16/10/2014 - di
Stefania Carboni «Che c... fai qui, non si lavora, torna a casa» gli hanno urlato gli antagonisti davanti ai cancelli mentre Giuseppe De Cesari cercava di forzare il blocco disposto davanti agli accessi ai camion
Gli scontri di ieri notte ai mercati generali di Torino hanno avuto un triste epilogo con la morte di
Giuseppe De Cesari, un ambulante di 49 anni, residente a Givoletto, morto d’infarto mentre cercava di forzare il blocco di manifestanti che non permetteva al suo camion di accedere al Caat di Grugliasco.
«CHE C… CI FAI QUI» - Ieri, a notte tarda, circa duecento persone, compresi i sindacalisti Si Cobas e gli antagonisti, si sono incontrate davanti al Caat, il centro agro alimentare torinese per protestare contro la precarietà delle condizioni di lavoro. Gli accessi ai mercati generali sono stati bloccati dai manifestanti allontanati poi dalle forze dell’ordine. De Cesari stava lì. Come
riporta La Stampa:
«Che c… fai qui, non si lavora, torna a casa».
Un gruppo di attivisti molto giovani dell’area autonoma torinese si sono rivolti così all’uomo che ha risposto, davanti ad alcuni colleghi testimoni del fatto e già sentiti dalla Digos, con decisione: «Andate a scuola, invece di far perdere tempo a chi si guadagna il pane». Sembrava finita lì, il mercataro a bordo della sua Smart si accingeva a guidare i suoi mezzi all’interno del mercato, che era regolarmente in attività nonostante il tentativo di blocco da parte di anarchici e un gruppo di anarco-insurrezionalisti.
La strada di accesso ai mercati generali del capoluogo piemontese è stata bloccata dai manifestanti, allontanati dopo pochi minuti dalle forze dell’ordine per consentire il passaggio dei camion. La tensione è salita alle stelle quando un gruppo di antagonisti, a volto coperto, ha affrontato la polizia con un fitto lancio di pietre, bulloni e petardi contro gli agenti. Prima che partissero le cariche De Cesari, secondo una prima ricostruzione, ha cercato di forzare il blocco. Come
riporta il Corriere: «
Non vedi che c’è sciopero, cosa vuoi fare?», gli ha chiesto il manifestante.
«Io devo andare a lavorare», ha risposto l’ambulante pochi secondi prima di accasciarsi al suolo.
SCONTRI E BILANCIO – Sei persone sono state accompagnate in questura, per gli accertamenti del caso, dopo gli scontri della notte ai mercati generali di Torino. Nel bilancio della protesta anche un agente della polizia scientifica ferito a un braccio nel lancio di oggetti contro le forze dell’ordine, che ha danneggiato gli scudi degli agenti in servizio.
Il rischio era quello di replicare i fatti di cinque mesi fa quando un grossista – nella medesima situazione – cercò di forzare il blocco dei manifestanti ai cancelli investendo e ferendo lievemente con l’auto tre di loro.
Con le scritte “Autonomia contro potere” i manifestanti chiedevano ieri sera un “contratto unico per i lavoratori del Caat”. Questo perché ci sono circa un migliaio di lavoratori ufficiali e altrettanti irregolari – ha sottolineato il Sicobas – dove il facchinaggio rimane sotto la gestione di cooperative che spesso sfruttano i propri dipendenti pagandoli in nero. Lavoratori contro lavoratori. Ieri, davanti all’impossibilità di poter accedere al proprio impiego, De Cesari si è sentito male e non si è più rialzato. Sposato, con un figlio di 20 anni, era titolare di un banco all’interno del centro mentre il figlio aveva avviato una attività simile all’esterno del mercato.