La legge di stabilità guarda solo al nord : tagliati i fondi a Lsu e alla Terra dei Fuochi
BEFFA PER IL MERIDIONE
Ora c’è il rischio emergenza sociale nel Mezzogiorno
Un’affermazione supportata dalle tabelle che lo stesso Alleva ha presentato in Parlamento: a beneficiare del provvedimento saranno il 27% circa delle società attive nella Penisola (in totale occupano oltre il 67% degli addetti italiani). Il «premio» riguarderà il 32,9% delle aziende del Nordovest; il 32,4 di quelle del Nordest; il 25,4 delle imprese del Centro e solo il 18% delle realtà produttive del Mezzogiorno. Tenendo conto dell’effetto combinato della riduzione della base imponibile e dell’aumento dell’aliquota ordinaria, insomma, nemmeno un’azienda su cinque riuscirà a risparmiare per davvero sull’Irap da Roma in giù.
Se si guarda poi al minor esborso d’imposta, che a livello nazionale si attesterà sui 2,7 miliardi di euro, questo si concretizzerà per 1,2 miliardi e passa nel Nordovest, per 665 milioni nel Nordest, per 595 milioni al Centro Italia e per appena 212 milioni al Sud. Lo stesso Meridione ospita — di contro — il 29,3% delle realtà produttive definite «perdenti» rispetto all’applicazione della normativa fortemente voluta dal governo Renzi.
Aziende del Mezzogiorno svantaggiate, dunque. Questo ovviamente, analizzando la vicenda anche da un altro punto di vista, significa «che con il provvedimento proposto molte tra le regioni settentrionali (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia) vedrebbero ridotte le entrate Irap in misura superiore alla media»; ma è evidente che penalizzare il già asfittico tessuto imprenditoriale del Sud non potrà che provocare ulteriori problemi soprattutto in aree come la provincia di Napoli, dove si produce il 3,1% della ricchezza nazionale — secondo l’Osservatorio Banche-Imprese, infatti, il pil partenopeo supera i 38 miliardi di euro e non ha rivali in tutto il territorio meridionale — e dove sono occupati circa 732mila addetti (anche qui il 3,1% del dato Italia).Beffa dopo beffa, ecco altri due schiaffi a Napoli e alla Campania denunciati con forza proprio da deputati del Pd, il partito guidato del premier. La discussione che si sta sviluppando sulla Manovra varata da Palazzo Chigi, provvedimento che dovrebbe essere in pieno controllo della maggioranza parlamentare, spinge all’attacco innanzituttoGennaro Migliore: «La scelta della Commissione Bilancio della Camera di stralciare i fondi destinati agli Lsu di Campania, Calabria e Sicilia non solo è inopportuna, perché il finanziamento è stato rimesso in discussione dopo vent’anni di applicazione, ma rischia di generare un’emergenza sociale nel Mezzogiorno. Ora è necessario che il Governo recuperi una situazione che può diventare esplosiva». Migliore si riferisce ai 100 milioni per i lavoratori socialmente utili e i lavoratori di pubblica utilità svaniti nella legge di stabilità. «Si trovino i fondi per tutte quelle persone che vivono da troppo tempo una condizione di precarietà lavorativa ed esistenziale e che, invece di ottenere una stabilizzazione, andrebbero ad aumentare le file dei disoccupati del Sud». Secondo l’assessore allo Sviluppo di Napoli, Enrico Panini, «da gennaio circa 1.300 lavoratori, che svolgono funzioni essenziali per il Comune metropolitano si troveranno senza stipendio grazie ad una richiesta di stralcio dei rappresentanti della Lega in Commissione non sufficientemente contrastata dagli altri componenti».
Dagli Lsu alla Terra dei fuochi. Michela Rostan: «La Commissione Bilancio ha stralciato il comma 20 dell’articolo 17 della legge di stabilità che prevedeva lo stanziamento di 10 milioni di euro. Non è possibile pensare di sottrarre risorse ad un processo complesso di recupero e presidio di un territorio che sta morendo a causa di condotte illecite e criminali che lo Stato deve fare di tutto per reprimere e colpire. Per farlo, il Parlamento deve impegnare risorse sacrosante senza le quali, voglio essere chiara sin da subito, non sono in grado di assicurare, ad oggi, il mio voto favorevole alla Manovra».
05 novembre 2014
La legge di stabilità guarda solo al nord : tagliati i fondi a Lsu e alla Terra dei Fuochi - Corriere del Mezzogiorno





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