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Discussione: la banca centrale svizzera toglie il cambio fisso CHF/EUR, Zurigo sprofonda

  1. #411
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    Predefinito Re: la banca centrale svizzera toglie il cambio fisso CHF/EUR, Zurigo sprofonda

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    L’euro che vola tra ripresa e vecchie ferite
    La conferma che la ripresa è ancora fragile è data dalla stessa Banca centrale europea che non ha ancora ridotto il suo impegno straordinario a sostegno dell'economia

    di ALFONSO TUOR - La moneta unica europea vola, il franco perde terreno nei confronti dell'euro e la ripresa dell'economia della zona euro si rafforza. Sono queste le principali indicazioni di questa afosa estate. Il rialzo del tasso di cambio dell'euro dipende certamente da un maggiore ottimismo sulle prospettive dell'economia europea, ma è principalmente dovuto all'indebolimento del dollaro statunitense. Infatti la guerra fratricida all'interno dell'amministrazione americana e i continui insuccessi parlamentari hanno trasformato l'effetto Trump da un fattore che spingeva al rialzo il biglietto verde ad un fattore di indebolimento. E ciò accade nonostante i cauti aumenti dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve e nonostante la diffusa aspettativa che la banca centrale americana comincerà presto a ridimensionare il proprio bilancio riducendo i 4'500 miliardi di titoli acquistati per superare la crisi finanziaria del 2008.

    L'indebolimento del dollaro è del resto confermato dal fatto che il franco svizzero è l'unica valuta di un Paese di vecchia industrializzazione che nel corso del mese di luglio non si sia apprezzata nei confronti del biglietto verde. Questi movimenti dei cambi, sicuramente molto positivi per la nostra industria di esportazione e per il turismo, inducono a ritenere che la nostra banca centrale non stia assistendo passivamente a quanto avviene sui mercati, ma stia sfruttando il rafforzamento dell'euro per spingere al ribasso la nostra valuta. Quindi è molto probabile che nelle prossime settimane prosegua la tendenza dell'euro a rafforzarsi sia nei confronti del dollaro sia nei confronti del franco. L'imprevedibilità del mercato dei cambi rende tuttavia molto difficile fare previsioni sia sull'entità di questi movimenti sia sulla loro durata, anche se non appare oggi impossibile la prospettiva di un ritorno del tasso di cambio del franco rispetto all'euro di 1,20, ossia al livello della soglia minima di cambio abbandonata dalla Banca nazionale nel 2015.

    Il rialzo dell'euro è anche favorito dal rafforzamento della ripresa europea. Nel secondo trimestre di quest'anno la crescita è stata dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 2,1% rispetto all'anno scorso. Insomma sta accelerando l'espansione, che a ritmi modesti si protrae da circa quattro anni. Questo risultato è il frutto delle misure straordinarie di politica monetaria adottate dalla Banca centrale europea, che consistono in tassi negativi e in acquisti di 60 miliardi di euro di titoli privati e pubblici, e anche del calo del prezzo del petrolio e di altre materie prime. Esso è di buon auspicio, ma non è sufficiente per rimarginare le ferite di questi anni di crisi. In proposito, basti ricordare che solo nel secondo trimestre di quest'anno la Spagna, considerata il caso di successo delle economie deboli europee, è riuscita a superare il PIL che aveva conseguito prima dello scoppio della crisi e che sia l'Italia sia il Portogallo (per non parlare della Grecia) sono lungi dal poter centrare questo obiettivo.

    Quindi l'economia europea sta accelerando, ma restano aperte le ferite provocate dalla crisi soprattutto sui livelli occupazionali e di reddito delle fasce meno favorite della popolazione. Il calo della disoccupazione al 9,1% nella zona euro non è un indice affidabile per misurare questo malessere sociale. La conferma che la ripresa è ancora fragile è data dalla stessa Banca centrale europea che non ha ancora ridotto il suo impegno straordinario a sostegno dell'economia e che, secondo le previsioni più accreditate, dovrebbe cominciare a ridurre l'acquisto di titoli pubblici e privati solo l'anno prossimo e a riportare a zero e in territorio positivo i tassi di interesse non prima del 2019.

    In conclusione, le prospettive economiche europee stanno migliorando, ma le ferite economiche e sociali della crisi sono lungi dall'essere rimarginate, anche perché questa crisi non è stata avvertita da tutti nello stesso modo. Essa ha colpito soprattutto gli strati sociali più deboli, che i sintomi di ripresa non li sentono ancora.
    Commenti - L?euro che vola tra ripresa e vecchie ferite

    Edit: il Franco ha chiuso la giornata sotto all'1,15. Azzardo una previsione del tutto priva di fondamento; se domani non riprenderà a salire come gli scorsi giorni, ritroverà l'1,13 entro una settimana.
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  2. #412
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    Predefinito Re: la banca centrale svizzera toglie il cambio fisso CHF/EUR, Zurigo sprofonda

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Edit: il Franco ha chiuso la giornata sotto all'1,15. Azzardo una previsione del tutto priva di fondamento; se domani non riprenderà a salire come gli scorsi giorni, ritroverà l'1,13 entro una settimana.
    A quasi sette giorni dalla previsione, Franco a 1.132 ed ha sfiorato l'1.13 ieri.
    Colpa di Kim, dicono.

    Comunque mi vien da ridacchiare, pensando a tutti gli articoli che in questi giorni parlavano di "crollo del Franco", "Franco debole", "Euro agli antichi fasti" e che altro.

  3. #413
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    Predefinito Re: la banca centrale svizzera toglie il cambio fisso CHF/EUR, Zurigo sprofonda

    Svizzera, verso un'eccedenza di bilancio da 500 milioni a fine anno

    BERNA - Per il 2017 la Confederazione si attende un'eccedenza di quasi 500 milioni di franchi nel bilancio ordinario, contro un deficit di 250 milioni inizialmente previsto. È quanto emerge dalla proiezione di cui oggi il Consiglio federale ha preso atto.

    La differenza è dovuta a maggiori entrate (+0,4 mia.), in particolare a quelle provenienti dalla distribuzione dell'utile della Banca nazionale svizzera (BNS), e a minori uscite grazie alla disciplina budgetaria (-0,4 mia.), si legge in un comunicato odierno.

    La quota della Confederazione sulla distribuzione della BNS è risultata di 243 milioni superiore all'importo preventivato (333 milioni). Per quanto concerne le entrate fiscali, le correzioni delle stime grosso modo si compensano. Il prodotto dell'imposta federale diretta dovrebbe superare di 0,6 miliardi i valori di preventivo. Le entrate dell'imposta sul valore aggiunto sono tuttavia risultate inferiori di 0,4 miliardi poiché il prodotto interno lordo (PIL) ha registrato un aumento inferiore alle attese.
    Svizzera - Svizzera, verso un'eccedenza di bilancio da 500 milioni a fine anno

  4. #414
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    Predefinito Re: la banca centrale svizzera toglie il cambio fisso CHF/EUR, Zurigo sprofonda

    Il segreto dell'economia svizzera è il federalismo
    Secondo uno studio commissionato dalla Fondazione ch è questo il maggiore fattore di successo delle finanze elvetiche - Per i ricercatori è importante mantenere l'autonomia dei cantoni

    BERNA - La Svizzera deve il suo successo economico al sistema federalista. Ma oggi, tendenze centralizzatrici minacciano il suo funzionamento. A questa conclusione giunge uno studio commissionato dalla Fondazione ch in occasione dei suoi 50 anni di esistenza.

    Diversi studi avevano già messo in evidenza gli effetti positivi del federalismo sulla qualità delle prestazioni pubbliche, in particolare negli ambiti della formazione, delle finanze o del freno alla corruzione. La pubblicazione "Föderalismus und Wettbewerbsfähigkeit in der Schweiz" dei professori Lars P. Feld (Università di Friburgo in Brisgovia) e Christoph A. Schaltegger (Università di Lucerna) restituisce il sistema federalista elvetico sotto una nuova luce.

    Lo studio mostra chiaramente che, contrariamente ai luoghi comuni, il numero di gradi istituzionali legati al federalismo non frena gli investimenti esteri. Inoltre, la fiscalità è determinante per il suo successo: fra le 29 collettività che nel mondo praticano un onere fiscale medio inferiore al 20% sugli utili delle società figurano 19 cantoni svizzeri.

    La concorrenza fiscale tra i cantoni svolge pure un ruolo preponderante. Secondo lo studio, essa limita da un lato le velleità dello Stato e favorisce dall'altro lo sviluppo economico. La competitività è favorita anche dall'efficienza dei governi e dal fatto che i politici in Svizzera devono in larga misura rendere conto del loro operato agli elettori.

    L'economia approfitta inoltre della diversità elvetica e delle sue diverse regolamentazioni, che corrispondono ai bisogni degli abitanti. Secondo i due ricercatori, la Svizzera è un laboratorio di idee che lascia ai cantoni la libertà di sperimentare nuove soluzioni nonostante l'esiguità del territorio.

    Stando allo studio, la decentralizzazione contribuisce ad attenuare la ripartizione iniqua dei redditi grazie al sistema della perequazione finanziaria, che consente a un cantone di aiutarne un altro in difficoltà. Questo elenco dei vantaggi dimostra che lo stato del federalismo elvetico è buono e non ha bisogno di essere adattato.

    Tuttavia talune evoluzioni - quali la crescente centralizzazione, l'intreccio di compiti che implicano istituzioni federali e il trasferimento degli oneri sui cantoni e i comuni - mettono in pericolo il successo del federalismo "made in Switzerland".

    Per gli autori, occorre preservare l'autonomia dei cantoni per mantenerli concorrenziali e far emergere nuove idee. La Confederazione deve intervenire soltanto in via sussidiaria.

    La Fondazione ch per la collaborazione confederale è un'organizzazione intercantonale che promuove lo scambio tra le comunità linguistiche e le culture confederali. Festeggia quest'anno i suoi 50 anni e organizza per l'occasione diversi eventi. Il 26-27 ottobre è in programma una conferenza nazionale sul federalismo a Montreux (VD).

    Lo studio "Föderalismus und Wettbewerbsfähigkeit in der Schweiz" è stato pubblicato presso le edizioni NZZ Libro, con un riassunto in francese, italiano e inglese.
    Svizzera - Il segreto dell'economia svizzera è il federalismo
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  5. #415
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    Predefinito Re: la banca centrale svizzera toglie il cambio fisso CHF/EUR, Zurigo sprofonda

    Ma ci rendiamo conto che tra il lago di Murten e Neuchatel ogni due chilometri cambia la lingua in un continuo alternarsi di tedesco e francese...meraviglioso unico...alla faccia della globalizzazione e della lingua unica!

    ps consiglio di visitare l'oppidum celtico di Monte Vully e Avanches!
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  6. #416
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    Predefinito Re: la banca centrale svizzera toglie il cambio fisso CHF/EUR, Zurigo sprofonda

    Franco si indebolisce ancora, euro marcia verso 1,17
    Nuovo segno di indebolimento oggi per il franco svizzero con l'euro che ha superato quota di 1,16 franchi e sembra voler marciare verso 1,17.

    La valuta europea, a oltre due anni dall'abbandono della soglia minima di cambio nel gennaio 2015, ha toccato verso le 16.45 il suo massimo di giornata a 1,1652 franchi.
    Verso le 17.30, l'euro valeva 1,1637 franchi. La valuta unica aveva aggiornato il suo massimo il 21 settembre toccando gli 1,1605 franchi.
    Il franco svizzero dall'estate si è indebolito costantemente nei confronti dell'euro. Quest'ultimo in giugno valeva ancora tra 1,08 e 1,09 franchi.
    Franco si indebolisce ancora, euro marcia verso 1,17 - Ticinonews

    BNS dovrebbe realizzare un utile record nel terzo trimestre
    La Banca nazionale svizzera (BNS) potrebbe realizzare un utile record tra i 30 e i 35 miliardi di franchi nel terzo trimestre di quest'anno, secondo le stime di UBS.

    In una nota pubblicata ogg, il numero uno bancario elvetico indica quale spiegazione l'indebolimento del franco su un ampio fronte (in particolare nei confronti dell'euro riguardo al volume detenuto), i prezzi in aumento dell'oro (+5% nel terzo trimestre) e delle obbligazioni, come pure la tenuta dei mercati in azioni (+4%).
    L'utile tra i 30 e i 35 miliardi di franchi atteso per il periodo che va da luglio a fine settembre andrà ad aggiungersi alla somma di 1,21 miliardi iscritti nel primo semestre, ricorda UBS. La grande banca precisa che una congiunzione di fattori eccezionali, persino unici, ha giocato in modo favorevole.
    Il solo deprezzamento del franco dovrebbe portare oltre 20 miliardi di franchi al risultato trimestrale della BNS. Nei confronti della moneta unica europea, la valuta svizzera ha perso oltre il 4% nel mese di luglio. Lo stesso fenomeno di indebolimento si è verificato nei confronti di altre monete sull'intero terzo trimestre.
    L'aumento del prezzo dell'oro ha raggiunto da parte sua il 5%, un movimento che può portare circa 2 miliardi di franchi alla BNS. Un rincaro del metallo prezioso e un deprezzamento del franco non sono abituali, i due infatti evolvono tradizionalmente nella stessa direzione per il loro ruolo di valore-rifugio, indica UBS.
    Il risultato previsto per il terzo trimestre rafforzerà i fondi propri della banca centrale. Questi dovrebbero attestarsi a una somma tra i 115 e i 120 miliardi di franchi, in netto miglioramento rispetto agli 84 miliardi dei metà anno, aggiunge UBS.
    Negli ultimi dodici mesi il titolo della BNS è praticamente raddoppiato alla borsa svizzera: il corso è passato da 2000 franchi a circa 4000 franchi. La BNS pubblicherà il suo rapporto intermedio il 30 settembre, ossia martedì prossimo.
    BNS dovrebbe realizzare un utile record nel terzo trimestre - Ticinonews

  7. #417
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    Predefinito Re: la banca centrale svizzera toglie il cambio fisso CHF/EUR, Zurigo sprofonda

    Il franco forte stimola la qualità delle esportazioni
    Uno studio della SECO sottolinea che l'apprezzamento della moneta svizzera comporta anche dei vantaggi

    Se, da un lato, l'apprezzamento del franco svizzero frena gli investimenti e l'innovazione, dall'altro può rappresentare un vantaggio. A lungo termine, sottolinea uno studio presentato oggi dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), un franco forte stimola la qualità delle esportazioni. Dalla ricerca, realizzata dalla Scuola universitaria professionale in scienze applicate di Zurigo per il lasso di tempo 1996-2015, risulta che l'apprezzamento del franco ha rafforzato la resistenza delle esportazioni.
    Un incremento del 10% del franco, provoca un miglioramento oscillante dall'1 al 2% della qualità media delle esportazioni. Questo effetto è particolarmente marcato nei settori che producono beni differenziati e che necessitano di conseguenza di importanti investimenti in ricerca e pubblicità.
    Si tratta soprattutto dell'industria delle macchine e dell'industria orologiera. Invece per il settore farmaceutico, grande consumatore anch'esso di ricerca e pubblicità, la crescita della domanda sembra aver avuto un effetto maggiore rispetto agli effetti monetari.
    Per contro, un apprezzamento del franco non tocca in maniera significativa la qualità in quei settori che producono beni poco differenziati e sottoposti a una concorrenza più intensa sui prezzi. Ciò riguarda, per esempio, il settore delle materia prime.
    Dopo la soppressione della soglia minima di cambio con l'euro nel gennaio 2015, la forza del franco ha frenato gli investimenti e l'innovazione, secondo un altro studio affidato dalla SECO all'istituto basilese di consulenza economia B,S,S e al Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo. Le spese in ricerca e sviluppo in Svizzera sono infatti calate.
    A medio termine, la competitività delle imprese dovrebbe soffrirne. "Questo effetto negativo sugli investimenti per ricerca e sviluppo si manifesta soprattutto nella grandi società esposte alla concorrenza internazionale. Poiché questo segmento riveste un'importanza economica particolare, lunghi periodi di apprezzamento della moneta potrebbero compromettere l'attrattiva della piazza economica svizzera, fanno notare gli autori della pubblicazione.
    Inoltre, le industrie di trasformazione essendo più esposte delle altre, questi periodi di apprezzamento della moneta nazionale dovrebbero anche accelerare la "de-industrializzazione" del Paese.
    Il franco forte stimola la qualità delle esportazioni - Ticinonews

  8. #418
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    Predefinito Re: la banca centrale svizzera toglie il cambio fisso CHF/EUR, Zurigo sprofonda

    Imprese svizzere mai così ottimiste come oggi
    Il 74% dei direttori interrogati si aspetta solo bene dal futuro, per la prima vola dopo l'abbandono della soglia minima

    ZURIGO - I responsabili delle finanze delle grandi imprese svizzere guardano con sempre maggiore fiducia al futuro: il 74% di un campione di 114 CFO interrogati dalla società di consulenza Deloitte prevede un andamento positivo della congiuntura elvetica nei prossimi 12 mesi, mentre il 4% pronostica un peggioramento e il 22% non vede cambiamenti all'orizzonte.

    Era dai tempi del brusco rafforzamento del franco seguito all'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro deciso dalla Banca nazionale - gennaio 2015 - che le prospettive non erano viste in modo così favorevole, si legge in un comunicato odierno. Tre mesi or sono gli ottimisti erano il 71%.

    L'ultimo rilevamento - condotto soprattutto in settembre - ha messo in luce un grande dinamismo sul fronte dei ricavi: il 79% del campione (76% tre mesi prima) scommette su un aumento del fatturato per la sua azienda. Anche la situazione finanziaria si presenta rosea: il 68% (66%) la prevede positiva.

    Il miglioramento interessa pure i margini: il 41% (38%) li vede in crescita, il 29% in diminuzione e il 30% stabili. Di conseguenza è aumentata anche la propensione ad operare investimenti: il 45% stima che il loro livello salirà e la maggioranza interesserà la Svizzera, cosa che stimolerà la congiuntura interna.

    Stando agli esperti di Deloitte la crescita dell'ottimismo è dovuta da una parte alle prospettive congiunturali positive, dall'altra all'indebolimento della franco. «In generale si può già dire che le aziende svizzere hanno in larga misura digerito lo shock valutario, le cui conseguenze sono state meno gravi di quanto atteso», afferma Michael Grampp, capo economista di Deloitte Svizzera, citato nella nota.

    «Molte società attive nell'export avevano ridotto drasticamente gli investimenti e l'occupazione. Ora vi è un'ampia volontà di investire». Gli effetti saranno visibili anche sull'occupazione. «Le imprese orientate all'export si aspettano di aumentare il personale in modo maggiore delle altre imprese», sottolinea Grampp.

    Per quanto riguarda la situazione globale, l'indagine condotta negli altri paesi europei ha mostrato un miglioramento delle prospettive. Un'eccezione è costituita dal Regno Unito, dove l'incertezza relativa alla Brexit pesa sugli imprenditori.
    Ticinonline - Imprese svizzere mai così ottimiste come oggi

  9. #419
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    Predefinito Re: la banca centrale svizzera toglie il cambio fisso CHF/EUR, Zurigo sprofonda

    Banca centrale farabutti e figghi di soro_ta!!!
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