User Tag List

Risultati da 1 a 1 di 1
Like Tree2Likes
  • 2 Post By Avanguardia

Discussione: TFR e stato sociale da Mussolini a Renzi

  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    10,541
    Mentioned
    22 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito TFR e stato sociale da Mussolini a Renzi

    Tfr e Stato sociale: da Mussolini a Renzi | IL PRIMATO NAZIONALE
    Tfr e Stato sociale: da Mussolini a Renzi




    • Rating 12345

    Roma, 4 ott – In questi giorni si parla molto, e spesso a sproposito, del Jobs Act renziano e del cosiddetto Tfr, ossia il «trattamento di fine rapporto», più noto come liquidazione. Si tratta di una parte di retribuzione al lavoratore dipendente che viene erogata da parte del datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Questa buonuscita viene elargita sia in caso di licenziamento (anche giustificato), sia di dimissioni, sia di normale pensionamento. Tale indennizzo, infine, viene calcolato in base agli anni di attività svolta dal dipendente (pubblico o privato) presso il datore di lavoro.
    Ebbene Renzi, tornato dagli Stati Uniti quanto mai galvanizzato per il loro «efficiente» e «lungimirante» turbo-capitalismo, ha intenzione di erogare il Tfr non al momento della pensione o del licenziamento, bensì mensilmente in busta paga. Questa furbata, secondo il boy scout fiorentino e la sua allegra accolita di yuppies, dovrebbe garantire alle famiglie italiane più soldi da spendere e quindi, miracolosamente, far ripartire un’economia in crisi di consumi. È un’antica ricetta neoliberista che tende a far spendere i meno abbienti per poterli così meglio spremere fino all’ultimo. Ora, ci siamo già soffermati sulle insidie e sugli effetti controproducenti di questo gioco delle tre carte (leggi qui e qui), gioco che sembra peraltro diventato il marchio di fabbrica del Renzi-style, assieme atweet e selfie col suo faccione innocente e giovanile. Questa la cronaca, ma la storia che ci dice?
    Intanto ci dice che il Tfr ha una ben precisa data di nascita: il 21 aprile del 1927, ossia anno V dell’èra fascista. Nel testo della famosa Carta del Lavoro, che tracciava le basi programmatiche dell’economia della nuova Italia e dell’ordinamento corporativo, all’articolo 17 si può infatti leggere: «Nelle imprese a lavoro continuo il lavoratore ha diritto, in caso di cessazione dei rapporti di lavoro per licenziamento senza sua colpa, ad una indennità proporzionata agli anni di servizio. Tale indennità è dovuta anche in caso di morte del lavoratore». La data della pubblicazione della Carta non è casuale: il 21 aprile è, come tutti sanno, la data della fondazione di Roma, nonché – molto significativamente – della festa dei lavoratori durante il ventennio mussoliniano. Già in questo elemento simbolico, quindi, è rintracciabile una precisa scelta culturale, un ben riconoscibile animus informatore, che si riconnette al decorum latino e non al business dell’alta finanza a stelle e strisce, tra l’altro declinato nell’inglese maccheronico e maldestro dell’attuale presidente del consiglio.

    Ma le differenze, ovviamente, non finiscono qui:Mussolini, in linea con la sua politica economica spiccatamente solidaristica, stava in quegli anni fondando lo Stato sociale, mentre il «rottamatore» Renzi questo Stato sociale lo sta invece liquidando, se proprio di «liquidazione» si deve parlare. Si tratta più precisamente di uno Stato che è il figlio di conquiste sociali rivoluzionarie, con cui il fascismo voleva far sentire tutti i cittadini italiani parte attiva di un’avventura collettiva. C’era, pertanto, una precisissima idea di civiltà dietro quelle conquiste e quell’architettura statuale, non certo l’infatuazione per arzigogolate alchimie finanziarie partorite da qualche abile truffatore di Wall Street. I costruttori di storia, quindi, contro i ragionieri. La civiltà contro la contabilità. Il marmo contro la palude.
    Pio Pullini, «L’officina» (1934).
    Ai più scettici può sembrare anche una notazione banale o vuotamente retorica, eppure è così: ogni politica economica, se non sostenuta da un progetto culturale e comunitario d’ampio respiro, non può che risultare sterile se non addirittura controproducente, come nel caso del Jobs Act renziano. Se si legifera, cioè, in base a meri ragionamenti utilitaristici ed egoistici, ogni riforma è destinata a rimanere lettera morta. Proprio perché l’economia – contrariamente a quello che comunemente si crede – non è una scienza matematica, bensì una scienza umana: è il regno degli uomini, non dei numeri. E se gli uomini sono educati all’egoismo e alla meschinità, come recita il verbo americano tanto caro a Renzi, non c’è finanziaria che tenga.
    Tutto questo, del resto, Mussolini lo aveva lucidamente compreso. Nel famoso e bellissimo Discorso per lo Stato corporativo (1933), tra i vari requisiti di un «corporativismo pieno, completo, integrale, rivoluzionario», il Duce sapeva infatti molto bene quale fosse quello veramente fondamentale: «Terza ed ultima e più importante condizione: occorre vivere un periodo dialtissima tensione ideale. Noi viviamo in questo periodo di alta tensione ideale. Ecco perché noi, grado a grado, daremo forza e consistenza a tutte le nostre realizzazioni, tradurremo nel fatto tutta la nostra dottrina. Come negare che questo nostro, fascista, sia un periodo di alta tensione ideale? Nessuno può negarlo. Questo è il tempo nel quale le armi furono coronate da vittoria. Si rinnovano gli istituti, si redime la terra, si fondano le città». Altro che boy scout e coca-cola light.
    Valerio Benedetti
    Ultima modifica di Avanguardia; 04-10-14 alle 21:53
    Kroenen and Adriano like this.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

 

 

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226