Madrid, i pompieri protestano in Borsa
Esposti striscioni contro i tagli alla spesa pubblica

EFFETTI DELLA CRISI

Madrid, i pompieri protestano in Borsa

Esposti striscioni contro i tagli alla spesa pubblica

dal nostro corrispondente

MADRID – Arrivano i pompieri contro i (presunti) piromani della crisi economica. Scena surreale alla Borsa di Madrid, dove uno strabiliato sorvegliante è stato quasi travolto da una pattuglia di vigili del fuoco in assetto da combattimento (contro le invisibili fiamme). L’usciere ha tentato senza successo di arginare l’ingresso dei pompieri – sorridenti, ma professionalmente poco inclini a perdersi in chiacchiere - nell’austero recinto finanziario, dove nessuno aveva gridato «al fuoco!». La (relativa) tranquillità di un’ordinaria giornata di perdite per l’Ibex è stata brevemente interrotta dall’irruzione. I pompieri hanno amabilmente sfondato la barriera dei vigilantes e dispiegato gli striscioni che avevano preparato: «Il mercato provoca la crisi», si poteva leggere, e «Il cittadino paga per la vostra avarizia».

APPOGGIO POPOLARE - L’assalto è stato puramente simbolico, ma è soltanto un’altra manifestazione del malessere che vive uno dei corpi di sicurezza più amati dai cittadini. I tagli alla spesa pubblica non hanno risparmiato i «bomberos», che non si stancano di segnalare i rischi legati alla riduzione dell’organico (chi va in pensione non viene sostituito e l’ultimo bando di concorso risale al 2003). Oltre alla visita alla Borsa, i pompieri hanno studiato altri modi per attirare l’attenzione pubblica: nelle 14 caserme di Madrid i camion e le autopompe sono stati ridipinti con bellicosi graffiti contro la presidente della Comunità, Esperanza Aguirre, e con le cifre della penuria di personale Secondo i sindacati mancano almeno 120 uomini, sui 1.100 in servizio, per poter controllare adeguatamente la provincia. Le proteste dei vigili del fuoco e, in particolare l’incursione alla Borsa di Madrid, hanno raccolto l’appoggio popolare con commenti, quasi tutti favorevoli, nei blog e nelle pagine web dei quotidiani.

Elisabetta Rosaspina
09 giugno 2010