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Discussione: Joseph de Maistre

  1. #1
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Joseph de Maistre

    « La terribile legge della guerra non è che un capitolo della legge generale che pesa sull’universo.
    Nel vasto campo della natura vivente regna una violenza manifesta, una specie di rabbia decretata, che arma tutti gli esseri in mutua funera; appena oltrepassate le soglie del regno dell’insensibile vi trovate di fronte al decreto della morte violenta scritto sui confini stessi della vita. Già nel regno vegetale si comincia ad avvertire la presenza di questa legge: dall’immensa catalpa all’umile graminacea, quante sono le piante che muoiono e quante quelle che sono uccise? Ma appena entrate nel regno animale, la legge assume di colpo una spaventosa evidenza. Una forza, nello stesso tempo nascosta e palpabile, si rivela continuamente occupata a rendere forzatamente vulnerabile il principio della vita. In ogni grande divisione della specie animale essa ha scelto un certo numero di animali, incaricandoli di divorare gli altri: così esistono insetti da preda, rettili da preda, uccelli da preda, pesci e quadrupedi da preda. Non vi è un solo istante in cui un essere vivente non sia divorato da un altro. Al di sopra di queste numerose razze animali è posto l’uomo, la cui mano distruttrice non risparmia alcun essere vivente; egli uccide per nutrirsi, uccide per vestirsi, uccide per ornarsi, uccide per attaccare, uccide per difendersi, uccide per istruirsi, uccide per uccidere: re superbo e terribile, ha bisogno di tutto, e nulla gli resiste. Egli sa quanti barili d’olio gli darà la testa del pescecane o del capodoglio; il suo sottile spillo fissa sul cartone dei musei l’elegante farfalla che ha catturato sulla cima del Monte Bianco o del Chimborazo; impaglia il coccodrillo, imbalsama il colibrì; ad un suo ordine il serpente a sonagli va a morire nel liquido che servirà a conservarlo e a mostrarlo a un lungo corteo di osservatori; il cavallo che trasporta il padrone alla caccia della tigre si pavoneggia con la pelle di questo animale.
    L’uomo domanda tutto in una volta: all’agnello i visceri per far risuonare un’arpa, alla balena i fanoni per sostenere il corsetto della giovane vergine, al lupo i denti micidiali per rifinire le opere d’arte più delicate, all’elefante le sue difese per costruire il giocattolo di un bambino: le sue tavole sono coperte di cadaveri. Il filosofo può anche scoprire come il massacro permanente sia previsto e ordinato nel grande tutto. Ma questa legge si arresterà di fronte all’uomo? Senza dubbio no. Quale essere sterminerà allora colui che tutti stermina? Egli stesso. È l’uomo incaricato di sgozzare l’uomo. Ma come potrà ubbidire a questa legge, lui che è un essere morale e misericordioso, lui nato per amare, lui che piange sugli altri come su se stesso, che nel pianto trova conforto e inventa anche finzioni pur di piangere; lui infine al quale è stato detto che « dovrà rendere conto di tutto il sangue che avrà versato ingiustamente » ? Con la guerra. Non sentite la terra che grida e invoca sangue? Non le basta il sangue degli animali e neppure quello dei colpevoli versato dalla spada delle leggi. Se la giustizia umana uccidesse tutti i rei, non vi sarebbe guerra; ma essa non può raggiungerne che un numero limitato e spesso li risparmia senza pensare tuttavia che la sua feroce umanità contribuisce a rendere necessaria la guerra, soprattutto se nello stesso tempo un’altra cecità, non meno stupida e funesta, lavora a spegnere l’espiazione nel mondo. La terra non ha gridato invano: la guerra divampa. L’uomo, colto all’improvviso da un furore divino, estraneo all’odio e alla collera, avanza sul campo di battaglia senza sapere quel che vuole e nemmeno quel che fa. Che cos’è dunque questo terribile enigma? Niente è più contrario alla sua natura e nulla gli ripugna di meno: compie con entusiasmo atti che lo fanno inorridire. Non avete notato che sul campo di morte l’uomo non disubbidisce mai? Potrà massacrare Nerva o Enrico IV; ma il più vergognoso tiranno, il più insolente macellaio di carne umana non sentirà mai pronunciare sul campo di battaglia la frase: ’’Non vogliamo più servirvi’’.
    Una rivolta sul campo di battaglia, un accordo per abbracciarsi rinnegando il tiranno, è un fenomeno che non si presenta alla mia memoria. Niente resiste, niente può resistere alla forza che trascina l’uomo al combattimento; omicida innocente, strumento passivo di una mano terribile, « si tuffa nell’abisso che egli stesso ha scavato: dà e riceve la morte senza sospettare di averla creata egli stesso.
    Così si attua perennemente la grande legge della distruzione violenta degli esseri viventi, dall’animaletto quasi invisibile fino all’uomo. La stessa terra sempre intrisa di sangue non è che un immenso altare sul quale tutto ciò che vive deve essere immolato all’infinito, senza misura, senza tregua, fino alla consumazione delle cose, fino all’estinzione del male, fino alla morte della morte.
    Ma l’anatema deve colpire l’uomo in modo più diretto e visibile; l’angelo sterminatore gira come il sole attorno a questo infelice globo e non lascia respirare una nazione se non per colpirne altre ».

    (dalle Serate di Pietroburgo)

  2. #2
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Joseph de Maistre

    grazie rapporti di produzione

  3. #3
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    Predefinito Re: Joseph de Maistre

    "Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
    "Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
    "Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)

  4. #4
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    Predefinito Re: Joseph de Maistre

    è la volontà di potenza

  5. #5
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    Predefinito Re: Joseph de Maistre

    Comunque è un capolavoro di suggestione e di tremende verità.

  6. #6
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    Predefinito Re: Joseph de Maistre


  7. #7
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    Predefinito Re: Joseph de Maistre

    "E così via, da un'istituzione all'altra, de Maistre ripete la paradossale asserzione che tutto ciò che è irrazionale dura, mentre tutto ciò che è razionale crolla; e crolla perché qualunque cosa sia stata costruita dalla ragione può essere ridotta in polvere dalla ragione, qualunque cosa sia il prodotto delle facoltà autocritiche non potrà reggere l'attacco sferrato contro di essa da queste stesse facoltà. L'unica cosa che possa dominare gli uomini è il mistero impenetrabile.
    Il Settecento ritiene (e già lo pensava il secolo precedente) che esistano determinate questioni sociali e politiche cui è possibile rispondere in un certo modo. C'è chi pensa che a fornire le risposte saranno i metafisici; altri hanno in mente gli scienziati; qualcuno si rifà alla parola della coscienza, all'esplorazione del cuore; qualcun altro esorterà a leggere i libri che determinati esperti hanno dedicato a queste materie. Ebbene, il ragionamento di de Maistre è il seguente: una volta ammessa la formulazione di una domanda del genere, la risposta solleciterà una successiva domanda. Ma la risposta non si reggerà mai in piedi, perché gli uomini l'interrogheranno, e la stessa sorte toccherà alla nuova risposta, e così via chiedendo il perché del perché del perché. C'è un solo modo per ottenere che gli uomini vivano in società: farli smettere di porre domande; e c'è un solo mezzo per farli smettere: il terrore. Soltanto se il cuore delle cose è oscuro e misterioso, impenetrabile, essi obbediranno.
    Una volta che abbiano penetrato il cuore delle cose, e se questo è razionale, se è qualcosa che sono in grado d'intendere, non ne avranno più paura. Non nutriranno più nei suoi confronti un timore reverenziale, non sarà più per loro un oggetto di venerazione, e il risultato sarà il suo crollo. Ciò di cui abbiamo dunque bisogno è qualcosa di oscuro e inintelligibile."

    Isaiah Berlin - De Maistre
    Ultima modifica di Troll; 08-12-14 alle 17:04

  8. #8
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    Predefinito Re: Joseph de Maistre

    "Contro chi ci sforziamo di preservare l'ordine sociale? I nemici dell'ordine sociale, che de Maistre chiama «la secte», sono una collezione di uomini davvero interessante. Vi si trovano, secondo lui, giansenisti e calvinisti, e tutti i protestanti in generale; gli avvocati, i metafisici, i giornalisti, gli scrittori, gli ebrei, i rivoluzionari americani, gli intellettuali, gli scienziati, i critici: in una parola, l'intelligencija, e tutto ciò che le appartiene. Questa lista - che include i liberali, ogni specie di critici, ogni specie di persone che credono in un qualche tipo di verità astratta, coloro che non accettano le premesse dogmatiche della società - fu compilata da de Maistre quasi per la prima volta, e ormai ci è diventata familiare. Ha fatto parte dei ferri del mestiere di tutti i movimenti violentemente reazionari e fascisti del nostro tempo."
    Ultima modifica di Troll; 08-12-14 alle 17:04

  9. #9
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    Predefinito Re: Joseph de Maistre

    "De Maistre dice all'imperatore russo: non permettete a tutti questi tedeschi luterani di venire a insegnare nelle vostre scuole.Chi sono costoro che in schiere innumerevoli stanno sciamando nel vostro regno? Gli uomini buoni - uomini che hanno una famiglia, delle tradizioni, una fede, una religione, dei costumi rispettabili - non lasciano i loro paesi. Soltanto gli inetti e gli irrequieti e gli incontentabili lo fanno. È la prima vera predica contro i profughi, contro la libertà dello spirito, contro la circolazione degli uomini - certamente la prima formulata in termini violenti e trasparenti, e anzi memorabili."

  10. #10
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    Predefinito Re: Joseph de Maistre

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    "E così via, da un'istituzione all'altra, de Maistre ripete la paradossale asserzione che tutto ciò che è irrazionale dura, mentre tutto ciò che è razionale crolla; e crolla perché qualunque cosa sia stata costruita dalla ragione può essere ridotta in polvere dalla ragione, qualunque cosa sia il prodotto delle facoltà autocritiche non potrà reggere l'attacco sferrato contro di essa da queste stesse facoltà. L'unica cosa che possa dominare gli uomini è il mistero impenetrabile.
    Il Settecento ritiene (e già lo pensava il secolo precedente) che esistano determinate questioni sociali e politiche cui è possibile rispondere in un certo modo. C'è chi pensa che a fornire le risposte saranno i metafisici; altri hanno in mente gli scienziati; qualcuno si rifà alla parola della coscienza, all'esplorazione del cuore; qualcun altro esorterà a leggere i libri che determinati esperti hanno dedicato a queste materie. Ebbene, il ragionamento di de Maistre è il seguente: una volta ammessa la formulazione di una domanda del genere, la risposta solleciterà una successiva domanda. Ma la risposta non si reggerà mai in piedi, perché gli uomini l'interrogheranno, e la stessa sorte toccherà alla nuova risposta, e così via chiedendo il perché del perché del perché. C'è un solo modo per ottenere che gli uomini vivano in società: farli smettere di porre domande; e c'è un solo mezzo per farli smettere: il terrore. Soltanto se il cuore delle cose è oscuro e misterioso, impenetrabile, essi obbediranno.
    Una volta che abbiano penetrato il cuore delle cose, e se questo è razionale, se è qualcosa che sono in grado d'intendere, non ne avranno più paura. Non nutriranno più nei suoi confronti un timore reverenziale, non sarà più per loro un oggetto di venerazione, e il risultato sarà il suo crollo. Ciò di cui abbiamo dunque bisogno è qualcosa di oscuro e inintelligibile."

    Isaiah Berlin - De Maistre
    Ecco perché i progressisti da sempre divisi fra Ragione e Normatività non andranno mai alla metà(ed ecco perché la storia non smette mai di tirare brutti colpi allo "spirito dei tempi").

 

 
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