Frequentando saltuariamente questo forum ho consatato che per molti che si definiscono atei , essere scienziati significa essere razionali e quindi uno scienziato non può credere in Dio.
Pensiero,premetto, a cui io non credo assolutamente.
E allora, una piccola provocazione:
L'altro giorno mi è capitato di ascoltare un intervista, anzi direi più ad una chiacchierata con uno scienziato.
Una chiacchierata non divulgativa ma generale, anche se ambientata in ambito scientifico, di cui mi hanno "colpito" delle osservazioni relative all'esistenza di Dio che vanno decisamente verso questo vostro approccio.
Ne riporto la parte principale:
"Penso che la scienza e la religione siano due domini separati. Non si contraddicono. La scienza non potrà mai dimostrare l’esistenza o no di Dio. Penso che sia una situazione di parallelismo, di approcci diversi.
Quello che io vedo nella natura, il suo ordine, la sua semplicità, la sua eleganza, mi avvicina all’idea di una mente ordinatrice dietro. La natura è bellissima.
Anche leggi fondamentali della fisica sono estremamente, esteticamente belle, semplici, essenziali, come diremmo in inglese compelling. Si motivano quasi da sé."
A risposta diretta: "crede in dio ? risposta secca: SI
Cosa ne pensate, tradisce il concetto di scienza ?
E secondo voi che tipo di scienzaito può essere se ragiona/pensa in questi termini ?




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