Pochi esempi bastano a mostrare la diversa evoluzione della legislazione sui diritti civili e l’abisso che ci divide dai paesi europei comparabili con il nostro.

All’alba del XX secolo un tribunale inglese condannò a due anni di reclusione Oscar Wilde per la sua omosessualità. Oggi i gay inglesi si sposano in chiesa.

Nel 1974 Simone Veil, per far passare in Francia la legge sull’aborto, dovette accettare che si trattasse solo di “derogare al principio di protezione dell’essere umano dall’inizio della sua vita”. In questi giorni il Parlamento francese lo ha definito “un diritto fondamentale per le donne”.

Nel paese della Grande Inquisizione, la Spagna, il premier Rajoy ha dovuto ritirare la sua proposta di legge volta a limitare fortemente il diritto di aborto, mentre nelle due regioni della Andalusia e della Navarra l’eutanasia é ormai legale.

In Germania il modulo di testamento biologico cui fanno ricorso milioni di cittadini è stato redatto insieme dalle due chiese cattolica e protestante.

In Italia non riusciamo ad avere una legge sul testamento biologico (nel caso della eutanasia, neanche a discuterne in Parlamento); le coppie devono ancora attendere tre anni dalla separazione per ottenere il divorzio (pochi giorni in Francia); e siamo costretti a difendere la concreta possibilità di abortire dalle torme di soi disant obiettori di coscienza.

In questo quadro si possono meglio apprezzare i risultati concreti che l’Associazione Luca Coscioni , anche quest’anno, ha raggiunto nella sua tenace battaglia per i diritti civili, malgrado l’inerzia – e spesso l’opposizione – delle forze politiche e l’insufficiente attenzione della stampa.

Eutanasia - Sulla eutanasia vi sono stati due momenti cruciali. Il 18 marzo il Presidente della Repubblica ha inviato alla Associazione una lettera di pieno sostegno alla richiesta al Parlamento di calendarizzare il dibattito sulla nostra proposta di legge di iniziativa popolare. La lettera è giunta in occasione di una conferenza stampa il cui interesse è stato accresciuto dalla partecipazione dei congiunti di Monicelli, Magri e Lizzani. A seguito della lettera di Napolitano, molti ed autorevoli parlamentari di diverse tendenze politiche hanno promesso di impegnarsi in favore di un rapido esame della legge. Il secondo “evento” è stato la presentazione, il 10 dicembre, di un video in cui 70 persone, fra cui malati, medici, infermieri ed esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo dichiarano di essere sostenitori della eutanasia. Il video ha “sfondato” perfino il muro dei tg nazionali (TG1 in prima serata!) ed è stato visualizzato da oltre un milione di persone solo nei primi cinque giorni dalla sua diffusione.
Con queste iniziative – e con il quotidiano lavoro di pressing sui parlamentari e sulla stampa – l’Associazione è riuscita ad evitare che il tema eutanasia finisse ancora una volta nel dimenticatoio.

Procreazione assistita - Nuove e importanti vittorie anche nella lunga battaglia per “smontare” le legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, una legge fatta di soli divieti che costringeva le coppie italiane ad un defatigante e costoso “turismo procreativo”.
Il 9 aprile 2014, la Corte Costituzionale, con sentenza 162/14, ha cancellato il divieto di applicazione di tecniche di fecondazione eterologa.
Grazie, in particolare, alle coppie che ci hanno dato fiducia ci siamo mobilitati in ogni sede per superare divieti violenti e insensati. Quella di aprile è stata una vittoria importante per l'affermazione delle libertà civili in Italia. Attualmente pende procedimento in Corte Costituzione sul divieto di utilizzo degli embrioni non idonei per una gravidanza e divieto di revoca del consenso informato; su quest'ultimo divieto la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sta per emettere decisione.
Il prossimo 14 aprile 2015 saremo dinanzi alla Corte Costituzionale per assistere due coppie a cui è stato vietato di accedere alla fecondazione medicalmente assistita perché fertili portatrici di malattie genetiche.
Dopo quasi undici anni della legge 40 resta ben poco. Per il prossimo anno è auspicabile assistere non solo ad un intervento dei giudici ma anche ad una iniziativa parlamentare per cancellare quel poco che ancora ne resta.

Disabilità - Anche sui temi della disabilità (non a caso uno dei copresidenti e i due vice segretari della Associazione sono disabili) importanti risultati positivi e nuovi programmi di azione.
Le varie iniziative dell’Associazione sulla problematica della totale mancanza dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, i PEBA, hanno ottenuto nel 2014, dopo 26 anni di oblio, che la questione trovasse adeguata attenzione da parte dei Sindaci, con le delibere di Giunta dei Comuni di Roma e di Milano di adozione dei PEBA e la lettera del presidente dell’ANCI, Piero Fassino, inviata a tutti i Sindaci dei comuni italiani per invitarli ad adottare i loro PEBA.
Grazie alle nostre iniziative giudiziarie il Comune di Roma e Atac S.p.A. sono state condannate in solido per aver discriminato gli utenti disabili che non potevano accedere a due importanti stazioni della metropolitana. Lo scorso mese di luglio, Roma Capitale è stata condannata per non aver consentito ad uno studente disabile di iscriversi presso l'istituto scolastico Giovanni XXIII a causa della presenza delle barriere architettoniche. A seguito di queste due vittorie in sede giudiziaria, oggi le stazioni delle metropolitana risultano accessibili e gli studenti disabili possono iscriversi presso la scuola Giovanni XXIII.
Obiettivi strategici della Associazione in tema di PEBA: realizzare un portale online per mettere a disposizione tutte le informazioni ai cittadini relativamente a legislazioni nazionali e sovranazionali; tecnologie che consentano ai cittadini di fotografare e pubblicare immediatamente le barriere; confronto diretto con le associazioni per rendere possibili in tutti i comuni azioni specifiche volte a superare le discriminazioni più intollerabili.

Aborto - E’ continuata la battaglia contro le troppe obiezioni di coscienza dei ginecologi, anche con una denuncia per il caso del Policlinico Umberto I (il più grande ospedale d’Europa) dove per un periodo non è possibile abortire perché l’unico ginecologo non obiettore è andato in pensione.

Libertà di ricerca scientifica - Non ci si chiede più SE la democrazia è in crisi, ma COME sia possibile rivitalizzarla. Si è tenuta in aprile la terza sessione del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica, un impegno importante e gravoso per l’Associazione. Ne è emersa una pista di indagine: e se fosse il metodo scientifico - basato sui fatti da accertare, sulla sperimentazione, sulla prova e sull'errore, sulle conoscenza senza pregiudizi e autorità indiscutibili - a difendere la democrazia da demagoghi e manipolatori, da burocrati e ideologi? Il nostro compito, ora, è quello di percorrere quella pista sui tanti campi dove la democrazia rischia di negare se stessa, di lasciare che i diritti e le libertà fondamentali siano calpestate, e di fallire.
Ci auguriamo di poter organizzare nuovi appuntamenti di lavoro, ad esempio, per coinvolgere le popolazioni dall'altra parte del mediterraneo in politiche basate sulla libertà e responsabilità delle scelte affettive, sessuali e procreative, oltre che della ricerca scientifica in campo biologico e non solo. L'obiettivo ideale di proseguire ciò che fu nel dopoguerra il Congresso per la libertà della cultura rimane vivo, contro ogni totalitarismo e fondamentalismo.

Sanità, una vittoria della ultim’ora. Il 29 dicembre il ministro Lorenzin ha annunciato che entro il 15 gennaio – dopo una attesa di 14 anni e grazie anche alla intensa azione della Associazione Coscioni - saranno resi noti i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza – LEA, che prevedranno fra l’altro i trattamenti per l'eterologa, le indagini per la celiachia e le cure per l'endometriosi. - See more at: Risultati raggiunti e progetti per il 2015 | Associazione Luca Coscioni
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