Pescara, truffa lo stato con le pensioni e sfrutta la prostituzione: arrestata
Gestiva decine di prostitute in tre appartamenti nel capoluogo adriatico e Montesilvano, incassava affitti in nero e truffava l’Inps con gli assegni sociali dei genitori. Sequestro di beni per 400mila euro
PESCARA. Due misure restrittive e un sequestro di beni per 400 mila euro. È il bilancio di una operazione contro lo sfruttamento della prostituzione e finalizzata a scoprire una truffa sulle pensioni. Ad occuparsi del blitz, stamani, è stata polizia di Stato di Pescara. Al centro delle indagini c’è una cittadina ucraina che da tempo sfruttava l’attività di decine di prostituite all’interno di tre appartamenti situati a Pescara e Montesilvano, due dei quali di sua proprietà, incassando i profitti derivanti dalla locazione «in nero» degli immobili. La donna, inoltre, è accusata di aver effettuato una truffa ai danni dello Stato italiano in concorso con i suoi genitori, in violazione della normativa che disciplina l’assegnazione delle pensioni sociali. Oltre alle due misure restrittive in carcere nei confronti di una donna (ai domiciliari), e di un romeno che é ricercato, ci sono quattro indagati: i genitori della donna, un agente immobiliare e l'ex convivente dell'ucraina.
I due anziani percepiscono dal mese di marzo 2008 la pensione in Italia anche se vivono in Ucraina e conservano solo fittiziamente la residenza anagrafica. Secondo i dati della Inps, sostiene la polizia, questo tipo di reato è piuttosto diffuso anche perché i controlli sono difficili. Sul bilancio dell’ ente, quindi, gravano diversi soggetti, sia italiani che stranieri, che non avrebbero diritto alla pensione. Le verifiche effettuate in collaborazione con la Agenzia delle Entrate, istituti bancari, Poste Italiane e Aci, hanno fatto emergere che l’indagata e il suo nucleo familiare, pur risultando senza un adeguato reddito, ad eccezione delle due pensioni sociali dei genitori, sono proprietari di beni mobili, immobili e depositi di denaro, non giustificati dalla dichiarazione dei redditi.
L’indagine è stata avviata a settembre 2014, quando la polizia ha ricevuto la denuncia di un amministratore di condominio e la segnalazione di un cittadino, e si è conclusa in tempi rapidi, viaggiando su due binari. Da un lato, grazie alle telecamere piazzate dal personale della polizia è stato ricostruito il giro di prostituzione, che era di alto livello, con delle top escort che arrivavano qui da fuori e incassavano circa diecimila euro a settimana, e dall’altro è stata scoperta la truffa all’Inps, che ha fruttato ai genitori della 42enne circa 68mila euro (l’importo complessivo mensile delle pensioni sociali per i due anziani era di circa 950 euro, accreditati su un unico conto corrente), come hanno spiegato il dirigente della mobile Pierfrancesco Muriana e l’ispettore Giovanni Di Persio.
La donna, che raggiungeva gli appartamenti dove lavoravano le escort per sistemare e pulire gli alloggi, facendosi lasciare la pigione sul mobile della cucina, era preparata dal punto di vista giuridico e aveva come consulente un avvocato, a cui chiedeva consigli per «muoversi» al meglio, anche per evadere il fisco.
Per questo il gip Maria Michela Di Fine ha emesso anche un decreto di sequestro preventivo di tre appartamenti, di una autovettura e di un conto corrente postale, per un valore complessivo di oltre 400.000 euro, risultati intestati o comunque nella disponibilità dell’ indagata, ufficialmente disoccupata. Oltre ai due arrestati ci sono quattro indagati.
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