Cappellini da baseball, sneakers consumate e un ventaglio spezzato a terra. Sono tutti minorenni i protagonisti dell’aggressione omofoba ai danni di Alessandro Ansaldo, il giovane picchiato e insultato nella notte tra il 13 e il 14 settembre mentre camminava su Corso Vittorio. E già nei prossimi giorni potrebbero essere tutti identificati.
16 Settembre 2025
I carabinieri della stazione Farnese, dopo aver raccolto la denuncia del 25enne, si erano subito messi sulle tracce degli aggressori. Dalle analisi delle videocamere nella zona a ridosso di Campo de’ Fiori è emerso un gruppo di giovani compatibile con gli identikit forniti dalla vittima, che a breve dovrà sottoporsi a un’operazione al setto nasale: "Mi hanno preso a pugni in due. Mi gridavano “fro… di m…”. Intanto i loro amici ridevano”, aveva raccontato il giovane, che era stato ricoverato all’ospedale Santo Spirito.
“Quello che mi ha aggredito per primo, spezzando il ventaglio che avevo in mano, era il più basso: sarà stato alto circa 1,65 ed era riccio. L’altro, invece, forse un metro e settanta, aveva un taglio di capelli a caschetto alla Justin Bieber”.
Alessandro Ansaldo credeva di aver avuto a che fare con una banda di 20enni. Invece, dai primi accertamenti, il branco risulterebbe composto da sei-sette minorenni. Nessuno di loro è stato ancora formalmente identificato, ma grazie alle videocamere i carabinieri hanno ricostruito la “notte brava” della baby gang, che si è mossa a piedi tra i vicoli del centro, entrando e uscendo dai locali.
I carabinieri ora sono sulle tracce del gruppo, anche grazie al coraggio di un testimone che ha assistito all’aggressione e non si è lasciato intimidire dai bulli, che avevano minacciato le persone presenti per paura di essere ripresi con il telefono: «Se pubblicate qualcosa sui social vi ammazziamo», avevano detto i ragazzi prima di scappare. Non sapevano che la città ha mille occhi da cui è impossibile sfuggire.
https://roma.repubblica.it/cronaca/2...424858838/amp/
L'omomisia tra i giovani e non giovani sembra stia diventando sistematica in questo paese.
Alla faccia di chi non vuole l'educazione sessuo-affettiva nella scuole statali, che, tra l'altro, erano frequentate dal povero Paolo che si è suicidato proprio per istigazione al suicidio correlato al bullismo omofobo.





Rispondi Citando
