura alla
    ricerca di resti archeologici, statue, epigrafi e monete che vennero disegnati, recuperati e sistemati in
    collezioni.
    Dal XVI secolo in poi, molti studiosi si dedicarono allo studio delle rovine romane in Italia. Agli inizi del
    1700 gli scavi compiuti ad Ercolano e Pompei, sepolte dall'eruzione del Vesuvio nel 72 d.C. portarono alla luce moltissimi interessanti reperti.
    A metà 700, l'archeologia diventerà scienza di avanguadia grazie al contributo di J.J. Winchelmann, che
    elaborerà la teoria del neoclassicismo destinata ad avere tanta parte nelle vicende rivoluzionarie di fine
    secolo: il movimento, indirizzato ora per la prima volta verso l'antica Grecia, appare favorito dalle scoperte della città di Pompei ed Ercolano appena menzionate, dalla ripresa degli scavi a Roma e soprattutto dalle
    prime esplorazioni di viaggiatori in Grecia. In epoca napoleonica, l'antico filone dell'antiquaria, irrobustito
    dalla speculazione neoclassica, costituisce i germi dell'archeologia filologica.
    Napoleone Bonaparte con la sua campagna militare del 1798, conclusasi con la battaglia del Nilo, ebbe il grande merito di aver portato in Egitto insieme ai soldati una squadra di storici, artisti e linguisti che
    furono incaricati di osservare, registrare, catalogare e interpretare monumenti e manufatti. Grazie a questa
    squadra di esperti, Napoleone riportò all'attenzione del mondo occidentale la più grande civiltà del passato:l'antico Egitto. La scoperta più sensazionale avvenuta nel 1799 fu il ritrovamento della Stele di Rosetta, una lastra di pietra di Basalto con su inciso un decreto del re Tolomaco V, datata 196 a.C.. Il testo scritto in greco e egiziano la cui traduzione permise nel 1924 di decifrare e comprendere il sistema di scrittura geroglifico degli egizi. Scritta in tre lingue, due diverse forme di egiziano antico e in greco, la Stele risultò per gli studiosi uno strumento prezioso. Subito dopo tale scoperta l'orizzonte di interesse degli archeologi si estese anche nel Vicino Oriente, Babilonia e Israele, dando inizio allo studio dell'archeologia orientale.
    Caratteristica di questo periodo è la ricerca delle antichità preistoriche e preclassiche. In questo ambito di studi trova la prima e necessaria applicazione il metodo di scavo razionale e scientifico basato sulla successione delle ere geologiche.
    La speculazione filologica viene ora affiancata dall'analisi tecnica dell'evoluzione del nudo o tipologico-stilistico, che tende a raggruppare i prodotti artistici secondo tipi accertati filologicamente. In questo periodo si elaborò il sistema delle età della pietra, furono coniati i termini di Paleolitico, o prima età della pietra, e Neolitic, o età della pietra nuova, e la suddivisione delle età del bronzo e del ferro.
    Ad inaugurare le esplorazioni a Babilonia e Ninive, fu Claudius James Rich, diplomatico inglese residente a Bagdad che mise insieme la prima collezione di sigilli e iscrizioni assire e babilonesi.
    Nella Bibbia la storia della Palestina non ci viene narrata in modo sistematico e di facile lettura. Molte volte il testo è ricco di particolari, altre volte vago e impreciso e altre volte ancora perfino contraddittorio.
    L'archeologia applicata alla Bibbia si è rivelata uno strumento di grande importanza per lo studio del testo sacro.
    A differenza della civiltà Greca e Egiziana che lasciarono monumenti maestosi e imponenti, quali i Templi di Agrigento, il Partenone ad Atene, o le piramidi in Egitto, nella Palestina la maggior parte di materiale è invece sepolto nel sottosuolo.
    Nel 1839 E. Robinson ed Eli Smith studiosi americani, intrapresero il primo studio ad orientamento biblico. Robinson studiando i luoghi di Israele riuscì ad identificare molte città nominate nella Bibbia, mentre nel 1890 Sir William M. Flinder Petrie gettò le basi della modena archeologia. Dopo alcuni scavi fatti a Gerico, l'interesse dell'archeologia si concentrò su Gerusalemme. Tra il 1867 e il 1870 Chaler Warren rintracciò le fondamenta della mura del Tempio distrutto nel 70 d.C. dalle armate romane di Tito e Vespasiano. Warren scavando in profondità scoprì che la fisionomia della città era cambiata nel corso dei diciannove secoli.
    La morfologia del paesaggio mediorientale è caratterizzato dalla presenza di collinette chiamate
    tell.Queste collinette sono state considerate per molto tempo delle formazioni geografiche naturali, ma Sir W. Petrie scoprì che queste erano delle collinette artificiali, costruite dall'uomo e che contengono resti e testimonianze preziose del passato. Egli dimostrò che i tell non erano altro che i resti di antiche città e villaggi costruite sulle rovine di insediamenti precedenti.
    Petrie ha il merito di aver stabilito due principi dell'odierna archeologia, che consentono la datazione dei siti e dei ritrovamenti: il metodo "stratigrafico" e la "tipologia delle ceramiche".
    Un progetto che durò quattordici anni fu la ricerca della città-fortezza di Meghiddo e della città di Gerico famosa per il crollo delle mura raccontato nel libro di Giosuè.
    Per quanto riguarda l'età dell'uomo, sino a circa 200 anni fa, la versione della creazione dell'uomo raccontata nel Vecchio Testamento era universalmente accettata e indiscussa. l'arcivescolo di Armagh (Irlanda) James Ussher, nel 1650 fissò, in base ad alcuni calcoli basati sulla Bibbia, la data della creazione dell'uomo intorno al 4004 a.C. cioè circa seimila anni fa. Questa data è ancora oggi sostenuta da parte di alcuni cristiani. Date le conoscenze dell'epoca tale data fu ritenuta attendibile, ma con l'accrescersi delle scoperte geologiche, paleontologiche e della conoscenza in genere, tale datazione cominciò ad essere discussa e apparve sempre meno in linea con una lettura letterale degli eventi raccontati nei primi capitoli del libro della Genesi. Ora è da dire che la Bibbia non è un libro scientifico da cui poter ricavare dati tecnici sulla creazione dell'uomo e del mondo. I primi capitoli della Bibbia non vogliono raccontare come letteralemte sono andate le cose, ma lo scrittore ispirato da Dio non fa altro che sviluppare una teologia della creazione, attingendo anche a fonti extrabibliche.

    Un aiuto nella comprensione del testo biblico è venuto proprio dall'archeologia, che, con la scoperta delle tavolette di terracotta contenente il racconto dell'epopea babilonese di Gilgamesh , e il racconto babilonese di "Enuma Elish", hanno fatto capire meglio il racconto della Genesi. Inoltre, la data della creazione dell'uomo fissata da Ussher a seimila anni fa, è stata confutata dall'archeologia con gli scavi di Gerico i quali hanno stabilito tale città la più antica del mondo, la cui datazione viene fissata intorno all'anno 9000 - 8000 a.C.
    E' da dire però, che, quando ricorriamo all'archeologica per comprendere meglio la Bibbia, dobbiamo procedere con cautela. I biblisti e gli esegeti hanno discusso moltissimo intorno a come si è formata la Bibbia e a come i vari libri sono giunti sino a noi nella loro forma attuale. Dalla scoperta di altri libri e scritti avvenuta in Egitto, Babilonia e presso altri popoli, essi hanno potuto capire molto sulla trasmissione del testo sacro.
    Gli scritti più antichi che riguardano il Vecchio Testamento furono trovati per caso nel 1947 da un giovane pastore beduino nelle grotte di Qumran presso il mar morto, in delle giare che contenevano i rotoli di una biblioteca attribuita agli Esseni. Tali rotoli datati tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. contengono tutti i libri del Vecchi Testamento ad esclusione di quello di Ester. Questi libri, come si può facilmente intuire, sono le copie di testi scritti secoli prima e tramandati attraverso la scuola dei copisti.
    Le scoperte più eclatanti e più ricche di informazioni che l'archeologia ha effettuato in Medioriente
    sono i documenti scritti che testimoniano delle diverse civiltà del passato. Ovviamente tutte le forme di scrittura, siano esse su papiro o pergamene, sia scritte su tavolette o scritte sulle pareti di tombe, monumenti o abitazioni, pongono agli archeologi e ai linguisti il problema dell'interpretazione. Questi documenti riportano nomi di re, personaggi, luoghi, parlano di guerre, invasioni, carestie, descrivono costumi e comportamenti sociali.
    In questo caso, compito principale dell'archeologia biblica è quello di confrontare i dati scritti con tutte le informazioni date dalla Bibbia e mostrarci come fosse il mondo biblico.
    Sembra che la prima lingua messa per iscritto sia stata quella sumerica. Subito dopo fu la volta di quella accadita o semitica per indicare l'assiro e il babilonese.
    Queste lingue erano scritte con caratteri cuneiformi così come anche altre lingue semitiche occidentali in Siria e Palestina.
    Concludiamo questa sezione che ci ha condotti idealmente lungo le coordinate dell'archeologia e nella presentazione di tale scienza.
    Dopo che lo scavo è concluso e i reperti sono stati fotografati, identificati e catalogati, dopo una comparazione con altri documenti e reperti, dopo che tutti gli specialisti interessati hanno preparato i loro rapporti, il direttore degli scavi presenta in delle pubblicazioni un resoconto finale del lavoro fatto. Poiché la pubblicazione della scoperte comporta molto tempo, a volte passano molti anni tra la scoperta e la pubblicazione definitiva su riviste e libri. Nel frattempo può succedere che nuove scoperte vengano fatte e che portano a modificare certe teorie e certi risultati.
    L'archeologia biblica non ha fini apologetici, né di ipercritica nei confronti della Bibbia, essa non è altro che una scienza che col suo metodo ci aiuta a compendere meglio il testo biblico.

    Biblical Archaeologist, 4500 Massachusetts Avenue NW, Washington, DC 20016-5690

    http://www.assembleaapostolica.it/ri...giaebibbia.pdf
    Ultima modifica di :Esther:; 06-06-10 alle 09:25
    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  10. #10
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    Predefinito Rif: Archeologia biblica

    non capisco perchè questa discussione sia stata totalmente stravolta con la cancellazione di diversi post, tra cui il mio ultimo. questo è un forum di discussione sì o no? e se è un forum di discussione non potete cancellare dei post solo perchè vi pongono dei problemi. le risposte "ideologiche" non mi interessano se, come in questo caso, nascondono un vuoto argomentativo innegabile! in ogni caso, meglio togliere il disturbo iaociao:

 

 
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