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  • 1 Post By ventunsettembre

Discussione: Buon Anno a tutti i fratelli.

  1. #1
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    Predefinito Buon Anno a tutti i fratelli.

    Basta allontanarsi un attimo e inizia un anno nuovo.
    Appena me l'hanno detto ho pensato di fare i miei più sinceri auguri a tutti voi.
    Scusate il ... ritardato.
    Juv likes this.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Buon Anno a tutti i fratelli.

    Per restare in tema, e sempre con uno scusate il ritardo, qualcosa per sorridere. Amaro.


    L'omelia di fine anno per statalesi e affiliati - Rischio Calcolato

    Stasera finisce un altro anno con l’omelia del pontefice che celebra l’ennesimo rito pagano dedicato al dio moderno lo stato, alla sua religione lo statalismo, e alle greggi ossequianti dei suoi fedeli gli statalesi.

    Prima religione al mondo per numero di fedeli, islam e cristianesimo seguono infatti a distanze ragguardevoli, lo statalismo proclama stasera al gregge in trepida attesa, il verbo rivelato del suo dio. Un dio in tutto e per tutto simile agli idoli dei popoli primitivi che adoravano il sole, la luna, i sassi, i monti, il fuoco, l’acqua che sono quantomeno cose reali, mentre lo stato è solo una evidente finzione: tragica per le masse dei suoi fedeli, fatata e generosa di benefici per il suo clero, il quale composto da curati di periferia, officianti nei templi comunali dispersi per monti, colline e riviere della penisola, presidia guardingo ogni angolo di territorio tra province e regioni, fino ai templi romani, nel sancta sanctorun del culto moderno: la città dove, e non per caso, i due gemelli suoi mitici fondatori, stavano attaccati alla tetta di una lupa. Roma : rinomata e incontrastata meta di incessanti pellegrinaggi per cortei di statalesi all’ombra di bandiere rosse, vessilli arcobaleno, e drappi tricolore. Orde di fedeli che sebbene traditi, truffati, vilipesi, depredati, derubati, illusi, e raggirati in ogni modo dal loro dio lo stato, e dal clero scelto nella gabina (vedi nota 1) elettorale, per vie e per piazze della città della lupa e dei lupacchiotti, urlano e reclamano costantemente tutto l’anno, proprio l’intervento di quello stesso dio carnefice che adorano e degli stessi malfattori che una volta eletti, provvedono come da promesse elettorali, a ridurli in mutande, senza lavoro e senza pensione. Oh insuperabili intronati nazionali, capaci di oscurare persino l’eroismo suicida dei kamikaze giapponesi che al grido di “BANZAI, BANZAI”, si lanciavano sopra alle navi americane, con i loro ZERO imbottiti di esplosivo.
    E cosi anche stasera nell’anno di grazia 2014, da quello che fu il tubo catodico di un tempo, attuale schermo al plasma, milioni di statalesi riceveranno l’agognata benedizione solenne del loro pontefice. Per l’indimenticabile anno che finisce e quello che sta per cominciare sotto i migliori auspici, a reti unificate ascolteranno in devoto silenzio davanti alla loro ciotola di riso offerta dalla Caritas, l’onnipotenza del loro eterno dio lo stato, per bocca dell’oracolo attualmente in carica.
    E secondo il codice liturgico di santa romana kostituzione, verranno snocciolate frasi, pronunciate parole, compiuti gesti che hanno lo stesso sapore di novità che può avere il reperto di un dinosauro del mesozoico resuscitato giusto per l’occasione 40 milioni di anni dopo.
    Temendo come la peste le novità, gli statalesi vengono accontentati con la solita inveterata scenografia, uguale a se stessa dai tempi di Noè : una scrivana modello rococò del ‘700 stile tardo impero, a sinistra una lampada da tavolo con base laccata oro e paralume in pizzi e merletti anticati, al centro un calamaio, i fogli della predica, una Montablanc in oro massiccio con pennino finto. Inchiostro, inutile dirlo : indelebile. Come si addice ai testi repubbli-kani delle sacre scritture stataliste.
    Sulla destra della scrivania, il quadro di comando per ogni evenienza bellico-nucleare, con una cornetta collegata a un cavo a spirale di Marconiana memoria, come custodia del temibile apparato un armadietto in noce massello incastonato da un numero imprecisato di pulsanti in onice e spie finto-luminose lampeggianti, come un albero di natale. Il WI-FI ? In questa scenografia è solo l’ultima delle sigle sotto le quali tenta di nascondersi il terrorismo di matrice tecno-anarco-insurrezionalista. E basta.
    La scenografia ha come sfondo pareti rivestite di carte da parati, abbellite si fa per dire, da ritratti di animali preistorici, in giacca e cravatta, mai definitivamente estinti in questo martoriato lembo di mondo dell’emisfero boreale. E dietro la scrivania i due immancabili teli colorati di rosso, bianco e verde, e di blu con le stelline dorate, appesi ad aste anch’esse dorate e luccicanti. Assurdi simulacri tessili per causa dei quali sono andati al massacro milioni di giovani soldati in ogni epoca.
    Sempre per evitare il terrore delle novità di cui soffrono gli incurabili statalesi, il clero e il suo pontefice si guardano bene dal descrivere la realtà e il presente, o di farne cenno. Impossibilitati come sono, dal viverne infatti tutti ben separati e distinti. Si guardano altresì dal parlare del passato recente o remoto che sia, consapevoli come sono che, per quanto temano le novità, gli statalesi potrebbero risvegliarsi dall’incantesimo demokratiko nel quale sono stati progressivamente fatti precipitare. In questa malaugurata ipotesi che il clero statalista e il pontefice si adoperano di scongiurare, non assisteremmo ai botti di capodanno, ma alle più famose botte da orbi. Pensando di aver scampato così ogni pericolo, essi dimenticano nella loro sconfinata stoltezza, che la Storia al momento opportuno, disdegna le botte da orbi, preferendo addobbi natalizi per lampioni di piazzali. Palle e candeline rimanendo storicamente escluse, appunto.
    Evitando accortamente quindi di parlare del presente e del passato, l’omelia di fine anno si può concentrare solo sul futuro. E non di certo quello prossimo. Tanto per dare ragione a J.M. Keynes, che soleva dire : tanto nel medio-lungo periodo saremo tutti morti.
    Gli ingredienti della benedizione mediatica restano quindi irrimediabilmente i soliti tre :
    l’immancabile frasario statalista, un lacrimevole tono finto accorato, e un futuro aureo imprecisato.
    Il frasario statalista si presta ottimamente a immaginare un futuro aureo, quel tempo imprecisato appunto nel quale il dio stato avrà sconfitto tutti i suoi storici nemici. In ordine sparso eccoli elencati : populismo e populisti, evasori fiscali, finanza selvaggia, liberismo sfrenato, terroristi di ogni ordine e grado compresi i pastori della Barbagia e dell’Aspromonte, nazionalsocialisti e fascisti, automobilisti indisciplinati, tifosi delle curve sud-nord e centro, qualunquisti e qualunquismo, antieuropeisti, separatisti, capitalisti, commercianti, partite iva, pescatori di frodo, compresi No TAV e NO GLOBAL. Per ragioni di spazio tralascio di elencare il resto delle categorie. Vi rendereste conto da soli che al termine dell’elenco, non rimarrebbe nessuno all’infuori del pontefice e del suo clero, combriccola notoriamente composta solo di missionari e benefattori, eroicamente dediti a immolare la propria vita per il bene komune, manifestazione terrena dell’invisibile loro dio.
    E in quell’aureo futuro, finalmente sbaragliati tutti i nemici, il dio stato potrà provvedere beatamente a tutti i sui fedeli, con ricchi premi e cotillons, tutto l’anno. Vacanze gratuite per tutti, scuola per tutti, cibo e leccornie di ogni tipo per tutti, lavoro, medicine, pensioni, altalene e parchi giochi, diritti e sollazzi a dosi industriali per chiunque ne farà richiesta. Insomma il paradiso sulla terra. Le banconote si troveranno direttamente appese agli alberi per le strade, una volta che lo stato avrà realizzato la sua compiuta e definitiva avanzata nel mondo e nella società, divenendo l’unica religione monoteista dell’era moderna. Amen.
    Passando al dizionario statalista, secondo ingrediente dell’omelia che gli statalesi attendono tutto l’anno, non possiamo non segnalare l’abbondanza di termini :
    bene comune, riforme, solidarietà, partiti e partecipazione, costituzione e istituzioni, lavoro e lavoratori, spesa pubblica e stabilità, progresso e crescita, europa ed euro, elezioni e governabilità, repubblica e tricolore, forze armate e forze di pace armate pure loro, lotta alla disoccupazione, all’inflazione, alla criminalità, alla corruzione, alla falsificazione, alla mistificazione, alla dissoluzione, all’emancipazione e all’emigrazione, ecc…
    Non mancano neppure espressioni preconfezionate, da usare a seconda delle circostanze, tipo :
    dobbiamo superare le spinte nazionaliste e regionaliste;
    la tutela della libertà passa dal rispetto della legge;
    la nostra costituzione è la base della convivenza civile;
    alla democrazia non c’è alternativa;
    adesso all’itaGlia non servono elezioni ma governabilità
    adesso l’emergenza del governo è….(una cosa a caso)
    dobbiamo riformare lo stato e modernizzarlo;
    innovazione ricerca e formazione per scongiurare la fuga dei cervelli;
    il governo ha per priorità il lavoro e la crescita;
    il governo ha ingaggiato una guerra ai poteri occulti delle finanza;
    gli italiani sapranno esprimere consapevolmente il loro voto per cambiare l’itaGlia;
    stop alla corruzione;
    pronti a convocare le parti sociali;
    andremo dritti per la nostra strada;
    basta al rigore e all’europa dei trattati;
    avanti con la crescita;
    subito pronto il decreto per ….;
    la difesa dei diritti di tutti;
    nessuna discriminazione;
    accoglienza per i bisognosi e i diseredati
    rilancio di infrastrutture e investimenti pubblici
    faremo da volano per la ripresa
    ci sono timidi segnali di ripresa
    una luce in fondo al tunnel…
    Termini ed espressioni preconfezionate si prestano ottimamente ad essere interpretate col terzo e ultimo ingrediente liturgico di fine d’anno : il lacrimevole tono finto accorato. Esso è l’insieme di sguardo lungimirante e fiero, e tono compassato. Altalenanza di volume della voce e tono affatto rassegnato. Si prestano bene alla bisogna : braccia conserte sulla scrivania rococò, mani ora giunte a implorare coesione e partecipazione dei fedeli, ora innalzate verso il soffitto per implorare il dio stato perchè intervenga sempre a protezione e sussidio dei suoi fedeli con la sua provvidenza infinita. Non può mancare un tocco di commozione, utile in qualsiasi ricorrenza pagana o religiosa, e l’immancabile amen finale : viva l’itaGlia e viva la repubblica. Trattenere il vomito, mi è sempre risultato impossibile.
    A dispetto della insuperabile pasticceria siciliana e dei suoi cannoli ripieni di ricotta e zucchero, potremmo assimilare la benedizione solenne di fine d’anno del pontefice statalista a un cannolo rammollito, ripieno di ricotta andata a male. Ottimo dolce per statalesi e affiliati.
    Gli scrivani statalesi all’indomani dell’omelia, sui loro giornalones e media al plasma, rigorosamente sussidiati e tenuti in vita dal loro dio stato, dovranno ringraziare. E sbrodoleranno a tale scopo paginate intere, per analizzare una cosa che è uguale a se stessa dai tempi del diluvio universale. Ce ne fosse anche uno solo di giornale e giornalista ancora vivi, titolerebbe cosi a caratteri cubitali : ADESSO BASTA. E dedicherebbe al massimo un rigo o meglio un solo acronimo, all’evento mediatico della sera prima a reti unificate dalla stanza dei bottoni : FDP (vedi nota 2)
    Di solito a 90 anni si dovrebbero contare i giorni che rimangono, implorando Dio quello vero, di avere misericordia della fragilità umana, del male compiuto e del bene evitato. Ma niente da fare, lo statalismo è chiaro su questo punto : Non avrai altro dio all’infuori di me. Altrochè !!!
    Che sventura dover fare ancora le prediche e soprattutto parlare del futuro a tanti statalesi, che hanno 40, 50 o 80 anni di meno e vorrebbero solo poter scegliere liberamente la religione che meglio aggrada loro, compresa quella di rimanere o diventare atei. Ma niente da fare : lo statalismo non prevede questa opzione.
    E che sciagura immane è per tanti come me, dover convivere con questo deprecabile monoteismo pagano e i suoi fanatici, l’insopportabile fetore che esso emana, e il suo continuo e indisturbato agire criminale.
    ================================================
    NOTA 1 : dal Dizionario TROTA – BOSSI : Gabina – loculo in compensato o truciolare simile a latrina da campo, dove dietro a una tenda consunta e maleodorante al riparo da occhi indiscreti, lo statalese può con frequenza prestabilita da terzi, esprimere il massimo delle sue capacità intellettive : mettere una X sopra un simbolo variopinto per decidere da chi potrà essere derubato, preso in giro, vilipeso per i prossimi quattro, cinque anni.
    NOTA 2 : FDP Fuori Dalle Palle
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #3
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    Predefinito Re: Buon Anno a tutti i fratelli.

    Buon Anno.
    Da uno che ha perso la speranza.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #4
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    Predefinito Re: Buon Anno a tutti i fratelli.

    Effiniscila!
    L'unica cosa che hai perso è la pecunia che hai speso divertendoti.
    Buona anno, Eri!
    E torna a lavorare, plandron!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #5
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    Predefinito Re: Buon Anno a tutti i fratelli.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Effiniscila!
    L'unica cosa che hai perso è la pecunia che hai speso divertendoti.
    Buona anno, Eri!
    E torna a lavorare, plandron!
    Stai bravo, vecchia canaglia!
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #6
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    Predefinito Re: Buon Anno a tutti i fratelli.

    Non posso.
    E' la natura mia che lo chiede.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #7
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    Predefinito Re: Buon Anno a tutti i fratelli.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Non posso.
    E' la natura mia che lo chiede.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 

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