"Io sono un po' parziale in questa storia perché io ho fatto il viaggio con questi sventurati dalla Tunisia a Lampedusa, sono affondato anche con loro.
Confesso la mia parzialità nel raccontare le loro storie. Come io ho avuto la singolare fortuna nella mia vita di convivere con degli jihadisti per un certo numero di tempo, così ho avuto la straordinaria (!) fortuna di passare, accompagnando il dolore di questa gente, la loro sofferenza, la privazione di ciò che è considerato "uomo", attraverso il deserto dal Niger alla Libia, su dei camion usati per portare i minerali dalle miniere, e poi su questo barcone di dieci metri che è affondato vicino Lampedusa. Questa gente ha perso, nel dolore di questo viaggio, la propria precedente identità umana ed è diventata una pagina bianca su cui chiunque può scrivere qualche cosa.
Il più grande regalo che possiamo fare agli jihadisti della Libia, a questi manigoldi e canaglie che sfruttano la sofferenza di questa gente, è di lasciare che loro scrivano su queste vite vuote dei codici genetici nuovi e li facciano diventare jihadisti.
E per fare questo regalo noi possiamo fare una sola cosa: respingerli, negare che siamo ciò che diciamo di essere, ciò che costituisce l'essenza stessa della differenza dell'Occidente rispetto a questa barbarie."
(Domenico Quirico. Piazza Pulita, 16 febbraio 2015)
A voi la penna.




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