User Tag List

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 20
Like Tree4Likes

Discussione: Generazione immatura

  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    10,546
    Mentioned
    22 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Generazione immatura

    Questa generazione non capisce quand'è il momento di crescere | VICE | Italia
    Questa generazione non capisce quand'è il momento di crescere

    dicembre 1, 2014

    di Clive Martin
    Writer





    • Share

    • Tweet











    Foto di Bruno Bayley
    La tendenza a "vivere aspettando il weekend" non ha niente di nuovo. In realtà, la storia di quella che chiamiamo "cultura giovanile" è semplicemente la storia di ragazzi che non sono in grado di conciliare la vita quotidiana e la vita sociale e che finiscono per trovare conforto nei riti del sabato sera e nelle mattinate passate a casa a non far nulla invece che nella carriera, nei figli e via dicendo. In poche parole, la spasmodica ricerca degli ultimi, brevi anni in cui possiamo comportarci in modo imbarazzante e dire stronzate prima di diventare uguali ai nostri genitori—cosa che accadrà comunque, che ci piaccia o no.
    Ottime notizie: il senso di disillusione che provate non ha niente di speciale. L'unica cosa che lo fa sembrare diverso è l'esistenza di Facebook. L'insoddisfazione costante è un problema vecchio di decenni, una condizione ineludibile della società tardo-capitalista, un sintomo della disarmante inutilità della vita moderna.
    I sentimenti di questo tipo ricorrono in un sacco di prodotti culturali, da La febbre del sabato sera a Quadrophenia, a Bright Lights, Big City. E stranamente, tutto ciò ha fatto sì che essere dei coglioni sia diventato rassicurante.
    Foto di Jake Lewis
    Lo stesso concetto di "teenager" ha ormai sessant'anni. Inizia ad essere un po' datato. Mentre un tempo la stupida bramosia del venerdì sera era considerata una fase naturale attraverso cui passavano tutti—una sorta di pubertà esistenziale che si sarebbe conclusa da sola, quando i postumi sarebbero iniziati a durare giorni invece che ore—oggi sembra che la gente si stia dimenticando di uscirne.
    Non si tratta più solo di giovani e studenti che cercano di scappare dalla vita reale, ma anche di ventenni e trentenni che fanno la stessa cosa. Persone che dovrebbero ormai sapere che si può e si deve fare anche altro nella vita, ma che evidentemente non lo sanno così bene. Persone grandi, adulti semi-funzionali, che non hanno però alcuna intenzione di rinunciare a quelle serate infinite passate a fissare il proprio riflesso nella tazza del cesso di un locale, e che non vogliono nemmeno trovare una ragione per rinunciarvi. Persone come me, insomma.
    Questa è la mia generazione: una generazione che non viene in alcun modo incentivata a crescere. Niente figli di cui preoccuparsi, niente mutui da pagare, un'assistenza sanitaria sufficiente per restare vivi, un lavoro che ci dà ​giusto i soldi per nutrirci, lavarci e avere un posto in cui dormire e delle relazioni umane in cui l'unica cosa che ci distoglie dal nobile scopo di andare d'accordo con tutti sono le urla del capo o le telefonate preoccupate dei genitori. Un esercito di fannulloni del primo mondo intrappolati in un labirinto di immaturità.
    Di recente, un mio amico mi ha detto che secondo lui oggi sarebbe impossibile fare un film come Big, proprio perché i trentenni fanno le stesse identiche cose che fanno gli adolescenti. Quindi non sarebbe più divertente né sconvolgente vedere un uomo adulto che compra un tavolo da ping-pong o che si mette i jeans per andare in ufficio. E probabilmente non funzionerebbe neanche se il protagonista avesse 40 anni invece che 30.
    L'autore con i suoi amici
    Io non ho ancora 30 anni, ma non sono nemmeno così lontano da quel traguardo, e quando penso alla mia vita di oggi trovo poche differenze con quella che facevo quando avevo 17 anni. Penso alle mie estati: continuo a bighellonare per le strade di Londra in compagnia di tizi appena conosciuti, tracannare lattine di birra, intonare cori da stadio, cercare di imbucarmi alle feste, scrivere a ragazze che puntualmente mi ignorano, ascoltare gliUnderworld e indossare i pantaloni della tuta. Mi sembra di far parte del cast di un brutto remake di Goodbye Charlie Bright senza sapere come uscirne.
    Anche se queste abitudini sono innegabilmente catartiche oltre che divertenti, devo ammettere che non è proprio il genere di vita che mi sarei aspettato di condurre alla mia età. Da adolescente pensavo che a quest'ora sarei stato un personaggio di Manhattan, con una florida vita sociale ravvivata dall'occasionale frequentazione dell'alta società francese e dalla visione delle retrospettive di Bergman. Non mi immaginavo sposato con dei figli, ma sicuramente non pensavo nemmeno che mi avrebbero buttato fuori dai locali perché porto i pantaloni corti.

    Ora, potete starvene lì a piagnucolare per la "crisi della mascolinità," per la "paura dei legami," o solo perché siete degli idioti. Ma penso che facendo così non riuscirete a capire come stanno davvero le cose. Potreste sostenere che questo malessere riguardi solo le grandi città come Londra e che i Peter Pan della periferia si siano trasferiti qui con il preciso scopo di prolungare la loro adolescenza il più possibile. Ma la verità è che anche se avete la stessa età delle persone di cui sto scrivendo e siete molto più responsabili di loro, sapete benissimo che questo grande allontanamento generazionale dall'età della maturità è un problema che esiste ovunque, e che sarà ciò che si racconterà di noi quando, un domani, qualcuno inizierà a scrivere la nostra storia. Si racconterà di come i percorsi che un tempo conducevano fuori dall'adolescenza—fatti di figli, case, lavori per cui valga la pena spaccarsi la schiena—si siano improvvisamente interrotti, lasciandoci intrappolati in un limbo di perenne immaturità.
    I genitori dell'autore a vent'anni
    Come molte persone che conosco, sono già più vecchio di quanto non fossero i miei genitori quando hanno avuto me. All'epoca era diverso; giunto a metà dei tuoi vent'anni arrivava quel momento in cui iniziavi ad avere delle responsabilità, in cui dovevi mettere in pausa la tua giovinezza per far nascere una piccola versione urlante di te stesso, per poi tornare a viverla anni dopo tramite una vespa, un'Audi TT, l'amante, una massaggiatrice thailandese e i documenti del divorzio.
    Oggi la mia generazione è già arrivata a un terzo della sua aspettativa di vita, e molti di noi stanno scoprendo che i vent'anni sono solo un'altra fase di un prolungato periodo alcolico che non abbiamo alcun motivo di interrompere e da cui non abbiamo modo di fuggire. ​
    Ai tempi dei miei genitori, crescere era più facile. Non riuscirci era quasi impossibile; la società ti ci costringeva, che tu lo volessi o no. Adottare uno stile di vita che andasse oltre il giocare a FIFA e il distruggersi non era impossibile. Parliamo di un periodo in cui persino chi era povero, persino chi non era andato all'università riusciva a trovare un lavoro ben pagato, comprarsi una casa, sposarsi, fare figli e assumere tutti gli stereotipi che rendono le periferie il posto insieme migliore e peggiore in cui vivere. Certo, ci riuscivano un po' più tardi rispetto ai loro genitori e probabilmente nel frattempo si divertivano molto più di loro, eppure non solo c'era una grande pressione sociale che spingeva a conformarsi al modo di vivere tradizionale, ma quel modo di vivere risultava anche appetibile, tanto che spesso capitava che molti di loro ci finissero dentro per errore, dando vita a una generazione di primogeniti non voluti come quella di cui io stesso faccio parte.
    Foto di Nicholas Pomeroy
    Oggi, sono poche le persone che fanno quest'errore. Un articolo dell'Economist intitolato "The End Of The Baby Boom?" faceva notare il grande e improvviso calo delle nascite avvenuto nel Regno Unito. È stato il primo calo del tasso di natalità dal 2011, e il più grande dagli anni Settanta.
    Secondo le testimonianze riportate nell'articolo, questo fenomeno sarebbe influenzato da vari fattori, ma i più importanti sono due: il mercato immobiliare folle e l'economia in crisi, che di recente sono diventati sempre più collegati l'uno all'altra. La disoccupazione è alta, gli stipendi sono bassi e le case costano tantissimo. Un altro recente articolo stimava che, per comprare casa a Londra, bisogna guadagnare almeno ​120.000 euro all'anno. Va bene, stiamo parlando di Londra, ma Londra è anche la città ​dove vive un giovane inglese su dieci, e il posto in cui i salari sono i più alti del paese. Certo, altri posti costano meno, ma il fenomeno interessa comunque tutta la nazione. I salari sono diminuiti talmente tanto che oggi guadagnare 50.000 euro all'anno vuol dire far parte del ​10 percento più ricco della popolazione. Insomma, va tutto di merda.
    Certo, forse parlare di avere dei figli e una casa vuol dire avere un'idea molto tradizionale di "maturità". Ma in un sistema economico basato quasi totalmente sui prezzi delle case, investire in un immobile è probabilmente la cosa migliore che si possa fare invece che bruciare tutto in affitti sempre più cari. E i figli rimangono una delle poche cose al mondo che ti fanno capire che la festa è finita.
    Foto di Natalie Meziani
    Queste cose, caratteristiche dell'età adulta, non fanno per tutti. Ma il fatto che un sacco di gente non sia capace di crescere e uscire da quel periodo della vita in cui non si fa altro che svagarsela è un problema grave, molto più di quanto non lo siano un paio di idioti ubriachi che rievocano con nostalgia la loro giovinezza.
    Le testimonianze di cosa accade quando si nega a una generazione la possibilità di crescere sono tutt'intorno a noi. Sono le schiere di giovani uomini e donne buttati fuori dai locali con i vestiti sporchi di vomito e i cuori pieni di rabbia, i pezzi di denti incastrati tra i sampietrini nelle zone pedonali e i ​3,3 milioni di giovani inglesi che vivono ancora con i loro genitori. In pratica, sono i simboli di questa generazione incapace di crescere.
    Invece di andare avanti con le nostre vite, rimaniamo ancorati a quello che conosciamo, perché trovare qualcos'altro è troppo difficile. Spendiamo la maggior parte dei nostri soldi in affitto per appartamenti che non ci piacciono, mangiamo pizza surgelata, guardiamo senza piacere qualche episodio di una nuova sit-com americana prima di affondare la faccia nel cuscino pensando a nuove scuse per non andare a lavorare. Nei fine settimana ci sfondiamo, come abbiamo fatto negli ultimi dieci anni, cercando di ignorare il fatto che questo comportamento ci fa precipitare in una profonda depressione. E lo facciamo perché è l'unica cosa che sappiamo fare. Viviamo la nostra versione personale de ​La grande bellezza; siamo la generazione che non sa che sarà di lei ora che è stata costretta a scegliere la realtà invece dei modelli che hanno indicato ai nostri genitori la strada per una vita tranquilla e rispettabile. Quando non hai più alcun modello da seguire, a cosa ti aggrappi per tornare alla normalità quando ti passa l'ennesima sbronza?
    Foto di Nicholas Pomeroy
    Se vogliamo trovare delle alternative oltre al classico "emigra o rassegnati," dobbiamo inventarci modi alternativi per adattarci al mondo in cui siamo costretti a vivere. Sono tempi cupi, le cose vanno di merda per tutti, ma forse è il momento di cercare di fare qualcos'altro oltre a stordirci di feste fino alla mezza età.

    Trovare un ​modo alternativo di vivere non vuol dire per forza imparare l'hawaiano e trasferirsi in una fattoria biologica. Dobbiamo cercare delle scappatoie allo stile di vita che ci hanno venduto. Diciamo di odiare il sistema che ci ha ridotti così, eppure tentiamo disperatamente di farne parte. Forse è meglio essere giovani in un mondo nuovo invece che vecchi in uno che conosciamo fino troppo bene. Mentre noi rimaniamo fermi qui, sta nascendo la prima generazione di nipoti dell'acid house. Forse è giunto il momento di trovare un nuovo modo di crescere.
    Segui Clive Martin su Twitter: ​@thugclive

    Ultima modifica di Avanguardia; 02-12-14 alle 17:56
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    10,546
    Mentioned
    22 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: Generazione immatura

    Nella mia cittadina molta gente che mi capita di vedere (quando vedo gente, cosa rara) sembra non cambiata dai tempi delle scuole medie, dell' adolescenza. L' "eterna immaturità" si nota specialmente nei "giovani adulti" poco istruiti, semi-analfabeti o laureati molto tardi, precari. Mentre la cosa cambia con i coetanei altamente istruiti-qualificati, laureati in tempo regolare, che magari hanno avuto modo di fare già gli imprenditori. La gente che non esce dal periodo adolescenziale è molta, anche gente che fa figli.
    Io se non penso al signoraggio, ai fascismi, al complotto demo-pluto-giudaico-massonico ecc. ho la testa rivolta a quando facevo le medie e le superiori, ci penso un casino, mi immagino di nuovo in quelle situazioni. Faccio cose adolescenziali ogni tanto tipo provare a fumare erbe varie quando sono nervoso, con modalità furtive e trasgressive; a volte se sono sovrappensiero metto qualche videogioco di piacchiaduro. Se sono con gente (rarissimamente) ho voglia di divertirmi anche con marachelle, però al contempo non sopporto quella gente che canzona e scherza in continuazione tutta l'ora senza mai silenzi. Carriera e famiglia non riescono ad esercitare attrattiva. Non mia piace vestire tipo un adulto ben posizionato.
    D' estate divento mare-dipendente.

    Voi riuscite ad essere adulti con la testa, con il cuore? Come vivete la prolungata adolescenza?
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  3. #3
    Auto-cancellato
    Data Registrazione
    08 Nov 2013
    Messaggi
    6,051
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Generazione immatura

    Io ho una grandissima nostalgia per l'infanzia, in particolare per il periodo delle medie, che reputo uno dei periodi più belli della mia vita (pochi problemi, molte soddisfazioni).
    A partire dalle superiori ho iniziato a soffrire di depressione per molto tempo, forse a causa di problemi in famiglia, ma anche per la consapevolezza che era finita la spensieratezza dell'infanzia, non ricevevo più lo stesso affetto che ricevevo dai genitori quando ero piccolo. Inoltre, sono anche stato abbandonato dal mio migliore amico, l'unico amico che avevo. Sono persino stato sul punto di suicidarmi.
    Dell'adolescenza ho un'opinione estremamente negativa. E' il periodo di "corruzione dell'anima" e di estraniazione.
    Mi piacerebbe tornare all'infanzia.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Jul 2012
    Messaggi
    16,478
    Inserzioni Blog
    1
    Mentioned
    101 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Generazione immatura

    a me sembra che all'autore dell'articolo non senta la mancanza di maturità quanto la mancanza di successo.
    quel non far parte della società di manhattan secondo me dice di più di tutto il resto dell'articolo.

  5. #5
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    10,546
    Mentioned
    22 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: Generazione immatura

    L' aspetto bello dell' infanzia è che ti accontenti di cose semplici: attendevo i cartoni animati, li guardavo e mi sentivo appagato per la giornata. Se ti capitava di stare con un amico, non spendevamo soldi, ci divertivamo gratis. La mia prima infanzia invece fu caratterizzata da casini.
    Entrato alle medie e fino alle superiori, ricordo cose belle e cose brutte. Iniziando dalle cose brutte, a volte ho sofferto il bullismo, tendenze ad emarginarmi, professori stronzi o cui non ero in sintonia (a proposito di bullismo, che dalle mie parti sconfinava a volte nell' abuso sessuale, va detto che d' altro canto nemmeno io ero un santo perché ero il classico attaccabrighe rompicoglioni, in particolare ero cattivo contro le ragazze, solo che gli altri si coalizzavano e mi sopraffacevano). Le cose belle erano il divertimento, spesso mi divertivo a scuola, la scuola è stato veramente il luogo dove mi sono divertito di più; poi il cameratismo forte che si instaurava tra compagni con cui si andava d' accordo, anche nei momenti più bui almeno con un paio eri sempre amicone: l' opportunità di fare vita sociale e di conoscere persone, ad esempio quando ero alle medie all' uscita di scuola facevo la strada di ritorno con persone di altre classi che ti dicevano "rientriamo assieme, vieni con me". Per la scuola media la fortuna fu che era a mezzo chilometro da casa mia, invece il liceo era a Cagliari, quindi dovevo prendere 2 autobus per arrivare a scuola e vivendo distanti non potevo frequentare i compagni, questo è stato un fattore penalizzante. La fine delle medie mi privò di un pò di vita sociale proprio perché non potevo frequentare i compagni, mentre in paese essendo oberato dallo studio non avevo tempo per frequentare la gente, spesso sfaccendata riguardo lo studio. Dai 16 anni divenni molto chiuso, molto sfigato, tutto rincoglionito, danneggiato appunto dal tempo da dedicare allo studio (per me ci voleva tempo per studiare). Il liceo restava in luogo delle relazioni sociali, nel bene e nel male, il posto dove potevo provare vero divertimento e scaricarmi. La fine del liceo fu traumatica perché mi privava delle relazioni sociali e del divertimento. L' università, fatta a forza per pressioni familiari, nel complesso fu uno scoglionamento, una rottura di palle. Se alle superiori ero uno studente diligente e coscienzioso, all' università cambia drasticamente perché odiavo studiare dopo i 19 anni e perché i problemi personali si fecero prepotenti. Riuscì a fare vita sociale con gente del mio paese e di fuori, peggio combinata di me, a volte ho rischiato di finire male nel senso di teppismo, alcolismo.

    Venendo al tema dell' articolo, a 35 anni sento la nostalgia di certe cose dei tempi passati, come appunto il divertimento a scuola, quando mi capita l' occasione rifaccio quelle cose perché mi piacciono. Mi manca quando nella pre-adolescenza si giocava nei bar e nelle salegiochi con i tradizionali videogiochi, i giri in bicicletta e i pomeriggi o le mattine (alle medie si andava una settimana di sera e l' altra di mattina, c'erano i doppi turni) con i soliti amici a parlare del più e del meno, immaginando tante cose, mi manca quando in terza media rientravo a casa con quel dodicenne già maniaco sessuale. Mi manca quando a 19-20 anni guardavo cassette porno ogni settimana, quando mamma e papà uscivano, con quell' atteggiamento trasgressivo e furtivo, con fazzoletto in mano, incuriosito dalla figa, senza farmi problemi su sistema-poteri occulti, pensavo di essere ribelle facendo così e cazzo, porco mondo, mi manca quel mio atteggiamento. Anche l' avvicinamento al fascismo è stato mosso da un atteggiamento simile ...

    Mi piacerebbe morire facendo lo scemo.
    Ultima modifica di Avanguardia; 03-12-14 alle 21:33
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  6. #6
    paracadute zen
    Data Registrazione
    23 Feb 2011
    Messaggi
    10,543
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Generazione immatura

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    a me sembra che all'autore dell'articolo non senta la mancanza di maturità quanto la mancanza di successo.
    quel non far parte della società di manhattan secondo me dice di più di tutto il resto dell'articolo.
    In effetti ho avvertito la stessa sensazione. Per lui "la maturità" coincide con l'avere un bel conto in banca e la casetta piccolina in canadà con mogliera + figliolanza.
    Per altri la maturità può essere anche qualcosa di diverso.
    Ada De Santis and MaIn like this.
    Trollhunter delle 2 Sicilie.

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    22,267
    Mentioned
    98 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Generazione immatura

    L'infanzia significa candore e l'adolescenza entusiasmo per la vita , non solo mali in sé . Il male è quella mentalità borghese che vede essere adulti vivere , lavorare ed adeguarsi al sistema ,cercando sempre il compromesso e che alla fine ha dato alla luce questo mondo , sotto ordini illuminati.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  8. #8
    Flexitariano
    Data Registrazione
    16 Jul 2014
    Località
    Italia. Land of Brodi.
    Messaggi
    40,205
    Inserzioni Blog
    2
    Mentioned
    938 Post(s)
    Tagged
    39 Thread(s)

    Predefinito Re: Generazione immatura

    Non credo che questa generazione sia troppo peggio delle precedenti, di certo non sarà quella che ci rovinerà perché ci ha già pensato la favolosa generazione anni '40 e '50 a mangiare tutto.

  9. #9
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    10,546
    Mentioned
    22 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: Generazione immatura

    Citazione Originariamente Scritto da Kroenen Visualizza Messaggio
    In effetti ho avvertito la stessa sensazione. Per lui "la maturità" coincide con l'avere un bel conto in banca e la casetta piccolina in canadà con mogliera + figliolanza.
    Per altri la maturità può essere anche qualcosa di diverso.
    Ma la maturità per questa società è proprio quella. Se si è educati poi in una famiglia di condizione alto-medio borghese o aspirante tale, la dimensione del conto in banca conta, eccome, per definire quanto la persona è realizzata.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  10. #10
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    10,546
    Mentioned
    22 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: Generazione immatura

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    L'infanzia significa candore e l'adolescenza entusiasmo per la vita , non solo mali in sé . Il male è quella mentalità borghese che vede essere adulti vivere , lavorare ed adeguarsi al sistema ,cercando sempre il compromesso e che alla fine ha dato alla luce questo mondo , sotto ordini illuminati.
    Bellissime osservazioni, da incorniciare.
    Freezer likes this.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 27-07-11, 16:21
  2. Generazione U, I want you !
    Di Livio nel forum Veneto
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 07-09-06, 10:56
  3. Generazione U, I want you !
    Di Livio nel forum Trentino Alto Adige/Süd Tirol
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 04-09-06, 22:42
  4. Generazione '78
    Di Conner Macleod nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 16-08-06, 16:24
  5. Generazione '78
    Di Conner Macleod nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 16-08-06, 12:15

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226