Molti dicono che fra i due il più modernista era Montini. Che ne pensate?


Molti dicono che fra i due il più modernista era Montini. Che ne pensate?
There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't
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Caro Oli,
è difficile dirlo. Montini era un Robespierre, tagliatore di teste, un giacobino bresciano. I danni che ha prodotto sono stati profondissimi: è come se avesse accoltellato la Chiesa cattolica, infierendo con numerosissimi colpi.
Vogliamo citare i più grossi: approvazione di un "concilio ecumenico" parte eretico, parte erroneo, totalmente avulsa dalla Tradizione precedente e sbalestrato rispetto persino alle finalità che si era proposto, "abolizione" della Santa Messa in gran parte del globo e introduzione di rito talmudico-protestante al suo posto, privando milioni di persone del loro cibo spirituale (L'ostia consacrata) e di tutte le grazie annesse, "abolizione" progressiva del sacerdozio e dell'episcopato cattolico con la promulgazione di rituali di consacrazione e ordinazione sacerdotale difettosi, ereticali, sostanzialmente invalidi (con il rischio (absit!) di trasformare la Chiesa cattolica in una conventicola protestante come altre ve ne sono, senza sacerdozio e senza sacramenti.
Se a questo aggiungiamo un "laissez faire" generale che ha tollerato (quasi) ogni sorta di abuso e di nefandezza conciliare negli ultimi anni del suo "pontificato" il quadro è veramente pessimo.
Wojtyla, l'attuale "papa" (che papa non è) è un po' il Napoleone della situazione. Ha frenato qualche abuso eclatante degli ultimi anni montiniani e ha dato una qualche forma di decoro allo sfacelo degli anni 70/78.
In realtà è stato educato in un ambiente fortemente eterodosso e giudaizzante, quindi più che modernista come Montini, si potrebbe realmente chiamare un "postcattolico".
Ha, come Napoleone, esportato il "Concilio", anche coi suoi numerosi viaggi "apostolici", radicalizzando e facendo calare nelle profondità del mondo cattolico gran parte dei dettami (e delle eresie) del "Concilio" medesimo.
Spingendosi aldilà del suo predecessore, con gesti e discorsi fortemente simbolici, ha realizzato nella prassi gli orientamenti più estremi del "concilio" stesso (rapporti con gli acattolici orientali e protestanti, rapporti con giudei deicidi, islamici, pagani, i folli "meaculpa", rapporti tra stato e Chiesa) e ha addirittura "codificato" il concilio con un "codice di diritto canonico" a sua immagine e somiglianza.
Ha elaborato dottrine sue proprie (specialmente in ambito cristologico, soteriologico ed ecclesiologico), superando in più punti lettera e spirito del "concilio".
Ovviamente, in mezzo a questa rivoluzione permanente, può anche permettersi pose e atteggiamenti da "conservatore" (permettendo ad esempio di celebrare or qui or là la messa "antica" e rifiutando -per ora- in qualche campo le proposte dei novatori più spinti o più malaccorti)
Difficile dire dunque: alla forza d'urto e di sovversione del primo si accosta il metodico lavorio demolitore del secondo.
Agli storici cattolici integrali della Chiesa cattolica, l'ardua sentenza...
Guelfo Nero![]()


La Rivoluzione giudaico-massonica? DUE PASSI IN AVANTI ED UNO INDIETRO ! non è soltanto un cambio di "visuale" quello nato dal Concilio VaticanoII....che piacia o meno è una volontaria introduzione di dottrine eterodosse nella Dottrina Cattolica, addirittura contraddicendola in maniera grossolana su più punti come quello sulla libertà religiosa.
Sinceramente non è possibile neanche "interpretare" i documenti del CVII in senso Cattolico per il semplice fatto che solo il Pontefice Romano può farlo come anche i membri dell'episcopato in unione morale con lui. Ora, sia il primo che l'episcopato hanno da 40 anni (da PaoloVI) insegnato quello che c'é scritto! nel caso della libertà religiosa che l'uomo è libero in materia di religione perché ha una dignità datagli da Dio stesso, quindi dalla Trinità, che gli permette appunto anche di scegliare di adorare un qualsiasi feticcio o satana stesso e che non deve essere impedito in questo da nessuno....ovviamente nel rispetto dei diritti umani! e quindi il cerchio si chiude; esempio: un qualsiasi gruppo di adorati dichiarati del demonio come i ridicoli -Bambini di satana- secondo la Dignitatis Humanae posso farlo, loro dicono di cercare Dio e non fanno neanche proselitismo, pure loro hanno questa dignità enunciata nel documento che gli permette di essere liberi in materia di religione.
Per i fautori della "interpretazione" della Dignitatis Humanae in senso Cattolico non posso che dire prendente in considerazione l'operato del Romano Pontefice e dell'episcopato! come l'hanno "interpretata" loro in questi 40 anni? come scritto sul documento stesso...ovvero in senso liberale; esempio: la Spagna e la Colombia avevano apposite leggi che garantivano la libertà religiosa solo alla Chiesa Cattolica ovvero pubblicamente solo il culto Cattolico aveva libertà di espressione e quindi predicazione....ma poi sotto la "pressione" dell'episcopato locale modificarono tali leggi; altro esempio il cantone Vallese in Svizzera.
Appena potrò posterò materiale sul tema, ovvero la volontà dell'episcopato di chiedere la libertà religiosa non per se stessa godendone di già in paesi quali la Spagna, ma bensì per qualsiasi altro culto (che non vada contro i diritti dell'uomo).
Daniele


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Un simpatico thread di quest'inverno.
Guelfo Nero


Mi era sfuggita la metafora: Robespierre - Montini / Napoleone - Vojtila.
In effetti è molto acuta ed efficace!![]()




Originally posted by guelfo nero
Caro Oli,
è difficile dirlo. Montini era un Robespierre, tagliatore di teste, un giacobino bresciano. I danni che ha prodotto sono stati profondissimi: è come se avesse accoltellato la Chiesa cattolica, infierendo con numerosissimi colpi.
Vogliamo citare i più grossi: approvazione di un "concilio ecumenico" parte eretico, parte erroneo, totalmente avulsa dalla Tradizione precedente e sbalestrato rispetto persino alle finalità che si era proposto, "abolizione" della Santa Messa in gran parte del globo e introduzione di rito talmudico-protestante al suo posto, privando milioni di persone del loro cibo spirituale (L'ostia consacrata) e di tutte le grazie annesse, "abolizione" progressiva del sacerdozio e dell'episcopato cattolico con la promulgazione di rituali di consacrazione e ordinazione sacerdotale difettosi, ereticali, sostanzialmente invalidi (con il rischio (absit!) di trasformare la Chiesa cattolica in una conventicola protestante come altre ve ne sono, senza sacerdozio e senza sacramenti.
Se a questo aggiungiamo un "laissez faire" generale che ha tollerato (quasi) ogni sorta di abuso e di nefandezza conciliare negli ultimi anni del suo "pontificato" il quadro è veramente pessimo.
Wojtyla, l'attuale "papa" (che papa non è) è un po' il Napoleone della situazione. Ha frenato qualche abuso eclatante degli ultimi anni montiniani e ha dato una qualche forma di decoro allo sfacelo degli anni 70/78.
In realtà è stato educato in un ambiente fortemente eterodosso e giudaizzante, quindi più che modernista come Montini, si potrebbe realmente chiamare un "postcattolico".
Ha, come Napoleone, esportato il "Concilio", anche coi suoi numerosi viaggi "apostolici", radicalizzando e facendo calare nelle profondità del mondo cattolico gran parte dei dettami (e delle eresie) del "Concilio" medesimo.
Spingendosi aldilà del suo predecessore, con gesti e discorsi fortemente simbolici, ha realizzato nella prassi gli orientamenti più estremi del "concilio" stesso (rapporti con gli acattolici orientali e protestanti, rapporti con giudei deicidi, islamici, pagani, i folli "meaculpa", rapporti tra stato e Chiesa) e ha addirittura "codificato" il concilio con un "codice di diritto canonico" a sua immagine e somiglianza.
Ha elaborato dottrine sue proprie (specialmente in ambito cristologico, soteriologico ed ecclesiologico), superando in più punti lettera e spirito del "concilio".
Ovviamente, in mezzo a questa rivoluzione permanente, può anche permettersi pose e atteggiamenti da "conservatore" (permettendo ad esempio di celebrare or qui or là la messa "antica" e rifiutando -per ora- in qualche campo le proposte dei novatori più spinti o più malaccorti)
Difficile dire dunque: alla forza d'urto e di sovversione del primo si accosta il metodico lavorio demolitore del secondo.
Agli storici cattolici integrali della Chiesa cattolica, l'ardua sentenza...
Guelfo Nero![]()


Inizio questo "gioco".Originally posted by Sùrsum corda!
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Appena potrò posterò materiale sul tema, ovvero la volontà dell'episcopato di chiedere la libertà religiosa non per se stessa godendone di già in paesi quali la Spagna, ma bensì per qualsiasi altro culto (che non vada contro i diritti dell'uomo).
Daniele
Sul quotidiano della conferenza episcopale italiana “Avvenire”, il 29 ottobre, l’inviato Mimmo Muolo ha affiancato ad alcune affermazioni dell’arcivescovo Christodoulos sui rapporti con i cattolici di Grecia altre affermazioni – di diverso tenore – dell’arcivescovo cattolico di Atene, Nikolaus Fóscolos.
In Grecia i cattolici ellenici sono 50.000, lo 0,5 per cento della popolazione, ma ad essi si sono aggiunti negli ultimi anni 2-300.000 immigrati di diverse nazionalità.
Fóscolos lamenta che sono trattati come cittadini di seconda classe: “Qui chi non è ortodosso non è considerato vero greco”.
E sostiene che la menzione della religione di appartenenza sulle carte di identità “era un fattore di discriminazione: i nostri giovani, a causa di quella menzione, spesso non trovavano lavoro”. Per questo motivo la comunità cattolica ha visto con favore l’abolizione di questa menzione, contro cui la Chiesa ortodossa ha invece reagito con veemenza...


http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=94604
terrificante...è tutto scritto e attuato...non si può negare l'evidenza, davvero.

