Davvero non è facile informare chi passa di qui di un intervento che forse doveva essere ancora coperto da riservatezza se non forse da censura.
Sconcerta infatti che, dopo ben 7 giorni, ancora nessuno ne riferisca su nessun quotidiano, anche se il testo della relazione di Werner Arber (12/10/12), uno dei tre ospiti speciali al sinodo dei vescovi ("La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana") attualmente in corso in Vaticano è disponibile in forma integrale e in diverse lingue sia nel sito web che archivia i documenti del Sinodo (ita [imprecisioni!]- eng) che nel sito web dell'Accademia Pontificia delle Scienze (ita [imprecisioni!]- eng [originale] - spa - ger). L'agenzia vaticana Zenit riporta il testo originale solo in inglese, mentre nella pagina in italiano (in cui troviamo comunque i link ai testi integrali nel sito del sinodo) compare una sintesi in cui si sottolinea come la scienza appaia tuttora incapace di fornire in alcuni casi spiegazioni naturalistiche, mentre le religioni sanno sempre dare spiegazioni di senso.
La parte centrale della relazione che il presidente dell'Accademia Pontificia, Werner Arber ha tenuto al Sinodo è stata infatti un momento di "insegnamento delle scienze", e in particolare dei principali motivi che giustificano il fatto che sia sempre più rilevante l'importanza e l'uso da parte della biologia della forma attuale della teoria dell'evoluzione.
Werner Arber, premio Nobel e microbiologo, che con le sue ricerche ha anche confermato la validità dell'attuale teoria dell'evoluzione è per ora la migliore spiegazione dell'evoluzione degli esseri viventi era certamente la persona più adatta per spiegare il "neodarwinismo" alla platea dei vescovi convenuti a Roma, e gliene è stata data un'incredibile ed eccezionale occasione, fatto che provocherà certo reazioni (se la notizia circola).
Nella parte finale della relazione W.Arber, citando un convegno ("Transgenic Plants for Food Security in the Context of Development") e i relativi documenti del 2009 della PAS, ha poi spiegato l'importanza dell'uso degli organismi geneticamente modificati nel garantire il benessere all'umanità.
Vista la platea, non sono mancate anche alcune citazioni della Bibbia, ma usate soprattutto per far capire meglio le dimensioni dell'informazione genetica contenuta nel genoma degli organismi viventi.
Ci sono in realtà alcuni quotidiani o agenzie che citano la lezione di W.Arber e ne riportano alcune parti; qualcuno cita comunque solo le frasi in cui si riportano gli evidenti limiti del metodo scientifico, che non è uno strumento utilizzabile in assenza di dati; o le frasi finali che indicano la posizione favorevole della PAS e della Chiesa all'uso di organismi geneticamente modificati, soprattutto come strumento per garantire risorse alimentari ad una popolazione in continuo aumento (è critico e stupito l'articolo della Stampa; invece è prevedibilmente favorevole l'articolo dell'agenzia vaticana Zenit, scritto da A.Gaspari, giornalista ed ex-Direttore del Master in Scienze Ambientali all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum).
E tutto questo avviene mentre in ambienti cattolici critici sull'evoluzione, che da poco sono stati forse convinti che era meglio lasciar perdere i corsi interni e occuparsi piuttosto di "critica scientifica", si discute appassionatamente di diluvio universale senza nemmeno preoccuparsi di quando sarebbe avvenuto, appassionandosi a domande senza possibili risposte (i bambini per fortuna fanno domande utili a capire un dubbio reale!) e dimostrando di conoscere bene solo i creazionisti biblici del Kolbe Center che cercano di dimostrare la terra giovane. Non è più l'età in cui basta chiudere gli occhi per mimetizzarsi!
Un comportamento che conferma la preoccupazione di W.Arber (e di GP2 nel 1988) che la fede non si adegui ai tempi e non accetti che la scienza non le sia più subordinata e poco utile come alle origini, ma complementare e quindi necessariamente autonoma. Galileo non sembra aver insegnato nulla...
Non dovrebbero perdersi questa occasione di confronto con uno scienziato di fiducia del papa ma certo autorevole e competente, che ha spiegato come le "variazioni genetiche spontanee sono la forza motrice dell’evoluzione biologica", che "la selezione naturale agisce sulle varianti fenotipiche", e che recentemente "è diventato più chiaro che una molteplicità di diversi meccanismi specifici può contribuire alla generazione di nuove varianti genetiche" che provocano l'evoluzione biologica. C'è molto lavoroda fare.
Sarebbe utile che W.Arber potesse trovare supporto e collaborazione anche in altre e numerose persone interessate e competenti, non essendo possibile per lui verificare che tutti i vescovi abbiano davvero capito un concetto importante come le mutazioni casuali, che sembra anche i giornalisti trovino difficili; certo non erano preparati a discutere di aspetti naturalistici, ma hanno saltato interamente la parte centrale e principale dell'intervento, che è scomparsa dai loro resoconti. Nessun commento su quella parte dell'intervento, e rarissime le trascrizioni integrali. Forse si sono spaventati per alcune parole in inglese (come Charles e Darwin).che sono rimaste anche nella traduzione italiana?
Non è chiaro quali potranno essere le conseguenze di questo primo e insolito intervento al sinodo di un premio Nobel biologo evoluzionista, certo più abituato a congressi scientifici, che ad un sinodo di vescovi da "evangellizzare". Per ora nelle trascrizioni degli interventi fatti nelle giornate successive non si trovano proprio riferimenti a Werner Arber.
C'è da augurarsi che qiualche cardinale non convinca anche lui a guardare altrove e ad occuparsi piuttosto di critica scientifica.
Sembra molto improbabile, visto che Arber continua la sua partecipazione ai congressi di biologia molecolare, come quello dell'EMBO tenutosi nel maggio 2012 a Venezia: "International Workshop on Evolution in the Time of Genomics" (programma -partecipanti - foto di W.Arber e di uno storico della scienza italiano che si occupa di evoluzione - video dell'intervento [da 18'] di W.Arber su "Molecular mechanisms of genetic variation as revealed by microbial genetics".
Il testo è un po' migliore, ma comunque coerente con una dispensa sull'evoluzione creata per i corsi interni di formazione tenuti a Roma in Vicariato, oggi scomparse dal web anche se non c'erano problemi di copyright, essendo senza immagini)
· [Per controllare se compare ancora in rete il testo integrale dell'intervento di W.Arber in italiano non ancora corretto da un biologo evoluzionista, si può cliccare su questa query di Google: "selezione naturale che agisce come variante fenotipica"; in inglese il testo è l'originale e quindi è corretto e comprensibile: "natural selection acting on phenotypic variants"], Davvero sconcertante; qualche biologo cattolico italiano anglofono e amico dei vescovi del sinodo se ne accorgerà e provvederà?
· Si puo' anche verificare che alcuni commentatori stravolgono la frase "un’ampia concordanza tra la fede religiosa e la conoscenza scientifica disponibile all’epoca", per svuotare una osservazione successiva, che evidenzia una posizione molto critica di W.Arber sull'attuale coerenza fra fede e scienza: "Oggi e' nostro dovere custodire (e, ove necessario, ristabilire) tale coerenza sulla base della migliorata conoscenza scientifica ora disponibile".
Avviene chiaramente ad es.nel sito Korazym ("il prof. Arber ha indicato la concordanza tra conoscenza scientifica e fede religiosa, dimostrata già nel libro del Genesi") e nell'articolo della Radio vaticana ("Benedetto XVI è presente in Aula ed ascolta, attento, il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze citare la Genesi per dimostrare che sin da allora esisteva una concordanza tra fede e scienza"); speriamo che solo il giornalista fosse distratto, visto che W.Arber ha detto qualcosa di simile a "solo allora"). La versione spagnola dell'articolo dell'agenzia Zenit fa intuire che allora la scienza fosse già ai massimi livelli attuali: "En estas narraciones podemos identificar una gran coherencia entre la fe religiosa disponible entonces y el conocimiento científico sobre el desarrollo evolutivo". [Sono meglio le traduzioni di Google?]
· C'è qualcuno davvero entusiasta dell'intervento di W.Arber; è il presidente di Futuragra. In un articolo in cui si evidenzia che "Secondo la Pontificia Accademia delle Scienze 'i metodi recentemente adottati nel preparare gli organismi transgenici seguono le leggi naturali di evoluzione biologica e non comportano rischi legati alla metodologia dell’ingegneria genetica' il presidente aggiunge il suo commento, in cui cerca di tirare anche il papa per la tonaca: “il fatto che questa posizione venga presentata e condivisa in occasione del Sinodo dei Vescovi è un segnale di straordinaria importanza, visto che è il Papa stesso ad approvare preventivamente i testi degli interventi principali, incluso quello del Prof. Arber” (!!?).
· Comunque qualcuno dovrebbe contestare al prof.Arber soprattutto la conoscenza insufficiente del testo del Genesi. Dice infatti che il testo "propone una sequenza logica di avvenimenti"; è evidente che ignori che ci siano due versioni incompatibili della "sequenza logica di avvenimenti". Una, evidentemente illogica, con Adamo ed Eva all'inizio e l'altra in cui compaiono solo alla fine. Si dovrebbe censurare questa frase, piuttosto che mezzo intervento, la parte centrale, sulla teoria dell'evoluzione.
Forse anche lui, come Rubbia alla Lateranense il 12/11/03 ("La scienza moderna non può quindi non riconoscere la straordinariamente precisa ed obbiettiva osservazione sperimentale di una creazione iniziale dell’universo. L’uomo di scienza non può non associare queste osservazioni alla lettura delle Sacre Scritture e più precisamente ai primi versi della Genesi"), ha voluto compiacere i vescovi che l'avevano invitato a parlare.