Ormai da qualche anno il sistema politico europeo si sta (lentamente) integrando, e le famiglie politiche trasversali agli Stati Membri, quantomeno nella parte occidentale dell'UE, cominciano a contare in misura crescente. Ancora nel 2009 il voto alle elezioni europee era un voto sul governo in carica, ma già nel 2012 la tirata che condusse François Hollande al ballottaggio fu vista anche in chiave europea, e collegata agli schieramenti in ambito UE, più che una questione esclusivamente interna.
Da lì in poi quasi ogni elezione di primo livello è stata caratterizzata dall'approfondirsi dei legami intra-europei, e sovrastatuali. L'ultima tornata elettorale in Grecia (che peraltro porta al potere il primo Capo di Stato o di Governo nettamente contrapposto al blocco PPE-PES) ne è l'esempio; e anche la partecipazione di Marine Le Pen a un dibattito televisivo italiano più di due anni fa sarebbe stata considerata come un assurdo.
Tutto questo ci porta a una costruzione del sistema politico europeo dal basso e paradossalmente per antitesi: il tempo (anni? decenni?) si occuperà di confermare la mia intuizione o di smentirla, ma non credo di sbagliare di troppo se pronostico per il 2024 o giù di lì una grande svolta in senso politico europeo, che prescinderà in buona parte dai sacri Trattati istitutivi, e che forse sfocerà in un'affermazione sovrana europea.




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