Negli ultimi anni si è assistito ad un costante innalzamento dell'asticella del politicamente corretto, per cui per fare uno degli esempi più eclatanti, oggi degli ebrei si può parlare solo bene altrimenti si rischia di essere neanche tanto velatamente tacciati di antisemitismo.
Qualche giorno fa, mentre ascoltavo alla radio il programma Zapping (Radiouno), uno degli ospiti del programma si è lasciato andare a dichiarazioni che mi hanno lasciato sbigottito.
Questi ha praticamente fatto un'apologia dell'omosessualità sostenendo tra le altre cose che l'omofobia è una malattia mentale e in quanto tale gli omofobi sono omosessuali latenti che devono essere curati mediante l'intervento degli psichiatri, che gli omosessuali sono persone normalissime e in quanto tali meritevoli di godere di tutti i diritti riconosciuti alle coppie etero, compresi quelli di contrarre matrimonio e adottare bambini.
La cosa che mi ha colpito è stato il contenuto assolutamente ultimativo e ricattatorio di quelle affermazioni, tanto che nè il conduttore Aldo Forbice, nè nessuno degli altri ospiti, nè del pubblico intervenuto ha osato fare un solo rilievo. E vorrei ben vedere!
Peccato che fossero del tutto discutibili e per certi versi inaccettabili.
Innanzitutto, il termine ha diverse accezioni che non sono in nessun modo sovrapponibili e anche quella psicopatologica, intesa come irrazionale e persistente paura e repulsione nei confronti delle persone omosessuali che compromette il funzionamento psicologico della persona (per cui l'omofobia rientrerebbe tra i disturbi d'ansia come fobia specifica) ad oggi non è sostenuta da una letteratura sufficiente da farla inserire nei principali manuali psicodiagnostici.
Secondo: il matrimonio tra persone omosessuali è una contraddizione in termini. La parola deriva infatti dal latino matrimonium, ossia dall'unione delle parole mater (madre) e munus (compito, dovere); il matrimonium era nel diritto romano un "compito della madre", intendendosi il matrimonio come un legame che rendeva legittimi i figli nati dalla unione. In parole semplici il matrimonio è la culla della vita.
Terzo: è diritto naturale ed inalienabile dei bambini quello di avere due figure genitoriali di riferimento, quella paterna e quella materna.





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