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  1. #1
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    Predefinito Tagli alle Regioni : la ln nega

    I tagli alle Regioni previsti dalla manovra finanziaria: le cifre e i settori

    La manovra correttiva 2011-2012, scritta dal ministro Tremonti, continua a far discutere soprattutto per i tagli imposti agli enti locali, in particolare le Regioni.

    L’accusa che molti governatori regionali muovono al governo è quella di far pesare circa il 50% del totale della manovra alle Regioni (10miliardi di euro tolti, a fronte di 11,7miliardi tagliati allo Stato) causando così gravi problemi ai bilanci e alle possibilità di offrire servizi ai cittadini e alle imprese.

    Nichi Vendola (Puglia, Sinistra è libertà) afferma che saranno tolti alla sua Regione oltre 360milioni di euro; Enrico Rossi (Toscana, PD) parla di tagli per 470milioni; Claudio Burlando (Liguria, PD) lamenta tagli per 150milioni di euro nel 2011 e 200milioni nel 2012; anche Renata Polverini (Lazio, PDL) afferma che il 50% della manovra addossato alle Regioni è insostenibile; Roberto Formigoni (Lombardia, PDL) vorrebbe maggiore proporzionalità tra i componenti dello Stato nell’ affrontare i sacrifici della manovra che, così come è, affossa il federalismo fiscale.

    Di parere opposto invece Roberto Cota (Piemonte) e Luca Zaia (Veneto), entrambi della Lega Nord, i quali affermano che i tagli previsti riguardano gli sprechi e che il federalismo fiscale sarebbe in realtà favorito dal nuovo corso inaugurato da Tremonti.

    polverini tremnti vendola


    Ma dove andrebbero a colpire questi tagli secondo i detrattori della manovra (che, va detto, sono in netta maggioranza)? Verrebbero colpiti i fondi per il trasporto pubblico (la Lombardia taglierebbe 100milioni per la sola ATM di Milano; la Puglia 214milioni), per le infrastrutture pubbliche di viabilità (la Toscana perderebbe 200milioni), l’edilizia residenziale pubblica (41milioni tagliati in Puglia), poi l’ istruzione pubblica, l’ambiente e l’agricoltura; particolarmente penalizzate sarebbero le picoole-medie imprese, in quanto i Fas (Fondi per le Aree Disagiate), gestiti dalle Regioni, verrebbero radicalmente tagliati.

    A fronte di tutto ciò, il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani (governatore dell’Emilia Romagna) annuncia la convocazione straordinaria delle Regioni martedì 15 giugno, per spiegare ai cittadini, ai sindacati, agli imprenditori e ai media le conseguenze reali della manovra.

    Ovviamente il Ministro Tremonti difende il suo lavoro, affermando che i tagli proposti sono assolutamente sostenibili in quanto pari al solo 3% delle entrate regionali ( 5miliardi di euro e non 10 come affermato dai detrattori della finanziaria) e che riguardano solo sprechi documentati; per altro, Tremonti assicura che non verranno toccati i soldi destinati alle spese sanitarie. Anche Bankitalia ritiene adeguata la manovra.

    Dove stia la ragione ancora non possiamo dirlo; per ora possiamo solo fare attenzione alla guerra di cifre e opinioni in merito ed aspettare di vedere se aumenteranno le imposte regionali, se diminuiranno i servizi o se effettivamente verranno diminuiti gli sprechi.

    I tagli alle Regioni previsti dalla manovra finanziaria: le cifre e i settori | ReveNews

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Tagli alle Regioni : la ln nega


  3. #3
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    Predefinito Rif: Tagli alle Regioni : la ln nega

    Manovra: oggi le Regioni presentano i conti veri a Tremonti

    Formigoni: "Questa finanziaria mette le mani nelle tasca dei cittadini".

    Clivio Baldori

    "Se la manovra non cambia saremo costretti a tagliare i servizi o ad aumentare le tasse, cioè a mettere le mani nelle tasche dei cittadini. È il contrario della politica che il centrodestra sostiene": è quanto afferma il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, in una intervista concessa ieri a Repubblica in cui spiega che "gli sprechi sono a Roma, non nelle Regioni virtuose".
    La finanziaria estiva sta per approdare in Senato e le Regioni sono già sul piede di guerra. Il peso dei tagli non è ridistribuito - secondo gli esponenti degli Enti locali - in parti eguali.
    E dopo tante polemiche leghiste sul "Va pensiero" e l'inno di Mameli, sono proprio le autonomie locali ad essere penalizzate da un ministro molto caro alla Lega Nord, come Giulio Tremonti.
    Oggi riunione straordinaria
    “Spiegheremo, dati alla mano, ai cittadini, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni rappresentative del mondo produttivo, alle forze politiche e ai mezzi di informazione quali saranno le conseguenze della manovra recentemente varata dal Governo”: a parlare è il Presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani che con una nota fa sapere di aver convocato per stamattina una riunione straordinaria delle Regioni.
    Alle 13, poi, nella conferenza stampa a cui parteciperanno tutti i governatori, verranno presentati voce per voce le dimensioni del sacrificio imposto ai cittadini attraverso il taglio dei servizi.

    Tutto il peso su 15 Regioni
    La batosta peggiore, se il testo non verrà modificato, si abbatterà sulle Regioni a statuto ordinario.
    Il calcolo è stato fatto dall’assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Romano Colozzi. La manovra varata dal governo, a fronte di una spesa della Pubblica amministrazioni per il biennio 2011-2012 di 708 miliardi di euro, prevede un taglio di 24,3 miliardi, pari al 3,43%.
    La maggior parte del carico, però, toccherà solo ad alcune amministrazioni locali, senza distinguo tra chi governa virtuosamente e chi no.

    L'elenco dei tagli
    Il risultato sono tagli indiscriminati a tantissimi servizi al cittadino. Trasporto pubblico locale, Mercato lavoro, Polizia amministrativa, Incentivi alle imprese, Protezione civile, Servizio Maregrafico, Demanio idrico, Energia e miniere, Trasporti, Invalidi civili, Salute, Opere pubbliche, Agricoltura, Viabilità, Ambiente, Rimborso tasse automobilistiche, Difesa incendi, Borse di studio, Contratti Trasporti Pubblico Locale, Politiche sociali, Lavoro disabili, Procreazione assistita ed altro, Prestiti d'onore, Lotta all'inquinamento, Fondo affitti, Fondo politiche per la famiglia, Consiglieri di parità, Turismo, Edilizia residenziale agevolata, Sostituzione autobus, Fondo non autosufficienze, Fondo occupazione, Edilizia sanitaria pubblica. Sono solo una parte delle voci su cui bisognerà risparmiare.



    Il paradosso della manovra
    Così per le Regioni a statuto speciale i tagli saranno di 1,5 miliardi di euro, pari al 4,17%, mentre per quelle a statuto ordinario arriveranno a 8,5 miliardi, pari al 13,28%. Ai Comuni toccherà un risparmio di 4 miliardi, alle Province di 0,8 miliardi e allo Stato di 9,5 miliardi di euro.Per far capire la portata dei sacrifici richiesti alle 15 Regioni a statuto ordinario, Colozzi, si è anche cimentato in un calcolo paradossale. A quanto ammonterebbe la manovra finanziaria se a tutti i livelli istituzionali fosse applicata la stessa percentuale di tagli?
    Se a tutti i livelli istituzionali fosse imposto il taglio del 13,28% la manovra sarebbe gigantesca e varrebbe un risparmio da 94 miliardi di euro, al netto della spesa pensionistica, e da 160,69 miliardi di euro, inclusa la spesa pensionistica.


    Manovra: oggi le Regioni presentano i conti veri a Tremonti - IL SALVAGENTE - quotidiano on-line dei consumatori

  4. #4
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    Predefinito Rif: Tagli alle Regioni : la ln nega

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    [B]
    Il paradosso della manovra
    Così per le Regioni a statuto speciale i tagli saranno di 1,5 miliardi di euro, pari al 4,17%, mentre per quelle a statuto ordinario arriveranno a 8,5 miliardi, pari al 13,28%. Ai Comuni toccherà un risparmio di 4 miliardi, alle Province di 0,8 miliardi e allo Stato di 9,5 miliardi di euro.Per far capire la portata dei sacrifici richiesti alle 15 Regioni a statuto ordinario, Colozzi, si è anche cimentato in un calcolo paradossale. A quanto ammonterebbe la manovra finanziaria se a tutti i livelli istituzionali fosse applicata la stessa percentuale di tagli?
    Se a tutti i livelli istituzionali fosse imposto il taglio del 13,28% la manovra sarebbe gigantesca e varrebbe un risparmio da 94 miliardi di euro, al netto della spesa pensionistica, e da 160,69 miliardi di euro, inclusa la spesa pensionistica.


    Manovra: oggi le Regioni presentano i conti veri a Tremonti - IL SALVAGENTE - quotidiano on-line dei consumatori

    lega e pdl sono spregiudicati e roma maledetta non mollerà mi un centesimo di euro

    tanto c'è la scusa dell'approvazione del c.d. "federalismo" iango: fiscale

    e con i mondiali di calcio si potrebbero mettere ulteriori fette di salame degli occhi dei ciulaPadani già molto ofuscati

  5. #5
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    Predefinito Rif: Tagli alle Regioni : la ln nega

    Avevamo capito che, grazie al governo Berlusconi, pungolato dalla forza propulsiva della Lega Nord, partito di lotta e di governo, grazie alla legge che porta il nome di Roberto Calderoli, grazie alla grande vittoria alle regionali dei cavalieri Cota e Zaia, eravamo entrati nel paradiso del federalismo fiscale. Poi però è arrivata la manovra “prefettizia”, varata senza neppure consultare le regioni e le autonomie locali, in palese violazione proprio della legge Calderoli.

    Una manovra che scarica il peso dei tagli di spesa pubblica per il 50% sulla finanza regionale, responsabile di appena il 7% della spesa complessiva al netto della spesa sanitaria. Senza contare che una parte dei tagli lineari previsti per i ministeri sarà scaricata indirettamente sulle regioni, come nel caso dei trasporti e della non autosufficienza. Che taglia in modo uniforme le risorse per tutte le regioni, colpendo di più chi ha già risparmiato in passato e non ha più nulla da tagliare, premiando chi finora ha davvero sprecato. Che taglia le risorse della riforma Bassanini, lasciando però alle Regioni le funzioni assegnate – dal trasporto pubblico locale alla difesa del suolo – senza i soldi per finanziarle, in palese violazione della Costituzione.

    Questo paradiso federale somiglia tanto ad un inferno centralista. Le regioni sono in rivolta. Se n’è accorto persino Formigoni, che ha detto che questa manovra seppellisce il federalismo e viola la Costituzione italiana. Sarà in malafede pure lui, perché i cavalieri del federalismo, i due governatori leghisti Cota e Zaia, si preoccupano d’altro: inno di Mameli, uso dei dialetti, mantenimento della province e occupazione delle municipalizzate. Cota, come un democristiano d’altri tempi, riesce persino ad approvare il documento unitario delle regioni e poi a dire che la manovra del governo va bene. Ma forse siamo noi che ancora non abbiamo capito. E’ questo il vero federalismo: quello dei forchettoni in salsa padana.

    La rivolta delle regioni e i forchettoni in salsa padana

  6. #6
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Tagli alle Regioni : la ln nega

    E' veramente incredibile l'atteggiamento della Lega in proposito.

    Cota sta facendo una figura davvero penosa: da una parte sostiene la manovra, dall'altra firma il documento delle Regioni in cui le regioni definiscono la manovra insostenibile e tale da mettere a rischio il federalismo....è come dire che il sole è giallo, ma anche verde.

    Peraltro non è neanche possibile parlare della Lega in senso unitario.
    Infatti Attilio Fontana presidente dell'ANCI Lombardia dice queste cosette:

    ..:: ANCI Lombardia - Manovra 2010, Fontana: i Comuni virtuosi saranno messi in ginocchio ::..

    E i sindaci leghisti veneti dicono:

    Tagli, anche i sindaci leghisti contro Tremonti e il governo - Corriere del Veneto
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  8. #8
    phasing out
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    Predefinito Rif: Tagli alle Regioni : la ln nega

    sì, ma poi appena la cadrega vacilla tutti compatti sulla linea del guru, mutismo e fine annunciata dell'ennesima pantomima di dissenso interno.

    MERDE.
    Ultima modifica di semipadano; 16-06-10 alle 13:34
    L'occasione fa l'uomo italiano

  9. #9
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    Predefinito Rif: Tagli alle Regioni : la ln nega

    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    sì, ma poi appena la cadrega vacilla tutti compatti sulla linea del guru, mutismo e fine annunciata dell'ennesima pantomima di dissenso interno.

    MERDE.

    quoto

    è la classica sceneggiata di un movimento di cadregari che per raccogliere i voti sul territorio predica autonomismo, federalismo, roma ladrona, ecc ... poi al governo si comporta ESATTAMENTE al contrario

    fin quando i ciulaPadani vanno dietro a gente del genere, sarà sempre peggio

  10. #10
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