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    Predefinito Ecco un esempio di come certe informazioni non circolino sui media occidentali

    ComeDonChisciotte - ECCO UN ESEMPIO DI COME CERTE INFORMAZIONI NON CIRCOLINO SUI MEDIA OCCIDENTALI
    ECCO UN ESEMPIO DI COME CERTE INFORMAZIONI NON CIRCOLINO SUI MEDIA OCCIDENTALI

    Postato il Domenica, 05 ottobre @ 1900 BST di davide

    DI MARCELLO FOA

    blog.ilgiornale.it
    Ucraina e Isis: il vice di Obama rivela (per sbaglio) la verità
    Questo è un esempio di come certe informazioni non circolino sui media occidentali. Un amico che pesca molto bene online mi ha inviato la segnalazione di alcuni articoli che recavano un titolo forte: “Il vicepresidente americano Joe Biden ammette di aver obbligato i Paesi europei ad adottare le sanzioni contro la Russia”.
    Come mio dovere, verifico le fonti. E scopro che a dare questa notizia sono Russia Today e altre agenzie di stampa russe. Da esperto di spin mi sorge il dubbio che si tratti di una strumentalizzazione da parte di Mosca. E verifico ulteriormente. In pochi minuti.


    Sì, Biden ha tenuto un lungo discorso sulla politica estera all’università di Harvard, discorso a cui i media americani hanno dato ampio spazio ma per evidenziare una battuta, anzi una gaffe su quanto sia frustrante fare il vicepresidente, espressa con un linguaggio molto colorito. Negli articoli, però, nessun riferimento alla frase sull’Europa.
    Allora indago ulteriormente, vado sul sito della Casa Bianca dove è pubblicata la trascrizione integrale del discorso di Biden. E, come potete verificare voi stessi, la frase riportata dai media russi è corretta e l’indifferenza con cui è stata accolta dai media occidentali, ma anche europei significativa. Praticamente nessun giornalista ha saputo valutare la portata delle dichiarazioni di Biden. Il che è grave professionalmente, ma non sorprendente: a dare il tono sono state le agenzie di stampa e le tv all news che si sono soffermate sull’aspetto più leggero e sensazionale ovvero la gaffe di Biden; tutto il resto è passato in secondo piano. Anche sulla stampa più autorevole. Perché Biden poteva reggere un titolo, non due. E quelle dichiarazioni formulate nell’ambito di un lungo discorso in cui Biden ha toccato molti aspetti. Gli spin doctor della Casa Bianca si sono ben guardati dall’evidenziarle e sono scivolate via assieme ad altre.
    Nessuna manipolazione, nessuna censura: se conosci le logiche e le debolezze dei media puoi orientarli a piacimento, Negli Stati Uniti, ma anche in Europa.
    In realtà le dichiarazioni di Biden sono davvero sensazionali, una gaffe in termini diplomatici:
    “Abbiamo dato a Putin una scelta semplice: rispetta la sovranità ucraina o avrai di fronte gravi conseguenze. E questo ci ha indotto a mobilitare i maggiori Paesi più sviluppati al mondo affinché imponessero un costo reale alla Russia. “E’ vero che non volevano farlo. E’ stata la leadership americana e il presidente americano ad insistere, tante di quelle volte da dover mettere in imbarazzo l’Europa per reagire e decidere per le sanzioni economiche, nonostante i costi”.
    L’ammissione è fortissima: è stata l’America a costringere l’Europa a punire Putin, contro la sua volontà.
    Poi un’altra strabiliante ammissione, sull’Isis, che l’America combatte con toni accorati salvo poi ammettere che il pericolo per gli stessi americani non è così rilevante:
    “Non stiamo affrontando un pericolo esistenziale per il nostro stile di vita o la nostra sicurezza. Hai due volte più possibilità di essere colpito da un fulmine per strada che di essere vittima di un evento terroristico negli Stati Uniti”.
    Dunque l’Isis non è una minaccia seria, così come non lo è più il terrorismo negli Stati Uniti.
    Quando qualcuno dice la verità – e chi più di un vicepresidente americano? – il mondo appare molto diverso rispetto alla propaganda ufficiale. In Ucraina e sul terrorismo.
    Ma se i media non ne parlano, la propaganda diventa, anzi resta apparente verità. E la vera verità limitata ai pochi che la sanno davvero cogliere e trasmettere.
    Marcello Foa
    Fonte: http://blog.ilgiornale.it
    Link: Ucraina e Isis: il vice di Obama rivela (per sbaglio) la verità ? il Blog di Marcello Foa
    5.10.2014

  2. #2
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    Predefinito Joseph Biden si scusa con Turchia e Emirati Arabi, ma non con l’Europa

    18:17

    Joseph Biden si scusa con Turchia e Emirati Arabi, ma non con l’Europa

    © Foto: REUTERS/Larry Downing


    Joseph Biden si scusa con la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti, da lui accusati di complicità con i terroristi dello Stato islamico, dicendo che è stato frainteso. Bruxelles invece non chiede alcun chiarimento, sebbene lo stesso Biden, nel suo recente discorso all’Università di Harbard, abbia confessato che l’Europa non voleva introdurre sanzioni contro la Russia, ma è stata obbligata da Washington.


    Il discorso pronunciato da Joe Biden di fronte agli studenti della prestigiosa università americana era pieno di incongruenze. Secondo il vice presidente USA, una delle pietre angolari della politica americana è l’idea dell’Europa libera e unita dove ogni Stato può scegliere la propria strada. Per questo gli USA “hanno compiuto un mucchio di sforzi per persuadere gli alleati a fornire all’Ucraina un sostegno serio”. A decifrare questa frase pseudodiplomatica è stato lo stesso vice presidente: l’UE non voleva le sanzioni, ma il presidente USA ha insistito, mettendo l’Europa in situazione ambigua ed esponendola a dei forti rischi economici.
    L’Europa non ha detto niente. La stampa europea ha fatto finta di seguire con interesse la discussione di Biden con Turchia e Emirati Arabi. Questa reazione ormai è spontanea, rileva il politologo Sergej Mikheev, perché per l’Europa non è la prima volta.
    È un atto di cinismo, uno schiaffo all’UE. Sebbene senza ricorrere alle parolacce, Joe Biden in sostanza ha ripetuto quello che a proposito dell’UE tempo fa aveva detto Victoria Nuland provocando uno scandalo in Europa. Biden ha detto una cosa molto semplice: l’Europa farà quello che diremo noi, non può prendere decisioni autonome, perché siamo noi che abbiamo in mano tutti i processi, pertanto sarà come diciamo noi, anche se sarà contro gli interessi degli europei.
    Altri esperti però sono meno severi. Secondo Andrey Manoylo dell’Università di Mosca, l’UE, insieme alla Russia, è finita nel mirino della politica distruttiva degli Stati Uniti.
    Washington sta conducendo un doppio gioco. Dal punto di vista economico, l’UE, per gli USA, non è meno pericolosa della Russia, anzi, è il concorrente più temibile. Agli USA piacerebbe forse colpire entrambi approfittando della crisi ucraina. Pertanto, da un lato, gli USA cercano di coinvolgere l’Europa nei suoi progetti, in primo luogo quelli politici, ma d’altro lato stanno cogliendo ogni occasione per compromettere la sua potenza economica. In questo momento per Washington è molto importante poter incastrare l’Europa con il conflitto ucraino.
    In America non tutti sono entusiasti delle manovre dell’amministrazione di Washington. Secondo il noto economista americano Paul Graig Roberts, ex assistente al Segretario del Tesoro con l’amministrazione Reagan, le gaffe come quella di Biden sono anche utili. In pratica Biden ha detto aperamente che i governi europei sono solo dei servi di Washington, stimolando così l’Europa ad essere più indipendente dagli USA, ha osservato l’esperto. Quanto alla Russia, ha osservato Roberts, le sanzioni non potranno che giovarle.
    Per l’Europa il prezzo delle sanzioni sarà più alto che per la Russia, perché la Russia ha delle alternative: le risorse energetiche si venderanno in Asia, i prodotti agricoli ora arrivano dall’America Latina. In tal modo, l’influenza delle sanzioni sulla Russia è stata piuttosto positiva: il governo ha capito che l’indipendenza da Washington e dall’Europa è una forte mossa strategica. La Russia ha cominciato a ragionare e a comportarsi con più cautela, e a prendere le distanze dall’Europa sul piano dell’economia. Era necessario farlo, perché il governo europeo, in misura sempre maggiore, sta diventando un fantoccio nelle mani di Washington
    A proposito, all’Università di Harvard Joseph Biden ha pronunciato una frase che ultimamente viene spesso detta dalla Casa bianca e dal Dipartimento di Stato: “Non vogliamo il collasso della Russia, vogliamo che abbia successo”. Siamo curiosi di sapere come vede questo successo Washington ora che ha in pratica scatenato una nuova guerra fredda?

    Nel mondo, Ucraina, Europa, USA, UE, Sanzioni, ISIS, Joseph Biden, Politica
    Per saperne di più:
    Joseph Biden si scusa con Turchia e Emirati Arabi, ma non con l?Europa - Notizie - Politica - La Voce della Russia

  3. #3
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    Predefinito Re: Joseph Biden si scusa con Turchia e Emirati Arabi, ma non con l’Europa

    Stò soggetto è talmente imbranato da essere riuscito a sputtanare gli intrecci con l'Isis e a fornire l'ennesima prova della sudditanza europea agli yankees in una botta sola...

  4. #4
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    Predefinito Re: Joseph Biden si scusa con Turchia e Emirati Arabi, ma non con l’Europa

    Passo falso di Washington Biden accusa Ankara e poi si scusa, «da Turchia jihadisti, da Emirati fondi» - Il Sole 24 ORE
    Passo falso di Washington Biden accusa Ankara e poi si scusa, «da Turchia jihadisti, da Emirati fondi»


    di Vittorio Da Rold5 ottobre 2014Commenti (2)
    In questo articolo

    Argomenti: Politica | Joe Biden | Siria | Barack Obama | John Kerry | Onu | Iraq | Al Qaeda | Harward Kennedy School





    My24







    (Reuters)


    Prima ha lanciato pesanti accuse contro alleati strategici e poi è stato costretto a una rapida retromarcia il vicepresidente americano Joe Biden con sogni nel cassetto di candidarsi per la prossima corsa alla presidenza degli Stati Uniti. Il numero due della Casa Bianca è scivolato in un grave infortunio diplomatico che potrebbe compromettere la sua carriera politica futura e mettere in difficoltà l'amministrazione Obama impegnata in un delicatissimo tentativo per consolidare la rete di alleanze anti-Isis.
    Il vice presidente americano - che ha fama nel mondo politico Usa di 'gaffeur', nonostante tutti gli riconoscano una grande esperienza dai tempi da quando era presidente della Commissione esteri al Senato in rappresentanza dello stato del Delaware - ha combinato un vero disastro. Intervenendo alla Harward Kennedy School ha praticamente accusato in modo diretto la Turchia di aver fatto entrare dal proprio confine con la Siria molti jihadisti. E come se non bastasse il vice presidente ha aperto un secondo fronte e ha pesantemente criticato alcuni alleati del Golfo Persico per aver finanziato i gruppi dell'estremismo islamico che oggi combattono in Siria e in Iraq. Parole un po' troppo in libertà che hanno innescato una mini crisi diplomatica, con Ankara e alcune capitali arabe che hanno manifestato tutto il loro disappunto e la loro indignazione.
    Il neo presidente turco, Recep Tayip Erdogan, è stato il più duro come al solito: “Devono chiedere scusa”, ha detto senza mezzi termini ad Anakara. E le scuse ovviamente alla fine sono arrivate, direttamente dalla Casa Bianca: ''Il vicepresidente si è scusato per ogni implicazione sul fatto che la Turchia e gli altri alleati e partner nella regione abbiano facilitato la crescita dell'Isis e di altri estremisti violenti in Siria”.

    Tangibile l'imbarazzo di Washington per un episodio apparentemente minore che rischia di mandare a carte quarantotto la tela tessuta nelle ultime settimane dal presidente Barack Obama e dal segretario di stato John Kerry per mettere in piedi una vasta coalizione anti-jihadista e anti-califfato. Senza contare che i commenti di Biden, che ha sempre avuto un profilo più popolare e meno elitario di Obama, arrivano in un momento molto delicato. Il parlamento turco ha da poco esteso l'autorizzazione all'uso della forza in Siria, una disco verde che potrebbe consentire agli Stati Uniti e agli alleati di usare lo spazio aereo turco e la strategica base di Incerlik negli sforzi anti-Isis, visto che per ora si tratta solo di attacchi dal cielo da parte di questa nuova coalizione. Mentre almeno cinque Paesi arabi stanno partecipando con solerzia ai raid aerei in Siria e in Iraq, non lasciando solo gli americani e gli inglesi l'onre dei raid. Tra questi ultimi anche l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, contro cui Biden ha puntato il dito accusandoli di aver fornito “centinaia di milioni di dollari e decine di migliaia di armi” a chiunque combatteva il regime di Bashar al Assad. Peccato - ha aggiunto Biden - che questi finanziamenti finivano ad al Nusra, ad al Qaida e ad altri gruppi jihadisti, alcuni dei quali arrivati in Siria da altri Paesi. Parole che i sauditi e gli emiratini non hanno ovviamente gradito.
    ''Nessun combattente straniero è entrato in Siria dal nostro Paese. Sono arrivati come turisti e poi sono andati in Siria, ma nessuno può dire che abbiano attraversato il confine con le armi in mano'', ha reagito in particolare Erdogan, smentendo di aver ammesso tale errore al telefono con Biden. Perché a parlare col premier turco di recente era stato proprio il vicepresidente Usa, visto i rapporti freddi con il presidente americano Barack Obama. Anche a New York, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, il presidente Usa ha mandato proprio Biden a incontrare Erdogan. Ma tutte queste cautele non sono servite ad evitare la gaffe di Biden.

  5. #5
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    Predefinito Re: Ecco un esempio di come certe informazioni non circolino sui media occidentali

    Bestiale. Nulla che già non sapessimo a dirla tutta ma vale la pena rifletterci.

    Da un lato Biden ha voluto a mio avviso fare lo spaccone quando dice che è stata la leadership americana a spingere gli europei a cambiare posizione. Io non credo che le cose siano così semplici, penso e ribadisco invece che i vertici dell'UE (non necessariamente dei singoli paesi europei, proprio dell'UE) siano strutturalmente scierati su posizioni politiche utili a integrare un'unione nordatlantica con USA, Messico e Canada ed è per questo che prendono sempre e comunque decisioni palesemente in contrasto con l'interesse europeo.

    Che poi l'America sappia incoraggiare il processo con qualche defecazione colorata o destabilizzazione politica lo sappiamo ahimé bene.
    Questo è il mio caposaldo. Da qui non mi schiodo.

  6. #6
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    Predefinito Re: Joseph Biden si scusa con Turchia e Emirati Arabi, ma non con l’Europa

    Questo è il vicepresidente della razza eletta...
    Questo è il mio caposaldo. Da qui non mi schiodo.

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    Predefinito Re: Joseph Biden si scusa con Turchia e Emirati Arabi, ma non con l’Europa

    Citazione Originariamente Scritto da Simone.org Visualizza Messaggio
    Questo è il vicepresidente della razza eletta...
    Se lo fanno presidente da una parte ci sarà da ridere, dall'altra il pericolo funghetti atomici è molto vicino.

  8. #8
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    Predefinito Re: Ecco un esempio di come certe informazioni non circolino sui media occidentali

    7 ottobre 2014, 18:17

    L’Europa riconosce l'inutilità delle sanzioni antirusse

    © Collage: La Voce della Russia


    L'Unione Europea si è detta "molta sorpresa" per le dichiarazioni del vicepresidente Joe Biden secondo cui Washington ha costretto Bruxelles ad imporre sanzioni economiche contro la Russia.


    Il futuro Alto Commissario per la politica estera dell'UE Federica Mogherini la sera del 6 ottobre ha respinto l’affermazione agli eurodeputati che chiedevano una spiegazione.
    Sono rimasta molto sorpresa, perché abbiamo lavorato con Biden e creduto che questo fosse un dialogo, non una dettatura, ha detto l'ex Ministro degli Affari Esteri d'Italia.
    Joe Biden ha parlato la scorsa settimana ad Harvard. E pronunciato così tante parole compromettenti che il suo discorso è ancora oggetto di commento nelle capitali arabe ed europee. Ha accusato molti Paesi arabi che sostenevano i terroristi de "Lo Stato Islamico". E lungo la strada ha raccontato in modo in cui Washington dettasse le sanzioni a Bruxelles. Biden si è già scusato con gli arabi.
    Consideriamo tale comportamento increscioso perché il compito di risolvere la situazione in Ucraina richiede un dialogo reciprocamente rispettoso, ha detto a Mosca il 6 ottobre il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov:
    Per ciò per cui non si è scusato, per le altre affermazioni rese nel suo discorso all'Università di Harvard, per il fatto che gli Stati Uniti hanno portato l'Unione Europea ad agire contro la propria volontà ed a scapito dei suoi interessi economici nel sopportare il peso delle sanzioni anti-russe.
    Nella stessa udienza al Parlamento Europeo Federica Mogherini ha riconosciuto che l'impatto delle sanzioni sulla politica russa rimane una questione aperta. Tradotto dal linguaggio diplomatico, tali dichiarazioni di solito significano che le sanzioni hanno fallito. Ma il danno da loro causato per i produttori europei, e, soprattutto, le relazioni dell'UE con la Russia potrebbe essere irreparabile.
    L'Europa, che ascolta troppo gli Stati Uniti, si dirige verso una trappola pericolosa. Ancora un po’ e la trappola scatterà. Così dice il capo del Dipartimento per la Sicurezza Europea, Istituto di studi sull'Europa, Vice-Presidente dell'Associazione russa degli studi europei Dmitry Danilov. Ciò che noi chiamiamo la scelta europea della Russia, ora non è solo messa in dubbio. Mosca è costretta a cercare alternative e l'Europa sta perdendo la Russia come futuro partner strategico, ha detto:
    La Russia deve difendersi non solo militarmente, ma anche economicamente e per rafforzare l'economia e la finanza deve cercare nuovi partner. Il conflitto ha colpito l'Europa non solo in termini di relazioni UE-Russia, ma anche in merito alla sua posizione nel mondo.
    Ora siamo di fronte a un paradosso: gli USA hanno comprato all’Europa la sua posizione in Ucraina e si è scoperto che il deterioramento delle relazioni con la Russia è stato superiore alle tradizionali nozioni europee del bene e del male, dice lo storico russo e politologo, direttore dell'Accademia del Lavoro e degli Affari Sociali Evgeny Kozhokin e ricorda "Nessuno nota i crimini contro l'umanità nel sud-est dell'Ucraina, nessuno vede il nazismo e la repressione del dissenso a Kiev:
    C’è un problema veramente serio all’interno dell'Unione Europea e anche degli Stati Uniti. Questo problema può essere espresso con le seguenti parole: cosa succede alla loro democrazia? I conflitti economici, ideologici, strategici sulla Russia saranno più importanti dei propri valori. Ma questo conflitto potrebbe essere facilmente risolto attraverso i negoziati.
    Bisogna dire che qualsiasi discorso tenuto da Biden diventa sempre un mal di testa e un mistero per il suo staff. Di per se non è terribile che ami parlare. Ma lui ama farlo così bene e dettagliatamente che anche il Congresso lo ha definito un uomo senza filtri, o un missile non guidato. In particolare lo stato di tensione nervosa dei suoi assistenti cade se Biden precede il suo discorso dicendo: sarò breve. Questo di solito significa che porterà il discorso fino al punto che ci si dimentica ciò di cui effettivamente fosse oggetto del discorso. Questo a Biden è accaduto più di una volta. Forse ad Harvard è successo proprio così?

    /s

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    L?Europa riconosce l'inutilità delle sanzioni antirusse - Notizie - Economia - La Voce della Russia

  9. #9
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    Predefinito Re: Joseph Biden si scusa con Turchia e Emirati Arabi, ma non con l’Europa

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    Se lo fanno presidente da una parte ci sarà da ridere, dall'altra il pericolo funghetti atomici è molto vicino.
    un cretino così diventerà presidente solo per morte di Obama, alle primarie non vince nemmeno a casa sua...

 

 

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