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    Predefinito Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio

    Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio - MilanoFinanza.it
    Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio





    Cina e Australia, dopo anni di negoziati, hanno raggiunto un accordo di libero scambio (Fta) che rafforza ulteriormente le relazione economiche tra i due Paesi. L'intesa comprende anche delle modifiche al sistema di tariffe che andrà a vantaggio di contadini, viticoltori e di diverse società di servizi australiane. Per contro Pechino sarà sottoposta a un controllo inferiore per quanto riguarda gli investimenti in società australiane e i lavoratori potranno accedere più facilmente al mercato occupazionale del Paese. L'accordo è stato firmato a Canberra dopo il meeting del G20 di Brisbane in occasione della visita in Australia del presidente cinese Xi Jinping.

  2. #2
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    Predefinito Re: Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio

    Cina-Australia | Accordo libero scambio
    Cina e Australia firmano accordo di libero scambio


    Scritto da: Renato Marino - lunedì 17 novembre 2014


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    Il 93% dell'export australiano in Cina sarà libero da dazi in 4 anni. L'accordo di libero scambio arriva dopo 10 anni di negoziati.

    A conclusione del G20 di Brisbane in Australia il presidente cinese Xi Jinping e il premier australiano Tony Abbott hanno firmato un accordo di libero scambio tra i due Paesi.
    L'intesa consentirà alla maggior parte delle esportazioni australiane (93%) di entrare in Cina senza tariffe doganali per quattro anni riducendo al contempo gli ostacoli agli investimenti cinesi in Australia.
    L'intesa arriva dopo ben 10 anni di negoziati ed è relativa a prodotti agricoli australiani come riso, latte e i suoi derivati, lana, cotone, e 40 servizi tra cui la salute, la previdenza sociale e i servizi legali.
    Per Canberra l'accordo vale l'apertura verso nuovi mercati da miliardi di dollari e significa ridurre la sua dipendenza dal settore minerario.
    I due paesi agiranno in modo congiunto anche contro il cambiamento climatico, condividendo le tecnologie per raggiungere una maggiore efficienza energetica.
    L'accordo, ha aggiunto Abbot:
    creerà posti di lavoro e migliorerà il nostro livello di vita.
    Il ministro del Commercio australiano, Andrew Robb, a margine dell'accordo alla stampa ha detto che una volta a pieno regime l'intesa comprenderà il 99,9% dell'export australiano.

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  3. #3
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    Predefinito Re: Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio

    Cina-Australia, Xi sfida Obama

    Mercoledì 19 Novembre 2014 00:00


    di Mario Lombardo

    Di fronte all’offensiva americana volta a contenere l’espansione del proprio paese, il presidente cinese Xi Jinping è stato protagonista nei giorni scorsi di una serie di annunci e discorsi - durante e a margine degli appuntamenti internazionali del G-20 e dell’APEC - che hanno chiarito la strategia di Pechino per cercare di rompere l’accerchiamento in cui rischia di trovarsi la futura prima economia del pianeta.

    Anche se in maniera indiretta, il leader del Partito Comunista Cinese ha in particolare risposto al presidente Obama con un’apparizione al Parlamento australiano un paio di giorno dopo l’intervento a Brisbane del collega americano.

    Il messaggio di Xi è stato sostanzialmente rassicurante nei confronti dell’Australia, prospettando le occasioni a disposizione della borghesia indigena se il paese dovesse decidere di costruire una partership più solida con Pechino. “Un ambiente domestico armonico e stabile” assieme a “un ambiente internazionale pacifico” è quanto di cui ha bisogno la Cina, ha spiegato Xi, promettendo che il suo paese “non crescerà mai a spese degli altri”. Al contrario, il presidente cinese ha lanciato una dura critica a Stati Uniti e Giappone, sia pure senza nominarli, sostenendo che “i paesi che perseguono politiche bellicose sono destinati a morire” e a “sparire dalla storia”.

    Cina e Australia avrebbero inoltre “tutte le ragioni per andare al di là delle loro relazioni economiche”, in modo da diventare “partner strategici che hanno una visione univoca e inseguono obiettivi comuni”. L’Australia, al contrario di USA e Giappone, non ha d’altra parte “problemi storici” con la Cina e anche per questo i due paesi possono essere “vicini che convivono in armonia”.

    Xi ha comunque avvertito che la Cina non transigerà sui suoi interessi fondamentali, con un chiaro riferimento alla questione di Taiwan e alle dispute territoriali con vari paesi nel Mar Cinese Orientale e Meridionale. Le controversie con i propri vicini, in ogni caso, “possono essere risolte pacificamente” come Pechino ha già fatto in passato.

    La leva principale del discorso di Xi a Canberra è stata rappresentata però dall’economia, visto che la Cina è il primo partner commerciale dell’Australia. Il presidente cinese non è apparso cioè interessato a lanciare velate minacce alla classe dirigente australiana per avere in sostanza assecondato gli Stati Uniti nei preparativi di un possibile conflitto con Pechino.

    Anzi, Xi ha prospettato un futuro fatto di relazioni economiche ancora più solide, con la Cina che continuerà ad acquistare materie prime e altri prodotti dall’Australia per centinaia di miliardi di dollari, mentre investirà massicciamente in questo paese.

    L’evoluzione delle relazioni bilaterali tra Pechino e Canberra auspicata da Xi comporterebbe tuttavia una drastica e delicatissima modifica degli orientamenti strategici dell’Australia, la quale dovrebbe di fatto rinunciare all’allineamento incondizionato con gli Stati Uniti, assicurato almeno dagli ultimi due governi laburista e conservatore.

    Come ha spiegato un commento pubblicato martedì dal quotidiano di Melbourne The Age, “la vicinanza strategica proposta [da Xi] metterebbe l’Australia in una posizione di compromesso, potenzialmente insostenibile, tra l’essere un partner militare e geografico cruciale per gli Stati Uniti nel loro riassetto verso la regione Asia-Pacifico… e il condividere interessi strategici con la Cina che vanno contro gli USA”.

    In definitiva, Xi ha sfruttato e intende continuare a sfruttare a proprio vantaggio il dilemma che attraversa la classe dirigente e il business australiano, tra l’essere appunto una pedina di importanza vitale nella strategia americana in Asia e lo sviluppare lucrosi rapporti commerciali con il gigante cinese.

    Un dilemma che scaturisce precisamente dall’impossibilità nel medio o lungo periodo di mantenere una posizione equidistante tra Washington e Pechino, poiché la strategia asiatica inaugurata dall’amministrazione Obama fin dal 2009 non ammette vie di mezzo, così come non ammette la crescita indipendente della Cina e il perseguimento, da parte di quest’ultima, di politiche da grande potenza che minaccino la supremazia USA in un’area fondamentale del pianeta.

    L’identica incertezza sul futuro da dare agli orientamenti del proprio paese interessa non solo la classe dirigente australiana ma anche quelle di molti paesi dell’Estremo Oriente - come ad esempio le Filippine, l’Indonesia, la Thailandia o lo stesso Giappone - che vedono crescere esponenzialmente le proprie relazioni commerciali con la Cina pur conservando alleanze politiche o militari con gli Stati Uniti.

    Pechino, d’altra parte, non potendo competere militarmente con Washington, offre incentivi economici spesso molto difficili da respingere. D’altro canto, gli USA cercano di intensificare soprattutto la cooperazione militare anti-cinese con molti paesi, dal momento che non hanno alcuna possibilità di tenere il passo di Pechino sul fronte economico, essendo anche l’inarrestabile declino della potenza economica americana ciò che sta alla base dell’aggressività evidenziata in Asia orientale.

    Per la Cina, dunque, la speranza è che l’intensificazione dei rapporti commerciali con i propri vicini possa nel prossimo futuro minare le partnership stabilite dagli Stati Uniti con paesi come l’Australia, i quali vedrebbero così a rischio i propri interessi, sempre più legati a quelli di Pechino, appoggiando Washington in un eventuale conflitto tra le prime due potenze economiche del pianeta.

    Che la strategia cinese possa raggiungere il proprio scopo pacificamente è tutto da vedere. Infatti, gli USA intendono contenere con ogni mezzo possibile proprio la crescente influenza di Pechino, soprattutto sul fronte economico, e hanno già mostrato di essere pronti a scatenare una guerra rovinosa per difendere i loro interessi strategici.

    Ad ogni modo, per il momento la scommessa australiana sembra essere quella di provare a bilanciare l’asservimento agli Stati Uniti - mostrato in più occasioni negli ultimi mesi dal primo ministro, Tony Abbott - con la possibilità di trarre i maggiori profitti possibili dalle relazioni con la Cina.

    Anche in questo senso è da considerare il Trattato di Libero Scambio firmato tra i due paesi nei giorni scorsi dopo anni di negoziati. Secondo quanto sottoscritto da Pechino e Canberra, le tariffe doganali sui prodotti minerari e agricoli australiani esportati verso la Cina verranno abolite nei prossimi anni. Le aziende australiane dei servizi vedranno poi aprirsi le porte del mercato cinese, mentre quelle cinesi - ma solo del settore privato - potranno investire in Australia fino a circa un miliardo di dollari senza dover ottenere l’autorizzazione del governo di Canberra.

    A dare la misura della futura integrazione delle due economie - a fronte dei fortissimi legami politici e militari che Canberra continua a intrattenere con gli Stati Uniti - basti infine citare un dato pubblicato dalla stampa in Australia nei giorni scorsi. Quando il trattato entrerà a pieno regime, cioè, la Cina dovrebbe giungere ad assorbire addirittura il 95% delle esportazioni complessive dell’industria australiana.

  4. #4
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    Predefinito Re: Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio

    Metabo;

    ]Cina-Australia | Accordo libero scambio
    Cina e Australia firmano accordo di libero scambio


    Scritto da: Renato Marino - lunedì 17 novembre 2014


    Il ministro del Commercio australiano, Andrew Robb, a margine dell'accordo alla stampa ha detto che una volta a pieno regime l'intesa comprenderà il 99,9% dell'export australiano.

    ( con questa futura dipendenza mi viene difficile considerare un accordo di "Libero scambio" ma di trattato di dipendenza economica e gli USA non saranno tanto contenti che un loro alleato d'area "anglo" sia e sarà nelle mani cinesi.
    Vedremo intervenire gli USA con altre sanzioni?
    GLF

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    Predefinito Re: Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio

    Il ministro del Commercio australiano, Andrew Robb, a margine dell'accordo alla stampa ha detto che una volta a pieno regime l'intesa comprenderà il 99,9% dell'export australiano.


  6. #6
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    Predefinito Re: Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio

    Citazione Originariamente Scritto da joseph Visualizza Messaggio
    Metabo;

    ]Cina-Australia | Accordo libero scambio
    Cina e Australia firmano accordo di libero scambio


    Scritto da: Renato Marino - lunedì 17 novembre 2014
    Il ministro del Commercio australiano, Andrew Robb, a margine dell'accordo alla stampa ha detto che una volta a pieno regime l'intesa comprenderà il 99,9% dell'export australiano.

    ( con questa futura dipendenza mi viene difficile considerare un accordo di "Libero scambio" ma di trattato di dipendenza economica e gli USA non saranno tanto contenti che un loro alleato d'area "anglo" sia e sarà nelle mani cinesi.
    Vedremo intervenire gli USA con altre sanzioni?
    Ormai non possono fare altro che sedersi e guardare.

  7. #7
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    Predefinito Re: Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    Ormai non possono fare altro che sedersi e guardare.

    Hai detto bene.

    Non dobbiamo fare altro......i cinesi si stanno gia strozzando con le loro mani.


    China: We Will Continue Building An Island In Disputed South China Sea Waters - Business Insider



    China lays claim to almost all of the entire South China Sea, believed to be rich with minerals and oil-and-gas deposits and one of Asia's biggest possible flashpoints. Brunei, Malaysia, the Philippines, Vietnam and Taiwan also have claims.
    The comments by China's foreign ministry signal that Beijing would firmly reject proposals by any country to freeze any activity that may raise tension.



  8. #8
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    Predefinito Re: Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Hai detto bene.

    Non dobbiamo fare altro......i cinesi si stanno gia strozzando con le loro mani.


    China: We Will Continue Building An Island In Disputed South China Sea Waters - Business Insider



    China lays claim to almost all of the entire South China Sea, believed to be rich with minerals and oil-and-gas deposits and one of Asia's biggest possible flashpoints. Brunei, Malaysia, the Philippines, Vietnam and Taiwan also have claims.
    The comments by China's foreign ministry signal that Beijing would firmly reject proposals by any country to freeze any activity that may raise tension.


    Beh, anche il vietnam sta costruendo isole artificiali nel mar cinese meridionale, ci hanno costruito addirittura una scuola elementale.
    http://news.qq.com/a/20110617/000591.htm
    越南加紧向南沙岛屿移民 建学校诊所等设施
    traduzione: Il Vietnam accelera l'imigrazione verso le isole Spratly, costruisce scuole e relative strutture

    Ultima modifica di cloyce; 24-11-14 alle 20:06

  9. #9
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    Predefinito Re: Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio

    chi si assume l'ingrato onere di spiegare al miserabile fallito che dà la Cina per fottuta da 10 anni che ha superato gli USA per PIL PPA? Poverino, è già isterio di suo, rischierebbe sicuramente un coccolone. Ma del resto uno non può vivere nel suo mondo di fantasia per sempre.

  10. #10
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    Predefinito Re: Cina e Australia raggiungono accordo su libero scambio

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    chi si assume l'ingrato onere di spiegare al miserabile fallito che dà la Cina per fottuta da 10 anni che ha superato gli USA per PIL PPA? Poverino, è già isterio di suo, rischierebbe sicuramente un coccolone. Ma del resto uno non può vivere nel suo mondo di fantasia per sempre.
    La cosa bella è che l'economie europee e americana, sono già nei guai adesso, ma pensiamo alla cina fra 18 mesi...

 

 
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