La sua scarcerazione era stata contestata non solo dalla pubblica accusa, ma anche da centinaia di cittadini stanchi di vivere accanto alle violenze quotidiane di Sante Spinelli.
Il rom, sotto accusa per l'omicidio di Emanuele Fadani, è tornato in carcere. I carabinieri lo hanno sorpreso A fare il matto, ubriaco, dopo essere stati chiamati dalla gente.
Quella gente esausta della presenza dei rom, impaurita per le loro prepotenze. :giagia:
Tra Giulianova e Martinsicuro, sulla costa adriatica, soprattutto nelle ore serali alcune zone diventano off limits. Terra di conquista degli zingari, bar che perdono la clientela perché frequentati da quelli che più nomadi non sono, ma che conducono una vita dall'alto tenore dopo essere riusciti ad ottenere, nel corso degli anni la residenza.
Sante Spinelli, 26 anni, è stato visto da alcuni passanti a Giulianova, disteso in mezzo alla strada: in evidente stato di ubriachezza, ha ingannato i passanti che credevano si sentisse male e hanno chiesto l'intervento di un'ambulanza, ma quando i sanitari sono giunti sul posto, Sante Spinelli
ha preso a calci e pugni il mezzo di soccorso, colpito con una pietra un'auto in sosta e poi ingaggiato una colluttazione con i carabinieri 
intervenuti nel frattempo. Nel compiere ciò il giovane rom non era solo. Se da una parte c'erano i soccorsi per lui e i carabinieri per l'ordine pubblico, dall'altra sono subito
sopraggiunti i parenti, per difenderlo, per inveire contro le forze dell'ordine, per far sentire il peso e la forza del clan.
Sante Spinelli è stato spalleggiato fino a quando i militari sono riusciti a bloccarlo e ad arrestarlo con le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato continuato e ubriachezza molesta. Torna così in carcere uno dei tre protagonisti dell'omicidio del giovane commerciante di Alba Adriatica. Era stato arrestato a novembre insieme ai due cugini Danilo ed Elvis Levakovic Spinelli, pochi giorni dopo l'omicidio; era tornato in libertà a marzo, quando il gip Marina Tommolini aveva accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dal legale del giovane rom ritenendo che non sussistessero più i gravi indizi probatori a suo carico. A sua discolpa alcune immagini di telecamere fisse che lo avrebbero ripreso presente, ma non partecipe nell'uccidere a calci e pugni, per futili motivi, Emanuele Fadani.
I cittadini di Alba Adriatica, come quelli di Giulianova e Martinsicuro non ci stanno a questa situazione, al
clima di terrore che c'è per le strade, all'insufficiente presenza delle forze dell'ordine. Spinelli fu addirittura protagonista di un'intervista a Canale 5. «Chiedo scusa - disse - non so cosa dire per consolare la famiglia di Emanuele. Non ho potuto evitare. Se mi potevo dividere in due avrei salvato quel bravissimo ragazzo», aggiungendo «io so che non ho colpa. Per questo me ne sto andando da Alba. Non riesco a trovare lavoro e non mi sento al sicuro: devo pensare ai miei figli».
Eppure ieri era a pochi chilometri di distanza, con la solita violenza. 
ncav: Ma il delitto Fadani non è stato l'unico. A carico dei rom due delitti fotocopia in tre mesi. Ad agosto 2009, infatti, lo studente Antonio De Meo, 23 anni di Ascoli Piceno, era stato ucciso a pugni da tre rom per una lite su una bici. Il delitto era avvenuto a Villa Rosa di Martinsicuro. Per quel delitto due rom di 15 e 17 anni (il terzo è minore di 14 anni e non è imputabile) sono stati condannati a 8 anni al termine di un rito abbreviato davanti al tribunale dei minori. Una condanna che in molti hanno giudicato blanda.
Il Tempo - Interni Esteri - Rom scarcerato aggredisce i carabinieri