Marino contestato, ultimatum
del Pd: «Azzera tutto o vai via»


Urla contro il sindaco tra la gente di Tor Sapienza. E il partito vuole una giunta tutta nuova. La replica agli abitanti: «Io ci metto la faccia, adesso basta degrado»

di Alessandro Capponi e Rinaldo Frignani





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ROMA - Contestato dalla gente e dal partito: nella stessa giornata il sindaco di Roma, Ignazio Marino, incassa i fischi della folla a Tor Sapienza e le bordate dei consiglieri della sua stessa maggioranza; soprattutto, politicamente, è il Pd nazionale a effettuare una sorta di disperato tentativo per cercare di arginare la crisi che - tra le multe della Panda e le periferie sul punto di scoppiare - pare attanagliare il sindaco. È il vice segretario Lorenzo Guerini a parlare con i vertici del partito romano: l’unica condizione per andare avanti, è il messaggio, è «azzerare la giunta». Un modo per provare a ripartire, a cambiare verso, altrimenti Roma può pure andare alle urne: fin qui si è sempre ipotizzato di aspettare le Politiche ma adesso Matteo Renzi, per la prima volta - raccontano politici molto vicini al presidente del Consiglio - starebbe valutando l’ipotesi di far votare la Capitale in primavera, insieme con l’appuntamento elettorale previsto per alcune Regioni. Nei prossimi giorni lo stesso Marino potrebbe essere convocato a Palazzo Chigi per «rendere conto della situazione».


«Votare per il Comune non sarebbe una tragedia»

Le indiscrezioni che arrivano dal nazionale, del resto, si specchiano con le accuse rivolte al sindaco dai consiglieri del Campidoglio: «Votare non sarebbe una tragedia - attacca Michela Di Biase, moglie del ministro Dario Franceschini - basta però non essere proni al sindaco, il più grande gaffeur d’Italia che sta ridicolizzando il pd». E il vicesegretario, il renziano Luciano Nobili, dice chiaramente che «o si cambia tutto o non ce la faremo...». Ma per Marino anche la contestazione a Tor Sapienza è stata molto pesante. «Buffone», «pagliaccio». Gli abitanti non gli hanno risparmiato insulti in una strada blindata dalle forze dell’ordine.



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Tor Sapienza, il ritorno degli immigrati minorenni




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Alfano: i sindaci stiano più attenti

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano non lo ha citato: «I sindaci stiano più attenti, perché non si possono mandare decine e decine di migranti dove già ci sono i rom». Alla fine l’unico risultato raccolto dal primo cittadino è stato l’accordo - da confermare martedì prossimo - con i comitati di quartiere per tenere aperto il centro d’accoglienza di viale Giorgio Morandi, ma non ai migranti (che saranno trasferiti, come annunciato mercoledì), bensì a donne e bambini disagiati.


Marino: contestazioni? Drastico percorso di recupero

«Solo chi vive sulla luna può aspettarsi che in quartieri in difficoltà non ci siano contestazioni - replica il sindaco -. Ho l’intenzione di metterci la faccia e la voglia di ascoltare. Con gli abitanti avvieremo un drastico percorso di recupero di un quartiere abbandonato da quando è stato costruito». Prima di lui a Tor Sapienza si era presentato l’ex sindaco e già presidente del Coni - ora responsabile Sport di Forza Italia - Franco Carraro. «Sono venuto qui in forma privata perché sono dispiaciuto per quello che accade in questa città», ha detto prima di lasciare il centro, da solo, su una Panda. Adesso però si rischia l’escalation della protesta - come temuto dagli investigatori - dopo il trasferimento dei rifugiati minori in una struttura per ragazzi all’Infernetto, vicino Ostia, accanto a un centro per malati terminali di Alzheimer.



Le mamme del quartiere: i rifugiati si picchiano

Le mamme del quartiere hanno raccontato di aver visto alcuni giovani picchiarsi già venerdì pomeriggio a poche centinaia di metri da un asilo. «O vanno via, oppure siamo pronte alla protesta», annunciano. In 17, giovedì notte, erano già fuggiti dall’edificio immerso nel verde per tornare a Tor Sapienza. «Vogliamo stare qui», hanno spiegato ieri i ragazzi che, dopo un breve passaggio all’assessorato alle Politiche sociali, sono stati riportati all’Infernetto. E anche il centrocampista della Roma e della Nazionale Daniele De Rossi sente l’esigenza di esprimersi sulla gestione dell’emergenza da parte di Marino: «Quello che penso di lui lo tengo per me - dice -, ma risolva in fretta il problema delle periferie».

15 novembre 2014 | 074
Marino contestato, ultimatum del Pd: «Azzera tutto o vai via» - Corriere.it


ed alla fine, dopo aver cercato di parargli le terga in tutti i modi, anche al PARTITO DEGLI ONESTI si sono dovuti rassegnare alla costatazione che un simile personaggio, che si inventa hackeraggi per coprire le sue puttanate, era INDIFENDIBILE.

chi vuole ridere e capire dove possa arrivare il galoppino piddino classico, ortodosso, quello che si svena e si copre di ridicolo pur di cercare di parare il culo al Partito, non ha che andare a rileggere le difese d'ufficio di marino sulle discussioni che lo riguardano.

ma una cosa rimane . CHI LO HA ELETTO SINDACO COSTUI, TUTTO IL CENTROSINISTRA CON IL PD IN TESTA o , che so, ziuo paperino o nonna papera?

piddini SIETE DEI BUFFONI!!!