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  1. #1
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    Predefinito Due domande sul Giappone nella WWII

    1- perché Hitler ha voluto allearsi col Giappone? Cioè, aveva già in mente di conquistare la Russia e sperava che i giapponesi aprissero un secondo fronte contro di essa per disperdere le truppe russe?

    2-Perchè il Giappone ha attaccato gli USA, e non la russia? Come potevano sperare di vincere?

  2. #2
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    Predefinito Re: Due domande sul Giappone nella WWII

    Su domande del genere son stati scritti credo migliaia di volumi, ma restando sul sintetico

    1) In questo caso l'URSS non c'entra, diciamo che condividevano dei meravigliosi nemici nell'Impero Britannico e nella Francia; originariamente peraltro la Germania era buona amica della Cina, ma negli anni clou quest'ultima era -per fare un paragone comprensibile ai più giovani- una specie di Somalia con regioni più grandi dell'Italia in mano letteralmente a Signori della Guerra e in parecchi, Berlino compresa, pensavano che la vittoria nipponica sui Cinesi sarebbe arrivata nel giro di poco (no comment).

    2) Perché erano gli Stati Uniti, assieme ai decadenti colonialisti europei (GB, Francia, Olanda) a frapporsi tra lo Zipango e le sue ambizioni territoriali e marittime. L'URSS faceva paura ma a parte qualche ricorrente sparatoria sui confini della Manciuria per molto tempo è convenuto ad entrambi starsene buoni e preoccuparsi d'altro. In ogni caso il Giappone mancava in maniera totale di mezzi e risorse per attaccare l'URSS senza che quest'ultima potesse far amaramente pentire Tokyo.
    Con un decreto speciale / è stata abolita la lingua del mio paese / sostituita da una nuova / tutto quello che finora avevo scritto / si considera non tradotto.

  3. #3
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    Predefinito Re: Due domande sul Giappone nella WWII

    Il Giappone per la Germania costituiva un'alleato naturale:
    era sufficientemente lontano dalle aree a cui la Germania era interessata per cui i due paesi, con l'Italia come comprimaria avrebbero potuto spartirsi il mondo senza dispute e in modo complementare

    Come poi si dimostro', il Giappone era perfettamente in grado di dare colpi micidiali alla Gran Bretagna e agli USA

    Se la Germania fosse riuscita a sfondare in Russia essa avrebbe potuto posizionarsi ai confini dell'India nord-occidentale mentre il Giappone aveva già conquistato la Birmania, ai confini orientali dell'India stessa, se l'India fosse stata accerchiata come uno schiaccianoci per l'Impero Britannico sarebbe stata la fine e senza l'India sarebbero probabilmente crollate anche le posizioni inglesi in Persia e nell'Africa Orientale (Tanganyca, Somaliland, Kenia)

    Come la Germania il Giappone contava sulla sorpesa e distruggendo tutta la flotta USA nel Pacifico sperava che gli USA lasciassero campo libero al Giappone nel Pacifico, e non ci andarono tanto lontano, se non che il potenziale industriale americano alla lunga ebbe la superiorità

    Credo che un attacco del Giappone in Urss avrebbe causato l'effetto accerchiamento e avrebbe disperso le truppe sovietiche che si sarebbe ritrovbata a combatere a est oltre che a ovest per cui forse l'URSS sarebbe crollata, ma con enormi sacche di resistenza nella Siberia profonda.

    Perchè il Giappone non attacco' l'URSS per me rimane grande un mistero, forse il Giappone non aveva interessi in Siberia, gli bastava l'immensità della Cina e dell'Asia orientale

    Comunque grazie per aver posto la domanda è una domanda che si pongono spesso anche gli storici
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 01-02-15 alle 23:47

  4. #4
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    Predefinito Re: Due domande sul Giappone nella WWII

    Candido, mi resta oscuro con quali uomini e con quali mezzi, oltre che quali risorse si sarebbe potuto far arrivare le forze europee dell'Asse in posizioni simili; secondariamente i Giapponesi mancavano praticamente di tutto quello che serviva per muover guerra in Siberia o in Mongolia e negli scontri di frontiera con l'URSS era emerso quanto arretrate fossero le forze armate giapponesi nei confronti di quelle sovietiche.
    Ultima modifica di Grubach-Kléber; 01-02-15 alle 23:48
    Con un decreto speciale / è stata abolita la lingua del mio paese / sostituita da una nuova / tutto quello che finora avevo scritto / si considera non tradotto.

  5. #5
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    Predefinito Re: Due domande sul Giappone nella WWII

    Citazione Originariamente Scritto da Grubach-Kléber Visualizza Messaggio
    Candido, mi resta oscuro con quali uomini e con quali mezzi, oltre che quali risorse si sarebbe potuto far arrivare le forze europee dell'Asse in posizioni simili; secondariamente il Giapponesi avevano mancavano praticamente di tutto quello che serviva per muover guerra in Siberia o in Mongolia e negli scontri di frontiera con l'URSS era emerso quanto arretrate fossero le forze armate giapponesi nei confronti di quelle sovietiche.
    il fanatismo di Hitler impedi' ai tedeschi di avvalersi di tante popolazioni europee e asiatiche come Ucraini Georgiani, Azeri, Turkmeni, Uzbechi lanciando una crociata antisovietica e promettendo a questi popoli l'autodeterminazione, un occasione d'oro che avrebbe permesso ai tedeschi di avvalersi dell'aiuto e del sostegno di mezza Asia contro gli Inglesi.

    Ma Hitler non aveva una visione cosi' ampia, a lui bastavno le pianure ucraine e le steppe russe fino agli Urali. Poi se i sovietici si fossero sistemati oltrre gli Urali probabilmente a lui non sarebbe interessato nulla cosi' come non gli interessava delle sorti dei popoli asiatici che subivano da 20 anni l'oppressione sovietica

    D'altronde con un ministro degli esteri tedesco stupido come Ribbentrop c'è poco da stupirsi che non ci fu un azione incisiva in questo senso della Germania

    Poi c'era l'Iran che era filotedesco fin quando un colpo di stato inglese nel settembre 1941 depose lo Scià, altro insuccesso clamoroso della diplomazia nazista che si era vista fare golpe filoinglesi sotto il naso anche in Irak e nella Siria

    Giapponesi e Tedeschi si avvalevano in India dell'appoggio di Subhas Chandra Bose (ex collaboratore di Gandhi) che formo' un esercito di liberazione indiana dagli inglesi in esilio a Singapore e poi in Birmania
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 02-02-15 alle 00:02

  6. #6
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    Predefinito Re: Due domande sul Giappone nella WWII

    sono ipotesi affascinanti, credo realizzabili ma restano ipotesi e quasi ucronie

  7. #7
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    Predefinito Re: Due domande sul Giappone nella WWII

    Il Giappone doveva muovere guerra o ritirarsi dalle sue imprese coloniali per un motivo molto semplice, il petrolio. L'embargo americano stava distruggendo l'impero del Sol Levante che decise come ultima carta l'attacco agli Usa.
    L'Urss non fu attaccata per vari motivi: l'espansionismo nipponico stava virando sempre più sul fronte cinese e marittimo, quindi una spedizione in Urss avrebbe significato un forte riallineamento dell'asse strategico principale, inoltre il petrolio era più facilmente raggiungibile nell'Indonesia che nei lontani spazi russi e infine i sovietici per tutta la guerra mantennero sempre almeno una trentina di divisioni ad est, circa 700.000 uomini, che scoraggiarono un'azione da parte dei giapponesi, che erano anche rimasti impressionati dalla tenacia sovietica dopo i disastri dei primi giorni.

  8. #8
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    Predefinito Re: Due domande sul Giappone nella WWII

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    il fanatismo di Hitler impedi' ai tedeschi di avvalersi di tante popolazioni europee e asiatiche come Ucraini Georgiani, Azeri, Turkmeni, Uzbechi lanciando una crociata antisovietica e promettendo a questi popoli l'autodeterminazione, un occasione d'oro che avrebbe permesso ai tedeschi di avvalersi dell'aiuto e del sostegno di mezza Asia contro gli Inglesi.

    Ma Hitler non aveva una visione cosi' ampia, a lui bastavno le pianure ucraine e le steppe russe fino agli Urali. Poi se i sovietici si fossero sistemati oltrre gli Urali probabilmente a lui non sarebbe interessato nulla cosi' come non gli interessava delle sorti dei popoli asiatici che subivano da 20 anni l'oppressione sovietica

    D'altronde con un ministro degli esteri tedesco stupido come Ribbentrop c'è poco da stupirsi che non ci fu un azione incisiva in questo senso della Germania

    Poi c'era l'Iran che era filotedesco fin quando un colpo di stato inglese nel settembre 1941 depose lo Scià, altro insuccesso clamoroso della diplomazia nazista che si era vista fare golpe filoinglesi sotto il naso anche in Irak e nella Siria

    Giapponesi e Tedeschi si avvalevano in India dell'appoggio di Subhas Chandra Bose (ex collaboratore di Gandhi) che formo' un esercito di liberazione indiana dagli inglesi in esilio a Singapore e poi in Birmania

    Non è un problema di fanatismo, qualunque nazionalsocialista e pure i conservatori più ottocenteschi non avevano di quelle popolazioni un concetto sufficientemente elevato da considerarle come alleate anzichè poco più che schiavi. In più, o le risorse se le prendevano i Tedeschi e si poteva continuare la lotta oppure si facevano mangiare i nativi e arrivederci alla guerra.

    Ribbentrop non era uno stupido, era un personaggio spesso sgradevole e sleale, ma di certo non uno stupido: lui e Molotov trovarono l'uno nell'altro una controparte alla propria altezza.

    Chandra Bose rappresentava solo una minoranza degli Indiani e in ogni caso la fiducia nelle promesse britanniche era sempre maggiore di quella nelle promesse nipponiche.
    Con un decreto speciale / è stata abolita la lingua del mio paese / sostituita da una nuova / tutto quello che finora avevo scritto / si considera non tradotto.

  9. #9
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    Predefinito Re: Due domande sul Giappone nella WWII

    Citazione Originariamente Scritto da Boeche Visualizza Messaggio
    1- perché Hitler ha voluto allearsi col Giappone? Cioè, aveva già in mente di conquistare la Russia e sperava che i giapponesi aprissero un secondo fronte contro di essa per disperdere le truppe russe?

    2-Perchè il Giappone ha attaccato gli USA, e non la russia? Come potevano sperare di vincere?
    Partecipo anche io, ti do alcuni riferimenti che potrebbero chiarire alcuni punti cruciali per comprendere parzialmente la prima parte della seconda domanda, in neretto per comodità. In parte gia Cocco aveva fatto riferimento al tipo di motivazioni strategiche che indussero il giappone ad attccare gli USA.

    Come la guerra economica americana provocò l'attacco aereo giapponese a Pearl Harbor.

    Questo discorso fa parte della Conferenza di Arthur M. Krolman in occasione del 30° Anniversario
    del Summit dei Sostenitori del Ludwig von Mises Institute, Callaway Gardens, Georgia, del 26
    Ottobre 2012.
    Visibile anche su youtube: http://www.youtube.com
    a cura di Robert Higgs olte persone vengono fuorviate dalle convenzionalità. Ritengono, ad
    esempio, che gli Stati Uniti andarono in guerra contro la Germania e il Giappone soltanto dopo la
    loro dichiarazione di guerra a queste nazioni nel dicembre del 1941. In verità, gli Stati Uniti erano già
    in guerra ben prima di fare queste dichiarazioni, una guerra che aveva forme molteplici. Ad
    esempio, la Marina degli Stati Uniti aveva l'ordine di "sparare a vista" sui convogli marittimi tedeschi,
    convogli che potevano includere anche navi inglesi, nell'Atlantico del Nord nonché su gran parte
    della rotta di navigazione tra l'America e la Gran Bretagna, nonostante i smarini tedeschi avessero
    l'ordine di astenersi (e si astennero!) dall'attaccare i bastimenti americani. Stati Uniti e Gran
    Bretagna si misero d'accordo per condividere controspionaggio, sviluppo di armamenti, test militari
    congiunti e per intraprendere altre forme di cooperazione correlate alla guerra. L'apparato militare
    americano collaborò con quello britannico in operazioni di combattimento contro i tedeschi, ad
    esempio, allertando la marina inglese sull'avvistamento aereo o marino di smarini tedeschi che
    venivano poi attaccati dagli inglesi. Il governo americano si impegnò numerose volte nel fornire
    forniture e assistenza militare, o di altro tipo, agli inglesi, ai francesi e ai sovietici, che stavano
    combattendo i tedeschi. Il governo statunitense forni aiuti e assistenza militare, inclusi aerei da
    guerra e piloti, ai cinesi che erano in guerra col Giappone (1). I militari americani si impegnarono
    attivamente assieme agli inglesi, ai paesi del Commonwealth britannico e alle Indie orientali
    olandesi per future operazioni belliche congiunte contro il Giappone. Ancora più importante il fatto
    che il governo americano si impegnò in una serie di sempre maggiori stringenti e ostili misure
    economiche che spinsero i giapponesi in una difficile situazione e che le autorità americane
    sapevano che sarebbe stata la miccia che avrebbe spinto il Giappone ad attaccare territori e forze
    americane nella regione del Pacifico nel tentativo di assicurarsi l'approvvigionamento delle materie
    prime essenziali che americani, inglesi e olandesi (governo in esilio) avevano messo s embargo (2).
    Esaminate queste dichiarazioni riassuntive di George Victor, non certo un critico di Roosevelt, nel
    suo ben documentato libro: The Pearl Harbor Myth (il mito di Pearl Harbor): " Roosevelt aveva cond
    gli Stati Uniti in guerra contro la Germania già nella primavera del 1941, una guerra su piccola scala.
    Da allora in poi egli incrementò gradualmente la partecipazione militare americana. L'attacco del
    Giappone il 7 Dicembre 1941 lo mise nella posizione di incrementarlo ulteriormente e di ottenere
    una dichiarazione di guerra. Pearl Harbor viene considerato come la fine di una lunga catena di
    eventi, col contributo degli Stati Uniti che perseguivano una strategia formulata dopo la caduta della
    Francia. Agli occhi di Roosevelt e dei suoi consiglieri, le iniziative prese agli inizi del 1941
    giustificavano una dichiarazione di guerra tedesca contro gli Stati Uniti, una dichiarazione che, con
    loro grande delusione, non arrivava. Roosevelt disse al suo ambasciatore in Francia, William Bullitt,
    che l'entrata in guerra americana contro la Germania era certa ma che bisognava aspettare un
    "incidente" ed egli era fiducioso che i tedeschi glielo avrebbero dato. Stabilire quindi un precedente
    in cui il nemico avrebbe sparato il primo colpo, era un tema che faceva parte delle tattiche di
    Roosevelt. Pare infine che fosse arrivato alla conclusione, rivelatasi poi corretta, che il Giappone
    sarebbe stato più facile da provocare, facendolo attaccare gli Stati Uniti, di quanto lo fosse stato per
    la Germania (3). Il principio che il Giappone attaccò gli Stati Uniti senza provocazione era tipica
    retorica. La cosa funzionò perché il pubblico non sapeva che l'amministrazione americana si
    aspettava una risposta bellica alle iniziative anti-giapponesi intraprese nel Luglio 1941. Temendo di
    perdere la guerra con gli Stati Uniti, ed in modo disastroso, i dirigenti politici giapponesi avevano
    tentato disperatamente di negoziare. Su questo punto, la maggior parte degli storici concordano da
    tempo. Nel frattempo sono emerse le prove che Roosevelt e Hull rifiutarono di trattare in modo
    persistente. Il Giappone offrì compromessi e concessioni, alle quali gli Stati Uniti si opponevano con
    richieste sempre maggiori. Solo dopo aver appreso della decisione del Giappone di entrare in
    guerra con gli Stati Uniti che Roosevelt decise di interrompere tutti i negoziati. Secondo il
    procuratore Generale Francis Biddle, Roosevelt disse di sperare in un "incidente" nel Pacifico per
    portare gli Stati Uniti nel teatro di guerra europeo (4). " Questi fatti e numerosi altri che puntano
    nella stessa direzione, non rappresentano per lo più niente di nuovo. Molti di questi erano disponibili
    al pubblico fin dagli anni 40. Già nel 1953 chiunque poteva leggere una raccolta di saggi fortemente
    documentati sui vari aspetti della politica estera americana a fine degli anni 30 e inizi anni 40,
    pubblicati da Harry Elmer Barnes, i quali provavano i numerosi modi dei quali il governo americano
    era responsabile per il coinvolgimento della nazione nella Seconda Guerra Mondiale. In poche
    parole si dimostrava che l'amministrazione Roosevelt voleva portare il paese in guerra e lavorò
    alacremente in varie direzioni per assicurarsi, presto o tardi che ce l'avrebbe fatta, preferibilmente in
    un modo che avrebbe unito l'opinione pubblica sulla guerra facendo passare gli Stati Uniti come la
    vittima di un aggressione deliberata (5). Come testimoniò il Segretario della Guerra, Henry Stimson,
    dopo il conflitto: "avevamo bisogno che i giapponese facessero il primo passo" (6) Oggi comunque,
    a oltre settantenni da quegli eventi, probabilmente nemmeno un americano su mille, o forse su
    diecimila, ha una vaga conoscenza di questa storia. La fazione pro-Roosevelt, pro-americana,
    pro-Seconda Guerra Mondiale è stata così efficace in questo paese da dominare l'insegnamento e
    la narrativa popolare circa l'impegno americano nella "Buona Guerra". Verso la fine del 19° secolo
    l'economia del Giappone iniziò a crescere e si andava verso una rapida industrializzazione. Poiché il
    Giappone ha poche risorse naturali, molte delle sue industrie nascenti dovevano contare su materie
    prime importate, come carbone, minerale di ferro, cascami di acciaio, stagno, rame, bauxite, gomma
    e petrolio. Senza l'accesso a queste importazioni, molte delle quali provenivano dagli Stati Uniti o da
    colonie europee nel sud-est asiatico, l'economia industriale giapponese si sarebbe paralizzata.
    Impegnandosi tuttavia nel commercio internazionale, i giapponesi, già nel 1941, avevano costruito
    un economia industriale moderatamente avanzata. Allo stesso tempo costruirono un complesso
    militare-industriale per sostenere un esercito e una marina sempre più forti. Queste forze armate
    consentivano al Giappone di estendere il suo potere verso varie località del Pacifico e dell'Asia
    Orientale, inclusa la Corea e la Cina del Nord, un po' come fecero gli Stati Uniti usando la loro
    crescente potenza industriale per attrezzare le loro forze armate che proiettavano il potere
    americano verso i Caraibi, l'America Latina e persino nelle lontane Isole Filippine. Quando
    Franklin D. Roosevelt divenne presidente nel 1933, il governo americano cadde s il controllo di un
    uomo al quale non piacevano i giapponesi e che coltivava una romantica simpatia per i cinesi in
    quanto, così come avrebbero ipotizzato alcuni scrittori, gli avi di Roosevelt avevano fatto i soldi con
    il commercio con la Cina (7). A Roosevelt non piacevano in genere nemmeno i tedeschi ed in
    particolare Adolf Hitler, tendendo a favorire i britannici nei suoi rapporti personali e negli affari
    internazionali. Egli non si curò in modo particolare della politica estera fintanto che il suo New Deal
    non si esaurì nel 1937. A partire da quel momento egli faceva pesantemente affidamento sulla
    politica estera per realizzare le sue ambizioni politiche, incluso il suo desiderio di essere rieletto per
    una terza volta senza precedenti. Quando la Germania iniziò a riarmarsi ed a cercare in modo
    aggressivo il suo Lebensraum (spazio vitale) alla fine degli anni 30, l'amministrazione Roosevelt
    collaborò strettamente con i britannici e i francesi in modo da ostacolare l'espansione tedesca. Dopo
    l'inizio della guerra mondiale nel 1939, questa assistenza americana crebbe sempre di più andando
    a creare misure come il cosìdetto Destroyer Deal (accordo sulle cacciatorpediniere) e l'ingannevole
    programma chiamato Lend-Lease (prestito e affitto). Nell'anticipo all'entrata in guerra degli USA, gli
    staff militari britannici e americani idearono segretamente dei piani per operazioni congiunte. Le
    forze americane cercavano di creare un incidente che giustificasse una guerra cooperando con la
    marina inglese nell'attaccare i sottomarini tedeschi nell'Atlantico del Nord, ma Hitler si rifiutò di
    abboccare all'amo, negando così a Roosevelt il pretesto che cercava per trasformare gli Stati Uniti
    un belligerante dichiarato a tutti gli effetti, una belligeranza che la grande maggioranza degli
    americani non voleva. Nel Giugno del 1940, Henry L. Stimson, che era stato Segretario alla
    Guerra sotto la presidenza di William Howard Taft e Segretario di Stato sotto quella di Herbert
    Hoover, divenne nuovamente Segretario alla Guerra. Stimson era un leone dell'alta classe anglofila
    nordorientale e non era un amico dei giapponesi. A sostegno della cosidetta "Politica della Porta
    Aperta" per la Cina, Stimson appoggiò l'uso di sanzioni economiche per ostacolare l'avanzata
    giapponese in Asia. Il Segretario del Tesoro Henry Morgenthau ed il Segretario agli Interni Harold
    Ickes avallarono con vigore questa politica. Roosevelt sperava che queste sanzioni avrebbero
    spronato i giapponesi a commettere un imprudente errore lanciando un attacco bellico contro gli
    Stati Uniti che avrebbe coinvolto la Germania perché Giappone e Germania erano alleati. Mentre
    l'amministrazione Roosevelt liquidava bruscamente le aperture diplomatiche giapponesi per
    armonizzare i rapporti, di fatto impose una serie di sanzioni sempre più severe al Giappone. Il 2
    Luglio 1940 Roosevelt firmò il Decreto sul Controllo delle Esportazioni, che autorizzava il Presidente
    a concedere o a vietare l'esportazione di materiali strategici vitali. In virtù di questo Decreto il 31
    Luglio 1940 le esportazioni di carburanti per motori d'aereo e lubrificanti nonché materiali di ferro per
    fusione e scarti di acciaio, furono limitate. Poi, sempre muovendosi contro il Giappone, Roosevelt
    appioppò un embargo, con decorrenza 16 Ottobre 1940, su tutte le esportazioni su materiali in ferro
    e acciaio destinate a paesi che non fossero la Gran Bretagna o nazioni dell'emisfero occidentale.
    Infine, il 26 Luglio 1941, Roosevelt congelò i depositi giapponesi negli USA, mettendo quindi la
    parola fine alle relazioni commerciali fra le due nazioni. Una settimana dopo Roosevelt pose
    l'embargo sulle esportazioni di alcuni tipi di petrolio che facevano ancora parte del flusso
    commerciale col Giappone. (8) Gli inglesi e gli olandesi seguirono a ruota ponendo sotto embargo le
    esportazioni verso il Giappone provenienti dalle loro colonie del sudest asiatico. Roosevelt e i suoi
    subalterni sapevano di mettere il Giappone in una situazione insostenibile e che il governo
    giapponese avrebbe presto tentato di sfuggire allo strangolamento entrando in guerra. Avendo
    decriptato il codice diplomatico giapponese, i dirigenti americani sapevano, fra le altre cose, cosa
    aveva comunicato il Ministro degli Esteri Tijiro Toyoda all'Ambasciatore Kichisaburo Nomura in data
    31 Luglio 1941: " I rapporti economici e commerciali fra il Giappone e i paesi terzi, guidati da
    Inghilterra e Stati Uniti, stanno gradualmente diventando così orribilmente tesi da non poter più
    sopportare a lungo. Pertanto, il nostro Impero, per salvaguardare la propria esistenza, deve
    prendere le misure per assicurarsi le materie prime dei Mari del Sud " (9) Poiché i criptografi
    americani avevano anche decriptato il codice navale giapponese, i leaders di Washington sapevano
    che le "misure" del Giappone avrebbero incluso un attacco a Pearl Harbor (10). Anzi, nascosero
    questa seria informazione ai comandanti allae Hawaii i quali avrebbero potuto affrontare l'attacco o
    prepararsi per difendersi. Che Roosevelt e i suoi scagnozzi non abbiano dato l'allarme ha
    perfettamente un senso: dopo tutto l'incombente attacco rappresentava esattamente ciò che
    stavano cercando da tempo. Come Stimson scrisse nel suo diario dopo una riunione del Gabinetto
    di Guerra il 25 Novembre 1941: " la questione era come dovevamo manovrarli (i giapponesi) per
    portarli a sparare il primo colpo senza causare troppi danni a noi stessi". Dopo l'attacco Stimson
    ammise che " il mio primo pensiero fu il sollievo.....che si stava delinenando una crisi che avrebbe
    unito tutto il nostro popolo" (11). <strong>Traduzione di</strong> <strong>Gian Franco
    Spotti</strong> <strong>Fonte: Mises Daily
    (http://mises.org/daily/author/369/Robert-Higgs)</strong> <strong>Note:</strong> 1) Vedi "Flying
    Tutto il materiale e' proprieta' intellettuale di Rinascita - Pagina: 3
    Rinascita
    Tigers" (le tigri volanti), Wikipedia. Flying Tigers - Wikipedia, the free encyclopedia 2) Robert Higgs, "How
    U.S Economic Warfare Provoked Japan's Attack on Pearl Harbor" (come la Guerra economica degli
    USA provocò l'attacco giapponese a Pearl Harbor), The Freeman 56 (Maggio 2006), pag. 36-37 3)
    George Victor, The Pearl Harbor Myth: Rethinking the Unthinkable (il mito di Pearl Harbor: ripensare
    l'impensabile), Dulles, Va.: Potomac Books, 2007, pag. 179-180, 184, 185, 4) Ibid., pag. 15, 202,
    240 5) Vedi "Perpetual War for Perpetual Peace: A Critical Examination of the Foreign Policy of
    Franklin Delano Roosevelt and Its Aftermath" (Guerra perpetua per la pace perpetua: un esame
    critico della politica estera di F.D. Roosevelt e le sue conseguenze), edito da Harry Elmer Barnes
    (Caldwell, Id., Caxton printers, 1953) 6) Stimson come citato in "Pearl Harbor Myth" (il mito di Pearl
    Harbor) di Victor, pag. 105 7) Harry Elmer Barnes, "Summary and Conclusions" (riassunto e
    conclusioni) nella "Guerra perpetua per la pace perpetua: un esame critico della politica estera di
    F.D. Roosevelt e le sue conseguenze", edito da Harry Elmer Barnes (Caldwell, Idaho: Caxton
    Printers, 1953), pag. 682-83 8) Tutte le citazioni in questo paragrafo sono di George Morgenstern,
    "The Actual Road to Pearl Harbor" (la vera strada per Pearl Harbor), nell'edizione di barnes "Guerra
    perpetua per la pace perpetua", pag. 322-23, 327-28 9) Citato in "la vera strada per Pearl Harbor"
    di Morgenstern, pag. 329 10) Robert B. Stinnett: "Day of Deceit: The Truth About FDR and Pearl
    Harbor" (il giorno dell'inganno: la verità du F.D. Roosevelt e Pearl Harbor), New York, Free Press,
    2000 11) Citato in "la vera strada per Pearl Harbor" di Morgenstern, pag. 343, 384
    <strong>BIO</strong> Robert Higgs è membro anziano in economia politica per l'Independent
    Institute ed editore del The Independent Review. E' stato il destinatario nel 2007 del Premio Gary G.
    Schlarbaum per il "Lifetime Achievement in the Cause of Liberty". Potete inviargli un email a:
    rhiggs2377@aol.com
    Robert Higgs* (2013-03-02 12:00:00)
    Tutto il materiale e' proprieta' intellettuale di Rinascita
    Ultima modifica di Ringhio; 02-02-15 alle 19:22
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

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    Predefinito Re: Due domande sul Giappone nella WWII

    Citazione Originariamente Scritto da Grubach-Kléber Visualizza Messaggio

    Ribbentrop non era uno stupido, era un personaggio spesso sgradevole e sleale, ma di certo non uno stupido: lui e Molotov trovarono l'uno nell'altro una controparte alla propria altezza.
    Molotov: uno da raccomandare, mentre lui era Ministro degli Esteri in carica (al posto di Livtinov che era ebreo e che non era un interlocutore gradito a Hitler e Ribbentrop), sua moglie, anch'essa ebea, venne prima censurata poi degradata e infine fatta rinchiudere in un gulag da Stalin cioè dal capo di suo marito che egli incontrava giornalmente anche molte ore al giorno, sicuramente piu' di tutti gli altri politici sovietici dell'epoca.

    Lui anzichè implorare Stalin di liberare la moglie, dimettersi, raggiungerla nel gulag rimase impassibile al suo posto di ministro e accetto' un divorzio (fasullo).

    La moglie torno' libera solo dopo 5 anni, solo dopo la morte di Stalin, quando, come se niente fosse i due si rimisero insieme e vissero felici fino alla morte di lei nel 1970.

    Non so se fu per vigliaccheria, impotenza (tanto tutto era inutile) o se fu da parte di Stalin un ricatto "io ti sbatto la moglie nel gulag e se tu non mi sei fedele io l'ammazzo"
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 02-02-15 alle 19:42

 

 
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