Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito Ne dobbiamo mantenere altri?

    Verso una nuova crisi: Ungheria a rischio crac Venerdì nero in Borsa - Economia - ilGiornale.it del 05-06-2010

    Verso una nuova crisi: Ungheria a rischio crac Venerdì nero in Borsa
    di Rodolfo Parietti

    I debiti e le carte truccate. Il pericolo di default. È una storia già sentita, tristemente simile a quella della Grecia, quella che ieri l’Ungheria ha sbattuto sulla faccia dei mercati, provocandone l’ennesimo corto circuito con l’inevitabile appendice fatta di indici picconati, titoli al collasso, spread impazziti ed euro in affanno. Sulle piazze finanziarie sono infatti calate come un maglio le parole con cui il portavoce del governo di centrodestra, uscito vittorioso dal voto di aprile quasi con un plebiscito, ha detto che l’ipotesi di una bancarotta sovrana «non è un’esagerazione». Più tardi, ad affondare il coltello nella piaga ci ha pensato Lajos Kosa, vicepresidente del partito di maggioranza Fidesz: «Il fallimento dello Stato è vicino». Strappato appena lo scorso anno dal baratro grazie all’intervento congiunto di Fondo monetario, Unione europea e Bce con aiuti per 20 miliardi di euro, il Paese magiaro è di nuovo alle corde.

    Segue....
    O si taglia o il caos

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ne dobbiamo mantenerne altri?.

    Non bisogna più farci caso.
    E' tutto un ribollire.

    Il sistema economica della globalizzazione lascia sul campo i morti.

    Però da oggi già minimizzano la situazione.
    Non vi è niente di trascendentale.

    La classe politica ungherese ha solamente fatto lo sbaglio di dire la verità e tutti si sono allarmati.

    Il Ministero dell'istruzione italiana dovrebbe aprire un corso per i politici ungheresi, affinché imparino a non dire la verità.

    Devono imparare dall'italia che non vi è nulla di male in italia a raccontare fandonie.
    In italia sono anni che sull'economia si raccontano fandonie e tutto va bene.

    E' vero che aumentano i disoccupati, ma è sufficiente dare la speranza giusta.

    L'unica avvertenza è che il vero politico deve avere sempre la valigia pronta.
    O si taglia o il caos

  3. #3
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    Predefinito Rif: Ne dobbiamo mantenerne altri?.

    Per un momento qualcuno ha avuto il timore che dopo i Greci, adesso si dovesse mantenere anche gli Ungheresi.

    Speriamo di no.

    L'Europa deve capire che non possiamo mantenerne più popoli di quanto facciamo oggi.

    Sono oltre 25 milioni di meridionali divisi in varie etnie da mantenere.

    Noi abbiamo già dato e continuiamo a dare.
    O si taglia o il caos

  4. #4
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    Predefinito Rif: Ne dobbiamo mantenerne altri?.

    Cameron: «Per la Gran Bretagna in vista anni di sacrifici» - Corriere della Sera


    ministro del Regno Unito al Sunday Times
    Cameron: «Per la Gran Bretagna in vista anni di sacrifici»

    La Gran Bretagna va incontro ad «anni di sacrifici». L'economia del Paese si trova in uno stato peggiore di quanto si pensasse e i tagli, quando arriveranno, saranno «dolorosi». A suonare il campanello d'allarme è David Cameron, primo ministro del Regno Unito. Il neo premier conservatore, in un'intervista rilasciata al Sunday Times, è tornato a battere sul tasto «dell'enorme debito pubblico con cui abbiamo a che fare».«Se non facciamo qualcosa - ha spiegato Cameron - finiremo per pagare degli interessi sul debito di 50, 60, 70 miliardi di sterline. Sono cifre pazzesche, più di quanto spendiamo per l'istruzione dei nostri figli o per la difesa della nazione». Cameron ha poi attaccato le previsioni per la crescita economica - il 3% nel 2011 - stilate dal governo laburista: «Non ci sarà nessun trampolino per la ripresa», ha detto. Quindi la medicina. «Bisogna affrontare i conti dello stato sociale, del settore pubblico e la dimensione della burocrazia accumulata in questi anni».

    APPELLO AI CITTADINI - «La qualità di un vero uomo di Stato è di assumere la buona decisione spiegando alla gente gli obiettivi che ci sono dietro ai sacrifici», ha detto Cameron. «Un debito enorme deve essere gestito. Incrociare le dita aspettando la crescita e sperando che scompaia non è una risposta», e poi ha aggiunto: «Il Paese è "scoperto". E gli interessi su questo scoperto si mangiano ciò che la nazione avrebbe dovuto spendere per altro. Dobbiamo avere la gente dalla nostra parte nel corso di questo difficile viaggio», ha proseguito il leader dei conservatori. Secondo i dati dell'Ufficio di Statistica nazionale, il deficit pubblico ha raggiunto i 156,1 miliardi di sterline nel 2009/2010, pari all'11,1% del Pil, un dato record.

    segue...
    Ultima modifica di jotsecondo; 06-06-10 alle 23:06
    O si taglia o il caos

  5. #5
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    Predefinito Rif: Ne dobbiamo mantenerne altri?.

    I giornali sembrano solamente più dei fogli di annunci mortuari.

    Adesso vi è l'Inghilterra sulla prime pagine.

    Sta male.
    E' possibile dato che sono ormai passati moltissimi decenni da quando viveva grazie alle patenti di corsa che elargiva.
    Patenti da corsa che aveva dato anche al negriero Garibaldi. .

    Forse il destino vuole farle pagare le sue malefatte..

    Per esempio quell'atto di sovvenzione come è stata l'unità d'italia.
    Quei soldi dati a Garibaldi, o dati agli salvi per assassinare quelli del sud sembravano tanto ben spesi, ed adesso si rivelano come un incauto investimento.

    Qui traballa euro , sterlina.

    Troppa demagogia, troppa ricchezza virtuale, troppa Basilea2, troppa globalizzazione, troppi mescolamenti di popoli.

    Il troppo gli ha rovinato la frittata
    Ultima modifica di jotsecondo; 06-06-10 alle 23:10
    O si taglia o il caos

  6. #6
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Ne dobbiamo mantenerne altri?.

    Deficit all'11,1% del pil, debito pubblico alle stelle. Londra soffrirà per riaggiustare i conti pubblici

    Deficit all'11,1% del pil, debito pubblico alle stelle. Londra soffrirà per riaggiustare i conti pubblici - Il Sole 24 ORE

    LONDRA - Lo aveva anticipato al Sunday Times, lo ha confermato al Paese dalla scrivania dell'università di Milton Keynes: Londra soffrirà per riaggiustare conti pubblici in condizioni molto peggiori di quelle ipotizzate dall'uscente governo laburista. David Cameron ribadisce che i tagli e gli aumenti di imposte «colpiranno ogni cittadino del paese. Si tratterà di prendere difficili decisioni in aree di spesa che variano dai salari, ai benefit, alle pensioni».

    E questo per far fronte a un deficit pari all'11,1% del pil e a un debito pubblico che in cinque anni avrà un costo in interessi di circa 70 miliardi di sterline. «Le dimensioni dei problemi economici sono molto più ampie del previsto. Nessuno – ha aggiunto – in questo paese ha mai dovuto far fronte ad un quadro peggiore». Cameron ha voluto mettere l'accento anche, anzi soprattutto, sulla debolezza della ripresa che non sarà affatto capace di generare una crescita del 3,25% del pil come immaginato dai laburisti. Molto, molto meno visto anche l'eccentrico apprezzamento della sterlina sull'euro registrato in queste settimane.

    Le parole del premier arrivano a pochi giorni dal Budget d'emergenza che il Cancelliere George Osborne svelerà il 22 giugno. Sarà la seconda mossa – la prima si è avuta qualche giorno fa con 6,2 miliardi di tagli alla spesa – della manovra che il governo di Londra intende realizzare per dare una sterzata radicale ai conti. La terza fase si avrà in autunno. Ma ora di allora il quadro dovrà essersi meglio definito con misure che dovranno accontentare sia l'anima Tory sia quella Liberaldemocraticia del governo. E non è affatto facile. Ad aiutare David Cameron e Nick Clegg arriverà probabilmente Lord Browne ex chief executive di Bp che potrebbe guidare il team chiamato a individuare le spese più urgenti da tagliare.
    Ultima modifica di Bèrghem; 07-06-10 alle 22:47
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

 

 

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