Relazione del seminario dell’Università Estiva de “L’Ernesto” | Coordinamento Progetto Eurasia // CpEurAsia
Estratto:
L’intervento finale di Fausto Sorini (Comitato Direttivo Marx XXI) si è focalizzato principalmente sulla sfida che i paesi del BRIC e il Polo eurasiatico imperniato sulla Organizzazione per la Cooperazione di Shangai (OCS), impongono agli Stati Uniti d’America, all’Unione Europea e al Giappone. Una sfida che nell’arco dei prossimi 30 anni, porterebbe (in base a proiezioni pubblicate sul Sole24ore) paesi come Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, ad incidere sulla ricchezza mondiale tra il 50 e il 60 %, rispetto alle nazioni del G7 che vedrebbero diminuire le proprie capacità sino al 25%. Uno spostamento del baricentro dell’economia mondiale dal centro alle periferie del capitalismo. Le amministrazioni americane sono perfettamente consapevoli del rischio, infatti concentrano la propria attenzione sull’Eurasia, conferendo ad essa un’importanza notevole negli equilibri mondiali: la guerra in Afghanistan, il controllo del Pakistan, il destino dell’India, la penisola di Corea, dove la proposta di riunificazione della Corea del Nord porrebbe fine alla presenza di installazioni militari statunitensi, ciò spiega il perenne stato di tensione tra i due stati e il recente rimpasto nel governo giapponese (4) . Il controllo della massa eurasiatica è l’ultima chance per potere ribaltare il progressivo declino della superpotenza americana e l’ascesa del gruppo BRIC unito da tematiche comuni quali 1) una politica estera non subalterna agli USA ; 2) una politica interna tesa a favorire l’interesse nazionale. Sorini indica la Cina non solo quale potenza egemone, ma la considera “epicentro della trasformazione socialista mondiale”, conferendo implicitamente ad essa il ruolo guida in un processo rivoluzionario globale.




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