Su altri 3D leggo affermazioni fantasiose su queli regioni sarebbero in disavanzo sulla sanità e quali no...
e come al solito mi girano le palle a vedere che si scrivono un sacco di cazzate variopinte.
Quindi vediamo qualche dato.
Prendiamo il 2009-10
La Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni pubblicato dalla Corte dei Conti mostra che il 75% della spesa regionale è costituita da quella sanitaria: un livello enorme che le regioni fanno fatica a sostenere, come rivelano i disavanzi. È proprio nelle regioni con i più elevati disavanzi di gestione che si concentra una scarsa qualità e inappropriatezza dei servizi erogati, che rivela quindi la presenza di sprechi per coprire i quali si fa ricorso alle tasche dei cittadini.
..
La relazione della Corte dei Conti, sulla base dei risultati di un rapporto annuale sul monitoraggio dei LEA diffuso dal Ministero della Salute nel febbraio 2012, evidenzia come nel 2010 ci siano state sei regioni inadempienti (in rosso nella figura sottostante: Lazio, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia; Abruzzo e Liguria, in arancione, risultano adempienti ma con impegno su alcuni indicatori), ben il doppio di quelle del 2008.
...
Tali differenze si traducono in costi che dovranno sostenere i cittadini. Innanzitutto, si guardi al fenomeno della mobilità sanitaria interregionale motivata dalla percezione negativa dei servizi che vengono offerti nelle regioni di residenza: nel 2011 i saldi negativi erano concentrati nel sud, soprattutto in Campania (-285,3 mln di euro), Calabria (-230,2 mln di euro) e Sicilia (-200,9 mln di euro). Si è quindi costretti a continuare a finanziare un servizio sebbene poi non se ne usufruisca in quanto si avverte un disallineamento tra quanto si paga e quanto viene reso in termini di performance. E nonostante a questo segua un calo della domanda, l’offerta non si adegua di conseguenza.
Percependo una bassa qualità dei servizi sanitari, aumenta poi l’incidenza sul reddito della spesa sanitaria “out of pocket” delle famiglie – pari ad esempio al 2,4% in Molise e Calabria e più ridotta (1,7%) in Veneto, Lombardia e Lazio – che si trovano dunque a finanziare due volte la sanità: prima con il prelievo fiscale, poi con ulteriori spese “private”.
Infine, pesa sui contribuenti il maggior contributo Irpef e Irap a cui ricorrono le regioni per coprire i disavanzi sanitari: infatti le regioni sottoposte a piano di rientro possono intervenire attraverso risorse extra messe a disposizione dai bilanci locali o tramite l’aumento delle aliquote Irap e Irpef. La tabella sottostante mostra che il 77% delle misure anti-deficit è rappresentata dall’incremento fiscale.
..
Questo accade perché la consapevolezza di poter attingere a un maggior prelievo fiscale disincentiva le regioni a tenere la spesa sotto controllo. È pur vero che la maggior pressione fiscale trova, auspicabilmente, una “punizione” nella mancata rielezione, ma questo accade solo quando i cittadini se ne renderanno conto. Nel frattempo gli sprechi continuano e a farne le spese resteranno i contribuenti.
È quindi evidente che, soprattutto per coloro che si trovano a vivere in particolari aree del Paese, il sistema sanitario si rivela particolarmente oneroso, a fronte però di un servizio di scarsa qualità che suggerisce come il denaro dei contribuenti venga in realtà sprecato per fini diversi dal cosiddetto interesse pubblico. Sapere di poter continuare ad attingere alla fiscalità generale indipendentemente dai risultati conseguiti e dalle prestazioni garantite deresponsabilizza il fornitore del servizio e consente di trattare i cittadini non come (potenziali) fruitori di cure e pazienti ma come soggetti su cui scaricare costi e inefficienze.
Disavanzo che trovi, inefficienza che paghi - LeoniBlog
Il debito delle Regioni italiane per la Sanità (2010)
Quadro dei finanziamenti pubblici per il Fondo sanitario nazionale dal 2006 al 2014
Tra il 2011 e il 2015 le Regioni hanno subito tagli in sanità per oltre 31 miliardi, tra blocco dei contratti, economie di spesa, tagli dovuti alla spending review e riduzione dei finanziamenti.
Il costo del Servizio Sanitario Nazionale








Rispondi Citando
