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Discussione: Espulsi per le parole scritte sul web... la sicurezza tra isteria e ragion di stato

  1. #1
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    Predefinito Espulsi per le parole scritte sul web... la sicurezza tra isteria e ragion di stato

    Posto questo articolo a mio avviso molto interessante perchè mette in risalto la pericolosità di un certo modo di agire di magistratura o comunque organi decisionali italiani (N.B. in caso di "misure di prevenzione e sicurezza" neanche serve un magistrato ed un processo penale, basta anche solo uno sbirro e il processo lo si deve fare per far revocare la misura che viene preventivamente applicata, non solo l'espulsione). Qui si casa di 4 immigrati non cittadini UE (ad un cittadino UE non so se l'Italia avrebbe potuto applicare tale misura, non ne sono sicuro) espulsi come "misura di sicurezza" esclusivamente per delle presunte intenzioni, delle opinioni espresse sul web o addirittura per dei Mi Piace su facebook. Siamo al delirio, non so se mi spaventa di più l'ISIS o certi criteri da Codice Rocco di una parte delle istituzioni italiane.

    Giustizia: espulsi per le parole scritte sul web... la sicurezza tra isteria e ragion di Stato


    Redattore Sociale, 25 febbraio 2015

    Almeno 4 giovani immigrati cacciati dall'Italia nelle ultime settimane per opinioni espresse in rete. Le loro storie e i commenti di Amedeo Ricucci, Lorenzo Declich, Mohamed Shain. Guido Savio (Asgi): "Provvedimenti politici che lo Stato può fare anche senza aver nulla di concreto".

    ...

    Un operaio pakistano che prestava servizio volontario in Croce verde. E che nel tempo libero avrebbe cliccato qualche "like" di troppo su contenuti Facebook riconducibili al jihad. Un saldatore marocchino-brianzolo, adorato da amici e colleghi; il cui legame col terrorismo internazionale si sarebbe invece palesato su twitter, dove esaltava le pretese virtù di giustizia sociale dello Stato islamico e dileggiava i combattenti curdi con l'appellativo di "peshmerda". Uno studente turco della Normale di Pisa, ragazzo prodigio della fisica dei buchi neri con qualche evidente squilibrio psichico: tra un'equazione differenziale e l'altra, inviava missive ai governi d'Italia e Stati Uniti, minacciando di farsi esplodere e definendosi "jihadista pagano, alla maniera di Nietzsche".
    Ci sono anche loro nell'elenco dei sospetti terroristi espulsi dall'Italia. Che si sia trattato d'isteria o ragion di stato toccherà alla giustizia italiana stabilirlo; ma è certo che il confine tra le due tende ad assottigliarsi quando in ballo c'è la sicurezza nazionale. E se lo studente era considerato quantomeno eccentrico, gli altri due provvedimenti sono stati fulmini a ciel sereno per amici e familiari. Che da un mese ripetono che quei ragazzi sono finiti al centro di un clamoroso equivoco. Se non proprio di un'ingiustizia.

    ...

    Non la pensavano così al ministero degli Interni, dove il 19 gennaio è stato firmato il decreto d'espulsione. "La polizia lo ha prelevato al lavoro - ricorda l'avvocato Maurizio Nardozza - e in meno di 24 ore era già in Pakistan. Gli atti sono secretati, quindi non sappiamo di cosa sia accusato: da una nota ministeriale sembra che avrebbe condiviso su Facebook materiale legato al terrorismo islamico. Faqir non ha smentito, ma ha respinto ogni simpatia jihadista. È stato un duro colpo per la famiglia, non li ha nemmeno potuti salutare".
    "Reporter di seconda generazione". Diverso è il caso di Oussama Kachia, marocchino 34enne che da 21 anni viveva e lavorava a Brunello, piccolo centro del Varesotto. A quanto pare l'uomo era molto benvoluto in paese: la mattina del 6 febbraio, il suo datore di lavoro si è precipitato in questura in lacrime, chiedendo lumi sul provvedimento.
    Agli agenti che lo rimpatriavano, Kachia non ha negato le sue simpatie per l'Is: su twitter ne esaltava le virtù con una veemenza quasi naif, ma più che un militante si è definito "un reporter di seconda generazione". Per la questura di Varese, al contrario, si tratterebbe di un individuo "potenzialmente plagiabile da soggetti intenzionati ad arrecare pericolo allo Stato Italiano".
    Sia Ghani che Kachia hanno già annunciato ricorso contro i provvedimenti: "se necessario - ha dichiarato il legale del primo - ci rivolgeremo alla Corte di giustizia europea". Ma le cose potrebbero non essere così semplici. Secondo Guido Savio, avvocato dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione, lo Stato avrebbe agito nel pieno delle sue prerogative: "L'articolo 13 del testo unico sull'immigrazione e il decreto legge del 2005 per la prevenzione del terrorismo internazionale - spiega - danno al Ministro dell'Interno la facoltà di espellere uno straniero qualora sussistano ragioni di sicurezza.
    Si tratta di un atto politico, generalmente utilizzato quando qualcuno viene trovato 'con le mani nella marmellatà, senza che lo stato abbia però nulla di concreto contro di lui: perché, se le prove ci fossero, va da sé che non lo manderebbero a casa, ma in carcere. Tanto è vero che il ministero, avendo facoltà di secretare gli atti, non è tenuto a produrre prove o capi di imputazione. Un esempio potrebbe essere l'imam che si lancia in sermoni particolarmente virulenti e, pur non avendo infranto la legge, viene rimpatriato".
    ...

    O lo stesso Kachia, che le sue filippiche contro i Curdi di Kobane le scriveva in un perfetto italiano. Non esattamente ciò che ci si aspetterebbe da agenti del terrore in incognito. "Oussama è un testone - sospira A., sorella di Kachia - ma non ha mai pensato di far male a nessuno. Perfino il sindaco ne ha parlato bene ai giornali e di certo non è mai stato un integralista: ha una moglie in Svizzera che non ha mai messo il velo, vivevano come occidentali. Io gli ho detto mille volte di non scrivere quelle cose su internet, ma lui rispondeva che informarsi ed esprimere opinioni era suo diritto. Era in contatto anche con giornalisti e scrittori italiani".

    ...


    "Per tre anni - spiega - i media e la società italiana si sono ampiamente disinteressati di quanto accadeva in Siria: poco o nulla si è detto dei bombardamenti di regime o dei siriani che tornavano in patria per combattere contro Assad, non diversamente da quanto accadeva in Spagna nel '36. Il risultato è che, ad esempio, oggi siamo incapaci di distinguere il concetto di terrorista da quello di foreign fighter e non abbiamo gli strumenti per inquadrare il contesto da cui il nuovo terrorismo emerge. Di fatto, l'arrivo del jihad a casa nostra ci ha colti largamente impreparati; e il rischio ora, soprattutto da parte dei media, è di alimentare un clima di isteria che non aiuta, in primo luogo, l'azione delle forze di sicurezza".








    Giustizia: espulsi per le parole scritte sul web... la sicurezza tra isteria e ragion di Stato | Le Notizie di Ristretti
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  2. #2
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    Predefinito Re: Espulsi per le parole scritte sul web... la sicurezza tra isteria e ragion di sta

    stavolta non ti seguo.
    personalmente espellerei un bel po' di stranieri che manifestano simpatie per qualche regime totalitario ostile all'italia.

  3. #3
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    Predefinito Re: Espulsi per le parole scritte sul web... la sicurezza tra isteria e ragion di sta

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    stavolta non ti seguo.
    personalmente espellerei un bel po' di stranieri che manifestano simpatie per qualche regime totalitario ostile all'italia.
    Cioè espelleresti una persona sulla base non di quello che fa ma di quello che pensa? Ha senso espellere in seguito ad una condanna penale per il principio di "persona non gradita" ma secondo me pensare di espellere per un'opinione od un'intenzione, pure la più orribile, è pericoloso e tendente, appunto, al "totalitario".
    Ernesto and amaryllide like this.

  4. #4
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    Predefinito Re: Espulsi per le parole scritte sul web... la sicurezza tra isteria e ragion di sta

    Citazione Originariamente Scritto da Fallen Visualizza Messaggio
    Cioè espelleresti una persona sulla base non di quello che fa ma di quello che pensa? Ha senso espellere in seguito ad una condanna penale per il principio di "persona non gradita" ma secondo me pensare di espellere per un'opinione od un'intenzione, pure la più orribile, è pericoloso e tendente, appunto, al "totalitario".

    totalitario. non esagerare.
    io con chi è senza cittadinanza non sarei troppo a farmi problemi: non deve creare problemi. se crea più inconvenienti che situazioni convenienti... via, a casa.
    non sto mica parlando di incarcerarlo o torturarlo, solo di non prenderci rompicazzo.

  5. #5
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    Predefinito Re: Espulsi per le parole scritte sul web... la sicurezza tra isteria e ragion di sta

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    totalitario. non esagerare.
    io con chi è senza cittadinanza non sarei troppo a farmi problemi: non deve creare problemi. se crea più inconvenienti che situazioni convenienti... via, a casa.
    non sto mica parlando di incarcerarlo o torturarlo, solo di non prenderci rompicazzo.
    Non per difendere i jihadisti anzi, nè per un discorso "volemose bene", però prendere decisioni sulla base di "sospetti ed intenzioni" è un modus operandi applicato spessissimo in Italia e che porta a robe da Codice Rocco come le incostituzionali "misure di sicurezza e prevenzione".

    Proprio sui "senza cittadinanza", non per fare il Salvini della situazione ma ci sono persone non cittadine UE, che hanno fatto reati e che sono ancora sul suolo italiano mentre studenti e lavoratori che non hanno commesso alcun reato vengono espulsi in modo super-efficiente per aver scritto delle frasi su internet o aver messo dei mi piace su facebook. E' questo double standard che mi lascia molto perplesso.

    Senza contare che la maggior parte dei simpatizzanti dell'ISIS o del Jihadismo residenti in UE sono belli che passaportati e cittadini, soprattutto in paesi dove si parla già di "seconde e terze generazioni". Coulibaly (attentatore di Charlie Hebdo) era cittadino francese... Per dire che il pericolo jihadismo viene già da cittadini UE (di origini non europee e religione musulmana ma sempre cittadini UE) più che da fuori
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  6. #6
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    Predefinito Re: Espulsi per le parole scritte sul web... la sicurezza tra isteria e ragion di sta

    Citazione Originariamente Scritto da Fallen Visualizza Messaggio
    Non per difendere i jihadisti anzi, nè per un discorso "volemose bene", però prendere decisioni sulla base di "sospetti ed intenzioni" è un modus operandi applicato spessissimo in Italia e che porta a robe da Codice Rocco come le incostituzionali "misure di sicurezza e prevenzione".

    Proprio sui "senza cittadinanza", non per fare il Salvini della situazione ma ci sono persone non cittadine UE, che hanno fatto reati e che sono ancora sul suolo italiano mentre studenti e lavoratori che non hanno commesso alcun reato vengono espulsi in modo super-efficiente per aver scritto delle frasi su internet o aver messo dei mi piace su facebook. E' questo double standard che mi lascia molto perplesso.

    Senza contare che la maggior parte dei simpatizzanti dell'ISIS o del Jihadismo residenti in UE sono belli che passaportati e cittadini, soprattutto in paesi dove si parla già di "seconde e terze generazioni". Coulibaly (attentatore di Charlie Hebdo) era cittadino francese... Per dire che il pericolo jihadismo viene già da cittadini UE (di origini non europee e religione musulmana ma sempre cittadini UE) più che da fuori

    alt. non confondere argomenti.
    ho detto che vanno espulsi teste di cazzo senza cittadinanza.
    questo ovviamente comprende a maggior ragione chi si macchia di reato, anche se preferirei tenerlo in galera.
    non ho detto comunque che vanno espulsi teste di cazzo con cittadinanza.
    indipendentemente dalla loro origine.
    forse farei un'eccezione solo per i legaioli

  7. #7
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    Predefinito Re: Espulsi per le parole scritte sul web... la sicurezza tra isteria e ragion di sta

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    alt. non confondere argomenti.
    ho detto che vanno espulsi teste di cazzo senza cittadinanza.
    questo ovviamente comprende a maggior ragione chi si macchia di reato, anche se preferirei tenerlo in galera.
    non ho detto comunque che vanno espulsi teste di cazzo con cittadinanza.
    indipendentemente dalla loro origine.
    forse farei un'eccezione solo per i legaioli
    Non dico che tu abbia detto certe cose (e quella sui leghisti immagino sia una battuta data la faccina, se ognuno espellesse chi gli sta sui maroni rimarrebbero ben pochi).
    Sulle espulsioni a chi si macchia di reati, in certi casi sono previste dalla legge al termine dell'espiazione della pena, o come misura alternativa per un residuo di pena mi pare minore di 2 anni, secondo il principio "dovresti stare dentro, però ti espello e bon, però se torni sconti tutto ciò che ti manca" che è un buon compromesso tutto sommato.

    Ma qui attenzione perchè non si parla di espulsioni a causa di reati ma di espulsioni di "teste di cazzo".
    L'espulsione dello straniero è una misura di sicurezza, non serve necessariamente il processo ed una condanna. In questi casi non c'è stato nè processo nè condanna penale.

    Vi sono altre "misure di sicurezza" che possono essere applicate anche ad un cittadino senza che sia necessaria una condanna penale ma sulla semplice base di sospetti, per decreto insomma.

    Ripeto, a me preoccupa tutto ciò che viene deciso senza che vi sia il diritto alla difesa, anche se le vittime sono "teste di cazzo", o "jihadisti parlati". Ed espellere una persona esclusivamente a causa delle sue opinioni, per quanto aberranti e contrarie a visioni democratiche possano essere, è a mio avviso contrario ai principi democratici.

    Preferisco prendermi il rischio di avere potenziali jihadisti senza cittadinanza (tanto ci sono già i potenziali jihadisti con cittadinanza e quelli non puoi espellerli preventivamente neanche se volessi) che avere delle autorità che prendono decisioni affrettate a causa del panico dovuto ad una situazione contingente.
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