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Discussione: Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

  1. #1
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    Predefinito Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

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    Anno 1797: La Serenissima chiude la sua millenaria esistenza come stato.

    L'Istria, piccola penisola protesa nel Mare Adriatico, sino ad allora parte dello Stato Da Mar inizia una nuova vita, da inizio al suo personalissimo Risorgimento rimasto incompiuto, che l'ha portata a divenire da terra sostanzialmente italiana a crocevia di tre differenti nazioni in questi anni convulsi che ci siamo lasciati alle spalle, in un certo senso frontiera dell'Unione Europea che non si decide a nascere.

    Ultima modifica di occidentale; 29-12-14 alle 15:16

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    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


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  2. #2
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    Predefinito Re: Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

    In quel momento ha inizio l'impegno dei letterati istriani per rinnovare la vita culturale e politica della regione, dando impulso ad una nuova fase di sviluppo anche commerciale ed economico, profittando dell'unione della zona litoranea ex veneta con il suo retroterra gia' asburgico sin dal 1350 circa.
    Un risveglio di cui furono protagonisti gli istriani di stirpe "italiana" attivi sino dal secondo settecento e che accelero' fortemente nel convulso ventennio napoleonico, che vide comunque l'Istria passare di mano diverse volte, vanificando di fatto i progressi fatti.
    Ultima modifica di occidentale; 29-12-14 alle 15:29

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  3. #3
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    Predefinito Re: Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

    Dopo Austerlitz la penisola passa infatti in mano francese, per mezzo del Regno Italico prima e poi delle Provincie Illiriche.


    Esperienza breve di uno stato cuscinetto, questa ultima, che avrebbe unito Dalmazia e Slovenia, parte della Croazia,la Carinzia, Trieste e Gorizia.

    Che vide assieme alla rivolta endemica in alcune zone anche una crescita enorme delle vie di collegamento e dei commerci, promossi dai francesi in special modo nella zona litoranea e per mano del maresciallo Marmont, allora governatore.

    Lavori pubblici, nuovi collegamenti tra costa e interno, nuovi codici legislativi piu' moderni e maggiore attenzione alle esigenze locali.
    La modernizzazione forzata ebbe fine con la caduta del Corso, cui fece seguito il ritorno delle truppe austriache e la definitiva annessione della zona austriaca dell'Istria con quella veneta, in un quadro di unificazione amministrativa di tutta la regione con la zona di Trieste.
    Ultima modifica di occidentale; 29-12-14 alle 15:30

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  4. #4
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    Predefinito Re: Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

    Il Governo Viennese fece molto in quei decenni per l'Istria, almeno sino al 1848, appoggiandosi sfacciatamente alla locale nobilta', da sempre lasciata in disparte dal ceto amministrativo della Repubblica di San Marco, che aveva inbuona parte imposto la sua visione anche durante la fase napoleonica.

    Se le risorse spese furono poche, lo si deve alle maggiori necessitá in altre aree strategiche, che l'Istria, messa al sicuro dalla nascita del Regno Lombardo Veneto, non era piu' un punto focale fondamentale della Monarchia.
    Un indirizzo generale si andava comunque consolidando, ovvero il trasferimento di tutte le principali istanze economiche e commerciali della zona da Venezia, avviata ad un cupo e triste declino, verso Trieste, che divenne di fatto la nuova capitale delle Regione Adriatica tutta e dell:Istria in particolare..
    Ultima modifica di occidentale; 29-12-14 alle 15:48

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  5. #5
    in silenzio
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    Predefinito Re: Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

    C'è stato un periodo durante il quale il Mare Adriatico veniva definito dai geografi di Roma il mare di Venezia.

    Al di là delle denominazioni storicizzate c'è un futuro ancora tutto da progettare, a dio piacendo

    felice 2015, occidentale !
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    di necessità virtù

  6. #6
    Lijepa naša domovino
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    Predefinito Re: Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

    C'è un'Unione Italiana che riunisce gli italiani della Slovenia e della Croazia, questo è il sito:

    Comunità Nazionale Italiana, Unione Italiana

  7. #7
    Lijepa naša domovino
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    Predefinito Re: Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

    Istria e Dalmazia sono state romanizzate dai romani, come l?italia, la Spagna e la Francia.
    Ma non è bastato questo per fare di quelle persone degli italiani.
    Dovrebbe essere stata l'azione di Venezia alcuni secoli dopo a rendere italiane quelle genti.
    Maria Vittoria likes this.

  8. #8
    Lijepa naša domovino
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    Predefinito Re: Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

    Oggi è il giorno della memoria per i martiri delle foibe, un pensiero per tutti gli italiani massacrati in quelle tragiche circostanze.

  9. #9
    in silenzio
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    Predefinito Re: Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

    Citazione Originariamente Scritto da lanzichenecco Visualizza Messaggio
    Oggi è il giorno della memoria per i martiri delle foibe, un pensiero per tutti gli italiani massacrati in quelle tragiche circostanze.

    Gisella Hertisch, mia madre adottiva, nacque a Parigi il 25 dicembre 1925 da madre veneziana di Pola (Antonietta Bonassin) e da padre austriaco (Marcello Hertisch, proveniente dalla Carinzia).

    Antonietta aveva trascorso il periodo bellico 1915-1918 internata, lavorando in una fabbrica di cioccolata perché i Bonassin erano imparentati con famiglie austriache e così sia per l'Austria che per l'Italia erano potenziali spie (problema di ogni generazione mista alle prese col dilemma delle lealtà multiple).

    Marcello era un austriaco nato a Pola: suo padre lavorava nel cantiere navale mentre sua madre Gisela era proprietaria di un banco di frutta e verdura al mercato.

    Marcello e Antonietta, sposati e divenuti genitori nel 1920, lasciarono nel 1922 a Pola il primogenito maschio con la nonna Gisela e chiesero lo stato di rifugiati politici a Parigi, dove nacquero loro altre due figlie. La più grande morirà a Parigi a sette anni per un'influenza; la mia Gisella, ultimogenita, tornerà a Pola nel 1930 con la madre Antonietta, a causa della morte di Marcello per un cancro ai polmoni dovuto al suo lavoro in tipografia.

    Degli anni parigini Gisella ha sempre conservato lo stile e l'amore incondizionato per la libertà, l'eguaglianza e la fratellanza universale; di Pola l'aroma della macchia mediterranea e del mare, l'ordine classico, il rigore geometrico, i colori sentimentali e il rispetto profondo per la forza del vento.

    Testimone delle atrocità compiute da persone molto ignoranti della norma che ritma il destino umano, visse da profuga dal 1947 testimoniando quotidianamente un'infinita fiducia nella capacità individuale di vivere in modo virtuoso.

    Univira proba, ave atque vale, Gisella
    di necessità virtù

  10. #10
    FINIS ITALIAE QUANDO?
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    Predefinito Re: Istria : Piccole Note su una terra italiana ormai perduta

    Conosco bene l'Istria, non si parla Italiano, si parla Istro-Veneto che è cosa diversa
    La cultura e l'etnia di questa terra è Veneta, in quanto il periodo di dominazione fascista non è riuscito a sradicare la base culturale instillata dalla Serenissima, e non dal Regno d'Italia di matrice dittatoriale.

 

 
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