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  1. #1
    Fiamma dell'Occidente
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    Predefinito Note alla sentenza 21 ottobre 2014 della Corte Costituzionale

    Come ricorrente, voglio esprimere qui qualche commento sulla sentenza solo relativamente alla parte -la prima domanda- in cui le mie tesi sono state accolte, e astenermi invece dal parlare delle parti -comunque secondarie rispetto alla prima domanda accolta- in cui il mio ricorso non ha sortito gli effetti sperati. Come ho scritto altrove: io trovo la sentenza equilibrata, e anche ben scritta.

    C'è un punto, sul quale, però ho "vinto al di là di ciò che desiderassi"

    Io avevo domandato:

    Citazione Originariamente Scritto da Ricorso
    Domanda n.1. L'annullamento ex tunc delle sedute di decadenza già svolte e, in via eventuale e subordinata al caso di mancato accoglimento della domanda n. 2 che le disattiverebbe, il rinvio ex lege della loro convocazione a 24 ore dopo il termine della seduta costituzionalmente vincolata attualmente in corso.
    Scrive la Corte Costituzionale:

    Citazione Originariamente Scritto da Sentenza
    [...]
    La Costituzione non sembra disciplinare in maniera chiara il caso del reintegro della Corte che si rende necessario a seguito delle dimissioni o della decadenza di un giudice.

    Tuttavia, nel caso in oggetto si è applicata per analogia la procedura prevista dall’art. 35. A parere di questa Corte ciò è assolutamente corretto e pacifico, ma si rende necessaria una integrazione specifica alla Carta costituzionale al fine di disciplinare tale evenienza.

    Inoltre, la Costituzione non chiarisce se questo nuovo giudice avrà mandato annuale, o se il suo mandato sarà temporalmente legato a quello della Corte che va a reintegrare.
    Nella prima fattispecie, non si può fare a meno di notare che nel caso di molteplici dimissioni o decadenze avremmo giudici con mandati annuali non sovrapponibili temporalmente, cosa che costringerebbe il Senato a votare i successori singolarmente, senza la possibilità di esprimersi su una terna nel corso di un’unica seduta così come prescrive l’art. 35.

    [...]

    La domanda n. 1 del ricorrente è accolta nei termini di seguito precisati.

    All’art. 35 della Costituzione sono aggiunti i seguenti commi:
    6. In caso di dimissioni volontarie o decadenza di un giudice nell’arco del mandato annuale si procede con tempestività all'elezione del sostituto secondo le procedure stabilite dai commi precedenti.
    7. Il mandato del giudice eletto in seguito a rifiuto dell’incarico, dimissioni o decadenza di un altro giudice è legato a quello della Corte che va a reintegrare.

    Il ragionamento logico è ineccepibile.

    Bene ha fatto la Corte a ricorrere all'analogia (metodo legalmente prescritto in tali casi ai sensi dell'art. 51 delle disposizioni sulla legge) per l'elezione del giudice integrativo e bene altresì ha fatto a disciplinare per analogia il suo mandato come suppletivo. Nel primo caso ha applicato l'analogia legis, applicando la disposizione dell'art. 35 dettato in caso simile e stessa materia; nel secondo l'analogia iuris, ovvero la decisione secondo i principi generali, tra i quali vi è che il Senato, fermo l'obbligo di sostituire in via emergenziale per il tempo residuo, deve anche decidere nella seguente seconda seduta su una Corte per intero, ad avviso mio anche per una questione di agevolazione del formarsi di una maggioranza (con 3 giudici ci si accorda più facilmente, eleggendone solo alcuni meno, come si vede ora)

    Tuttavia la tecnica giurisprudenziale adottata è erronea.

    La Corte non ha mai ricevuto dalla Costituzione il potere generale e illimitato di integrare la Costituzione con nuove disposizioni, pur se create "per analogia". Questo potere essa lo ha, ma solo nei confronti delle leggi organiche, delle leggi e dei regolamenti. Non della Costituzione!
    Tale potere è, in altre parole, riservato al Legislativo.

    Sezione II
    La divisione dei Poteri
    Articolo 8
    Potere Legislativo e Potere Esecutivo

    1. Il Potere Legislativo ed il Potere Esecutivo risiedono rispettivamente nelle due camere e nel Presidente di POL eletti dal popolo.
    [...]

    Sezione VI
    Il Senato delle Sezioni di POL
    Articolo 32
    Potestà legislativa del Senato delle Sezioni

    1. Il Senato ha potestà legislativa esclusiva su ogni legge, legge organica e riforma costituzionale dell'ordinamento interno della Comunità.
    [...]


    Si evince con chiarezza la subordinazione delle sentenze al testo Costituzionale (ed anche al testo delle leggi organiche se rese interpretando leggi organiche) laddove è presentata esplicitamente la gerarchia delle fonti dell'ordinamento:

    Disposizioni sulla Legge in Generale

    Articolo 1
    Indicazione delle fonti
    1. Sono fonti del diritto:
    i) l'Ordinamento Giuridico Naturale del Termometro Politico
    ii) la Costituzione della Comunità di POL
    iii) le Sentenze della Corte Costituzionale interpretative della Costituzione

    iv) le Leggi Organiche
    v) le Sentenze della Corte Costituzionale interpretative delle Leggi Organiche
    vi) le leggi e gli atti aventi di forza di legge
    vii) gli usi tradizionali (precedenti)

    Una contro-prova del fatto che tale potere non è affidato alla Corte è nelle norme transitorie che lo affidarono una tantum per le esigenze di correzione di errori sparsi nel testo o per sicurezza nell'interregno prima del Senato. Anzitutto il solo fatto che per questo ci furono norme transitorie prova ciò che io qui dichiaro: che nessuno di noi pensava di dare il legislativo alla Corte Costituzionale. In secondo luogo l'intenzione medesima è ulteriormente chiarita dalle modalità espresse in tali norme transitorie, perchè il Senato circoscrisse con precisione estrema i margini dati alla corte anche in quei soli due casi:

    III.
    [...]
    3. La Corte Costituzionale provvisoria, integrata dei membri della Commissione Costituzionale che approvarono la Costituzione, fino alla riunione del nuovo Senato, può deliberare a maggioranza dei due terzi gli adeguamenti essenziali a correggere eventuali errori di codificazione che pregiudicassero il funzionamento secondo le intenzioni della nuova Costituzione.

    IV.
    [...]
    2. La Corte Costituzionale, con le sue sentenze, potrà legalmente apportare le correzioni al testo che si rendessero necessarie in ordine alla questione del corretto utilizzo delle parole "Senato", "Camera", "Deputati", "Senatori".


    La tecnica che avrebbe dovuto invece essere adottata è la seguente.

    Non fare uso della via del comma 3 dell'articolo 35, che è da intendersi come non idonea a superare gli obblighi di rispetto dei poteri del Senato sopra indicati, per introdurre commi della Costituzione nuovi ma piuttosto per integrare la Legge Organica sulla Corte Costituzionale.
    Articolo 43
    Organizzazione della Corte

    1. [...]
    2. Ogni norma ulteriore necessaria al funzionamento della Corte è disposta con legge organica che deve prevedere almeno quanto necessario all'attuazione piena della Costituzione e può disporre ulteriori norme non in contrasto con essa e dalle quali non derivino in nessun caso conseguenze penali.

    Cosa avrei dunque disposto io se mi fossi trovato a dover agire? Attualmente la legge organica sulla Corte si compone di un solo articolo, introdotto dalla costituzione stessa, che è quello che regola l'elezione dei candidati. Semplicemente, avrei aggiunto lì i due commi medesimi che la Corte ha proposto.

    SENTENZA:

    "La Corte Costituzionale dichiara la Legge organica sulla Corte incostituzionale nella parte in cui non prevede un articolo sulla elezione suppletiva dei membri della Corte, che preveda almeno le disposizioni seguenti (grassetto):

    Articolo 1
    Candidati alla Corte Costituzionale

    1. Sono candidati, salvo rinunzia, all'elezione come magistrati della Corte tutti i forumisti abbiano patrocinato come avvocati o validamente presentato come ricorrenti almeno un ricorso ammesso nel giudizio di merito di fronte alla Corte.
    2. La lista di candidati per l'elezione è formata dalla Corte Costituzionale uscente nei giorni tra le elezioni e la seconda seduta della Camera. La Corte uscente si assicura che i candidati sappiano della candidatura e possano rinunziarvi se indisponibili.
    3. E' obbligatorio riportare nella lista sottoposta al voto informazioni minime su ogni candidato, con particolare riguardo al numero di vittorie, parziali accoglimenti e sconfitte nei ricorsi.
    4. Se la lista così formata presenta più di nove candidati, non si aggiungono altri nomi e si procede al voto, a seguito del quale i tre candidati eletti accettano il mandato.
    5. Nel solo caso in cui la lista, prima della prima votazione o dopo la votazione in caso di candidati che rifiutino il mandato, non presenti più di nove candidati ad essa, su convocazione del Presidente della Camera, si aggiungono coloro i quali accettino di farne parte tra gli ex componenti della Corte Costituzionale, gli ex Presidenti di POL e gli ex Presidenti della Camera e del Senato.
    6. Nel caso in cui per indisponibilità degli aventi diritto, anche con la lista aggiunta non si raggiungano nove o più di nove candidati, sono ammesse le libere candidature dei forumisti in possesso dei requisiti per l'elezione alla Presidenza di POL.
    Articolo 2
    Elezione suppletiva
    1. In caso di dimissioni volontarie o decadenza di un giudice nell’arco del mandato annuale si procede con tempestività all'elezione del sostituto secondo le procedure dell'articolo 35 Cost.
    2. Il mandato del giudice eletto in seguito a dimissioni o decadenza di un altro giudice è legato a quello della Corte che va a reintegrare.


    Che fare ora?

    Ammesso che i giudici condividano il mio rilievo sul fatto che, nel giudicare sostanzialmente in modo ineccepibile, avrebbero potuto usare una via più nascosta ma più ortodossa, visto che la sentenza è inappellabile su di essa non si può far molto.

    Troverò invece il modo di fare un ricorso "nell'interesse dell'ordinamento" che consenta loro di correggere non la sentenza ma la procedura di integrazione della legge.

    Chiaro è, infatti, che quanto loro hanno giustamente inserito nella Cost. va tal quale inserito nella legge sulla Corte, non c'è dunque alcun "appello" nel merito, perchè non è nemmeno mio interesse che cambino una cosa che a me va bene in ogni caso.

    Segnalo che se nella legislatura, invece di impantanarsi sul giudice per non ascoltarmi, e bloccar così il senato, la maggioranza avesse deciso di occuparsi di attuare la costituzione, una legge completa sulla Corte, che disciplinasse anche questo aspetto, avrebbe potuto già essere in vigore.
    Ultima modifica di Ronnie; 22-10-14 alle 17:03
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  2. #2
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    Predefinito Re: Note alla sentenza 21 ottobre 2014 della Corte Costituzionale

    Lei ha il diritto di presentare un ricorso "nell'interesse dell'ordinamento" quindi se lo farà certamente la Corte ne prenderà atto e lo vaglierà con attenzione; io al momento non posso ovviamente esprimermi nel merito.
    Per aspera ad astra

  3. #3
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    Predefinito Re: Note alla sentenza 21 ottobre 2014 della Corte Costituzionale

    Voglio dire una cosa sul giudizio: non è per niente semplice giudicare cose di questa complessità. A me viene facile scriverne, ma perchè ci ho lavorato per mesi.

    La Corte ha reso una sentenza complessa e l'ha fatto con un livello qualitativo assolutamente comparabile a quello della Corte Costituzionale Italiana, che spessissimo fa anch'essa errori (e quindi poi correzioni di tiro).

    Il collegio ha errato solo nel procedere esattamente come si fece nella prima legislatura fino all'entrata in funzione del Senato, quando i poteri di revisione affidati alla Corte erano più forti perchè li reggeva la III trans
    . Fuorviato dai precedenti!

    E' una svista tecnica assolutamente banale che avrei potuto fare anche io, è infatti non solo normale ma gradito e incentivato dall'ordinamento che i giudici prendano esempio dai predecessori. Questo sistema non è ostile alla common law.

    Il tenore della correzione che ho proposto, solo formale, è conferma di questo, si trattava solo di agire su una legge B anzichè sulla legge A, aggiungendo gli stessi identici commi. La sentenza, infatti, è ineccepibile.

    Ancora una volta, comunque, si assiste a ottimi giudici che devono supplire a funzioni che il senato abdica, stallando se stesso anzichè lavorare ad attuare le norme.
    Ultima modifica di Ronnie; 23-10-14 alle 23:22
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