Jobs Act, si va verso il voto finale entro il 26 novembre. Il ministro dell’Interno Alfano conferma “Siamo vicinissimi all’accordo con il Pd sul lavoro: ho sentito stanotte il senatore Maurizio Sacconi e credo che ci siamo”.
Via libera alla Camera, contrari Fi, M5S e Sel

Oggi è arrivato il via libera della Camera con 95 voti di scarto. Hanno votato contro l’anticipazione dell’esame della delega sul lavoro solo Fi, M5S e Sel. Già nel pomeriggio è annunciata la presentazione di un emendamento al testo della delega da parte del governo. Un emendamento che conterrà anche gli emendamenti già presentati in seguito all’accordo raggiunto nelle file del Pd sull’articolo 18.
Il comma 7

L’emendamento incide sul comma sette del testo, quello che prevede l’introduzione del contratto a tutele crescenti. È il risultato dell’accordo raggiunto tra la maggioranza del Pd e l’ala sinistra del partito in merito ai licenziamenti disciplinari.
Ncd non ci sta

Un accordo che sembra non soddisfare Ncd poiché il nuovo testo, in seguito alla suddetta modifica, non corrisponderebbe a quello concordato. Di qui la giustificazione del sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova che ha glissato le modifiche apportate come una semplice “riformulazione” senza sostanziali novità. Ha inoltre precisato che verrà inserita la previsione della reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamenti disciplinari “per un motivo dichiarato da un giudice nullo o inesistente”. Ma la replica di Ncd è arrivata a stretto giro nelle parole del capogruppo Maurizio Sacconi: “Non corrisponde a quanto concordato. Se vedessimo un testo diverso da quello che conosciamo ce ne andremmo dalla Commissione e si aprirebbe un bel contenzioso nella maggioranza”.
Cosa vorrebbe Ncd

Ncd vorrebbe, in caso di licenziamenti ritenuti illegittimi, l’introduzione di un indennizzo economico con il mantenimento del reintegro solo nei licenziamenti figli di discriminazioni e in casi limitati di licenziamenti per motivi disciplinari. La Bellanova ha dichiarato: “Non c’è nessuna forzatura, siamo persone serie, non faccio il gioco delle tre carte, dobbiamo stare calmi e sereni. Per i licenziamenti disciplinari ingiustificati sarà previsto il reintegro ma le fattispecie le scriveremo nei decreti delegati”.
Un conflitto nato in Senato e trasferito alla Camera

Un conflitto che è nato in Senato, producendo un testo di delega senza alcun riferimento all’articolo 18, con grande preoccupazione da parte della minoranza del Pd, e che, trasferitosi alla Camera, rischia di causare una spaccatura nella maggioranza. Posizione della minoranza Pd che trovava conferme nelle parole di Gianni Cuperlo: “Se il testo fosse rimasto quello del Senato, io non l’avrei votato”.
Voto finale il 26 novembre

Intanto nella giornata di ieri sono stati esaminati i comma 3 e 4 che prevedono l’introduzione del divieto di cassa integrazione straordinaria solo per le aziende* con cessazione di attività “definitiva”. Oggi invece verranno votati i comma 5 e 6 che riguardano la semplificazione e la razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese. Sempre nella giornata di oggi è atteso l’emendamento del Governo al comma sette. L’obiettivo è quello di chiudere l’esame in Commissione giovedì per andare in Aula già il 21. Il voto finale è previsto, come detto, per il 26 novembre.


Scritto da: Felice Tommasino
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