C'è una cosa fondamentale che lega no-euro, comunismo e nazismo: il filo rosso del nazionalismo che cerca di farsi strada con la becera propaganda martellante, con becere menzogne di ogni genere, ripetute insistentemente, continuamente.
Basta leggere le tesi di quel gruppetto ultra-minoritario di economisti no-euro per capire che l'assurdità delle loro tesi è tale che solo con la corruzione si può spiegare come persone che hanno ottenuto il titolo di economisti riescano a proferire simili idiozie.
Corrotti al servizio di USA, Russia e Cina: queste potenze mondiali non gradiscono, ovviamente, che il percorso di integrazione europeo continui fino alla fine, con la formazione della federazione europea, la quale modificherebbe radicalmente gli equilibri mondiali, facendo diventare gli europei la prima potenza mondiale.
Sarebbe un cambiamento rivoluzionario e è da grandissimi ingenui pensare che le grandi potenze osservino questo processo senza fare niente!
La loro arma è la propaganda no-euro, convincere gli europei che la moneta unica porta miseria (!), che l'unità europea è impossibile e simili argomenti.
Come riuscirono a fare nazisti e comunisti, anche i no-euro sono riusciti a conquistarsi una discreta parte di popolino ignorante, sfruttando anche il periodo avverso economico.
Sembra di stare in una specie di repubblica di Weimar, con da una parte i "buoni" (gli euristi che giocano il ruolo dei democratici nella repubblica di weimar) rappresentati da una classe politica di imbecilli; dall'altra parte i "cattivi" (i no-euro che sarebbero i nazisti all'epoca della repubblica di Weimar), un'accozzaglia di beceri nazionalisti che non faranno altro che condurre i cittadini dalla padella alla brace.




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