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Re: Libri e consigli
Il capitale nel XXI° secolo, di Thomas Piketty, perchè parla anche del capitali negli ultimi due secoli ed oltre
si scopre così che l'800 è stato un secolo reazionario in cui l'1% o l'1 per mille era ancora più ricco dell'1% e dell1 per mille di oggi...
che l'Inghilterra dopo le guerre napoleoniche era indebitata per oltre il 200% su PIL e per quasi un secolo applicò severe politiche d'austerity per remunerare gli interessi ai ricconi, da qui le immagini e le fotografie che illustrano le masse inglesi e l'infanzia come sono oggi le plebi misere del terzo mondo...
che dopo la WWI sia le potenze vincitrici che le sconfitte erano di nuovo stra-indebitate ma ora, di fronte al pericolo ideologico sovietico e alle ribellioni delle masse, decisero non di applicare l'austerity ma di inflazionare e colpire fiscalmente pesantemente i ricconi...
che una buona causa delle decolonizzazioni fu il sempre maggior disinteresse verso le colonie che i ceti aristocratici e borghesi nutrivano quando, dopo la WWI, per mantenere lo stesso tenore di vita spendaccione iniziarono a disfarsi delle proprietà, indirette o dirette, terriere, manifatturiere e finanziarie che detenevano in Africa ed Asia
etc
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Re: Libri e consigli
Citazione:
Originariamente Scritto da
Robert
Il capitale nel XXI° secolo, di Thomas Piketty, perchè parla anche del capitali negli ultimi due secoli ed oltre
si scopre così che l'800 è stato un secolo reazionario in cui l'1% o l'1 per mille era ancora più ricco dell'1% e dell1 per mille di oggi...
che l'Inghilterra dopo le guerre napoleoniche era indebitata per oltre il 200% su PIL e per quasi un secolo applicò severe politiche d'austerity per remunerare gli interessi ai ricconi, da qui le immagini e le fotografie che illustrano le masse inglesi e l'infanzia come sono oggi le plebi misere del terzo mondo...
che dopo la WWI sia le potenze vincitrici che le sconfitte erano di nuovo stra-indebitate ma ora, di fronte al pericolo ideologico sovietico e alle ribellioni delle masse, decisero non di applicare l'austerity ma di inflazionare e colpire fiscalmente pesantemente i ricconi...
che una buona causa delle decolonizzazioni fu il sempre maggior disinteresse verso le colonie che i ceti aristocratici e borghesi nutrivano quando, dopo la WWI, per mantenere lo stesso tenore di vita spendaccione iniziarono a disfarsi delle proprietà, indirette o dirette, terriere, manifatturiere e finanziarie che detenevano in Africa ed Asia
etc
molto interessante.
in Inghilterra le ville e i castelli della nobiltà sono stati massacrati dalle tasse sugli immobili negli anni 20 e 30 del '900.
tra le signorine e signore (separate) americane di ricca famiglia era una moda sposare un nobile inglese spiantato per acquisire il titolo. le ville e i castelli sono andate in malora. molte sono state acquisite dal pubblico o da fondazioni e trasformate in ospedali, manicomi ecc.
sto parlando di strutture del 700 e 800 piene di opere d'arte. hanno venduto quanto possibile e il resto è crollato.
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Re: Libri e consigli
Citazione:
Originariamente Scritto da
massena
molto interessante.
in Inghilterra le ville e i castelli della nobiltà sono stati massacrati dalle tasse sugli immobili negli anni 20 e 30 del '900.
tra le signorine e signore (separate) americane di ricca famiglia era una moda sposare un nobile inglese spiantato per acquisire il titolo. le ville e i castelli sono andate in malora. molte sono state acquisite dal pubblico o da fondazioni e trasformate in ospedali, manicomi ecc.
sto parlando di strutture del 700 e 800 piene di opere d'arte. hanno venduto quanto possibile e il resto è crollato.
tutto combacia
credo che se non ci fosse stato lo spauracchio del comunismo dopo la WWI Inghilterra, Francia, Germania etc avrebbero fatto un pò come 100 anni prima, rigido gold standard, taglio feroce di quel poco di welfare che s'era venuto a creare intorno al 1900 e come valvola di sfogo emigrazione verso Americhe e Australia
Piketty parla del 1914-1945 come l'era del suicidio dei rentiers, i ricchissimi che in pratica vivevano di rendita, specie titoli di stato e immobili
e dei successivi 30 anni, dal '45 al '75 come di un periodo glorioso in cui, azzerate o quasi le differenze di classe, la cosa più importante per emergere non erano più capitali ed eredità ma studio e lavoro
(banalizzo e semplifico un pò...)
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Re: Libri e consigli
al giorno d'oggi i ricchi "di una volta" non esistono più. nella belle époque e nei decenni precedenti i ricchi americani andavano in villeggiatura sugli appalachi prenotando l'albergo per UN MESE o DUE. adesso anche i miliardari devono lavorare, e nei loro posti di vacanza stanno una settimana, al massimo due. senza contare che devono dividere il posto con calciatori e arricchiti vari, mentre una volta il massimo dell'esotico poteva essere un principe indiano o un sovrano detronizzato.
comunque il libro segnalato da Carter lo prendo subito.
le mie informazioni le ho prese da pubblicazioni "popolari" come i libri di Bryson (quello sulle case vittoriane, mi sembra che si chiami "storia della vita privata" e per gli Appalachi da "una passeggiata nei boschi")
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Re: Libri e consigli
http://www.laterza.it/immagini/coper...8858125830.jpg
appena finito.
mi è piaciuto molto, nella mia ignoranza sull'argomento. mi si è aperto un mondo.
grandi i romani d'oriente...
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Re: Libri e consigli
Al momento sto leggendo Omon Ra di Victor Pelevin, però per un progetto di studio parallelo stavo approfondendo le divisioni tedesche del Reich. Ho già letto sulla Divisione Azul e sulla Grossdeutschland, vorrei un consiglio su qualche titolo che tratti la Wallonie. Ho visto che le traduzioni italiane che più vanno sullo specifico, sono tutte di/su Leon Degrelle, però io ho bisogno di libri o memorie che trattino gli spostamenti, i confronti, dove ci siano nomi e date, numeri, equipaggiamento, operazioni partecipate ecc... Temo che Degrelle forse vada molto su un piano ideologico, piano che a me non interessa. Qualcuno che l'ha letto conferma o confuta la mia idea?
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Re: Libri e consigli
https://img.ibs.it/images/9788883127656_0_0_300_80.jpg
<Il processo a Felice Orsini. L'ultimo martire risorgimentale o il primo terrorista internazionale?>
Autore: avvocato Renato Cappelli; Editore: Il Ponte Vecchio, 2008
Ho comperato questo libro qualche anno fa, lo (ri)propongo. Orsini è il mio patriota risorgimentale preferito. Ma forse quelle bombe oggi le lancerebbe per far saltare l'Italia corrotta e mafiosa, non per unificarla.
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Re: Libri e consigli
mio padre aveva tre zii che si chiamavano "Giuseppe Mazzini Garibaldi", "Felice Orsini" e "Gregorio Magno" ovviamente erano noti per il primo nome. il più amato era zio Felice.
credo che la famiglia fosse di credo repubblicano o socialista, ma non so perché il terzo fratello si chiamasse così.
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Re: Libri e consigli
Citazione:
Originariamente Scritto da
massena
mio padre aveva tre zii che si chiamavano "Giuseppe Mazzini Garibaldi", "Felice Orsini" e "Gregorio Magno" ovviamente erano noti per il primo nome. il più amato era zio Felice.
credo che la famiglia fosse di credo repubblicano o socialista, ma non so perché il terzo fratello si chiamasse così.
Grazie per il post, Massena. Felice Orsini fu Mazziniano fino all'esilio a Londra. Poi vi fu in lui un gesto di autentico ripudio dell'intransigenza repubblicana del Mazzini e al contempo una vera propria rivendicazione di autonomia e indipendenza dal movimento in cui, a partire dalla iscrizione alla Giovane Italia, si era sempre riconosciuto.
A Londra vi fu quindi l'inizio della frattura di Orsini con Mazzini e i mazziniani. Orsini sinceramente convinto dell'inadeguatezza dei progetti del Mazzini, cominciò sempre più a prendere le distanze dal vecchio maestro Mazzini per intraprendere una via propria, fino a giungere a scrivere una lettera al Cavour il 31 marzo 1857 dove si dichiarò disposto a mettersi al servizio anche del governo piemontese cioè della monarchia, pur di giungere alla salvezza della Patria.
Fra i suoi amici a Londra anche Thomas Allsop en ex commerciante piuttosto facoltoso molto vicino agli esuli francesi e con spiccate simpatie socialiste.
A Londra Felice Orsini venne accolto come un eroe da stampa e opinione pubblica Inglesi per gli echi eroici dei suoi trascorsi di patriota italiano.
A Londra Orsini preparò il sanguinario attentato con le bombe che attuò a Parigi nel 1858; la bomba era quindi gia innescata nella mente del coraggioso patriota italiano, occorreva solo predisporre i mezzi necessari e reperire gli uomini pronti ad assecondare quel progetto.
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Re: Libri e consigli
Sto leggendo "L'ultimo longobardo" di Marco Salvador, è chiaramente un romanzo storico e non un libro di storia, però lo consiglio, offre una spaccato storico, seppur romanzato, su un periodo largamente sconosciuto che è l'Italia sulla fine del IX° secolo, tra gli ultimi spasmi del I° Sacro Romano Impero, il Regno italico e la chiesa di Roma corrotta. Un bel affresco, ribadisco è un romanzo, ma interessante se si vuol conoscere un po' della storia sconosciuta del nostro paese.