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Discussione: Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

  1. #1
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    Predefinito Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

    Buongiorno a tutti,
    è aperta l'udienza di merito sul ricorso presentato dal Sen. Ronnie.
    Invito il predetto senatore a postare la sua relazione sul ricorso in oggetto.
    Invito altresì le altre parti in causa (il Presidente e il Vice-Presidente del Senato, rispettivamente i senatori Thomas Lenin e Centrale) a dichiarare qui la loro presenza e l'eventuale decisione di farsi rappresentare da uno o più avvocati.
    Non appena il ricorrente avrà postato la sua relazione i senatori Thomas Lenin e Centrale (o i legali rappresentanti) potranno replicare e postare contro-relazioni difensive per far valere le loro ragioni.
    Successivamente si svilupperà il dibattito in aula.
    Per aspera ad astra

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  2. #2
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito Re: Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

    Che fine ha fatto il ricorrente Sen. Ronnie?
    Lo invito entro 24 ore a introdurre la sua causa, o passeremo a Thomas Lenin e Centrale.
    Per aspera ad astra

  3. #3
    Fiamma dell'Occidente
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    Lightbulb Re: Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

    Eccomi,
    scusate ma ho avuto impegni. Per non tediarvi con inutili ripetizioni di quanto è ovvio, mi limito a riaffermare quanto detto nel ricorso su tutti gli altri vari punti di criticità della vicenda e le domande specifiche che ho rivolto alla corte. Su un punto, tuttavia, intendo soffermarmi: è quello relativo alle norme fondamentali che tutelano il giudiziario e impongono al legislativo precisi oneri, ovvero costringono la politica al dovere di correttezza di accordarsi. Non mi sta bene che alcuni raccontino in giro falsità totali fingendo di non conoscere queste norme e cosa esse significhino. C'è una storia, la storia del gioco, fatta di fatti accaduti e non di opinioni, alla quale, almeno secondo me, si deve rispetto.

    * * *

    - I -
    L'interpretazione originaria autentica dell'articolo 35 della Costituzione


    L'articolo 6 della Costituzione, norma madre dell'ordinamento giudiziario, dispone:

    Articolo 6
    Diritto di Difesa

    1. La tutela giudiziaria dei diritti e degli interessi legittimi è inviolabileed inviolabile è anche il diritto alla difesa in condizioni di parità con l'accusa.
    2. L'Ordine Giudiziario assicura il rispetto dei diritti e degli interessi legittimi, secondo le procedure previste dalle leggi.

    Quando una Costituzione parla di "tutela giudiziaria inviolabile" non possono sussistere equivoci. Sommamente è necessario che i diritti possano sempre essere azionati in giudizio. La Costituzione contiene dunque come principio l'indefettibilità della Corte. All'interno della Costituzione, un'altra norma, inferiore per statuto logico come la posizione chiarisce, si fa carico di attuare tale principio con conseguenze evidenti.

    Articolo 35
    L'elezione della Corte Costituzionale

    1. La Corte Costituzionale è eletta dal Senato e dal Presidente di POL durante la seconda seduta del Senato ed ha mandato annuale.
    [...]
    5. In caso uno o più candidati rigettino il mandato ricevuto o non raggiungano la maggioranza minima, si procede ad oltranza a nuove votazioni per i soli posti ancora da coprire.

    Questo articolo non è che l'attuazione dell'articolo 6. Poichè la Corte è indefettibile si prevede una seconda seduta vincolata costituzionalmente. Non è possibile non riunire il senato per i Giudici in seconda seduta, si deve riunire il senato per i Giudici in seconda seduta, si devono eleggere i Giudici nella seconda seduta. Seduta che va avanti fino a quanto serve. A oltranza. Il Senato deve votare a oltranza fino che anche un solo giudice non residui ineletto.

    Taluno oggi sostiene che la seconda seduta non avrebbe effetti, che sarebbe possibile aggirarla con altre sedute, addirittura inserire nel suo ordine del giorno altri fatti estranei alla medesima, consentendo al Senato, nella seconda seduta, di far quant'altro desideri, magari votare leggi, o perder tempo a cambiare il collegio chiamato a eleggere i giudici, anzichè eleggere i giudici osservando l'indefettibilità della Corte nel nome del principio della tutela inviolabile.

    Ebbene una simile distorta visione "all'italiana" della "indifettibilità" non è quello che io ho versato nella Costituzione. Non è il senso letterale di quelle parole secondo la connessione di esse e l'intenzione del legislatore. Non è possibile lo sia perchè l'intenzione del legislatore è chiaramente specificata dal fatto che esiste l'articolo 6. L'indefettibilità della Corte è assicurata proprio e solo dal fatto che il Senato non possa fare altro che eleggerla. Cosa altro potrebbe assicurarla, forse il buon cuore degli uomini? Ma le Costituzioni a cosa servono, diceva uno dei padri di quella americana, Thomas Jefferson, se non a "mettere da parte la fiducia negli uomini e porli piuttosto in condizione di non nuocere con catene e vincoli"?

    Gli stessi Giudici qui presenti, l'On. Danny78 e l'On. Falcoconservatore sono l'esempio vivente della prima volta che tale norma fu applicata e io li chiamo direttamente a testimoniare col loro giudizio che è proprio così che fu interpretata. Richiamo qui a questo proposito un precedente applicativo relativo direttamente alla loro elezione che dimostra oltre ogni ragionevole dubbio che proprio la Presidenza del Senato, in persona di chi in quel momento presiedeva (il Vicepresidente Francpolitik, era infatti scomparso Von Dekken).

    Quando ancora non vigeva il regolamento del Senato, ma c'erano solo le norme Cost, nell'alta sede della conferenza dei capigruppo del Senato del 24 febbraio 2014 ai post #17,18,19 Il Sen. Eric Draven segnalava al Presidente del Senato Francpolitik il problema della IIa seduta sui giudici ancora aperta, che in quanto tale interdice ogni altro voto. Il Presidente Francpolitik senza nessuna polemica immediatamente riconosceva di sapere anch'egli di dover bloccare qualsiasi voto sul regolamento del Senato fino alla fine della IIa seduta, riconoscendo che il Senato non può votare altro se non ha eletto i Giudici.

    Citazione Originariamente Scritto da Francpolitik Visualizza Messaggio
    Citazione Originariamente Scritto da Eric Draven
    Sul metodo di lavoro non metto becco. Anche perchè come sa,sono in rappresentanza d'emergenza per il cdx. ed è bene che dica la sua chi ha seguito questo lavoro in prima persona

    Vedo che anche lei è consapevole che finchè non si supera l'empasse sulla Corte non si può procedere.....

    Certo, ciò non toglie che noi dobbiamo raggiungere una bozza definitiva come voleva il Presidente. Appena sarà eletta la Corte procederemo ad approvare ed emendare la bozza definitiva.
    Se dunque allora, quando furono eletti i giudici oggi chiamati a giudicare, fu sospeso il voto sull'attuale regolamento del senato, che come è evidente è il più importante voto per un senato dopo quello sul suo Presidente e anch'esso richiesto dalla Costituzione, come può sostenersi oggi che non fosse chiaro a tutti cosa avessi scritto nella Costituzione? Come può la presidenza del Senato violare l'articolo 35, l'articolo 6 e ribaltare i precedenti sorda ai richiami di chi ha scritto quelle norme di fronte a tali evidenze documentali? Forse in qualche atto successivo qualcuno ha avuto dubbio dopo quel precedente? Vedremo ora che non è così, anzi.


    - II -
    L'interpretazione originaria e autentica dell'articolo 23 del Regolamento del Senato


    Nella IV seduta del Senato del 23 marzo 2014 il sottoscritto, Ministro della Giustizia, veniva invitato dal presidente del Senato del centrosinistra nella sua qualità di esperto del testo costituzionale a illustrare le correzioni dovute al testo della bozza perchè il nuovo Regolamento del Senato fosse congruente con la Costituzione (qui si noti la differenza di metodi con l'attuale gestione, che costringe l'esperto a ricorrere anzichè ascoltarlo).

    Citazione Originariamente Scritto da Francpolitik Visualizza Messaggio
    Invito il Ministro della Giustizia Ronnie, in quanto esperto della Costituzione, a riferire in Aula le sue considerazioni concernenti la legittimità costituzionale delle norme contenute nel disegno di legge.
    Il sottoscritto di buon grado accettava e presentava, tra le tante, la seguente raccomandazione (che lo ripeto non era de jure condendo ma de jure condito in quanto come chiedeva il Presidente essa era considerazione "concernente la legittimità costituzionale.) essendo consapevole del fatto che un testo che consentisse "aggiramenti" di "tutele inviolabili" non sarebbe stato un testo "costituzionale" ma un testo "incostituzionale perchè mancava qualche norma".

    E' infatti ben noto che la Corte Costituzionale Italiana, come quelle di tutto il mondo, emette da sempre sentenze di "incostituzionalità nella parte in cui non si prevede". Anzi, tra tutti questo è forse il tipo di dispositivo che formula più di frequente. Questa caratteristica del potere di annullamento non è affatto una "creazione di diritto" ma al contrario un normale esercizio di giurisdizione interpretativa a protezione dell'intenzione del legislatore.

    Con lo stesso ragionamento, dunque, poichè il regolamento introduceva le sedute parallele lo scrivente si preoccupava che fosse chiarito che la tecnica di consentire sedute parallele, giacchè non immaginata all'atto della Costituzione, non doveva diventare un argomento per inventarsi che la seconda seduta potesse rimanere aperta per sempre mentre il senato faceva tutt'altro "e chi s'è visto s'è visto".

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie

    1. L'integrazione della disp. già emessa da Francpolitik -che manca nel testo penso solo perchè più recente- sul modo di calendarizzare le iniziative legislative la quale è conseguenza diretta di norme costituzionali e dunque va riprodotta nel regolamento. Insieme ad essa c'è il tema connesso dell'obbligo di certe sedute in certi momenti, che non è normato e va normato perchè è giusto prevedere le sedute parallele ma esse non possono diventare sistemi di aggiramento delle incombenze costituzionali.

    Di conseguenza formulavo una raccomandazione al Senato per la modifica del proposto articolo 23 che aveva un contenuto chiaro, inequivocabile ed espresso fin nelle virgole, che nessuno può permettersi oggi di mettere in discussione. Riporto infatti la legenda perchè sia evidente che il testo blu non era nella bozza. Il testo tra parentesi lo spiega come necessario.
    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    [...]
    Legenda

    (Tra parentesi): consigli e spiegazioni


    ROSSO: testo da sopprimere necessariamente
    BLU: testo da inserire necessariamente
    VERDE: consigli di stile raccomandati
    GIALLO: testo stilisticamente discutibile
    [...]
    Art. 23

    Tutte le sedute del Senato, siano esse di dibattito o di voto, sono numerate progressivamente.

    Il Presidente del Senato può stabilire di tenere contemporaneamente una seduta di dibattito ed una o più sedute di voto.

    Non possono tenersi sedute di voto parallele alle sedute previste come obbligatorie dalla Costituzione.
    (non si può aggirare la Costituzione perchè se è obbligatorio che nella seconda si votano i giudici o nella prima si vota il presidente allora per conseguenza logica non si possono fare altre sedute che comporterebbero la libertà di non eleggere mai nuovi giudici o tenersi sempre il presidente provvisorio che proprio l'obbligo di fare le cose in date sedute serve a escludere, diversamente diverrebbe possibile per la maggioranza sospendere la Costituzione il che è ovviamente incostituzionale)

    Non possono tenersi tenute che non siano anche di voto se sono pendenti iniziative legislative.
    (come sopra a32.c3)

    In casi eccezionali, con l’accordo della Conferenza dei Capogruppo, possono essere tenute contemporaneamente anche più sedute di dibattito.
    In calce al post compare il "mi piace" del presidente del Senato e del Presidente di POL attuale Seyen. Segno che avevano letto.

    Il Senato, come noto, votò poi unanimemente il testo finale che conteneva tutte le mie proposte di modifica, con ciò

    A) riconobbe che la Costituzione significava quanto sopra, anche considerando che nessuno discusse ciò che io avevo scritto
    B) riconobbe ipso facto anche che il regolamento significasse quanto sopra.


    Nessuno può dunque oggi raccontare che l'articolo 23 non sarebbe noto nel suo significato. Quelle norme le ho scritte io. E nello scriverle ho spiegato cosa volesse la Costituzione. Il Senato stesso, votandole, ha riconosciuto che l'analisi sottostante
    del testo costituzionale espressa nella sua aula, ufficialmente invitato, da ministro della giustizia ed estensore della costituzione, fosse quella corretta.


    - III -
    L'inammissibilità di deroghe agli articoli 35 Cost. e 23 Reg. Sen.
    (dal testo del ricorso già depositato)

    E' opportuno qui precisare che non sono testualmente previste in alcuna parte del regolamento deroghe al principio di unicità delle sedute vincolate. Inoltre, ai sensi dell'articolo 46 delle disposizioni generali sulla legge introdotte con legge organica contestualmente alla Costituzione e riportate tutt'ora nella IIIa disp. trans., poichè "1. Nell'applicare la legge si devono considerare il complesso delle disposizioni di ogni ordine e grado applicabili al caso concreto [...]" e "3. L'intenzione del potere legislativo si desume preventivamente dal complesso del sistema normativo secondo il principio di ragionevolezza (la fonte inferiore va sempre letta nel modo più compatibile con quelle superiori) [...]" tali deroghe, anche fossero previste, non sarebbero comunque legittime. La norma sul divieto di aggiramento della votazione a oltranza in seconda seduta, infatti, in quanto immediatamente e direttamente attuativa delle finalità di un principio della Costituzione, è per ciò stesso norma attuativa da considerarsi costituzionalmente sovraordinata nel quadro generale dell'ordinamento, rispetto a qualsiasi altra norma del medesimo regolamento, poichè essa serve a garantire il rispetto di un principio Costituzionale e, ove mancasse, dovrebbe venire sostituita da una sentenza di questa corte (che come noto, ai sensi dell'articolo 45 delle predette disposizioni, sarebbe appunto anch'essa sovraordinata a qualunque legge ordinaria).

    La costituzione non assegna un valore positivo alla decadenza dei senatori. E' una evenienza che essa non prevede come dovuta. Non è fra i contenuti obbligatori del regolamento delle camere, elencati all'articolo 19 comma 7, e non è nemmeno disciplinata in modo attivo. E' solamente stabilito al comma 3 che "Il Regolamento non può prevedere la destituzione interna di Deputati, ad esclusione che per reiterate assenze." C'è quindi scritto "può" e non c'è scritto "deve". Questo implica che tale norma, a differenza di quella sulle sedute, non esprime un principio da attuare a ogni costo. Non c'è scritto "il Senato voterà a oltranza per far decadere i senatori assenti". Non c'è dunque alcun diritto a leggere le norme sulla decadenza come attuative di alcun principio costituzionale. Per ciò stesso: di fronte alla norma dell'articolo 23 comma 3 sulle sedute parallele, quella che prevede le sedute straordinarie per le decadenze deve cadere in subordinazione, e venire rinviata fino al cessare dell'operatività della norma maestra. La modalità per farlo è semplice: formatosi l'obbligo di convocare in 24 ore la seduta straordinaria, esso rimane sospeso immediatamente dallo svolgimento della seduta vincolata costituzionalmente, e decorre successivamente nelle 24 ore dalla sopravvenuta chiusura della stessa.

    Nella stesura della Costituzione anche il sottoscritto si è posto il problema delle decadenze per assenze. Alcune precise ragioni militavano contro l'ipotesi di considerarla un qualcosa di importante e necessitato nel regolamento e ne determinarono l'esclusione dal novero delle norme di rango Costituzionale
    nella bozza (se non quella permissiva, solo per consentire se il senato lo volesse di prevederle). Vediamole ora:
    A) i senatori possono deattivarsi per impegni privati, ma se si deattivassero tutti -il gioco si ibernasse- e li si facesse pure decadere, li si priverebbe della possibilità eventuale una volta liberatisi o riconvintisi di ritornare agevolmente -e di riaccendere il gioco- specie con legislature di 12 mesi. Sarebbe un continuo di interventi dell'admin.
    B) la decadenza, visto che le liste sono corte oggi e lo erano già all'epoca, non sono affollate di certo di candidati in subentro (la situazione delle liste iscritti dei partiti, è uguale), non aiuterebbe comunque quasi nessuno a entrare, ma potrebbe colpire qualcuno ingiustamente.


    ...

    APPENDICE DI RISPOSTA PREVENTIVA

    S'aggiunga che, nella generale violazione di ogni regola, è veramente singolare la scelta degli attuali membri dell'UDP del Senato di consentire -tra i tanti voti vietati- proprio quello che han scelto di consentire: la decadenza dei senatori chiamati ad eleggere i Giudici, che è forse il peggiore e più inappropriato di tutti! Ebbene nemmeno nei romanzi di Dan Brown s'è osato di ipotizzare l'idea balzana di far votare la decadenza dei cardinali alla maggioranza dei cardinali mentre essi sono tutti riuniti per eleggere il Papa.

    Voglio sperare che la controparte presidenza o vicepresidenza non si pericliti di sostenere ancora qui in udienza una tale strepitosa scempiaggine da veri turisti della democrazia, magari presentandola come "deroga" in qualche modo giustificata (e come visto sopra, vietata), perchè davvero quest'aula inizierebbe molto male il suo lavoro nella nuova legislatura.

    Comunque, se da parte loro si dovesse venire a dire, con speciosi argomenti, di fronte a questa Corte che in seconda seduta, senza decadenze, non si potrebbero eleggere i giudici e che "quindi è costituzionalmente necessitato bla.bla." -lo dico in anticipo nel caso non avessi poi tempo di replicare- auspico che venga riconosciuta anche l'ovvietà che pure questa è una menzogna del tutto strumentale vuota di ogni buona sostanza.

    La Costituzione, infatti, con una innovazione che ho rivendicato recentemente in aula e che quindi anche Thomas Lenin (il presidente che non leggeva le norme del suo regolamento) conosce, attualmente non prevede affatto un quorum di componenti sui giudici ma solo un quorum di presenti. Il che vuol dire anche che in questo particolare voto, chiunque mancasse, i Giudici sarebbero eletti comunque, quindi l'argomento della necessità sarebbe privo di ogni pregio e del tutto inutile a sorreggere impalcati estensivo/manipolativi vergati contro il diritto, contro la storia e contro il buonsenso.

    Nè si sperimenti l'altro argomento falso e capzioso che se mancassero 5 senatori non vi sarebbe numero legale e il senato non potrebbe eleggere i giudici A) perchè non è vero (l'articolo 35 è norma speciale, quindi sui giudici si potrebbe) B) perchè, perchè se fosse vero il presupposto dei 5 assenti definitivi allora anche le decadenze non servirebbero proprio a nulla: non sarebbe infatti possibile far decadere nessuno con meno di 5 voti, come ha dichiarato centrale stesso, annullando in sequenza votazioni su votazioni per mancanza del numero legale, e quindi non è di certo disapplicando norme valide nel nome di un preteso "diritto a votare decadenze" che si supererebbe il quorum legale per la decadenza che, invece, c'è eccome e per previsione costituzionale su quei voti (che non hanno una norma speciale a regolarli), perchè comunque, se 5 mancassero, il voto degli altri 5 non potrebbe comunque farli decadere...



    * * *

    Per quanto sopra detto, richiedo alla Corte di voler prestare particolare attenzione all'importanza di questo ricorso dal quale discenderanno grandissime conseguenze:

    1- Il chiaro monito all'ordinamento a funzionare secondo le regole Costituzionali e non cercando di aggirarle
    2- Una riaffermazione del fatto che l'interpretazione spetta in ultima istanza ai magistrati e che essa è cosa "seria"
    3- Una riappacificazione, dovuta alla caduta di ogni ipotesi tentativo di sottoporre a "minaccia di decadenza" i senatori mentre votano sui giudici

    e di accogliere tutte le richieste già formulate nell'atto introduttivo del presente giudizio

    POL, addì 15 ottobre 2014

    Sen. Ronnie
    Ultima modifica di Ronnie; 15-10-14 alle 03:26
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    Presidente di Progetto Liberale

  4. #4
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    Predefinito Re: Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

    Presente Sen. centrale vicepresidente del Senato. A breve fornirò le tesi della presidenza.
    Sen. Centrale dal 10 giugno 5 luglio 2014
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  5. #5
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    Predefinito Re: Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

    Buonasera Signori Giudici della Corte Costituzionale,

    mi trovate dispiaciuto non veder comparire nella vostra illustrissima tribuna il terzo giudice che il Senato avrebbe dovuto eleggere in questi mesi. Speriamo in un'elezione contemplata in breve termine.
    Per quanto concerne il ricorso del Sen. Ronnie, sono qui per far valere le ragioni della presidenza del Senato.

    FATTO

    • Dopo la mia elezione all'ufficio di presidenza, lo stesso ufficio si è messo all'opera per avviare le operazione di integrazione l'ultimo membro di questa Corte.
    • Alcuni senatori nel corso dell'avventura del Senato sono ricaduti nei vizi per lasciare il seggio al senato, a secondo delle procedure previste dal regolamento.
    • Il Sen. Ronnie ha presentato un ricorso informale alla presidenza, dove con illazioni in aula, è stato preteso quanto richiesto a voi in termini di annullamento e sospensione delle sedute sulle decadenze.


    AVVENIMENTI

    • In data 15 settembre, ricevuta la lista secondo la prassi costituzionale, si avviano formalmente tutte le procedure per l'elezione del giudice costituzionale;
    • In data 19 settembre, la vicepresidenza avviava l'ulteriore procedura per la decadenza del Sen. Anthos, assente per 30 giorni dal Senato;
    • A decorrere dal 19 settembre, le fasi di votazione per la decadenza del suddetto senatore non hanno mai trovato la presenza di 6 senatori al voto, per determinare una fase conclusiva della votazione;
    • In data 3 ottobre, la vicepresidenza avviava l'ulteriore procedura per la decadenza del Senn. codino, SteCompagno, Massimo Piacere, assenti per 30 giorni dal Senato;
    • Tutt'ora nessuna fase di votazione per le decadenze ha trovato conclusione;
    • In data 5 ottobre, Il Sen. Ronnie ha preteso durante una fase di votazione il ricorso su citato;
    • Non trovando accoglimento, il capogruppo del CDP Sen. Ronnie, ha richiesto la gestione della conferma o modifica del provvedimento emanato di concordo da tutta la presidenza alla conferenza dei Capigruppo. Essa dopo la discussione ha valutato a livello di voti cosa si avrebbe potuto fare, e oggi la votazione ha decretato che il provvedimento della presidenza è definitivo (2 voti a favore, 1 contrario e 1 astenuto).


    DIRITTO
    La presidenza del Senato ha letto ed applicato quanto segue:
    • Artt. 39,40,41,42 in materia di decadenza di un senatore;
    • Art. 23, in materia di disposizioni del Presidente del Senato;
    • Art. 11, in materia di sostituzione del Presidente del Senato;
    • Art. 35, in materia di elezione della Corte Costituzionale;


    Questo è un sunto di quello che è accaduto in Senato. A breve posterò tutte le considerazioni difensive a riguardo delle accuse del ricorrente.
    centrale,
    Vicepresidente del Senato
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    Sen. Centrale dal 10 giugno 5 luglio 2014
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  6. #6
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    Predefinito Re: Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

    Invito i giudici a farmi tutte le domande che ritengono necessarie. Sarebbe utile pubblicarle dopo che ho delineato la linea difensiva contro le accuse, in modo di evitare di dare risposte uguali. Grazie mille.
    Sen. Centrale dal 10 giugno 5 luglio 2014
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  7. #7
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    Predefinito Re: Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

    Buongiorno a tutti,

    vi scrivo di buon mattino per comunicarvi che a causa di un urgente impegno lavorativo non potrò seguire i lavori né oggi né domani. Mi rifarò vivo nella giornata di sabato. Nel frattempo il collega Danny potrà farvi tutte le domande che ritiene necessarie.
    Chiedo scusa per questo contrattempo.
    Naturalmente potrà intervenire anche Thomas Lenin se crede.
    Buon lavoro a tutti!
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  8. #8
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    Predefinito Re: Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

    Buonasera,

    vista la natura del ricorso chiederei che, previa declaratoria dell'urgenza (da me chiesta in epigrafe del ricorso) in base all'articolo 37 co. 3 della Costituzione che tutela i procedimenti che presentino urgenza con forme speciali (seppure non ancora codificate) siano ri-precisati con decisione d'opportunità sostitutiva certi termini massimi per le difese di controparte e il dibattito successivo, onde assicurare che la decisione intervenga in tempi utili visto che tutto quanto ciò della cui eliminazione/sospensione si controverte è ancora in corso e che l'ultima istanza diversa dalla Corte potenzialmente abile a sospenderlo è stata rigettata nella data di ieri dalla conferenza dei capigruppo.

    3. Il Regolamento provvede ad accelerare il procedimento qualora il Presidente della Corte dichiari, in una qualsiasi fase del dibattimento, l'urgenza del ricorso.
    Era infatti stato detto:

    Citazione Originariamente Scritto da Falcoconservatore
    La camera di consiglio per la decisione finale sarà aperta non prima di 48 ore e non dopo 96 ore dall'inizio dell'udienza di merito (con possibilità di eventuali proroghe qualora il Presidente ne stabilisca la necessità).

    Invito pertanto le parti a prepararsi e intervenire entro questi limiti temporali, da me stabiliti in assenza di un Regolamento specifico.
    Ma constato che le 96 ore sono state superate dall'ultimo post del presidente... da cui la domanda sopra posta.
    Ultima modifica di Ronnie; 16-10-14 alle 14:29
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    Predefinito Re: Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

    Citazione Originariamente Scritto da centrale Visualizza Messaggio
    Buonasera Signori Giudici della Corte Costituzionale,

    mi trovate dispiaciuto non veder comparire nella vostra illustrissima tribuna il terzo giudice che il Senato avrebbe dovuto eleggere in questi mesi. Speriamo in un'elezione contemplata in breve termine.
    Per quanto concerne il ricorso del Sen. Ronnie, sono qui per far valere le ragioni della presidenza del Senato.

    FATTO

    • Dopo la mia elezione all'ufficio di presidenza, lo stesso ufficio si è messo all'opera per avviare le operazione di integrazione l'ultimo membro di questa Corte.
    • Alcuni senatori nel corso dell'avventura del Senato sono ricaduti nei vizi per lasciare il seggio al senato, a secondo delle procedure previste dal regolamento.
    • Il Sen. Ronnie ha presentato un ricorso informale alla presidenza, dove con illazioni in aula, è stato preteso quanto richiesto a voi in termini di annullamento e sospensione delle sedute sulle decadenze.


    AVVENIMENTI

    • In data 15 settembre, ricevuta la lista secondo la prassi costituzionale, si avviano formalmente tutte le procedure per l'elezione del giudice costituzionale;
    • In data 19 settembre, la vicepresidenza avviava l'ulteriore procedura per la decadenza del Sen. Anthos, assente per 30 giorni dal Senato;
    • A decorrere dal 19 settembre, le fasi di votazione per la decadenza del suddetto senatore non hanno mai trovato la presenza di 6 senatori al voto, per determinare una fase conclusiva della votazione;
    • In data 3 ottobre, la vicepresidenza avviava l'ulteriore procedura per la decadenza del Senn. codino, SteCompagno, Massimo Piacere, assenti per 30 giorni dal Senato;
    • Tutt'ora nessuna fase di votazione per le decadenze ha trovato conclusione;
    • In data 5 ottobre, Il Sen. Ronnie ha preteso durante una fase di votazione il ricorso su citato;
    • Non trovando accoglimento, il capogruppo del CDP Sen. Ronnie, ha richiesto la gestione della conferma o modifica del provvedimento emanato di concordo da tutta la presidenza alla conferenza dei Capigruppo. Essa dopo la discussione ha valutato a livello di voti cosa si avrebbe potuto fare, e oggi la votazione ha decretato che il provvedimento della presidenza è definitivo (2 voti a favore, 1 contrario e 1 astenuto).


    DIRITTO
    La presidenza del Senato ha letto ed applicato quanto segue:
    • Artt. 39,40,41,42 in materia di decadenza di un senatore;
    • Art. 23, in materia di disposizioni del Presidente del Senato;
    • Art. 11, in materia di sostituzione del Presidente del Senato;
    • Art. 35, in materia di elezione della Corte Costituzionale;


    Questo è un sunto di quello che è accaduto in Senato. A breve posterò tutte le considerazioni difensive a riguardo delle accuse del ricorrente.
    centrale,
    Vicepresidente del Senato
    buonasera signori giudici della corte costituzionale, nulla da dichiarare se non confermare quanto scritto e detto dal sen. vicepresidente centrale. rimango a disposizioni per domande, chiarimenti.

    presidente del senato
    thomas lenin
    partecipate e aderite al partito COMUNISTA in pieno congresso a questo link http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13212177

  10. #10
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    Predefinito Re: Udienza di merito ricorso Sen. Ronnie

    Buona sera ai signori giudici,

    posto le relative difensive al ricorso presentato dal Sen. Ronnie.

    1. La proposta di decadenza di senatori non completamente assenti
    Il regolamento del Senato non contempla diversificazioni al riguardo di una specifica assenza, si limita solamente a descriverne le caratteristiche. I Senatori sotto questa procedura non hanno partecipato per 30 giorni consecutivi. Ravviso che per ogni decadenza vi è stata almeno una seduta a cui tutti i senatori avrebbero potuto partecipare. (Art 39, comma 1 Regolamento del Senato).

    2. La controversia sul regolamento del Senato
    Il Sen. Ronnie ha sollevato una contestazione, ma non un vero e proprio ricorso alla presidenza, al quale il sottoscritto invitava il senatore stesso a compiere per formalizzare le verifiche.
    L'ufficio di Presidenza ha appena emesso un comunicato, che per ottemperare la richiesta di numerazione del Sen. Ronnie, le fasi costituenti le procedure di decadenza sono state integrate e regolarizzate come fasi della II seduta, attuando una modifica all'ordine del giorno della II seduta in tal senso. La presidenza non si sarebbe fatta alcun problema a discutere della sola questione dei giudici, ma il regolamento del Senato ha imposto l'obbligo di discutere le decadenze dei senatori assenti. Ricordo altresì che l'articolo 35 comma 1 della Costituzione, provvede a formalizzare un punto dell'ordine del giorno della II seduta del Senato (questione elezione dei membri mancanti di questa Corte), ma tale punto non deve essere unico (questione delle decadenze).

    3. L'abolizione delle procedure e della conferenza dei capigruppo
    Il Sen. Ronnie come ho anticipato prima non ha presentato un ricorso formale, dove avendo un atto preciso si poteva procedere a verifiche più precise, avviando di fatti un'istruttoria dove poter chiudere il contenzioso. Del resto la presidenza ha emesso un comunicato ufficiale dove non accoglieva le illazioni del Sen. Ronnie sporte durante una fase di votazione.
    La conferenza dei capigruppo è addirittura terminata ieri confermando in pieno le decisioni della presidenza.

    1. La nullità delle sedute parallele come attuazione testuale e logica della costituzione
    Ci tengo solo a sottolineare questo punto, per precisare che la presidenza ha sempre dato attuazione all'articolo 23 del Regolamento del Senato, in cui recita "3. Non possono tenersi sedute di voto parallele alle sedute previste come obbligatorie dalla Costituzione" non esiste nessuna votazione delle decadenze in contemporanea con quelle dell'elezione del giudice costituzionale. Di fatto quando una è in corso l'altra è sospesa a sine die o a convocazione prescritta.

    6. L'incostituzionalità interpretativa delle votazioni ad oltranza per senatori ricomparsi

    Una precisazione va fatta qui: le votazioni ad oltranza sono verificate quando il Senato non delibera a maggioranza assoluta sulla procedura di decadenza. Cosa che è capitata e speriamo si concluda presto.

    1. L'illegittimo rifiuto di numerare le sedute.

    La presidenza ha emesso un comunicato dicendo di aver unificato gli ordini del giorno sotto la II seduta, e che poi si procederà ad indicare i threads delle decadenze come II seduta.

    2. Convocazione di sedute parallele illegittime e illegittimo rifiuto di sospendere/annullare le stesse.
    La presidenza non ha ricevuto alcun ricorso in merito di sospensione o annullamento di sedute, sono solo volate illazioni in essere durante una fase di votazione, e di fatto disturbandola. La presidenza non può fare discriminazioni politiche e non favorisce in merito di formalità di fronte al regolamento per alcun senatore. "Le polemiche sollevate dal Sen. Ronnie sono frutto, a suo dire, della mancata disponibilità della maggioranza a votare un candidato a lui preferito." La presidenza è stufa di essere immischiata in questi fatti indecorosi di vita politica. Si è sempre ribadito che ogni senatore può votare chi vuole senza subire minacce o condizionamenti da nessuno.

    3. Denegata considerazione di controversia. Respingimento inaudita la presidenza.
    Il Sen. Ronnie non ha presentato alcun ricorso. La presidenza con il parere favorevole del Presidente del Senato (che non si è opposto e ha dato approvazione con il tasto sul testo della decisione), ha risposto ufficialmente alle illazioni preventivamente fatte. Devo respingere anche il paragone indecoroso sviluppato dal ricorrente, in quanto la personalità politica citata assomiglia al ricorrente nel modo in cui ha fronteggiato, ostentando viva e fisica opposizione, le votazioni sulla decadenza senza nemmeno averne presentato ricorso.

    4. Illegittimo e dilatorio rifiuto di convocare la conferenza dei capigruppo.
    La convocazione della conferenza dei capigruppo è stata effettuata e la conferenza si è svolta rendendo confermativa la decisione della presidenza in modo definitivo.

    Non ho analizzato alcune basi del ricorso, ritenendole prive di fondamento logico e/o giuridico in quanto si riferiscono alla pura mania riportata nella frase virgolettata in grassetto qui sopra.
    Per tutti questi motivi, si chiede il mancato accoglimento delle richieste n°1,4,5,6.

    centrale,
    Vicepresidente del Senato
    Sen. Centrale dal 10 giugno 5 luglio 2014
    Min. Sen Centrale dal 6 luglio 2014 (Ministero delle Riforme e Vice Presidente del Senato)

 

 
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