Sull'origine del diavolo nelle credenze cristiane compie una disamina non cristiana lo storico francese Georges Minois nel suo saggio Le diable. Minois sottolinea che l'immagine del diavolo è indissolubilmente legata al concetto di "agonismo cosmico" e "divino".

L'idea cristiana di diavolo è erede, secondo Minois, di numerosi attributi di altre religioni del vicino Oriente. Miti agonici erano presenti in area egizia (il dio Seth contro il dio Horus), babilonese (Gilgameš contro il mostro Huwawa, il dio Marduk contro il mostro Tiāmat nell'Enûma Eliš) e nella religione cananea (il dio Baal contro il dio infero Mot). Sono presenti pure elementi greco-romani: la lotta di Zeus e di suo figlio Dioniso, forze vitali, contro i Titani di Crono, divoratore dei propri figli; Eracle contro l'Idra, e Teseo contro il Minotauro.

Il predecessore del diavolo ebraico-cristiano è, per Minois, Angra Mainyu (pahlavico Ahrimane) che, con il suo esercito malefico di demonii (daeva), era il principio del male nel Mazdeismo (Zoroastrismo) iranico e quindi persiano. Nell'Antico Testamento c'era un Satana accusatore ed oppositore, non una maligna potestà. La concezione cambiò sotto l'influsso di testi della letteratura apocalittica non canonica dell'Ebraismo che trattava anche di una rivolta degli angeli contro Dio (Libro dei Custodi, Libro dei Giganti, Visione di Enoch, Libro di Enoch, Libro dei Giubilei, Libro di Adamo). Anche la comunità ascetico-monastica degli Esseni di Qumram, i “figli della luce”, si considerava artefice della vittoria imminente su Satana. Le due forze cosmiche rivali, il Bene ed il Male, si preparano allo scontro escatologico finale che porterà alla vittoria del bene. Sia nelle sette apocalittiche dell'Ebraismo sia nella comunità di Qumram è evidente l'influsso del dualismo metafisico iranico del Mazdeismo: Ahura Mazdā, dio del Bene e della Verità, contro Angra Mainyu, principio del Male e della Menzogna.

« È all'interno di questa confusa letteratura che il diavolo, qualunque sia il suo nome - Satana, Belial, Mastema, Semihazaz, ecc.- acquista le caratteristiche che gli sono proprie nel Nuovo Testamento: angelo caduto, per lussuria o superbia, che si è fatto nemico di Dio e dell'uomo, che egli cerca di mettere contro il suo Creatore, e che sparge il male ovunque »
(Georges Minois. Op. cit., p. 24)

Il diavolo dunque, quasi assente nell'Antico Testamento, si affermò nel Cristianesimo. Egli ha antenati dalla Mesopotamia, dalla Persia e dalla Grecia. Nell'Ebraismo l'idea di un avversario del diavolo si fece strada dopo l'esilio a Babilonia e i contatti con i Persiani. Un testo degli Esseni recita: "Dall'angelo della tenebra deriva ogni aberrazione [...], gli spiriti come lui sono intenti a far cadere i figli della luce". Gli Esseni formularono per primi un concetto di Inferno. Scrive di loro lo storico Giuseppe Flavio : " Alle anime cattive assegnano una grotta buia e tempestosa, piena di supplizi infiniti". Il già citato Libro di Enoch in ambiente ebraico parla per la prima volta di angeli ribelli a Dio. Sant'Agostino rifiutò questo libro che invece fu pienamente accolto da Tertulliano, Origene e dal filosofo Giustino. Quest'ultimo, riecheggiando il Libro di Enoch, ma anche Genesi 6,4, scrisse: "Gli angeli trasgredirono agli ordini di Dio, si accoppiarono con donne generarono figli, cioè i cosiddetti demoni". La teologia cristiana mantenne l'idea che Satana fosse un ex angelo, rifacendosi ad un passo del profeta Isaia (14. 12): "Tu, portatore di luce, figlio dell'aurora, perché sei caduto dal cielo?". Il "portatore di luce" diventò Lucifero. L'idea che il demonio abitasse sottoterra non era così diffusa presso i primi cristiani. San Paolo scrive (Efesini, 2: 2): "principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli" e, più oltre, aggiunge (Efesini, 6: 12): " spiriti del Male che abitano nelle regioni celesti". Soprattutto influssi della cultura dei Greci e dei Romani trasferirono Satana agli Inferi: l'Ade dei Greci, ad esempio, di cui c'è un cenno nel Fedone di Platone e poi nell'Odissea (XI libro) quando Ulisse scende nell'Ade per incontrare l'indovino Tiresia. Nel Tardo Medioevo Satana diventò una figura orripilante, mostruosa e paurosa, dai tratti orrendamente bestiali come negli affreschi di Giotto (Cappella degli Scrovegni) e del Beato Angelico o nella descrizione dantesca della Divina Commedia (Inferno XXXIV, vv.37- 60). Tratti animaleschi del diavolo medioevale richiamano altre divinità pagane: il celtico Cernumnos, con palchi ramificati da cervo; l'etrusco Tuchulcha, con becco ricurvo, ali da avvoltoio e serpenti al posto di capelli; ed in particolare il dio greco Pan, selvaggio, terrificante (anche per le sue urla) e dedito ai piaceri sessuali della carne (con un grande fallo, era rappresentato dedito alla masturbazione, alla bisessualità e alla violenza sessuale). Nel 1215, durante il Concilio Lateranense IV, la Chiesa emanò il documento Firmiter che elencava princìpi dottrinali. Uno di essi recitava: "Il diavolo e gli altri demoni sono stati creati buoni da Dio, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi. L'uomo ha poi peccato per suggestione del demonio"

Nella religione Wicca, pubblicizzata per la prima volta nel 1954, il Dio Cornuto è riverito come il compagno e/o il figlio della Dea (descritta solitamente come Grande Madre o Dea triplice). Secondo Gerald Gardner la Wicca è un sopravvissuto moderno di un'antica religione pagana pan-europea che venne resa clandestina durante il periodo dei processi alle streghe. Come tale la Dea e il Dio Cornuto (la "Signora" e il "Signore") della Wicca sono supposti essere antiche divinità tribali di questa fede.[13] Tuttavia è accertato che la religione si sia originata nella prima metà del XX secolo e lo stesso Gardner afferma di avere ricostruito i riti da frammenti, incorporando elementi dal folklore inglese come Murray (si veda sopra) e influenze contemporanee come il Hermetic Order of the Golden Dawn ("Ordine Ermetico dell'Alba Dorata"), dando così origine a questo mito di fondazione della Wicca.

Alcune caratteristiche di demoni del mondo pagano (colore scuro del corpo, ali ecc.) passano nell’iconografia cristiana del d., rappresentato, con aspetto antropomorfo o zoomorfo, sia in scene narrative di origine biblica (a partire dal serpente con il volto femminile del Peccato originale) e dalle vite dei santi (Tentazioni di s. Antonio), sia in immagini di più complesso spessore teologico (figurazioni paleocristiane del Cristo in maestà che calpesta il serpente, il leone o il drago; la Vergine che calpesta il serpente).

Il Diavolo è la rappresentazione antropomorfa creata ad arte come forma di ripudio del mondo ellenico/mediterraneo - pagano e orientale, dove si veneravano divinità telluriche e matriste.
Con l'avvento del patriarcato e della religione monoteistica, tali culti vennero aboliti e perseguitati duramente: lo scopo era proprio quello di mettere in cattiva luce coloro che erano legati ancora alle vecchie religioni pagane, specialmente, quelle situate tra il mediterraneo e l'oriente (medio oriente), propagandando l'idea che chi avesse continuato a seguire tali religioni sarebbe stato un infedele, un nemico di Dio (dell'unico Dio), un peccatore, un demone.
Tutto quello che rappresentava il paganesimo ellenico: le divinità matriste e telluriche, il mediterraneo e parte del medio oriente, finirono per essere associate proprio al demonio, e quindi, furono banditi per sempre i sacrifici alle divinità, i riti orgiastici, distrutti e bruciati templi e uccise molte persone.
Il politeismo permetteva ad ogni singola persona di venerare la propria divinità, a seconda del proprio ceto sociale, del proprio orientamento sessuale, della propria identità e del proprio credo, la libertà dei culti divinatori in quelle società rispecchiava in gran parte quella individuale e quella dei diritti.
Nella religione greca, il rapporto pederastico tra un adulto ed un adolescente venia associato alla Dea Afrodite-celeste Urania.
A differenza del monoteismo, il paganesimo politeista non condannava i vizi (vizi capitali), ma li esaltava: basti pensare al culto di bacco nella mitologia romana, Dio del vino della vendemmia e dei vizi.
Il patriarcato, assieme al monoteismo, contribuirono particolarmente alla rivoluzione radicale dei vecchi sistemi, facendo crollare gli ordinamenti matriarcali/matrilineali ed iniziando a condannare i culti tradizionali-religiosi all'interno di quelle società.
L'aspetto esteriore del Diavolo è formato da un insieme di parti che derivano dal mondo pagano pre critiano:
Le corna provengono da diverse divinità cornute, gli zoccoli e le gambe dal dio Pan, la forca dal Dio Nettuno, la coda dalla divinità del Toro (??).
L'Aurochs/Uri Bos taurus primigenius, antenato dell'animale domestico storico, viene raffigurato in moltissime pitture rupestri europee del Paleolitico, come ad esempio in quelle che si trovano a Lascaux e Livernon in territorio francese e successivamente anche in varie sculture; si pensava probabilmente che la loro forza vitale potesse in qualche modo avere qualità magiche benefiche per gli umani. Era associato al culto parallelo riguardante la Grande Madre.
I temibili Uri sopravvissuti in Anatolia e nel Vicino oriente fino all'Età del ferro venivano adorati in tutta la regione come animali sacri; sopravvivenze d'un tale culto sono attestate a Catal Huyuk lungo tutto il Neolitico.
Il toro viene visto come costellazione celeste fin dal Calcolitico, venendo a segnar il Capodanno all'inizio della Primavera a partire almeno dal 4 millennio a.C.