Sembrerà forse esagerata l'affermazione odierna del Premier, che si è spinto a chiedere alla Protezione Civile di non recarsì più nelle zone terremotate d'Abruzzo, o di farlo ma senza segni di riconoscimento. Eppure, al di là di questa richiesta che non verrà probabilmente accolta, c'è del sensato nella ribellione contro la spudorata inchiesta giudiziaria che vede coinvolti i vertici della Commissione Grandi Rischi, compresi scienziati affermati, ricercatori di limpida fama, e dirigenti esperti.
Siamo giunti al punto in cui si imputano agli uomini della Protezione Civile gli effetti di un disastro naturale. Insomma, secondo certi PM la Commissione avrebbe dovuto impartire, alla luce di qualche piccola scossa sismica, un ordine di evacuazione generale di migliaia di persone, per la sicurezza di tutti.
Anche uno studioso alle prime armi di scienze della terra sa bene che - purtroppo - i terremoti non sono prevedibili, neppure con una indicazione di massima di tempo. Esistono territori ad alta sismicità, soggetti più frequentemente alla scosse, e l'unica via per evitare morti e feriti è la prevenzione (costruire edifici stabili, educare la popolazione). Ma, nonostante qualche esperimento di dubbia validità, nessuno è mai riuscito a scoprire un sistema scientifico di previsione.
Cosa doveva fare dunque la Commissione? Inventarsi un terremoto prossimo venturo, dichiarare la prossimità della tragedia, magari indicare luogo e data esatti? Cacciare dalle proprie case migliaia di aquilani, in assenza di prove, di certezze?
Insomma, ancora una volta ci troviamo innanzi ad inchieste farsesche, ridicole, assolutamente prive di fondamento, con assoluzioni assicurate in partenza. O dobbiamo ritenere i maggiori esperti italiani in rischio sismico dei poveri inetti? Ebbene, pur comprendendo la rabbia popolare, dettata dal lutto ancora recente, non possiamo condividere questo attacco indecente alla Protezione Civile, che si è sempre prodigata per salvare vite umane, per garantire nei limite delle possibilità offerte dalla scienza e dai mezzi materiali la sicurezza a noi italiani.




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