In realtà i maestri spirituali insegnano che è proprio quando c'è l'aridità interiore che la fede perseverante ha più valore agli occhi di Dio.
Il mantenersi costanti quando non si sente proprio nulla non è da temere che sia legalismo, ma, se lo si vive consapevolmente,
è un'offerta della nostra umanità graditissima a Dio. Con i doni e i talenti in verità gli riportiamo le cose che da Lui provengono.
Quando gli portiamo il nostro niente gli portiamo ciò che siamo. E' una penitenza che ci richiede che ha un valore superiore alla preghiera.
Nel suo silenzio Dio ci fa sentire che solo Lui è la fonte di tutto e ci fa sentire piccoli e più bisognosi perchè lo amiamo di più
Pertanto non si dovrebbe nemmeno desiderare i doni spirituali che magari sono dati ad altre persone o ai santi
ma esclusivamente accontentarci di quello che ci dà e, persino, che ci toglie.
Facile a dirsi, ovviamente, ma basta sforzarsi, ci è chiesto solo questo. Coraggio!





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