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  1. #1
    Juv
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    Predefinito Salvini: Ci sono i servi dell’Europa e quelli che credono nelle identità e nei popol

    L'ANNO ZERO DEL CENTRODESTRA

    Salvini: «Via i venduti, la mia destra avrà cuore»

    Parla il leader della Lega: «Eravamo morti e in un anno siamo diventati il terzo partito. Ora facciamo paura. Mattarella ci ha scippato il referendum. Fitto e Meloni? Penso al progetto. Porte aperte ai 5 stelle»


    «L’Italia deve cambiare e con la Lega ce la può fare, altro che Renzi»: Matteo Salvini, segretario federale del Carroccio, traccia le linee-guida per un futuro possibile del centrodestra e del Paese. Un’idea di politica che sta riscuotendo sempre maggiori consensi e che concretizzerà il suo primo passo con la manifestazione romana a piazza del Popolo il 28 febbraio. Salvini dà appuntamento ai lettori de Il Tempo e a tutti gli italiani con un obiettivo preciso: «Renzi a casa».

    Onorevole Matteo Salvini, dica la verità, Sergio Mattarella non le piace perché pochi giorni prima di salire al Colle da giudice costituzionale ha bocciato il referendum anti-Fornero?

    «Anche, sicuramente. Io comincio a far politica ai tempi del liceo per mandare a casa i De Mita, gli Andreotti, gli Amato, quei vecchi rottami. E Mattarella è un ritorno al passato, è stato ministro con De Mita, con Andreotti, con Amato e ha fondato il Pd con Prodi e D’Alema. È lontano anni luce da una mia visione politica moderna, liberale, di centrodestra».
    In quell’epoca lei era uno di quelli che strillavano: «Roma ladrona»?
    «Ci occupavamo di autonomia e di federalismo, non erano ancora i tempi di Roma ladrona. Poi uno a 17 anni non è moderato: se a 17 anni fai politica da moderato, poi, da grande, diventi come Mattarella. Sicuramente il fatto che abbiano scippato agli italiani, più che alla Lega, il referendum sulla Fornero, non me lo rende simpatico».
    Con Alfano ci sono vecchie ruggini. Cos’è che proprio non le piace del ministro?
    «Ma no, io lo conobbi come persona stimabile, da ministro della Giustizia. Mi fece un’ottima impressione».
    E oggi, forse non si attendeva una giravolta così plateale dal responsabile dell’Interno?
    «Oggi, innanzitutto, come ministro dell’Interno non è all’altezza, perché sull’immigrazione e sulla sicurezza ha combinato un disastro. E poi per salvare la poltrona ha fatto cento capriole, prima tradendo Berlusconi, poi asservendosi a Renzi, per quanto mi riguarda basta, finito. Non è una questione personale, quanto di inadeguatezza. Capitolo chiuso, non mi interessa Alfano».
    Si è dato dei tempi per prendere il posto di Berlusconi?
    Ma no, io ho preso in mano la Lega solo lo scorso anno, ci davano per morti e sepolti. E invece dopo un anno ci danno terzo partito, primo partito del centrodestra, non mi pongo obiettivi a breve termine. Stiamo costruendo un progetto alternativo alla sinistra, con chi ci starà».
    È vero che molti, da Ncd e Forza Italia, stanno per salire sul suo carro? Non faccio nomi, ma cognomi: si parla di Saltamartini, De Girolamo e altri?
    «Sì, ci sono molte persone interessate al progetto-Lega, non faccio nomi nemmeno io. Ma gli interessati sono tanti, anche per Roma, per il centro e per il sud. Li divido in due parti: quelli che cercano solo il nuovo carro vincente, che lasceremo a terra. E poi ci sono quelli che hanno sempre fatto politica con il cuore e sono rimasti delusi dalle loro attuali esperienze. Penso anche ai 5 stelle, a gente che non fa più politica da tempo, per loro, invece, lo spazio c’è».
    Ritiene che per far ripartire il centrodestra occorra tagliare tutta la vecchia classe dirigente?
    «Io non faccio il finto rottamatore come Renzi: lui ha sputato nel piatto dove ha mangiato, ma poi ha tirato fuori dal cappello Mattarella, quanto di più vecchio e Prima Repubblica ci possa essere. In Lega abbiamo fatto un cambio della guardia pulito, democratico, trasparente. Il resto non mi interessa, anche perché io ho fatto tanti errori, non voglio pontificare e dare lezioni. Sicuramente alcuni nomi del passato del centrodestra non mi interessano».
    Che errori?
    «A volte esagero nei toni, ho tutti i pregi e i difetti di qualunque essere umano. A parte Renzi che non sbaglia mai».
    La sua idea di centrodestra prevede un’alleanza nel centro sud con Fratelli d’Italia (al centro) e Fitto e qualcun altro al sud?
    «Già dall’anno scorso, quando i numeri erano molto più ridotti, non penso alle sigle dei partiti, penso a un progetto, con una moneta diversa dall’euro, un progetto che parla di agricoltura, di sicurezza, di immigrazione, di riforma della giustizia, della scuola, di tassa unica al 15 per cento. E penso al superamento dei vecchi partiti. Non penso a una somma della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, Udc e Fitto.... non è questa l’operazione che m’interessa».
    Si aspettava una crescita così forte della Lega che nei sondaggi viene data addirittura sopra Forza Italia?
    «Abbiamo fatto delle battaglie, non mi aspettavo comunque questa crescita. Anche perché molti giornalisti, soprattutto a sinistra, avevano già celebrato la morte della Lega. Ma si dimostra così che le persone possono anche sbagliare, ma se il progetto è buono, non muore. Lo abbiamo aggiornato, modernizzato».
    Ora ci sarà un «ringiovanimento» della classe dirigente?
    «Lo abbiamo già fatto: io ho nominato due miei vicesegretari che sono ragazzi di trentuno e di quarant’anni. In Emilia Romagna nove eletti hanno un’età media che non arriva a trent’anni, quindi noi, nei fatti, in silenzio, senza strombazzarlo, la rivoluzione già l’abbiamo fatta. Abbiamo circa 250 sindaci la metà dei quali è sotto i quarant’anni. Una classe dirigente pronta c’è. E a differenza di Renzi abbiamo persone di settant’anni che non cambierei per niente al mondo».
    Fra i vostri intellettuali di riferimento ce ne sono provenienti dalla vecchia destra sociale ed altri anche di sinistra, ormai delusi?
    «La lezione di organizzazione dello Stato per me la dà sempre Miglio. Poi prendo spunti da tante persone diverse le une dalle altre: da Pietrangelo Buttafuoco a Piero Ostellino, Alberto Bagnai, Angelo Panebianco, diversi autori francesi, ma anche tedeschi, mi piace contaminarmi con idee di Massimo Fini. Quindi culture diverse, non credo più alla distinzione destra-sinistra, storica classica. Ci sono i servi dell’Europa e quelli che credono nelle identità e nei popoli».
    Effettivamente Buttafuoco, già intervistato da Il Tempo, è un suo fan.
    «È un siciliano non conformista. Afferma, e lo sposo in pieno, che piuttosto che avere un’autonomia usata male è meglio non averla».
    Archiviato il capitolo presidente della Repubblica si parla di riforma della Rai.
    «La cosa da scongiurare è l’occupazione renziana, che è già in corso, e lo smantellamento per controllare ogni buco. Renzi ha una visione che io non ho: di occupare ogni spazio di potere possibile e immaginabile. Fosse per me seguirei l’esempio inglese: una sola rete pubblica, senza pubblicità e possibilmente senza canone e il resto sul mercato. Anche perché con l’offerta televisiva che c’è oggi... la Rai è fuori mercato, rispetto a Sky, Mediaset, La7 e le televisioni locali. È un gigante mezzo sonnolento, politicamente occupato. Soprattutto da sinistra».
    Alla Lega non piacciono i giganti, nemmeno l’euro?
    «No, noi siamo con i piccoli. A noi hanno spiegato per 15 anni che bisogna fare le cose grandi: moneta grande, la banca grande, televisione grande. Poi ci siamo accorti che il grande, spesso, rifila fregature».
    E a un certo punto vi siete trovati d’accordo con Tsipras, una posizione che potrebbe non piacere ai vostri elettori.
    «Quando faccio una battaglia non guardo mai se prendo o perdo voti: la faccio se ci credo. E una moneta comune per diciannove economie diverse non ha senso. Premia la Germania e punisce l’Italia».
    Ma Berlusconi è veramente finito?
    «No, che Berlusconi sia finito lo dicono da quindici anni e io non ci ho mai creduto. Sicuramente è un momento di confusione totale, non ho capito, negli ultimi anni, il rapporto con Monti, con Letta e ora con Renzi».
    Ma di chi è colpa?
    «Della mancanza di un progetto a lungo termine, c’è solo il sopravvivere a breve termine. Poi i governi Monti, Letta e Renzi hanno fatto politiche economiche di sinistra: di tasse, di disoccupazione, non liberali e non di centrodestra. Non so, bisognerebbe chiederlo a Forza Italia».
    E i grillini?
    «Dai grillini ci dividono fondamentalmente le politiche sull’immigrazione e la sicurezza, visto che moltissimi degli eletti sono tendenzialmente di sinistra: hanno cancellato il reato di immigrazione clandestina, non vedono di buon occhio le divise. Abbiamo una concezione simile per la politica pulita, però molti degli eletti, lo vedo anche a Bruxelles, fanno politica di sinistra. Gli elettori, forse, sono di destra, mai politici sono di sinistra».
    Moriremo tutti democristiani?
    «Nooooo! Sono fiducioso, anche perché l’Italia sfiduciata che in questi anni non ha votato, se c’è un progetto preciso, torna a votare».
    Antonio Angeli



    Salvini: «Via i venduti, la mia destra avrà cuore» - Politica - iltempo
    Ultima modifica di Juv; 02-02-15 alle 23:51
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

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  2. #2
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    Predefinito Re: Salvini: Ci sono i servi dell’Europa e quelli che credono nelle identità e nei p

    Si,si...Salvini: è colpa del complotto europeo e mondiale non dei terù,povere anime innocenti e perseguitate che occupano quasi a livello militare la PA,dove guarad caso,l'efficienza è al livello del Mesisco.
    Figurarsi: loro adesso nella giravolta di 180 gradi salviniana sono diventati virtuosi come gli austriaci.

    Vergognati Salvini.

  3. #3
    Juv
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    Predefinito Re: Salvini: Ci sono i servi dell’Europa e quelli che credono nelle identità e nei p

    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Si,si...Salvini: è colpa del complotto europeo e mondiale non dei terù,povere anime innocenti e perseguitate che occupano quasi a livello militare la PA,dove guarad caso,l'efficienza è al livello del Mesisco.
    Figurarsi: loro adesso nella giravolta di 180 gradi salviniana sono diventati virtuosi come gli austriaci.

    Vergognati Salvini.
    Ma all'atto pratico, qualcosa fatto da Salvini che favorisca il sud? No, perchè dire "terroni" non è che sia il massimo della politica.
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

 

 

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