Nasce l?ovulo (non fecondato) con il © | Avanti!
Nasce l’ovulo (non fecondato) con il ©Pubblicato il 18-12-2014
“Un ovulo umano manipolato, ma non fecondato, può essere brevettato a fini industriali o commerciali”. Così si è espressa la Corte di giustizia europea stabilendo che, per essere qualificato come embrione umano, un ovulo umano non fecondato “deve necessariamente avere la capacità intrinseca di svilupparsi in essere umano”. Quindi, per i giudici europei un ovulo attivato per partenogenesi (tipo di riproduzione sessuale caratterizzato dal fatto che la cellula-uovo si sviluppa senza essere stata fecondata, ndr) che abbia iniziato un processo di sviluppo non va considerato come un embrione umano. Immediate le reazioni alla decisione che ribalta quanto stabilito nell’ottobre 2011 dalla stessa Corte secondo cui l’uso delle cellule staminali embrionali – per la ricerca scientifica – non poteva essere brevettato per motivi di dignità umana. Ma la britannica Stem Cell Corporation (società di biotecnologia, ndr) aveva sostenuto che la sentenza non si doveva applicare agli embrioni che non possono svilupparsi in esseri umani.GALLO (ASSOCIAZIONE COSCIONI): DECISIONE POSITIVA – “Si tratta di una materia poco conosciuta che va affrontata senza preclusioni, ma con apertura, ricordando che è proprio grazie alla Ricerca che molte malattie oggi si possono curare. La decisione assunta oggi dalla Corte di Lussemburgo è dunque positiva perché apre a un maggiore raggio di azione per la Ricerca, ma dovranno essere i ricercatori a valutare l’effettivo beneficio di questo tipo di pronuncia”. Così il segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di Ricerca, Filomena Gallo. “Questa decisione sostiene che, pur utilizzando una parte del corpo umano, quel prodotto della ricerca così ottenuto è brevettabile”. É dunque un passo avanti ”positivo, che permetterà eventuali maggiori investimenti in Ricerca, anche se – conclude Gallo – dovranno essere sempre i ricercatori a valutare le possibili applicazioni pratiche derivanti da tale decisione”.IL GENETISTA: RISCHIO COMMERCIO ILLEGALE OVOCITI – Secondo Giuseppe Novelli, rettore dell’università di Roma Tor Vergata, invece, questa decisione “rischia in teoria di incrementare il commercio illegale di ovociti”, precisando comunque che “adesso sulla sentenza della Corte europea avrà modo di pronunciarsi ogni singolo Stato membro, chiamato a recepire il pronunciamento. In questa sede, quindi, ogni nazione Ue potrà definire le proprie condizioni”.L’ESPERTO: ABNORME BREVETTARE – Secondo Francesco D’Agostino, presidente emerito del Comitato nazionale per la bioetica “è abnorme brevettare qualcosa che deriva dalla manipolazione del corpo umano”. D’Agostino precisa che qualcosa per essere brevettabile deve passare attraverso un procedimento tecnologico e deve essere frutto d’ingegno. “Tecnicamente quindi se si manipola geneticamente un ovocita all’interno di una ricerca possiamo parlare sicuramente di frutto di ingegno ed è possibile chiedere il brevetto. Il problema è che brevettare qualcosa che deriva dal corpo umano è assurdo, rischia di creare discriminazione tra le persone e contenziosi”. Una considerazione che prescinde “dalle critiche che si potrebbero fare sulla ricerca scientifica legata alla manipolazione degli ovociti” precisa D’Agostino. In questo caso, “il problema della brevettabilità di ovociti manipolati a fini non procreativi” è quello di consentire il copyright su “parti del corpo umano, che apre scenari terribili”.Silvia Sequi




“Un ovulo umano manipolato, ma non fecondato, può essere brevettato a fini industriali o commerciali”. Così si è espressa la Corte di giustizia europea stabilendo che, per essere qualificato come embrione umano, un ovulo umano non fecondato “deve necessariamente avere la capacità intrinseca di svilupparsi in essere umano”. Quindi, per i giudici europei un ovulo attivato per partenogenesi (tipo di riproduzione sessuale caratterizzato dal fatto che la cellula-uovo si sviluppa senza essere stata fecondata, ndr) che abbia iniziato un processo di sviluppo non va considerato come un embrione umano. Immediate le reazioni alla decisione che ribalta quanto stabilito nell’ottobre 2011 dalla stessa Corte secondo cui l’uso delle cellule staminali embrionali – per la ricerca scientifica – non poteva essere brevettato per motivi di dignità umana. Ma la britannica Stem Cell Corporation (società di biotecnologia, ndr) aveva sostenuto che la sentenza non si doveva applicare agli embrioni che non possono svilupparsi in esseri umani.
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