Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 34
  1. #1
    Forum Admin
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    34,051
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11,246
    Mentioned
    2084 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Dieci domande per i credenti

    Iniziamo a scaldare l'ambiente con un video interessante:


    trovo davvero elegante la dizione in inglese dello speaker, bello il "ditto!" (che vuol dire che la risposta è stata appena data) e quando dice "isn't it?"

    nel merito trovo molto interessanti le domande e personalmente penso che leggendo alcuni passi della Bibbia l'idea che a scriverla siano state non persone ispirate da dio ma dei "ruthless and primitive people" è molto forte.

    Quale di questi 10 punti vi piace di più?

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    12 Dec 2012
    Località
    Etna
    Messaggi
    29,317
     Likes dati
    7,487
     Like avuti
    9,261
    Mentioned
    809 Post(s)
    Tagged
    33 Thread(s)

    Predefinito Re: Dieci domande per i credenti

    la mia preferita è di gran lunga la prima domanda (perchè dio non guarisce mai gli amputati?).
    comunque gran bel video.

  3. #3
    From beyond
    Data Registrazione
    13 Oct 2006
    Messaggi
    59,227
     Likes dati
    14,062
     Like avuti
    9,098
    Mentioned
    532 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: Dieci domande per i credenti

    Citazione Originariamente Scritto da gladiator82ct Visualizza Messaggio
    la mia preferita è di gran lunga la prima domanda (perchè dio non guarisce mai gli amputati?).
    comunque gran bel video.
    una risposta che potrebbe dare un credene: "perché dovrebbe?"...
    Ultima modifica di Giordi; 04-02-15 alle 17:48

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  4. #4
    Forum Admin
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    34,051
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11,246
    Mentioned
    2084 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Dieci domande per i credenti

    Citazione Originariamente Scritto da Polemiko Visualizza Messaggio
    una risposta che potrebbe dare un credene: "perché dovrebbe?"...
    così giusto per una questione statistica, pare che si possa curare con la preghiera e con la fede qualsiasi malattia.
    Si parla di tanti casi documentati e riconosciuti dalla Chiesa un po' su tutto.
    Gli amputati proprio sono sfortunati, non è mai successo a nessuno in maniera documentata...
    è una coincidenza incredibile non trovi? Così anche a caso qualche volta una mano amputata dovrebbe rinascere ogni tanto
    il grande Massimo Troisi ne parla chiaramente


    PS confesso che da quando ho sentito questo video delle 10 domande che ho postato a inizio thread e faccio una domanda in inglese, per conferma, anche nei meeting importanti chiudo le frasi con
    "isn't it?"

    mi sento troppo figo

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    12 Dec 2012
    Località
    Etna
    Messaggi
    29,317
     Likes dati
    7,487
     Like avuti
    9,261
    Mentioned
    809 Post(s)
    Tagged
    33 Thread(s)

    Predefinito Re: Dieci domande per i credenti

    per credere nei miracoli io non pretendo chissà che cosa... mi basterebbe anche veder ricrescere un piccolo mignolino mozzato, non pretendo mica una gamba intera o un braccio. invece nulla... e comunque è un vero peccato che dio si sia "sparato" tutti i miracoli più spettacolari prima che venissero inventate le cineprese. ora invece ci sono solo noiosissime remissioni di tumori o al limite pallose scomparse di un aneurisma (come nel caso del miracolo che ha fatto diventare santo giovanni paolo II).

    ah, comunque l'isn't it, se usato nel giusto tono come nel video, fa oggettivamente figo.

  6. #6
    Forum Admin
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    34,051
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11,246
    Mentioned
    2084 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Dieci domande per i credenti

    Citazione Originariamente Scritto da gladiator82ct Visualizza Messaggio
    per credere nei miracoli io non pretendo chissà che cosa... mi basterebbe anche veder ricrescere un piccolo mignolino mozzato, non pretendo mica una gamba intera o un braccio. invece nulla... e comunque è un vero peccato che dio si sia "sparato" tutti i miracoli più spettacolari prima che venissero inventate le cineprese. ora invece ci sono solo noiosissime remissioni di tumori o al limite pallose scomparse di un aneurisma (come nel caso del miracolo che ha fatto diventare santo giovanni paolo II).

    ah, comunque l'isn't it, se usato nel giusto tono come nel video, fa oggettivamente figo.
    infatti funziona

    fa molto "british"

  7. #7
    From beyond
    Data Registrazione
    13 Oct 2006
    Messaggi
    59,227
     Likes dati
    14,062
     Like avuti
    9,098
    Mentioned
    532 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: Dieci domande per i credenti

    Citazione Originariamente Scritto da gladiator82ct Visualizza Messaggio
    per credere nei miracoli io non pretendo chissà che cosa... mi basterebbe anche veder ricrescere un piccolo mignolino mozzato, non pretendo mica una gamba intera o un braccio. invece nulla... e comunque è un vero peccato che dio si sia "sparato" tutti i miracoli più spettacolari prima che venissero inventate le cineprese. ora invece ci sono solo noiosissime remissioni di tumori o al limite pallose scomparse di un aneurisma (come nel caso del miracolo che ha fatto diventare santo giovanni paolo II).

    ah, comunque l'isn't it, se usato nel giusto tono come nel video, fa oggettivamente figo.
    Dio c'è andato vicino una volta... ma in quel caso non si trattava proprio di ricrescita, ma al limite di "riattaccamento"...

    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    Nessuna tecnica chirurgica: è un miracolo!
    Messori scrive chiaramente che si è trattato di un riattacco: "... riavutosi un poco dalla prima emozione, il giovane comincia "a muovere e a maneggiare la gamba sembrandogli che non potesse esser vero". Egli stesso e i suoi genitori, poi, alla luce della lampada, esaminano l'arto, scoprendovi subito segni inconfondibili che stavano su quello amputato. Quei segni sono: il maggiore e il più viibile, la cicatrice provocata dalla ruota del carro che aveva fratturato la tibia nell'incidente di Castellon de la Plata; un'altra cicatrice, minore, provocata dall'asportazione, quando Miguel Juan era ancora ragazzo, di una grossa cisti "nella parte inferiore e interna della gamba"; poi, due profondi graffi causati da una pianta spinosa; infine, le tracce di un morso di cane sul polpaccio" (Vittorio Messori, Il Miracolo, Rizzoli, p. 84).
    Quindi, non di una riscrescita, ma di un riattacco. Tra l'altro, lo stesso Messori, nella pagina successiva, ricorda che, aperta la buca nella quale era stata sepolto l'arto amputato, questa risultò vuota. Scrive quindi Messori: "non vi è stata creazione ma, semmai, sconvolgente "riparazione"; non una "ricrescita", bensì un "riattacco"" (ibidem, p. 85).


    Ma dai... vuoi mettere una misera gamba che ricresce come la coda di una lucertola, con il grandioso miracolo di vedere la propria gamba amputata due anni prima reimpiantata durante la notte senza accorgersi di nulla?

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    12 Dec 2012
    Località
    Etna
    Messaggi
    29,317
     Likes dati
    7,487
     Like avuti
    9,261
    Mentioned
    809 Post(s)
    Tagged
    33 Thread(s)

    Predefinito Re: Dieci domande per i credenti

    Citazione Originariamente Scritto da Polemiko Visualizza Messaggio
    Dio c'è andato vicino una volta... ma in quel caso non si trattava proprio di ricrescita, ma al limite di "riattaccamento"...





    Ma dai... vuoi mettere una misera gamba che ricresce come la coda di una lucertola, con il grandioso miracolo di vedere la propria gamba amputata due anni prima reimpiantata durante la notte senza accorgersi di nulla?
    la tecnica utilizzata è più o meno questa (ok, nella foto viene miracolosamente riattaccato un braccio, ma poco cambia):


  9. #9
    Moderatore Cattolico
    Data Registrazione
    06 Jun 2009
    Messaggi
    26,993
     Likes dati
    5,277
     Like avuti
    5,900
    Mentioned
    1975 Post(s)
    Tagged
    18 Thread(s)

    Predefinito Re: Dieci domande per i credenti

    Citazione Originariamente Scritto da gladiator82ct Visualizza Messaggio
    la mia preferita è di gran lunga la prima domanda (perchè dio non guarisce mai gli amputati?).
    comunque gran bel video.


    Esiste un miracolo di uno a cui è ricresciuta la gamba. E' del XVII secolo, in un paese della Spagna.
    Un fatto documentato a cui assistettero molti testimoni oculari e attestato dalle autorità con tanto di processo.

    Ovviamente non esistono filmati video e manca la documentazione clinica...


    La gamba di Miguel Juan

    di Enrico Salomi (mensile Il Timone)

    Nel 1617, a Calanda, nell’Aragona spagnola, nasce un certo Miguel Juan Pellicer, figlio di contadini e contadino lui stesso, analfabeta, dotato di una fede solida ed essenziale, devoto alla Vergine del Pilar di Saragozza. Lasciata la famiglia per non pesare sul magro bilancio dei genitori, verso la fine di luglio del 1637, mentre lavora tra i campi, un carro di frumento gli transita su una gamba, proprio sotto il ginocchio, procurandogli la frattura della tibia nella parte centrale. Tra dolori inenarrabili, vuole andare a Saragozza per mettersi sotto la protezione della Vergine del Pilar. Cinquanta giorni di viaggio e trecento chilometri sotto la canicola estiva, raccattando passaggi qua e là. Quando arriva in città, praticamente moribondo, si trascina sui gomiti fin nel santuario e qui si affida alla Vergine: ”pensaci Tu perché sto per morire”. Con sega e scalpello – gli strumenti del tempo – gli viene amputata la gamba, unica soluzione per salvargli la vita. Passa un anno prima di uscire dall’ospedale con una gamba di legno, due stampelle e una specie di patentino che gli dava la possibilità di esercitare la ”professione” del mendicante. Tutti i giorni, per due anni e mezzo, davanti alla porta del santuario del Pilar, l’intera Saragozza gli passa accanto, lo vede, si commuove, qualcuno lo aiuta; alla sera, quando il santuario chiude, Miguel Juan si cosparge il moncone della gamba con un po’ di olio consumato dalle lampade del santuario, nonostante che i medici, da cui è visitato periodicamente, lo ammoniscano inutilmente.

    Quando lo riconoscono alcuni compaesani che sono a Saragozza per un pellegrinaggio, non potendo più tenere nascosta la sua situazione, Miguel Juan decide di tornare dai genitori a Calanda, circa 100 chilometri a sud di Saragozza. E qui, altro non può fare che riprendere a mendicare. Il momento fatidico giunge alla sera del 29 marzo del 1640. E` giovedì. Siamo tra le dieci e le undici di sera. Miguel Juan cena con i genitori, due vicini di casa e un soldato di cavalleria dell’Esercito Reale, che è di passaggio e a cui era stata data ospitalità. Miguel Juan, dopo la povera cena, si congeda dalla compagnia e decide di andare a coricarsi. Ripone la protesi di legno e le stampelle, va a dormire nella camera da letto di mamma e papà, perchè aveva lasciato il suo giaciglio abituale al soldato. Qualche tempo dopo, la madre entra nella camera e, sentendo un profumo intenso ”come di Paradiso”, si accorge che da quel mantello troppo corto che ricopre il figlio addormentato spuntano due piedi.

    Giunge il padre, richiamato dalla donna. In principio pensano che si tratti del soldato che ha sbagliato stanza, ma, sollevando la coperta e guardando meglio, scoprono che quella persona è proprio il loro figlio. Miguel Juan, il mutilato, dorme profondamente, ma ha riattaccata quella gamba che, due anni e cinque mesi prima, gli era stata amputata. E non si tratta di una gamba qualsiasi, ma proprio della sua, con tutte le caratteristiche e le cicatrici del suo arto e con un circolino rosso nel punto in cui era avvenuta l’amputazione. Svegliano il figlio. Stava sognando – dirà Miguel Juan – di essere a Saragozza nella cappello della Vergine del Pilar e che si ungeva la gamba segata con l’olio di una lampada, come era uso fare quando era in quel santuario.

    Un miracolo straordinario, quello di un arto amputato improvvisamente riattaccato, che solo Dio, l’autore e il padrone delle leggi della natura può compiere. Se il fatto e vera, allora la conclusione si impone: Dio esiste. Ma ci vogliono le prove. Le prove ci sono, eccome. E sono tante, tutte concordi, ben fondate, ottimamente documentate, al punto che Messori si spinge a dire: ”dovrebbe dubitare di tutta quanta la storia umana, compresi i fatti più certi perchè più attestati, chi rifiutasse la verità di quanta successo a Calanda quella sera di marzo della settimana di Passione del 1640”. Vediamole in sintesi.

    II miracolo viene attestato solo sessanta ore dopo da tutte le autorità locali: il vicario parrocchiale don Jusepe Herrero, il justicia (il giudice e insieme il responsabile dell’ordine pubblico) Martin Corellano, il sindaco Miguel Escobedo, il suo vice Martin Galindo e, soprattutto, il notaio reale Lazaro Macario Gomez. In pochissimi giorni viene istituito un processa pubblico in cui sfilano decine e decine di testimoni oculari, nel frattempo, viene visitato il luogo dove era stata sepolta dai medici la gamba amputata, ma viene trovato vuoto (come riportato da un Aviso Historico, un giornale del tempo). Dopo quasi undici mesi di lavoro e con quattordici sedute pubbliche e plenarie, si pronuncia la sentenza del processo di Saragozza in data 27 aprile 1641: ”Perciò affermiamo e dichiariamo che a Miguel Juan Pellicer, contadino di Calanda, fu restituita la gamba che gli era stata amputata due anni e cinque mesi prima; e che non fu un fatto di natura, ma opera mirabile e miracolosa, ottenuta per intercessione della Vergine del Pilar”. I ventiquattro testimoni oculari, scelti dal tribunale di Saragozza tra innumerevoli possibili, possono essere suddivisi in cinque gruppi.

    Cinque sono medici ed infermieri, e tra loro il chirurgo che amputo la gamba e i due sanitari di Calanda che procedettero alla visita immediatamente dopo l’evento. Cinque tra familiari e i vicini di casa. Quattro sono autorità locali di Calanda, sopra ricordate. Quattro sono ecclesiastici, sia di Saragozza che di Calanda. Sei ”vari”, tra cui l’oste, nella cui bettola vicino al Pilar Miguel Juan, storpio, passava la notte quando rimediava quattro soldi di elemosina e un altro oste, di Samper, dal quale aveva alloggiato sulla strada del ritorno a casa. I testimoni sono scelti per dar conto, sotto giuramento, delle differenti tappe della storia di Miguel Juan Pellicer: la frattura, l’amputazione, la mendicità al Pilar, il ritorno al paese natale, l’evento miracoloso del 29 marzo e i fatti dei giorni successivi. E` così straordinario quanto è accaduto a Calanda, che il giovane contadino Miguel Juan venne ricevuto addirittura dal re Filippo IV, il più orgoglioso sovrano del mondo, il monarca dell’impero dove ”non tramontava mai il sole”. Il sovrano, dopo aver sentito la sua testimonianza e 1’inequivocabile sequenza di eventi da parte delle più importanti autorità spagnole, si inginocchia davanti al contadino, gli bacia con devozione la cicatrice, rimasta là dove l’arto era stato amputato e poi riattaccato.

    Che cosa dire di questa storia, così minuziosamente investigata da Vittorio Messori nel suo libro "Il Miracolo"? Forse le parole migliori sono quelle che 1’autore adopera, da storico e da giornalista, per concludere la sua opera indagatrice. ”In quelle ”notti oscure” di cui parlano proprio i mistici spagnoli, in quei momenti (inevitabili, fisiologici nella strutture della fede) in cui il dubbio sembra rodere, malgrado ogni accumulo di ”ragioni per credere”; ebbene proprio allora soccorre il ricordo di un campanile che si leva, vigoroso, sul Desierto de Calanda, nella Bassa Aragona. Una torre che ha l’aspetto di un punto esclamativo: segnala, infatti, almeno un luogo nel mondo dove ”la scommessa sul Vangelo” si scioglie in quella certezza che solo un fatto oggettivo, constatabile, sicuro può garantire. Lì la cronaca, la storia, sembrano davvero spalancare, all’improvviso, una finestra verso 1’Eterno.” Sì, Dio esiste e a Calanda ha dimostrato che nulla Gli è impossibile. Lì ha deciso intervenire nella ”carnalità” dell’esistenza del giovane contadino Miguel Juan Pellicer, di annullare ciò che era avvenuto per mezzo dell’uomo, di sospendere tutte le leggi della natura, di riparare ciò che era irreparabile.

    A Calanda., Dio, attraverso l’intercessione di Maria Vergine, ha voluto lasciare un segno concreto, tangibile, indubitabile. Per usare le parole dell’arcivescovo di Saragozza ”com’e stato dimostrato con certezza nel processo, il detto Miguel Juan fu visto prima senza una gamba e poi con questa. Quindi non si vede come si possa dubitare di ciò”. Nessun dubbio, dunque: questa gamba riattaccata può essere un grimaldello per fare breccia nello scetticismo dell’uomo postmoderno. Ma Calanda dice molto anche a certi cattolici, soprattutto a quella intellighenzia la cui fede si vuole adulta e che bolla i miracoli e altre forme di religiosità popolare come favolette superstiziose, adatte per vecchiette e per bigotti.

    Miracolo cristiano La Gamba Ricresciuta - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici
    Ultima modifica di emv; 20-03-15 alle 01:29
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


  10. #10
    Moderatore Cattolico
    Data Registrazione
    06 Jun 2009
    Messaggi
    26,993
     Likes dati
    5,277
     Like avuti
    5,900
    Mentioned
    1975 Post(s)
    Tagged
    18 Thread(s)

    Predefinito Re: Dieci domande per i credenti

    Il miracolo è un saggio dello scrittore e giornalista italiano Vittorio Messori. Tratta di un miracolo che sarebbe avvenuto nella Spagna del XVII secolo, la cui veridicità sarebbe testimoniata dai numerosi documenti d'epoca citati: a un giovane contadino, Miguel Juan Pellicer, sarebbe ricomparsa la gamba che gli era stata amputata due anni e mezzo prima. Indice




    Contenuto

    Alla fine di luglio del 1637 Miguel Juan Pellicer, ventenne nativo di Calanda in Aragona, si trova a Castellón, a circa 60 km da Valencia, dove lavora come contadino presso un suo zio. Mentre conduce un carro agricolo, cavalcando uno dei due muli che lo trainano, cade, probabilmente per un colpo di sonno, e la ruota del carro gli passa sulla gamba destra fratturandogli la tibia.
    Dopo aver ricevuto le prime cure a Castellón, il 3 agosto viene ricoverato all'ospedale di Valencia, dove rimane per cinque giorni; quindi decide di recarsi a Saragozza per farsi curare nell'ospedale dedicato alla Madonna del Pilar, alla quale è molto devoto. Il viaggio, lungo trecento chilometri, dura ben cinquanta giorni; al suo arrivo i medici constatano che la gamba è ormai in avanzato stato di gangrena e non resta altro da fare che amputarla. Alla metà di ottobre due maestri chirurghi, Juan de Estanga e Diego Millaruelo, eseguono l'intervento: la gamba viene tagliata quattro dita sotto il ginocchio e sepolta, secondo l'usanza del tempo, in un apposito settore del cimitero dell'ospedale. Il moncone viene cauterizzato a fuoco.
    Miguel Juan Pellicer rimane ricoverato per alcuni mesi, finché nella primavera del 1638 viene provvisto di gamba di legno e stampelle e dimesso. Per i due anni successivi si mantiene mendicando, provvisto di regolare permesso, presso il santuario del Pilar: durante questo periodo certamente lo vedono regolarmente un gran numero di cittadini di Saragozza. Periodicamente ritorna all'ospedale per farsi controllare e medicare dal dottor Estanga. Ogni sera chiede agli inservienti del santuario un po' dell'olio che arde nelle lampade sacre, e lo usa per ungere il moncone della gamba, nella convinzione di attirare così su di sé l'aiuto della Vergine.
    Nei primi mesi del 1640 Pellicer, ora ventitreenne, decide di ritornare a Calanda presso i genitori, e dopo un viaggio di circa una settimana vi giunge nella seconda settimana di Quaresima (tra il 4 e l'11 marzo). Non potendo aiutare nel lavoro dei campi, riprende il "mestiere" di mendicante girando ogni giorno per i paesi circonvicini a cavallo di un asino: molte altre persone così possono constatare la sua mutilazione.
    La sera del 29 marzo, alle dieci circa, Pellicer va a dormire: poiché il suo letto è occupato da un soldato di una guarnigione che quella notte sosta a Calanda, si corica su un giaciglio provvisorio allestito nella stanza dei suoi genitori. Tra le dieci e mezzo e le undici, sua madre entra nella stanza e vede due piedi spuntare dal mantello. Inizialmente pensa che il soldato e Miguel Juan si siano scambiati di posto, e chiama suo marito per chiarire il malinteso. Ma, scostando il mantello, i due coniugi esterrefatti constatano che si tratta proprio del loro figlio. Subito lo scuotono e gli urlano di svegliarsi: occorrono alcuni minuti perché Pellicer si risvegli da un sonno molto profondo e racconti di aver sognato che si trovava nel santuario del Pilar e stava ungendosi la gamba con l'olio benedetto, come molte volte aveva fatto. Tutti e tre sono subito concordi che la ricomparsa della gamba si deve certamente all'intercessione della Vergine del Pilar.
    La notizia del fatto si sparge immediatamente per Calanda: la mattina seguente il giudice del paese, assistito da due chirurghi, esamina Pellicer e stende un rapporto che invia subito ai suoi superiori. Il 1º aprile, domenica delle Palme, si reca sul posto don Marco Seguer, parroco di Mazaleón, paese distante una cinquantina di chilometri, accompagnato dal notaio reale Miguel Andréu: quest'ultimo stende un rogito nel quale verbalizza la testimonianza giurata di dieci persone.
    Il 25 aprile Pellicer e i suoi genitori si recano in pellegrinaggio a Saragozza, per ringraziare la Madonna del Pilar, e anche qui il giovane viene visto da numerosissime persone che lo avevano visto prima con una gamba sola: su richiesta delle autorità comunali si apre quindi un'inchiesta formale per accertare la veridicità del fatto. Il processo, presieduto dall'arcivescovo della città, si apre il 5 giugno e dura quasi un anno. Tutte le udienze sono pubbliche e non si registra alcuna voce di dissenso. Vengono verbalizzati ventiquattro testimoni, scelti come i più attendibili tra i moltissimi che hanno conosciuto Pellicer, sia a Calanda che a Saragozza.
    Il 27 aprile 1641, l'arcivescovo di Saragozza emana la sentenza, con la quale riconosce ufficialmente l'autenticità del miracolo. Alla fine di quell'anno Pellicer viene invitato anche alla corte di Madrid: il re Filippo IV si inginocchia davanti a lui e bacia la gamba miracolata.
    Una circostanza singolare che emerge dai resoconti è che la gamba ricomparsa appariva essere la stessa gamba che era stata amputata due anni e mezzo prima. La si riconosceva infatti da alcuni graffi e cicatrici preesistenti; inoltre all'ospedale di Saragozza si scavò la fossa in cui la gamba tagliata era stata sepolta, e la si trovò vuota.
    In appendice Messori riporta il parere di Landino Cugola, primario di chirurgia del Policlinico dell'Università di Verona e specialista in reimpianti d'arto. Cugola ha esaminato attentamente le testimonianze riportate nei verbali del processo, dalle quali risulta che la gamba appena ricomparsa era fredda e dura, le dita del piede contratte, il colorito livido, e Pellicer non vi si poteva ancora appoggiare e doveva camminare con le stampelle; nel giro di alcuni giorni la gamba riprese forza e calore e le dita si distesero. Inoltre la gamba era di alcuni centimetri più corta per la perdita di tessuto osseo causata dalla frattura, ma in circa tre mesi si riallungò fino a riacquistare la lunghezza originaria. Secondo Cugola, tutti questi fatti corrispondono perfettamente al normale decorso post-operatorio di una gamba reimpiantata (la ricrescita dell'osso normalmente viene aiutata mettendo l'arto in trazione; nel caso di Pellicer avvenne spontaneamente).
    I documenti

    Nel libro Messori elenca e dettaglia i documenti dell'epoca che attesterebbero il "miracolo di Calanda". I principali:

    • il rogito steso dal notaio Andréu: il documento originale, sfuggito fortunosamente alle distruzioni della guerra civile spagnola, dal 1972 è esposto in una vetrina nell'ufficio del sindaco di Saragozza.
    • il verbale del processo di Saragozza: il documento originale, custodito per quasi tre secoli negli archivi del Capitolo di Saragozza, verso il 1930 fu prestato a un monaco benedettino francese, padre Lambert, che lo portò in Francia. Malauguratamente durante la Seconda guerra mondiale il Lambert fu ucciso dai tedeschi e non si sa che sorte abbia avuto il manoscritto. Prima della sua scomparsa, comunque, ne erano state pubblicate ben quattro edizioni a stampa, la prima delle quali, nel 1829, fu autenticata da due notai che ne certificarono l'esatta corrispondenza con il testo originale.
    • due copie autenticate del verbale del processo, stese lo stesso giorno dell'originale e firmate e bollate dagli stessi notai (in terminologia giuridica, due transunti notariali): una, conservata negli archivi del comune di Saragozza, bruciò in un incendio nel 1808, durante le guerre napoleoniche. L'altra invece, conservata negli archivi della Cattedrale del Pilar, è tuttora esistente.
    • il rapporto del giudice di Calanda, steso la mattina immediatamente dopo il fatto: non ci è pervenuto, ma esistono tracce documentali della sua esistenza.

    Altri documenti di minore rilevanza:

    • l'atto di battesimo di Miguel Juan Pellicer, il 25 marzo 1617.
    • la registrazione del suo ricovero all'ospedale di Valencia.
    • un opuscolo commissionato dal Capitolo del Pilar a un frate carmelitano, pubblicato in quello stesso anno 1641.
    • un altro libro pubblicato da un medico tedesco nel 1642; il padre gesuita che firmò l'imprimatur vi aggiunse una dichiarazione nella quale affermava di avere personalmente conosciuto il Pellicer prima con una gamba e poi con due.
    • il resoconto dell'udienza di Miguel Juan Pellicer alla corte di Madrid.
    • numerosi documenti che comprovano l'effettiva esistenza storica di molti dei personaggi della vicenda.

    Messori commenta:
    « La stragrande maggioranza dei fatti del passato (anche fra i maggiori) è attestata con assai minori certezze documentarie e garanzie ufficiali. È una constatazione oggettiva, non una rassicurazione apologetica »
    (pp. 136-137)
    Critica razionalista

    Il libro di Messori ha suscitato l'interesse di numerosi agnostici e razionalisti nonché di organismi scettici i quali hanno mosso razionaliste circa l'avvenimento di Calanda. Pur se diversamente argomentate, esse si fondano su un unico assunto: la impossibilità dell'evento (nell'uomo, una gamba amputata non ricresce, e tantomeno in modo istantaneo). Da tale impossibilità discenderebbe, per necessità logica, che l'evento sarebbe da attribuire a cause niente affatto straordinarie (una frode, una menzogna, etc.). Poiché, tuttavia, nessuna di queste critiche aggredisce le testimonianze dell'evento, dimostrandone la inaffidabilità, l'errore o la falsità, esse non possono dirsi propriamente critiche scientifiche, bensì sono mere critiche razionaliste (ossia critiche fondate su un pregiudizio, opinabile quanto quello di segno opposto). Le principali critiche di questo genere sono riassunte qui appresso.
    Sergio de Santis, del CICAP, nella sua recensione al libro si domanda come mai, un caso così "clamoroso" di miracolo che pare rispondere così bene all'affermazione di Anatole France sugli ex voto «Vedo tante stampelle, ma nessuna gamba di legno» sia stato completamente dimenticato dalla Chiesa per tre secoli e mezzo affermando che, forse, le prove "granitiche" presentate da Messori non sono poi così solide[1].
    Luigi Garlaschelli, sempre del CICAP, ha avanzato l'ipotesi[2] che Miguel Juan Pellicer fosse un "falso invalido" che nascondeva la gamba tenendola ripiegata dietro la coscia; scoperto dal soldato che dormiva in casa, avrebbe inscenato il miracolo per non dover ammettere l'inganno. A sostegno Garlaschelli riporta le prime parole di Pellicer "miracolato" che furono "Padre mio, perdonatemi" invece di un più spontaneo "Miracolo! Miracolo!". La situazione poi sarebbe sfuggita di mano alla famiglia che, una volta diffusasi la voce del miracolo con l'arrivo di testimoni e di incaricati della Santa Inquisizione ha dovuto continuare sulla stessa linea per non essere a sua volta condannata per frode. Questa ipotesi richiede che i chirurghi e gli infermieri dell'ospedale di Saragozza che eseguirono l'amputazione e che testimoniarono al processo abbiano confuso Pellicer con qualcun altro: Garlaschelli sostiene che in un grande ospedale, con moltissimi pazienti ricoverati ogni giorno, è improbabile che i sanitari, dopo oltre due anni, si ricordassero di un paziente fra tanti inoltre fa notare come Pellicer non si sia mai fatto vedere a Calanda con la gamba fratturata, ma pur dovendosi spostare tra Valencia e Saragozza e trovandosi Calanda lungo la strada ha preferito passare per Teruel. A sostegno dice anche che la gamba "riattaccata", nei primi giorni, appariva come "magra, contratta, bluastra" proprio come se atrofizzata per un lungo inutilizzo.
    Un'altra ipotesi è quella dello scambio di persona, per cui Miguel Juan Pellicer sarebbe stato sostituito da una persona a lui somigliante: Garlaschelli suggerisce che potesse trattarsi di uno dei suoi fratelli anche se, come precisa Messori, nessuno era gemello. Negli atti del processo comunque non viene citato nessuno dei sette fratelli di Pellicer, ma solo una sorella.
    Edizioni




    Note




    Il miracolo (Messori) - Wikipedia
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


 

 
Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Dieci domande a Gargamella su Mps
    Di salvo.gerli nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 24
    Ultimo Messaggio: 31-01-13, 16:14
  2. Le dieci domande......
    Di Marcello1986 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 23-10-12, 22:38
  3. Dieci domande per il Pd sardo
    Di Morfeo nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 23-08-11, 11:24
  4. Dieci domande per il Pd sardo
    Di Morfeo nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-08-11, 20:25
  5. Dieci domande a Franceschini
    Di salvo.gerli nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 27-05-09, 09:57

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito