Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 41
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jul 2012
    Messaggi
    16,123
     Likes dati
    11,791
     Like avuti
    6,197
    Mentioned
    125 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA

    Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA

    gennaio 27, 2015 Lascia un commento

    F. William Engdahl New Eastern Outlook 26/01/2015 Nel 2008 Washington creò un apposito comando del Pentagono, AFRICOM, per contrastare le principali iniziative economiche cinesi in Africa, concedendo prestiti e crediti facili in cambio di accordi commerciali a lungo termine su petrolio e altre materie prime africane. Ciò non impedì la ricerca dei cinesi di materie prime per la propria economia in crescita. Ora la Cina ha compiuto un nuovo passo coraggioso sfidando la “dottrina Monroe” imperialista statunitense, compiendo importanti iniziative in America Latina, “Cortile di casa” di Washington. Con un pugno di dollari, le imprese statali cinesi compiono una grande entrée sostenuta dal governo nel tradizionale cortile bancario-affaristico degli Stati Uniti in America Latina. Si tratta di una mossa diabolicamente intelligente, colpendo il tallone d’Achille di Washington. L’intento dell’originale Dichiarazione del presidente statunitense James Monroe, nel 1823, era dichiarare che le colonie appena liberatesi delle potenze europee non sarebbero più state oggetto di nuovi tentativi di colonizzazione europea, con la minaccia di un intervento degli Stati Uniti. Era una dottrina bizzarra, una dichiarazione di fatto che a sud del Rio Grande tutta l’America Latina era una sorta di “sfera di influenza” o colonia informale degli Stati Uniti. Le nazioni dell’America Latina, in particolare nel periodo post-1945, subirono di fatto il colonialismo degli Stati Uniti. L’economia del “libero mercato” degli USA e la crisi del debito sovrano degli anni ’80, debito imposto dalle banche di Wall Street e dal Tesoro degli Stati Uniti con la crisi petrolifera degli anni ’80, avevano sottosposto le nazioni dell’America Latina a una selvaggia austerità e al furto dei loro beni nazionali più preziosi da parte di multinazionali, banche e hedge fund, come il Quantum Fund di George Soros, degli USA. Per reazione, negli ultimi dieci anni diverse nazioni, a cominciare dal Venezuela di Hugo Chavez, cominciarono ad allontanarsi dalla dipendenza dagli “yankee” del Nord. Le ragioni erano chiare. All’alba del XXI secolo, l’America Latina era la società più disuguale sul globo e molti ne accusavano il libero mercato del neoliberismo imposto da USA e FMI. Dopo il successo di Chavez in Venezuela, sostenuto da L’Avana, o dei cittadini boliviani che per la prima volta elessero un indigeno indiano a presidente, nel corso dei veementi tentativi degli Stati Uniti di fermarlo, Evo Morales impedì la zona di libero scambio delle Americhe (FTAA) di Washington, un’estensione del NAFTA, denunciandolo, esattamente quale “progetto di neo-colonizzazione… una politica di genocidio economico“. Ricardo Lagos in Cile (2000); Luiz Inácio Lula da Silva in Brasile (2002) e il suo successore Dilma Rousseff; Lucio Gutiérrez in Ecuador (2002); Néstor Kirchner in Argentina (2003) e Tabaré Vasquez in Uruguay (2004), tutti promisero di cancellare le politiche promosse da Stati Uniti e Fondo monetario internazionale. Nel 2005 circa il 75% della popolazione dell’America Latina era guidata dai nazionalisti avversari delle politiche neoliberiste di Washington. Washington ha ripetutamente, e senza successo, tentato delle rivoluzioni colorate in Venezuela, Bolivia e altri Stati indipendenti. I risultati furono scarsi per Washington mentre l’attenzione si focalizzava sulla Cina e, più recentemente, Medio Oriente e Russia. La decisione dell’amministrazione di Obama di “normalizzare” i rapporti con Cuba comunista è un’indicazione di un cambio radicale. Entra il Dragone cinese
    Proprio mentre Washington intensifica i tentativi di contrastare l’emergere di un’America Latina economicamente e politicamente assertiva, soprattutto delle nazioni del Sud America, la Cina ha deciso un’iniziativa a cui Washington non può economicamente rispondere. Secondo il sito del China Daily, il presidente cinese Xi Jinping ha detto l’8 gennaio che gli investimenti cinesi in America Latina arriveranno a 250 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni e il commercio dovrebbe salire a 500 miliardi di dollari nello stesso periodo. L’occasione dello strabiliante annuncio è anche notevole. A Pechino, davanti a trentatré capi di Stato dei Paesi latinoamericani e caraibici, esclusi Stati Uniti e Canada. Gli anglosassoni evidentemente non erano ammessi. E’ stato il primo forum ministeriale tra Cina e Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi (CELAC), proposto dalla Cina nel 2014. Pechino non indugia decidendo di portare avanti la cosa. E questa è strategica. La CELAC fu fondata nel dicembre 2011 da Hugo Chavez a Caracas, Venezuela, e comprende tutti i Paesi del Sud America, alcuni dei Caraibi e il Messico. Xi, presidente della Cina, elemento chiave dei BRICS ospitante la nuova Infrastructure Bank dei BRICS, ha detto al vertice, “Credo che questo incontro porterà risultati proficui, dando al mondo un segnale positivo nell’approfondire la cooperazione tra Cina e America Latina, con importante e ampio impatto su promozione della cooperazione Sud-Sud e prosperità nel mondo“. Un piano quinquennale
    I Paesi hanno discusso l’adozione di un piano quinquennale di cooperazione globale durante il vertice di Pechino. Si noti la formulazione del Presidente Xi: “impatto di ampia portata sulla promozione della cooperazione Sud-Sud“. Sud-Sud esclude Nord America e Unione europea. Questo fa parte dell’ampio cambiamento economico mondiale dall’emergere dell’Europa circa cinque secoli fa a fulcro economico mondiale. Le due parti, Cina e CELAC, hanno deciso un quadro di cooperazione, fondi e progetti nei settori dell’energia, delle infrastrutture, dell’innovazione e dell’agricoltura. Per la Cina si tratta dell’accesso alle preziose risorse naturali della regione, tra cui il petrolio in Venezuela, il rame in Cile e Perù, la soia in Argentina e Brasile. I Paesi latinoamericani in cambio otterranno miliardi di dollari in investimenti e credito a lungo termine dai cinesi. Si tratta di ciò che Pechino ama chiamare “win-win”. Nelle discussioni a latere, Xi ha anche accettato di alleviare il peso del crollo dei prezzi del petrolio sul Venezuela. Nei colloqui con il presidente venezuelano Nicolas Maduro, la Cina ha concordato progetti comuni per oltre 20 miliardi di dollari, mentre l’Ecuador, altro produttore di petrolio e membro dell’OPEC, ha ricevuto un prestito di 7,5 miliardi dollari dalla Cina per affrontare lo shock finanziario. In combinazione con l’aspetto storico degli accordi economici strategici tra Cina e Russia, e l’emergere del gruppo BRICS di Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa a potenziale sostituto del FMI e della Banca mondiale dominati da Washington, il rafforzamento dell’eurasiatica Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e, dal 1° gennaio, l’istituzione formale dell’Unione economica eurasiatica tra Russia, Bielorussia, Kazakistan e Armenia, i contorni del nuovo spazio economico Sud-Sud, sostituendo il mondo al collasso di dollaro ed euro, appare sempre più chiaro. Il 2015 sarà, come dicono i cinesi, “un periodo interessante”.F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“. Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Nov 2009
    Località
    new york
    Messaggi
    164,930
     Likes dati
    17
     Like avuti
    12,232
    Mentioned
    1836 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA

    La dottrina Monroe ha delle implicazioni di carattere militari e la Cina non c'entra una mazza Metabo, visto che non puo proiettare in sud america migliaia di soldati, come possono fare gli USA.

    Smetti di riportare cazzate su cazzate....

  3. #3
    cancellato
    Data Registrazione
    10 Jan 2015
    Messaggi
    10,203
     Likes dati
    600
     Like avuti
    2,199
    Mentioned
    24 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA

    Ma poi la Cina ha ma dei problemi interni da affrontare altro che espansionismo in Sudamerica

  4. #4
    Forumista storico
    Data Registrazione
    08 Sep 2009
    Messaggi
    38,232
     Likes dati
    0
     Like avuti
    19,894
    Mentioned
    391 Post(s)
    Tagged
    15 Thread(s)

    Predefinito Re: Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    La dottrina Monroe ha delle implicazioni di carattere militari e la Cina non c'entra una mazza Metabo, visto che non puo proiettare in sud america migliaia di soldati, come possono fare gli USA.
    Smetti di riportare cazzate su cazzate....
    Sarebbe in effetti interessante vedere migliaia di marines sbarcare in uno qualunque dei Paesi sudamericani per sventare... un accordo commerciale con la Cina.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jul 2012
    Messaggi
    16,123
     Likes dati
    11,791
     Like avuti
    6,197
    Mentioned
    125 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Sarebbe in effetti interessante vedere migliaia di marines sbarcare in uno qualunque dei Paesi sudamericani per sventare... un accordo commerciale con la Cina.
    Come se questa fosse un affare militare, la cina in sud america è ben voluta.

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Nov 2009
    Località
    new york
    Messaggi
    164,930
     Likes dati
    17
     Like avuti
    12,232
    Mentioned
    1836 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Sarebbe in effetti interessante vedere migliaia di marines sbarcare in uno qualunque dei Paesi sudamericani per sventare... un accordo commerciale con la Cina.

    Infatti, e' quello che cercavo di spiegare.

    Gli "accordi commerciali" non possono mettere in pericolo la cosidetta dottrina Monore, perche i cinesi in sud america militarmente parlando non possono arrivare.

    Mentre gli USA hanno basi nel pacifico e impegni con giappone, corea e taiwan.

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jul 2012
    Messaggi
    16,123
     Likes dati
    11,791
     Like avuti
    6,197
    Mentioned
    125 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA


  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jul 2012
    Messaggi
    16,123
     Likes dati
    11,791
     Like avuti
    6,197
    Mentioned
    125 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA


    La Cina in Sud America
    La Cina in Sud America

    Cecilia Attanasio Ghezzi | 14-01-2015 - 1014
    La bilancia commerciale tra Repubblica popolare e America Latina arriverà a 500 miliardi di dollari in dieci anni. Ovvero raddoppierà. La cooperazione tra queste due parti di mondo sarà significativa a livello geopolitico, anche perché il Sud America è sempre stato considerato territorio di influenza statunitense o come spesso semplificano i media il suo “giardino sul retro”.



    Sono queste le dichiarazioni ufficiali al margine dei due giorni di incontri che hanno visto ministri e presidenti di 33 stati sudamericani e caraibici confluire per la prima volta a Pechino. Si tratta del Celac, un blocco politico di paesi fortemente voluto dall'ex presidente venezuelano Hugo Chavez che, non con poco orgoglio, ha escluso Stati Uniti e Canada. La cooperazione tra queste due parti di mondo sarà significativa a livello geopolitico, anche perché il Sud America è sempre stato considerato territorio di influenza statunitense o come spesso semplificano i media il suo “giardino sul retro”.

    Secondo quanto scritto dall'agenzia di stampa Xinhua “la cooperazione tra Cina e Celac copre un quinto delle terre emerse e un quarto della popolazione mondiale. Per questo contribuirà in modo unico all'economia mondiale e all'ordine internazionale”. E il Global Times intervista esperti in materia che evidenziano come gli Stati Uniti potrebbero sentirsi già “scomodi” in questo nuovo ordine tanto che sarebbe per questo che avrebbero ricominciato a migliorare i rapporti con alcuni paesi dell'area, non ultima Cuba.

    Ma la Cina, che ormai insidia da vicino il loro primato economico, coopera già con diversi paesi dell'America latina nei settori dell'energia, delle infrastrutture, dell'agricoltura, dell'industria e dell'innovazione tecnologica. In effetti sta già comprando il petrolio dal Venezuela, il rame dal Perù e dal Cile e la soia dal Brasile e dall'Argentina. E negli stessi paesi sta investendo cifre considerevoli: 261,6 miliardi di dollari nel 2013 contro i 12 investiti nel 2000.

    Ma c'è anche da sottolineare che molti dei progetti di infrastrutture finanziati dai cinesi e annunciate con fanfara dai governi nazionali latini non sono mai stati costruiti. Non ultimo l'ambiziosissimo canale in Nicaragua. Un progetto da 50 miliardi di dollari che mira a insidiare il primato di quello di Panama stravolgendo gli attuali equilibri geopolitici. Molti sono i dubbi sulla sua fattibilità, ma l'inizio dei lavori è stato comunque annunciato il mese scorso e l'appalto è andato all'azienda di Hong Kong HKND Group di proprietà del miliardario cinese Wang Jing.

    Diversi analisti giudicano l'interesse cinese per il Sud America simile a quello avuto per i paesi Africani, ma forse meno rischioso per gli investimenti. Mercoledì scorso la Repubblica popolare ha accordato 20 miliardi di dollari al Venezuela (che vanno a sommarsi ai 40 investiti negli ultimi cinque anni) e 7,5 all'Ecuador. Entrambi i paesi sono fortemente dipendenti dalle esportazioni di petrolio, che nel frattempo è crollato a circa 50 dollari al barile. La televisione di stato cinese, annunciando l'accordo, ha comunicati che Xi avrebbe chiesto a Maduro di "promuovere lo sfruttamento del petrolio".

    Già a luglio, durante il viaggio del presidente Xi Jinping nella regione, Pechino aveva annunciato prestiti considerevoli: 20 miliardi di dollari per le infrastrutture, 50 per lo sviluppo agricolo e 5 per lo sviluppo di un fondo di cooperazione tra le due aree del mondo. Secondo i dati della Global Economic Governance Initiative dell’Università di Boston, dal 2005 la Repubblica popolare avrebbe emesso oltre 100 miliardi di dollari di crediti destinati ai pesi dell'America Latina.

    Così la Cina sta aumentando la sua influenza diplomatica in tutta la regione nonostante politicamente ci sia ancora qualche nodo da risolvere. Dei 22 stati che riconosco ancora Taiwan, infatti, 12 fanno parte del Celam.

    [Scritto per il Fatto Quotidiano]

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Nov 2009
    Località
    new york
    Messaggi
    164,930
     Likes dati
    17
     Like avuti
    12,232
    Mentioned
    1836 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio


  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Nov 2009
    Località
    new york
    Messaggi
    164,930
     Likes dati
    17
     Like avuti
    12,232
    Mentioned
    1836 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Guarda chi entra nel ‘cortile’ degli USA

    arriverà a 500 miliardi di dollari

    Ecco appunto......un altro utile idiota.

    Una volta c'era l'Urss....ora il ruolo lo impersonano loro.

 

 
Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. La Cina entra nel club degli invisibili
    Di Morfeo nel forum Politica Estera
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 08-01-11, 03:21
  2. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 07-01-11, 18:09
  3. Risposte: 59
    Ultimo Messaggio: 14-11-04, 03:56
  4. Guarda guarda chi e' che produce il film della Guzzanti.....
    Di Michele S- nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 47
    Ultimo Messaggio: 21-11-03, 18:46

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito