Papà di 34 anni pestato dai punkabbestia - Bologna - il Resto del Carlino - Notizie di Bologna e dell?Emilia Romagna, di Ancona e delle Marche
Bologna, 7 novembre 2014 - Ore 12,20, via Zamboni.Cristian Massimi, papà di 34 anni, è appena uscito dal dipartimento di Fisica e sta andando a prendere a scuola suo figlio. All’altezza di piazza Verdi incrocia un gruppetto di punkabbestia con due cani: un cucciolo di rottweiler e un dobermann. I due cani lo seguono, gli saltano addosso e, tra una ‘festa’ e l’altra, gli strappano la giacca. Lui allora li scaccia con un calcio. E viene pestato, tra l’indifferenza generale, dai padroni degli animali.
«Un'indifferenza raggelante». È arrabbiato e spaventato Cristian Massimi. I segni di quello che è successo mercoledì mattina, pieno giorno, piena zona universitaria, se li porterà addosso per diverso tempo. E li vuole raccontare, perché «è assurdo che nessuno sia intervenuto per aiutarmi. E c’erano una cinquantina di persone che hanno visto la scena».
Ci spiega come si sono svolti i fatti, perché l’hanno aggredita?
«Ero appena uscito dal dipartimento di Fisica e, attraversando via Zamboni, stavo andando a prendere mio figlio a scuola. Avevo un ombrello in mano, a mo’ di bastone. Camminavo con un’andatura piuttosto veloce. In piazza Verdi c’era, vicino al Comunale, il solito gruppetto di punkabbestia con gli immancabili cani al seguito. Il problema è che i due animali, un cucciolo di rottweiler e un dobermann, hanno iniziato a seguirmi. E fin lì, tutto bene».
Cos'è successo poi?
«Una donna, credo fosse la loro proprietaria, piuttosto massiccia, li ha richiamati. I cani si sono eccitati ancora di più e, oltre a seguirmi, hanno iniziato a saltarmi addosso, finendo con lo strapparmi la giacca. Allora, per allontanarli, gli ho dato un calcio. Non l'avessi mai fatto».
Come hanno reagito?
«Prima mi hanno detto: Ma che fai, te la prendi coi cani?'. Io però non ho avuto il tempo di rispondere, perché in tre o quattro mi sono stati addosso e uno mi ha sferrato un pugno in faccia. Sono caduto a terra, perdevo sangue dal naso. Mi hanno colpito con un calcio alla schiena. Non capivo niente. Sono scappato in un bar per pulirmi».
Nessuno ha fatto niente per aiutarla?
«No. C'era molto movimento nella strada, molta gente. Ma era come se non esistessi. Solo due ragazze napoletane mi hanno seguito nel bar. Mi hanno detto: A Napoli non abbiamo mai assistito a una scena simile'. Per il resto, assoluta indifferenza. Fuori dal bar, però, c'erano ancora i miei aggressori, che mi minacciavano».
Come ha fatto ad andare via?
«Mi sono allontanato velocemente, ho fatto finta di non sentirli. Ero scosso, spaventato. Sono andato a prendere mio figlio, ho rischiato anche di tardare. Poi sono andato in Questura, dove mi hanno consigliato di passare subito al pronto soccorso».
Cosa le hanno detto in ospedale?
«Che ho il naso rotto. Nessun danno alla schiena per fortuna, ma oggi (ieri; ndr) mi fa malissimo. E ho dei segni di morsi sulle mani. La prognosi è di dieci giorni. Ho sporto denuncia al commissariato Bolognina-Pontevecchio».
Potrebbe riconoscere i suoi aggressori se li rivedesse?
«La donna sì, gli altri non so...».
Cosa pensa di quanto accaduto?
«Che è un fatto gravissimo. Questa volta è capitato a me, ma poteva succedere a chiunque. Io non ho provocato nessuno e sono stato pestato in pieno giorno, in pieno centro, tra una marea di gente che se ne è fregata. Sono ancora turbato. Ma questo non vuol dire che modificherò le mie abitudini per quattro balordi».




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