Io non ho mai capito il concetto che la realtà è una illusione
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questa è una condizione però da santo.
una persona normale già è tanto se riesce a trovare un po' più di stabilità (ma veramente poca, altro che monaco) nella vita reale grazie alla pratica buddhista :rolleyes:
una risposta cmq allla domanda è che il buddhismo non cancella il bisogno, ti cancella l'ansia per questa azione.
nel momento in cui tu realizzi che quella cosa in fondo in fondo non è veramente importamente perchè tutto è nulla
fai un po' come il cattolico che può accettare serenamente le avversità perchè dopo c'è un bene più grande al cui confronto la sofferenza mondana è poca cosa
in ogni caso, sono più esperienze che discorsi logici.
cioè sapere tutto del buddhismo e magari esserne d'accordo nella logica
non ti darà un solo attimo di sollievo se non sentirai le cose come un buddhista.
cosa è l'escapismo? un modo di dire che svicoliamo?
cmq non pretendere troppo da noi.
siamo chi più chi meno praticamenti/appassionati mica saggi :)
come se interrogassi una persona che va a messa intorno alle problematiche cattoliche.... difficile che ti saprà soddisfare.
ti posso dire la mia esperienza:
io non sono d'accordo come molte cose del buddhismo e forse non è neanche tanto compatibile con le sinapsi che mi si sono formate in italia durante tutti questi anni
ma so che mi è stato utile.
qui racconto il mio avvicinamento al buddhismo:
https://maschileindividuale.wordpres...-al-buddhismo/
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Nessuno cerca la perfezione in un forum, soltanto uno scambio d'opinioni, di idee, di esperienze di vita...
Se poi chi pensa di aver trovato la soluzione non interviene nelle discussioni perché, come dice il Tao, "chi sa, non parla", oppure chi si intromette nel discorso solo per dire "non hai capito nulla" non sono risposte, ma atteggiamenti imho di nessuna utilità...
Non è il tuo caso, comunque.
:)
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Perchè è un concetto mentale...
Il concetto mentale è quando una persona, che ha sempre vissuto nel deserto, trova impressa su una pietra la forma di una foglia che ha vissuto in quel posto milioni di anni prima.
Quel beduino ha raccolto quel sasso, affascinato da quella forma, e ha incominciato a immaginare il colore che avesse in origine e ha colorato quella forma usando le cose che aveva a disposizione nel deserto.
C'erano della pietre blu e rosse,..le ha tritate e poi ha dipinto quella forma con quei colori, e dentro la sua mente si è convinto che le foglie avessero davvero quel colore.
Ovviamente quando quel beduino vedrà delle foglie verdi non potrà riconoscerle.
Così anche noi cos'è che abbiamo a disposizione ?
Come dice Main, sono le nostre sinapsi, ed è attraverso loro che guardiamo la realtà.
Quindi è facile comprendere che la realtà è illusoria per il semplice fatto che la guardiamo con quello che abbiamo a disposizione.
Chi è l'interlocutore a cui affidiamo le nostre domande ? La nostra mente.
La nostra mente viene delegata da noi stessi per rispondere alle nostre domande. Già questa affermaziona è alquanto nebulosa,
perchè è come dire che noi non siamo la nostra mente.
Quando si dice a un essere umano che lui si sta identificando con una cosa che non esiste, ecco che qui iniziano davvero dei forti capogiri.
Eravamo dei bambini quando da qualche parte, dentro di noi, si è manifestata una voce che ci ha dato il senso dell'esistenza, e
noi ci abbiamo parlato per così tanto tempo che ci siamo dimenticati che il Vero noi stessi non era quella voce,... era quello che stava ascoltando in silenzio.
Comprendere questo fatto è già un bel passo avanti.
Recuperare quell'ascoltatore, ritrovare quel Vero noi stessi è la missione in questa nostra vita,...e qui siamo di nuovo da capo.
Entriamo in un circolo vizioso in cui , visto che la nostra mente non sa rispondere alle nostre domande, alle nostre esigenze, alle nostre insoddisfazioni, ecco che deleghiamo la mente di qualchedun'altro a rispondere alle NOSTRE domande.
Nel frattempo ci dimentichiamo che quel Vero noi stessi è sempre lì, nello stesso posto in cui è sempre stato e non si è preso neppure un giorno di vacanza da noi.
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.Citazione:
Entriamo in un circolo vizioso in cui , visto che la nostra mente non sa rispondere alle nostre domande, alle nostre esigenze, alle nostre insoddisfazioni, ecco che deleghiamo la mente di qualchedun'altro a rispondere alle NOSTRE domande.
A volte i pensieri sono come serpenti che si mordono la coda, una specie di loop del quale non si vede inizio né fine...
Stai suggerendo che ciascuno dovrebbe trovare da sé le risposte, ossia ciascuno dovrebbe diventare maestro di sé stesso?
Ci sarebbe un modo, un metodo per verificare se le ipotetiche risposte che dovessimo trovare sono quelle giuste, o soltanto delle mere illusioni?
Ecco, sto di nuovo chiedendo ad altri di rispondere alle mie domande...
Ammetto di non conoscere ancora la risposta...
Perciò faccio la domanda.
E, in fondo, penso che la questione sia interessante anche per chi pensa di aver già trovato una soluzione, se volesse condividere ciò che ha trovato nella sua via...
A volte il confronto apre nuovi orizzonti...
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Premetto che non ho una vera conoscenza dei vasti universi filosofici che gravitano intorno a buddhismo ed induismo, quindi potrei anche sbagliarmi.
Premesso questo, con riferimento alla tradizione filosofica vedantina, mi sembra che a ben vedere non si dica che i problemi siano soltanto illusioni della mente, se con questo si intende il fatto che siano irreali come potrebbero essere le famose "corna di una lepre", cioè qualcosa che puramente e semplicemente non esiste. Se ho ben capito , in quel constesto si dice piuttosto che ciò che appare come molteplice, quindi in primis ciò che appare ai sensi umani nello stato di veglia (limitamoci a questo per semplicità), è apparenza di realtà; non si dice che è reale, perché il reale in quel contesto è visto come qualcosa di assoluto e non tocco da mutamento (di rigore anche non tocco da immutabilità, se intesa come speculare al mutamento); non si dice però nemmeno che è irreale come le "corna di una lepre", bensì si dice che è apparenza di realtà; quel "di realtà" fa la differenza, a mio parere. E' ciò che appare ai nostri sensi umani, non è irreale, è apparenza di qualcosa che è reale ma che nella sua intima essenza noumenica ci sfugge. Questo a mio parere non vuol dire che sia illusione, anzi. Vuol dire che finché ci si muove sul piano "ordinario" questa "apparenza" è più dura di una testata contro un muro proprio perché non è irreale, ma è apparenza "di realtà"; il fatto stesso che la scienza intesa in senso moderno sia possibile, ossia che esista un aspetto di questa "apparenza" che è misurabile e quantificabile e suscettibile di essere rappresentata da leggi valide sempre e per tutti, mostrerebbe come questa apparenza partecipi della "unità" tipica del reale; che poi queste leggi possano assumere forma probabilistica non muta di molto il concetto, semmai fa pendere la bilancia dal lato "apparenza" piuttosto che da quello "di realtà".
Quindi, poiché questa apparenza sì ma "di realtà" fa sentire proprio questo suo essere "di realtà" e lo fa per di più con forza, allora dobbiamo tenerne conto ed agire di conseguenza.
Ogni essere umano ha delle domande.
Ci sono domande che cercano le risposte per risolvere i problemi del vivere, ci sono poi altre domande che desiderano una risposta sullo scopo del vivere.
A quest'ultima domanda nessuno ha mai risposto, nemmeno i Maestri più famosi a cui le Religioni fanno riferimento.
L' unica cosa che accomuna tutti i Maestri,... l'unico filo conduttore che si ritrova in ognuno di loro è questa indicazione chiara, chiarissima: quella risposta risiede dentro ad ogni essere umano! Ma che cos'è un essere umano ?
Come ho detto in precedenza l'essere umano si identifica con la propria mente, quindi in base alle informazioni che ci hanno lasciato le varie Tradizioni è ovvio che si possa pensare che la Risposta Suprema venga dalla propria mente.
Perchè dico questo ?! Perchè anch'io, come tutti, l'ho cercata lì.
Si usano i mezzi che ci hanno insegnato,... si indaga , si fanno delle ipotesi, si fanno delle analogie,...in altre parole si mette in campo la propria intelligenza per rispondere a questa domanda.
La mente, quella risposta non la conosce, quindi nemmeno la mente dei nostri interlocutori la conosce.
Come vedi quest'affermazione sembra una deduzione logica, ma non l'avrei potuta scrivere se non conoscessi che il Vero Noi è qualcos'altro...
Molti lo chiamano Vero Sè , altri lo definiscono Maestro Interiore, altri ancora Testimone, ovvero tutti stanno indicando cosa si nasconde dietro a quel famoso "Conosci Te Stesso".
A questo punto qual'è la difficoltà che incontrano quelli che in una qualche maniera comprendono che quella Risposta esiste, che hanno quella certezza che si possa davvero trovare quella Luce che illumini il proprio Cuore ?
La difficoltà è che la sete di raggiungere quell'acqua non è sufficente, non è così forte per oltrepassare le barricate che la nostra mente mette in atto per non farci passare oltre.
Questo passaggio è stato descritto da tutti i Maestri e chiaramente hanno dato delle indicazioni per sconfiggere quell' "Avversario".
Quando si leggono certi scritti che descrivono qual'è la prova a cui siamo messi di fronte, viene omesso che solo quando siamo talmente assetati, quando siamo talmente innamorati di quella Risposta è a quel punto che il sacrificio di noi stessi per noi stessi scompare.
E' quel morire da vivi che piace tanto a Ucci Do.
Ecco che quella morte è morire per Vivere: Ci abbandoniamo totalmente alla Vita e scopriamo che la Vita è una Consapevolezza Senziente che Ci Accudisce, Ci Cura , Ci Ama, Ci fa Felici.
Quando saremo disposti a fare questo "finto sacrificio" ecco che una Grazia vi prenderà per mano e voi la seguirete verso Colui che Gratuitamente vi donerà le chiavi della porta di voi stessi.
Lo so che oggi van di moda i guru "energizzanti" ed esotici ma io ti dedico lo stesso le parole del claustro e delle sbarre e so che, in qualche modo, potrai anche apprezzare.
TubeChop - I passi del silenzio - Ronciglione (01:22)