
Originariamente Scritto da
Augustinus
Nessuna tecnica chirurgica: è un miracolo!
Messori scrive chiaramente che si è trattato di un riattacco: "... riavutosi un poco dalla prima emozione, il giovane comincia "a muovere e a maneggiare la gamba sembrandogli che non potesse esser vero". Egli stesso e i suoi genitori, poi, alla luce della lampada, esaminano l'arto, scoprendovi subito segni inconfondibili che stavano su quello amputato. Quei segni sono: il maggiore e il più viibile, la cicatrice provocata dalla ruota del carro che aveva fratturato la tibia nell'incidente di Castellon de la Plata; un'altra cicatrice, minore, provocata dall'asportazione, quando Miguel Juan era ancora ragazzo, di una grossa cisti "nella parte inferiore e interna della gamba"; poi, due profondi graffi causati da una pianta spinosa; infine, le tracce di un morso di cane sul polpaccio" (Vittorio Messori, Il Miracolo, Rizzoli, p. 84).
Quindi, non di una riscrescita, ma di un riattacco. Tra l'altro, lo stesso Messori, nella pagina successiva, ricorda che, aperta la buca nella quale era stata sepolto l'arto amputato, questa risultò vuota. Scrive quindi Messori: "non vi è stata creazione ma, semmai, sconvolgente "riparazione"; non una "ricrescita", bensì un "riattacco"" (ibidem, p. 85).