GRANDE INCHIESTA DI GUARDIA DI FINANZA E PROCURA DI ROMA: SCOPERTO RICICLAGGIO CINESE IN ITALIA DA UN MILIARDO DI EURO

mercoledì 17 dicembre 2014
Piu' di un miliardo di euro trasferito all'estero, quasi tutto nella Repubblica Popolare Cinese, senza che "abbia lasciato alcuna traccia fiscale in Italia". "Un depauperamento della ricchezza nazionale" che ha portato all'arresto di diciotto persone (dieci in carcere e otto ai domiciliari) per associazione per delinquere transnazionale e riciclaggio, conseguenza dei reati di importazione e vendita di prodotti contraffatti, frode in commercio, evasione fiscale.
Le verifiche del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, su input della procura di Roma, sono durate venti mesi e hanno preso il via da un'ispezione antiriciclaggio condotta d'iniziativa presso un'agenzia di 'money transfer' della capitale al termine della quale era emersa un'anomala operativita' caratterizzata da una quantita' ingente di invii di denaro da parte di cittadini extracomunitari verso i loro Paesi di origine attraverso versamenti di 999 euro, un euro sotto la soglia antiriciclaggio per transazioni in contanti.
Al centro dell'indagine, l'attivita' svolta dalla succursale romana della Sigue Global Service, multinazionale che ha sede nel Regno Unito e che e' specializzata nella spedizione di denaro in tutto in mondo. I provvedimenti restrittivi, firmati dal gip Wilma Passamonti, hanno riguardato dieci italiani, dipendenti della filiale romana della Sigue, sette pachistani, gestori delle agenzie di money transfer, e un greco (ancora irreperibile) che della sede di Roma e' il responsabile.
"La Finanza ha registrato circa 785 mila operazioni sotto soglia - ha spiegato in conferenza stampa il procuratore aggiunto Nello Rossi, che ha coordinato l'inchiesta - rispetto ai limiti fissati per l'uso del contante. Si tratta di operazioni totalmente illecite, perche' fittizie, in quanto avvenute senza identificazione del cliente, senza indicazioni della natura dei rapporti, in una parola senza alcuna delle verifiche richieste dalla normativa antiriciclaggio".
I militari delle Fiamme Gialle hanno precisato, invece, che il meccanismo del riciclaggio consisteva nell'attribuire la titolarita' degli invii delle somme di denaro, di volta in volta, a nomi di fantasia oppure riferiti a persone decedute o a ignari clienti gia' registrati nel database gestionale usato dall'istituto di pagamento. I veri mittenti, invece, erano imprenditori e commercianti cinesi.
Redazione Milano.



Ricordo un episodio della mia infanzia.
In visita a mio zio, nella campagna piemontese in una serata di mezza estate.
Un signore con un piccolo telescopio intratteneva la gente di passaggio chiedendo cento lire (o meno, non ricordo bene) per vedere Saturno.
Mio zio con un sorrisetto se ne esce con: "Brao fol! Daje 100 lire e poi varda sa torno!"