Caccia a Ottobre Rosso al largo di Brisbane
novembre 14, 2014 Lascia un commento
MK Bhadrakumar, 13 novembre 2014Se il G20 discuterà delle coordinate strategiche per stimolare la crescita delle economie mondiali, il vertice di Brisbane di questo fine settimana si svolgerà in un momento imbarazzante. Nulla rende ciò più acuto del fatto che a sole 30 ore dal vertice di Brisbane, il Paese ospitante sia preoccupato da altro. Sul Mar dei Coralli l’Australia avrebbe intercettato “una flotta russa in rotta a Brisbane per il vertice del G20” (Australian). Gli australiani sospettano che un sottomarino russo sia in agguato al largo di Brisbane, riportando alle nostalgie del film con Sean Connery Caccia a Ottobre Rosso. Come può il G20 trascurare tale drammatico sfondo della nuova Guerra Fredda? Con l’annuvolarsi di una nuova guerra fredda sul paesaggio eurasiatico, qual è il punto in discussione per coordinare le strategie economiche globali? I vertici del G20 si sono sempre più ridotti a eventi vacui, concepiti come contentino per le potenze emergenti pur di non sconvolgere il carretto delle mele del sistema di Bretton Woods. Con la ripresa economica degli Stati Uniti, il sistema di Bretton Woods non è più sotto minaccia immediata e il G20 potrebbe aver esaurito la propria utilità. L’Australia ha la formidabile opportunità d’iniettare nuova vitalità al G20. Gli australiani hanno la reputazione di essere gente non convenzionale dal buon senso radicato nella praticità. Tutto ciò che devono fare è gettare semplicemente nella pattumiera l’ordine del giorno del vertice Brisbane, elaborato dagli sherpa e che si concentra su esoteriche questioni fiscali e sul riciclaggio oscuro del denaro ed invece convertire l’adunata di stimati statisti mondiali in una conferenza internazionale per discutere la crisi in Ucraina. Chiamatelo Congresso di Brisbane. Quando gli statisti del mondo, tra i quali un distinto Nobel, tra l’altro, s’accapigliano nella fiera delle vanità omicida che sistematicamente smembra l’Ucraina, come possono presentarsi a discutere dei frutti della pace? In effetti, il vertice di Brisbane è uno scherzo macabro alla coscienza della comunità mondiale. Le notizie dall’Ucraina sono truci. Le Nazioni Unite hanno appena indetto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza a New York “sulla possibilità di un ritorno ai combattimenti in piena regola” in Ucraina, a un conflitto che potrebbe “cuocersi a fuoco lento così per mesi, con sporadiche piccole battaglie, segnate da periodi d’inasprimento delle ostilità ed ulteriori vittime”, o ancora alla prospettiva di un altro “conflitto di lunga durata” congelato, consolidando lo status quo… per anni o addirittura decenni“. (Notizie delle Nazioni Unite)
Il fatto è che i Paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, si compiacciono e fremono nel vedere l’economia russa in procinto di fare i bagagli e strisciare in ginocchio sotto il peso delle loro sanzioni (qui), ma Mosca non è in vena di soddisfazioni. Chiaramente, il meno che il G20 possa fare è rompere tale situazione di stallo. Il primo ministro russo Dmitrij Medvedev ha fatto aleggiare una semplice formula per risolvere la crisi in Ucraina. Secondo Interfax, dopo l’incontro con il presidente Barack Obama a margine del vertice in Myanmar, avrebbe detto che è necessario “abbandonare le sanzioni, lasciare le relazioni operare normalmente, tornare a normalità, calma e colloqui produttivi“. E’ così semplice. Un passo ulteriore, il Congresso di Brisbane non ha nemmeno il tempo per un programma esteso che possa essere dedicato alla lotta senza speranza della comunità internazionale contro lo Stato islamico (IS). Con il re dell’Arabia Saudita e il primo ministro della Turchia previsti a Brisbane, non ci poteva essere occasione migliore per discutere di Siria e Iraq. Questi due venerabili signori dello Stato islamico potrebbero essere i soli che saprebbero dove il mostruoso SI sia più debole. In poche parole, se una soluzione potrà essere trovata nei conflitti in Eurasia e nel Medio Oriente, potrebbe passare del tempo per assicurarsi che il lentissimo processo di ripresa economica globale diventi perdurante. Ciò a sua volta permetterà al vertice del G20 a Istanbul, il prossimo anno, di accedere e avere la nomea di vertice mondiale.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora






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