Un mese fa l'11 ottobre 2014 veniva a mancare ad 83 anni, nel policlinico di Perugia, per prponle mi cardiaci, il soprano drammatico, Anita Cerquetti essemzialmemte defiinita come voce verdiana., anche se cantò altri autori, altrettanto bene quanto nei ruoli del maestro di Busseto. A molti questo nome non dirà nulla, ma per chi è appassiomato melomane invece verranno subito alla mente brani d'opera e cantati da una voce veramenmte speciale.
All'inizio di settembre se n'era andata anche Magda Olivero, soprano notissimo internazionalmente, grande interprete del verismo, ma senza quelle forzature e sguaiatezze che per un certo periodo questo repertorio ha sopprtato. La Olivero se n'è amdata all'età di 104 anni. Due grandi cantanti con caratteristiche molto diverse e alterttanto diversi percorsi artistici. la Cerquetti ebbe carriera brevissima anche se gloriosa, la Olivero al contrario cantò quasi fino alla fine della sua lunghissima vita, vale a dire fino al 1999... Purtroppo la dipartita degli artisti lirici fa scarsa notizia, ma per chiunque ami l'opera non si può fare va meno di ricordarle tutte due.
Anita Cerquetti, nacque nel 1931 a Montecorsaro, presso Fabriano, marchigiana di nascita, ma umbra di adozione, in quanto la famiglia si trasferì ben presto a Città di Castello; studiò a Perugia il violino al consertvatorio Francesco Marlacchi di Perugia e poi canto con il maestro Zeetti, buon scopripre di talenti, e poi come tanti altri atisti che divennero poi grandi, fu vincitrice del concorso per voci liriche Adriano Belli di Spoleto. Debuttò subito in Aida nel 1951, e poi ancora “Aida” a Caracalla dopo di che la sua carriera prese il vilo... Nel 1955 fu Norma al Comunale di Firenze e “Gioconda” alla Fenice di Venezia e poi vennero “Ernani”, “un ballo in maschera”, “Don Carlo”, “Nabucco”, “il Trovatore”, “i vespri siciliani”, “la forza del destino”... ruoli che le dettero una buona popolarità. Era già un soprano affermato, noto nei teatri italiani, ma divenne famosa anche ai non appassionati, quando nel gennaio del 1958, all'Opera di Roma, la Callas dichiarò forfait dopo il primo atto in Norma. L'opera venne interrotta, perché il teatro non aveva provvreduto ad un secondo cast. La cosa fece particolarmente scandalo perché nel palco reale sedeva l'allora presisdente della repubblica Gronchi. La recita non riprese, e per la sera dopo venne chiamata d'urgenza Anita Cerquetti, accanto ad un giovane e bellissimo Franco Corelli, per sostituire la divina indisposta, per cui Norma andava in scena regolarmente e il pubblico romano scoprì una nuova grande voce. Pochi mesi dopo, Anita debuttava ancora una volta in Aida, suo cavallo di battaglia, a Mexico City, e poi a Chicago dove fu anche Elisabetta di Valois nel Don Carlo. La voce di soprano drammatico della Cerquetti era sempre omogenea, fluida e d'un colore bronzeo bellissimo, ma come disse un noto critico musicale, con dentro una risonanza argentea, un timbro prezioso ed inimitabile che la rendeva subito riconoscibile: Il suo fraseggio e il canto legato restano magistrali.. Alla sua voce, così adatta ai ruoli verdiani si attagliava la definizione ottocentesca di soprano drammatico di agilità che era stata rispoleverata per la vocalità della Callas, ma che non era è certo inadatta alla Cerquetti, se pensiamo che che Anita ha cantato varie volte, senza nessuna difficoltà, un'opera come l'Errnani la cui famosa cabaletta “Ernani, Ernani involani” è un florilegio di agilità impervie.
Purtroppo in conseguenza di alcuni problemi di salute e probabilmente anche per l'attesa della figlia, alla fine del 1960 Anita Cerquetti si ritirava dalle scene a soli 29 anni. La brevità della sua carriera la fece cadere nel dimenticatoio per un lungo periodo, ma negli anni '80 e '90 le sue registrazioni (non molte per la verità, ma tutte dal vivo) la fecero riscoprire, anche ad un pubblico che mai aveva potuto sentirla dal vivo ma che ne poteva apprezzare le grandi qualità vocali ed interpretative. tramite la discografia.
Anita Cerquetti cantò con tutti i più importanti direttori d'orchstra degli anni '50 come Vottorio Gui, Carlo Maria Giulini, Antonino Votto, Gabriele Santini, Dimitri Mitropoulos e Nino Sanzogno. Portò sul palcoascenico anche opere meno note del repertorio non tradizionale come “gli Abenceragi” di Cherubini,”Agnese di Hohenstaufen” di Spontini, “Oberon” di Karl Maria von Weber, e poi anche alcune opere di Rossini come “Mosè in Egitto”, “Guglielmo Tell” e lo “Stabat Mater”. Unica incursione nel repertorio pucciniano fu una “Tosca” nel 1956.
Una certa critica, a posteriori si chiede come mai la Cerquetti pur essendo sbarcata negli Stati Uniti non cantò mai al Metropolitan di New York, ma fece solo ua breve incursione solo all'iOpera di Chicago. All'epoca i cantanti d'opera americani erano spesso protagoniosti di pellicole cinematografiche musicali dove i tanii d'opera si mescolavano alle classiche canzoni del rpertorio americano. Erano soltamente pellicole della MGM e cui interpreti erano il temore italoameriì Mario Lanza la slprtamo di coloratura Katherine Grayson, idoli delle sale cuinematogtìtafiche ma ce n'erano an che altri,anche altri, come il soprano Doroty Kirsten e il baritono Howard Keel,. Quest artisti prestati dsl teatro lirico al cinema avevano volti e fiugure adatte allo schermo, il che aveva viziato il pubblico dei teatri lirici che pretendeva non solo voci, ma anche figure non mastodontiche, ma pèiacevolmente aggraziate anche sulle tavole del palcoscenico. Purtroppo La Cerquetti aveva la stazza di molti soprani di una volta e non era precisamente bella... pur essendo una grande cantante. Un pregiudizio estetico impedì al pubblico del Metropolitan, tempio della lirica newyoukese, di conoscere una delle più belle voci di quegli anni.
Magda Olivero, classe 1910, era nata a Saluzzo ed aveva studiato al Conservatorio di Torino diplomandosi in pianoforte. Debuttò nel 1932 in un ortatorio come Maria Maddalena, alla radio ,e in teatro a Torino come Lauretta nel Gianni Schicchi di Puccini. Durante la sua lunghissima carriera la Olivero cantò tutte e tre e i ruoli di protaginista femminile del Trittico pucciniano, e fu quindi oltre che a Lauretta, sia Giorgetta nel Tabarro e Suor Angelica nell'opera omonima, ma in periodo diversi. La sua predilezione per il nuovo la portò ad interpretare le opere di autori contemporanei del verismo che, se viventi all'epoca, lodavano le sue interpretazioni come le migliori mai avute dalle loro opere, come Giordano (“Marcella”, ”Mese mariano” e “Fedora”) e poi Cilea (“Adriana Lecouvreur”) Zandonai (Francesca da Rimini) e Mascagni (“Iris”) e Wolf-Ferrari (I quattro rusteghi”). E' curioso osservare che la Olvero non csanto mai in Andrea Chenier di Gordano, anche se ne interpretò da par sua la celeberrima romanza "la mamma morta". Nel 1976 interpretava “il cappello di paglia di Fuirenze” di Nino Rota, a Bruxelles, con grande successo di pubblico. Nel 1941 Magda Olivero, dopo il matrimonio con un industriale tedesco, decideva di ritirarsi dalle scene, ma inaspettatamente nel 1951, tornava in teatro dopo dieci anni di silenzio, su esplicita instenza del maestro Cilea che voleva sentirla cantare nella sua Adriana Lecouvreur, prima di morire, considerandola la migliore interprete della sua protagonista. Magda, tornava così al teatro d'opera, senza che quella lunga interruzione avesse scalfito la sua straordinaria fibra vocale. E di nuovo fu Mimì, Violetta, Minni, Liù, Tosca, Manon Lescaut, Cio-Cioi:San, Adriana... dagli Stati Uniti al Giappone, in tutti i più grandi teatri del mondo, come se la sua carriera iniziasse allora, ma partendo già dal vertice delle popolatità... Sono degli annii '60/'70 alcune delle sue migliori interpretazioni come quella di Medea di Cherubini del 1967 a Dallas, feudo assoluto dellla Callas, proprio in un'opera che fino a quel monento solo la divina aveva cantanto, ottenendo uno strepitoso successo..
Voce estesa e duttilissima di sopramo lirico, forte della tecnica impeccabile insegnatale in gioventù dal maestro di canto Luigi Gerussi, da lei sempre migliorata nel tempo, aiutata da un fisico d'acciaio, la Olivero incarmava una perfezione ed una longevità vocale mai raggiunta da altre interpreti vocali. Ma non sono certo da sottovalutare le sue straordinarie doti sceniche che facevano di lei una interprete davvero completa, anche quando la recitazione, prima dell'avvento di Maria Callas, e le qualità sceniche erano spesso solo un optional... La sua Adriana e la sua Fedora come anche la sua sttraordinaria Violetta ne sono testimonianze. Quella piccola risatina, un po' isterica, autoironica nel “sempre libera” di Traviata, alla fine del primo atto, ci riporta l'eccitazione nervosa della tisica che sa si dover morire presto, particolare scenico di virtuosismo intrerpretativo in un'aria di impervie difficoltà, che solo lei poeteva permettersi di fare, imitato da alcune illustri colleghe, ma poi abbandonato per la estrema difficoltà di interrompere il canto per poi doverlo rrprendere... L'intelligenza scenica della Olivero resta un unicum in tutte le sue più popolari interpretazioni. La sua Francesca da Rimini resta una perla fulgida del repertorio verista, che fino all'avvento della superlativa Raina Kabaivanska restò suo esclusivo appannaggio.
Nel 1981, a 71 anni, la Olivero sembrava dover lasciare definitivamente la scena d'operta, con la “voix humaine” di Poulenc, assolo di bravura e di tempra vocale non indifferente, in un atto unico triratissimo di grande drannaticità, al Teatro Filarmonico di Verona, quella steessa piécedi Jean Cocteau, che la grande Anna Magnani ci aveva fatto conoscere in film... Ma nel 1993 la OIinero osa ancora incidere una selezione dall'Adriana Lecouvreur, dopo ben sessantuno anni dal debutto dello stesso ruolo. Ancora nel 2009 a 99, anni Magda cantava ancora una volta, stavolta in tv, “Paolo dartemi pace” dalla Franscesca da Rimini, cosa che nessun altra cantante lirica avrenbbe pututo fare. Certo, la voce non era più fresca come decenni prima, ma i fiati erano ancora sopredentemente lunghi e il suo fraseggfo ancora perfetto. Nel 2010 La grande Magda festeggiava i suoi cento anni, lucida e vivace, come ce la mostrano le interviste (reperibili anche su youtube), concesse ad alcune stazioni televisive e radiofoniche, sempre prodiga di consigli per i giovani, a ṕroposito della sua prodigiosa tecnica vocale, sempre puntuale nel racconto dei ricordi della sua straordinaria carriera. Le interviste continuarono anche dopo i cento anni e allo scadere del centotreesino compleanno, si concedeva ancora alla tv con assoluta padronanaza di sé come se avessa venti o trent'anni di meno e ancora i conduttori della nota trasnmissione radiofonica di Rai3 “la Barcaccia” la interrvistarono per i suoi 104 anni! Il “miracolo” Magda Olivero, dopo aver attraversato praticamente tutto il ventesimo secolo, e giunto sino secolo al venunesimo, si concludeva serenamente l'8 settembre di quest'anno. Il severo critico Rodolfo Celletti la designava già molti anni fa, la cantante-attrice del secolo, a fianco di Maria Callas e Claudia Muzio. Così un altro pezzetto della storia dell'opera ci lascia, sbalorditi ed ammirati della sua voce e del suo temperamento scenico.
Mentre le testimonianze audio sono abbastanza numuerose ed esaurienti, quasi tutte dal vivo, esiste un solo video di un'opera completa , una Tosca registrata per la tv nel 1960 con Alvinio Misciano (Cavaradossi) Giulio Fioravanto (Scarpia) per la regisa di Mario Lanfranchi e sotto la direzione d'orchestra di Fulvio Vernizzi, una ediziome ovviamente in bianco e nero, dove la voce della Olivero svetta meravigliosamente al Do acuto nel terzo atto nella famosa “lama”(“Io quella lama gli piantai nel core) scoglio e banco di prova per tutti i soprani che approccino il personaggio di Floria Tosca. Purtroppo altri video non ce ne sono se non in interviste e trasmissioni dove non c'è canto, se non piccoli spezzoni spiritosi, come quello nella trasmissionr tv di Mario Riva, Il Musichiere, nel quale la Olivero canta il "duetto delle ciliege" dall'amico Fritz di Mascagnoi, insieme ad un Claudio Villa in soggezione davanti alla soprano famosa, ma tuttavia molto ben in parte anche il quel breve estratto d'opera. C'è però una registraziome di una una trasmissiome Tv degli anni '80 che mi piace ricordare, fatta insieme al mezzosoprano Giulietta Simionato, nata anche lei nel suo stesso anno 1910, dove le due signore conversano amabilmente parlando di musica e delle loro esperienze teatrali, in un salotto da buone amiche, forti del fatto che avendo due ruoli vocali diversi, non si fercero mai concorrenza. Anche la Simionato ebbe vita lughissima, scomparendo nella primavera del 2010, pochissimi giorni prima di compiere il secolo... Ora forse si sono rincontrate nell'Olimpo della Musica, e a noi quaggiù, non resta che rimpiangerle entrambe.
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Magda Olivero
Anita Cerquetti






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