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Antonio Di Pietro è pronto a candidarsi come sindaco di Milano*alle elezioni comunali del 2016.
“Dopo l’uscita, senza astio, dall’Italia dei valori, non ho intenzione di andare in pensione, né come uomo né come politico e voglio dare un contributo sulle questioni che conosco. Milano non è cambiata dagli anni in cui ero in Procura. E quindi mi candido a fare il sindaco”, ha affermato l’ex pm di Mani Pulite in un’intervista rilasciata al Corriere.
“Se ci fossi stato io, Frigerio, Greganti ed Enrico Maltauro li avrei riconosciuti. Avrei riconosciuto certi meccanismi – prosegue Di Pietro – e non si sarebbe arrivati in Procura”. L’ex magistrato ha anche parlato dell’attuale amministrazione del capoluogo lombardo: “Stimo Pisapia, al quale riconosco una simpatica semplicità. Ma in questo momento non serve un sindaco che sorride, serve un sindaco col pugno di ferro”.
È*un fiume in piena, l’ex leader Idv: “Dopo oltre vent’anni i problemi e anche le persone sono le stesse. Serve un archivio storico, qualcuno che conosca a fondo quel mondo politico ed economico che continua a lavorare, più o meno pubblicamente, e bisogna conoscere le esigenze dei milanesi”.
Questo il progetto di Di Pietro: “Mi candiderò con una lista civica e ci sono già persone che mi stanno dando la loro disponibilità a lavorare”.
Porte aperte anche a una possibile partnership coi pentastellati: “Il movimento per suo statuto candida persone che non hanno avuto precedenti in politica e quindi non voglio forzare questa scelta. Certo, si può parlare”.
Quanto all’eventualità di correre alle primarie del centrosinistra, Di Pietro è categorico: “A me un centrosinistra succube di Renzi non interessa. E comunque vorrei sapere prima per fare cosa e con quale programma: non faccio matrimoni a scatola chiusa”.
Scritto da: Giuseppe Spadaro
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) è stata una decina di anni fa con l'IDV. Da quello che capisco è che dopo la bastonata seguita all'inchiesta di Report del 2012, alla decisione di presentarsi con Rivoluzione Civile alle elezioni del 2013 ed al catastrofico risultato elettorale, l'IDV è passata nelle mani di un certo Messina, Di Pietro è stato presidente onorario per qualche tempo ma da circa un mese è uscito dal movimento che lui stesso aveva fondato. La ragione ufficiale è quella che l'IDV di Messina, seppur ridotta a livello percentuale da prefisso telefonico, ha scelto come strategia quella di una alleanza con il PD di Renzi, cosa che invece Di Pietro ha rifiutato e che lo ha indotto ad uscire dall'IDV (di quel che ne rimane). Una sua eventuale candidatura a sindaco di Milano NON sarebbe nel csx ma contro sia il csx che il cdx. Si vocifera che Di Pietro voglia fondare un nuovo movimento alternativo a Renzi. Ci riuscirà? Non credo proprio anche se ci spero.
