
Originariamente Scritto da
Druuna
Articolo molto interessante sulla situazione degli attuali gggiOOOvani
Che vogliamo fare della nostra generazione?Siamo una generazione di
bamboccioni?
Non vogliamo prenderci
responsabilità?
Siamo una generazione di
precari?
Siamo “chiusi” dalle
generazioni precedenti?
Perché la mia generazione non si muove? Stiamo bene così? Siamo troppo abituati ad avere chi ci rimbocca le coperte, ad essere giustificati e perdonati per ogni cosa, ad avere mamma e papà (e nonni) pronti ad ogni evenienza?
...In questi giorni mi è capitato di leggere, in risposta alla questione “rottamiamo i 68ttini”, che anche noi dovremmo
“fare un ‘68”. Ora, a parte i giudizi politici sul ’68, vorrei capire come. Perché fiorisca un movimento di quella portata servono leader, idee (per non dire ideali), libri, intellettuali e artisti di riferimento. Magari di portata mondiale. Permettete la banalizzazione, ma c’erano i Beatles, oggi abbiamo gli One Direction. E mi fermo qui con gli esempi per carità di patria, ma sarei felice di essere smentito.
Che fare allora? Siamo destinati a passare senza lasciare segno, schiacciati da colpe nostre e non nostre? Probabile, non saremmo né la prima né l’ultima generazione della storia a subire questa sorte. Ma senza ambire a sogni di gloria, possiamo perlomeno migliorare la nostra situazione? Ovviamente individualmente sì. Ma globalmente? Abbiamo una fortuna, che spesso dimentichiamo. Siamo nati e viviamo in uno
stato democratico. Un po’ scassato, ma pur sempre democratico (e a chi parla di regime mandatelo a Cuba da cubano). Se sapremo valorizzare chi porta innanzi le nostre istanze allora ce la possiamo giocare. O almeno possiamo provarci. Altrimenti saremo sempre in balia di altri portatori di interesse, se non altro più numerosi di noi.
Ce la possiamo fare? Non ho una risposta, so solo che se non ci provi, difficilmente le cose accadono.
Che vogliamo fare della nostra generazione? | Linkiesta.it