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  1. #1
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    Exclamation Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia52 anni e da 30 in galera: «In carcere soffro tr

    Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia Dopo di lui altri 15 lo seguono

    Frank Van Den Bleeken, 52 anni e da 30 in galera: «In carcere soffro troppo». L’esecuzione domenica prossima, ma le famiglie delle vittime protestano

    di Luigi Offeddu, corrispondente da Bruxelles

    Ogni notte, i detenuti dalle celle vicine gli gridano o sussurrano nel buio: «Frank, ammazzati! Ammazzati!». Certi, ha rivelato qualche guardiano, prendono un doppio caffè pur di dare il turno agli altri e non lasciare che per quell’uomo trascorra un solo minuto di pace. Così accade da sempre in molte prigioni del mondo, a chi ha compiuto certi atti. Ma lui, Frank Van Den Bleeken, 52 anni e da 30 in galera, detenuto belga condannato per omicidio e stupri seriali, assassino e torturatore di una diciannovenne la cui madre morì più tardi di crepacuore, lui non si è mai ammazzato e la morte l’ha chiesta allo Stato: anzi, la «dolce morte», l’eutanasia, per sfuggire alle «insopportabili sofferenze psicologiche» che afferma di provare.

    Le famiglie delle vittime: «Chiede ciò che non ha concesso ad altri»

    Un anno fa, Frank si è accordato con i giudici. E così, venerdì prossimo, sarà trasferito in un ospedale segreto dove potrà stare in pace con i suoi familiari per due giorni. Poi, domenica 11 gennaio, arriverà anche un sacerdote. E infine un medico statale, con un’iniezione pagata dallo Stato, cancellerà la condanna all’ergastolo che quello stesso Stato ha comminato un giorno a quest’uomo. «È una grazia, un premio, una liberazione che risparmierà la pena intera a chi l’ha meritata - dicono indignati alle tv i familiari delle vittime -. Lui chiede una morte con dignità, quella che non ha concesso ad altri. Ma non esiste anche la libertà di suicidarsi? E poi, lui stesso dice che ha sempre quelle fantasie atroci, che se tornasse libero rifarebbe tutto...». Le sorelle di Christiane Remacle, la diciannovenne seviziata e strangolata con le sue calze nel 1989, nei boschi vicini ad Anversa, si sono opposte fino all’ultimo alla «grazia»: «Lui deve marcire in galera e basta. Per sempre». Non è così, rispondono altri - giuristi, politici e sacerdoti - questo sarà un atto di giustizia e di pietà civile, gli psichiatri hanno certificato i disturbi di Frank e in fondo l’ergastolo non è che una morte legalizzata, una scelta che non ricompensa le vittime e non migliora o recupera i colpevoli.


    Altri 15 detenuti ora hanno già chiesto la «dolce morte»

    Ma il vero problema, da domenica in poi, andrà ben oltre la sorte individuale di Frank e già fa tremare i polsi a molti. Sarà un enigma giuridico, etico, sociale, politico, religioso, con 5 risvolti diversi e ugualmente angoscianti. Primo: altri 15 detenuti in varie prigioni hanno già chiesto la «dolce morte» come Frank, adducendo malattie fisiche o gravi depressioni e nessuno sa che risposta darà loro lo Stato. Secondo: in Belgio, dal 2002, il codice consente sì la stessa eutanasia ora in continuo aumento (oltre 1800 casi nel 2013) ma solo a pazienti terminali, ciò che Frank non è, oppure a persone in preda a «insopportabili sofferenze fisiche o psicologiche» (dal febbraio 2014, primo caso nel mondo, la norma vale anche su bambini e ragazzi senza limiti d’età, purché vi sia il consenso dei genitori). Terzo: lo stesso codice, invece, non prevede la pena di morte per nessun reato. Quarto: la Costituzione belga sancisce che «tous les belges sont ègaux devant la loi», tutti i belgi sono uguali davanti alla legge, proprio come garantito ai cittadini di tutti i Paesi d’Europa. In questo caso l’obiezione sarebbe: perché solo questa condanna, seppure definitiva, può essere modificata? Quinto e ultimo punto, il Belgio è anche il Paese dove vive un altro ergastolano, Marc Dutroux, il pedofilo e assassino seriale che faceva morire le sue giovanissime prede anche di fame e che potrebbe tornare in libertà condizionata fra un anno o poco più. Alcuni genitori delle vittime attendono da anni quest’uomo alla porta del carcere, certo non per abbracciarlo e oggi promettono a Dutroux che una «dolce morte» non l’avrà mai, se anche dovesse chiederla e se anche lo Stato dovesse concedergliela come ha fatto con Frank.
    Quanto a lui, il «graziato», si è appena confidato con una televisione: «Sono un pericolo per la società, lo so. Ma sono anche un essere umano, e qualunque cosa abbia fatto resto un essere umano. Perciò sì, concedetemi l’eutanasia».

    Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia Dopo di lui altri 15 lo seguono - Corriere.it
    Ultima modifica di Noir; 05-01-15 alle 22:47
    l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.

    jesus died for somebody's sins but not mine

  2. #2
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    Predefinito Re: Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia52 anni e da 30 in galera: «In carcere soffr

    Citazione Originariamente Scritto da Noir Visualizza Messaggio
    Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia Dopo di lui altri 15 lo seguono

    Frank Van Den Bleeken, 52 anni e da 30 in galera: «In carcere soffro troppo». L’esecuzione domenica prossima, ma le famiglie delle vittime protestano

    di Luigi Offeddu, corrispondente da Bruxelles

    Ogni notte, i detenuti dalle celle vicine gli gridano o sussurrano nel buio: «Frank, ammazzati! Ammazzati!». Certi, ha rivelato qualche guardiano, prendono un doppio caffè pur di dare il turno agli altri e non lasciare che per quell’uomo trascorra un solo minuto di pace. Così accade da sempre in molte prigioni del mondo, a chi ha compiuto certi atti. Ma lui, Frank Van Den Bleeken, 52 anni e da 30 in galera, detenuto belga condannato per omicidio e stupri seriali, assassino e torturatore di una diciannovenne la cui madre morì più tardi di crepacuore, lui non si è mai ammazzato e la morte l’ha chiesta allo Stato: anzi, la «dolce morte», l’eutanasia, per sfuggire alle «insopportabili sofferenze psicologiche» che afferma di provare.

    Le famiglie delle vittime: «Chiede ciò che non ha concesso ad altri»

    Un anno fa, Frank si è accordato con i giudici. E così, venerdì prossimo, sarà trasferito in un ospedale segreto dove potrà stare in pace con i suoi familiari per due giorni. Poi, domenica 11 gennaio, arriverà anche un sacerdote. E infine un medico statale, con un’iniezione pagata dallo Stato, cancellerà la condanna all’ergastolo che quello stesso Stato ha comminato un giorno a quest’uomo. «È una grazia, un premio, una liberazione che risparmierà la pena intera a chi l’ha meritata - dicono indignati alle tv i familiari delle vittime -. Lui chiede una morte con dignità, quella che non ha concesso ad altri. Ma non esiste anche la libertà di suicidarsi? E poi, lui stesso dice che ha sempre quelle fantasie atroci, che se tornasse libero rifarebbe tutto...». Le sorelle di Christiane Remacle, la diciannovenne seviziata e strangolata con le sue calze nel 1989, nei boschi vicini ad Anversa, si sono opposte fino all’ultimo alla «grazia»: «Lui deve marcire in galera e basta. Per sempre». Non è così, rispondono altri - giuristi, politici e sacerdoti - questo sarà un atto di giustizia e di pietà civile, gli psichiatri hanno certificato i disturbi di Frank e in fondo l’ergastolo non è che una morte legalizzata, una scelta che non ricompensa le vittime e non migliora o recupera i colpevoli.


    Altri 15 detenuti ora hanno già chiesto la «dolce morte»

    Ma il vero problema, da domenica in poi, andrà ben oltre la sorte individuale di Frank e già fa tremare i polsi a molti. Sarà un enigma giuridico, etico, sociale, politico, religioso, con 5 risvolti diversi e ugualmente angoscianti. Primo: altri 15 detenuti in varie prigioni hanno già chiesto la «dolce morte» come Frank, adducendo malattie fisiche o gravi depressioni e nessuno sa che risposta darà loro lo Stato. Secondo: in Belgio, dal 2002, il codice consente sì la stessa eutanasia ora in continuo aumento (oltre 1800 casi nel 2013) ma solo a pazienti terminali, ciò che Frank non è, oppure a persone in preda a «insopportabili sofferenze fisiche o psicologiche» (dal febbraio 2014, primo caso nel mondo, la norma vale anche su bambini e ragazzi senza limiti d’età, purché vi sia il consenso dei genitori). Terzo: lo stesso codice, invece, non prevede la pena di morte per nessun reato. Quarto: la Costituzione belga sancisce che «tous les belges sont ègaux devant la loi», tutti i belgi sono uguali davanti alla legge, proprio come garantito ai cittadini di tutti i Paesi d’Europa. In questo caso l’obiezione sarebbe: perché solo questa condanna, seppure definitiva, può essere modificata? Quinto e ultimo punto, il Belgio è anche il Paese dove vive un altro ergastolano, Marc Dutroux, il pedofilo e assassino seriale che faceva morire le sue giovanissime prede anche di fame e che potrebbe tornare in libertà condizionata fra un anno o poco più. Alcuni genitori delle vittime attendono da anni quest’uomo alla porta del carcere, certo non per abbracciarlo e oggi promettono a Dutroux che una «dolce morte» non l’avrà mai, se anche dovesse chiederla e se anche lo Stato dovesse concedergliela come ha fatto con Frank.
    Quanto a lui, il «graziato», si è appena confidato con una televisione: «Sono un pericolo per la società, lo so. Ma sono anche un essere umano, e qualunque cosa abbia fatto resto un essere umano. Perciò sì, concedetemi l’eutanasia».

    Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia Dopo di lui altri 15 lo seguono - Corriere.it
    Disprezzo chi chiede pietà, ma se c'è qualcosa che disprezzo é chi chiede pietà non avendone mai avuta per gli altri. A dire il vero disprezzo anche i carcerati come quelli che gli urlavano ammazzati, l'atteggiamento di certi carcerati l'ho sempre visto come quello di chi per cercare di far pesare meno la propria coscienza esprime tutto questo livore nei confronti di altri carcerati che percepiscono come "peggiori di loro".

    "You should be aware, Fräulein, that there are some people in this world, some irredeemable louts, for whom the means do not require an end. I speak, of course, of myself."

  3. #3
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    Predefinito Re: Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia52 anni e da 30 in galera: «In carcere soffr

    Io gliela avrei negata: deve prima finire di scontare la pena

  4. #4
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    Predefinito Re: Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia52 anni e da 30 in galera: «In carcere soffr

    nessuna pietà, secondo me.
    soffre troppo? ci poteva pensare prima di fare quello che ha fatto...
    non si pensa alla sofferenza delle sue vittime?
    Se non hai il coraggio di mordere, non ringhiare.

  5. #5
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    Predefinito Re: Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia52 anni e da 30 in galera: «In carcere soffr

    Per una persona così niente secondo funerale a napoli
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  6. #6
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    Predefinito Re: Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia52 anni e da 30 in galera: «In carcere soffr

    carE

    iA sono per l'eutanasia e anche per il diritto al suicidio (padroni della propria corpA, della propriA vita e della propria mortA)

    Ma qeusto ha commesso un reato e deve scontarlA toutta, quindi quando uscirà potrà farlo ma ora deve saldare le sue debitesse con la giustizia toutta

  7. #7
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    Predefinito Re: Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia52 anni e da 30 in galera: «In carcere soffr

    in italia sarebbe già nelle fila del pd...
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

  8. #8
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    Predefinito Re: Detenuto chiede e ottiene l’eutanasia52 anni e da 30 in galera: «In carcere soffr

    Citazione Originariamente Scritto da BlackSheep Visualizza Messaggio
    in italia sarebbe già nelle fila del pd...
    CarA

    sottoponiamo allora ad eutanasia la PD, che poi quella Renzaccia non mi piace, secondo me ce l'ha pure piccolo touttta

 

 

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